La Francia accusa la Russia di aver lanciato una nuova offensiva ibrida contro l’Europa, con una campagna informatica su larga scala finalizzata al sabotaggio e allo spionaggio. L’annuncio arriva nel giorno in cui Parigi ospita il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader della coalizione dei Volenterosi, riuniti per discutere il rafforzamento della sicurezza europea di fronte alla minaccia russa.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha denunciato un’operazione attribuita direttamente all’Fsb, il servizio federale di sicurezza russo, spiegando che gli attacchi avrebbero coinvolto una decina di Paesi europei, Francia compresa. In risposta, Parigi convocherà l’ambasciatore russo Alexeï Mechkov al Quai d’Orsay e prepara nuove sanzioni contro nove persone e quattro organizzazioni ritenute coinvolte nella campagna e che saranno soggetti ora a divieti di viaggio e congelamenti dei beni. Le aziende tecnologiche russe ritenute legate ai servizi segreti, come Advanced System Technology e Npp Gamma, non potranno più operare nell’Unione Europea. In parallelo, il Regno Unito ha annunciato misure punitive contro ventiquattro persone fisiche e giuridiche accusate di attività illegali orchestrate dai servizi di Mosca.
Anche Berlino, intanto, ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore di Mosca per protestare.
In particolare l’Fsb sarebbe dietro il gruppo di hacker Turla, responsabile dal 2010 di numerosi attacchi informatici contro governi e infrastrutture critiche in Europa. È questa l’accusa del Consiglio Europeo, che in una nota afferma di aver inserito nella lista nera i membri del sedicesimo Centro del Fsb.
Secondo il governo francese, gli attacchi informatici avrebbero preso di mira ministeri, aziende e operatori responsabili di servizi essenziali. Tra gli obiettivi individuati anche infrastrutture strategiche, con particolare attenzione al settore ferroviario.
In Francia, ad esempio, il sedicesimo Centro avrebbe condotto dal 2010 attività di spionaggio informatico contro enti governativi strategici e, lo scorso anno, contro l’industria della difesa. Enti governativi sono stati presi di mira anche in Germania, mentre in Polonia, di recente, sono state rilevate operazioni di sabotaggio contro centrali termoelettriche, ferrovie e altre infrastrutture critiche. Un episodio che Parigi considera parte di una strategia più ampia di pressione digitale contro i Paesi europei impegnati nel sostegno all’Ucraina.
Tra i Paesi colpiti figurano, secondo il Consiglio Europeo, anche Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.
La Francia ha rivendicato l’efficacia del proprio sistema di protezione contro le ingerenze straniere, basato su due strutture principali: Viginum, incaricata di individuare e analizzare le campagne digitali di influenza esterna, e l’Anssi, responsabile della sicurezza tecnica dei sistemi informatici nazionali.
Barrot ha ricordato il ruolo svolto da Viginum anche nella protezione delle recenti elezioni amministrative francesi da possibili campagne di disinformazione, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione europea contro le minacce ibride.
La denuncia francese arriva, come detto, mentre Parigi ospita il vertice della coalizione dei Volenterosi, con al centro il futuro assetto della sicurezza europea. Tra i temi sul tavolo figurano la creazione di uno scudo balistico europeo e l’organizzazione di possibili esercitazioni della forza multinazionale che potrebbe essere dispiegata in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco.
La giornata si concluderà con una cena all’Eliseo tra Emmanuel Macron, Zelensky e gli altri leader della coalizione. Il presidente ucraino sarà poi ospite d’onore della parata militare del 14 luglio sugli Champs-Élysées, dedicata quest’anno al «risveglio strategico dell’Europa». Ad aprire la sfilata saranno soldati ucraini e militari dei Paesi della coalizione, tra cui l’Italia, in una dimostrazione di unità europea davanti alla crescente pressione russa. (riproduzione riservata)