Gianni Infantino ha spostato la sua residenza a Miami durante il Mondiale e le spese con il fisco Usa sono state coperte direttamente dalla Fifa.
Una decisione, si legge sul New York Times, che sarebbe stata approvata dal consiglio dell'ente calcistico nel 2024 e che, secondo le stime del giornale, porta la Fifa a versare per conto di Infantino circa 4 milioni di dollari di tasse al termine del suo mandato presidenziale.
Il commercialista svizzero Bruno Chiomento aveva fatto notare che il cambio di residenza, necessario per seguire al meglio i Mondiali, avrebbe reso Infantino soggetto a imposte sul reddito più elevate e che per questo la Fifa avrebbe dovuto farsi carico della maggiorazione. Alla fine però, l'ente avrebbe versato tutta la quota dovuta da Infantino al governo statunitense, con alcuni alti funzionari che avrebbero sollevato dubbi in merito al calcolo con cui il beneficio era stato determinato.
Questo beneficio fiscale, che non risulta dichiarato nei documenti ufficiali, è solo uno degli elementi che stonano rispetto agli impegni di maggior trasparenza assunti dalla Fifa in seguito allo scandalo corruzione di una decina di anni fa. Infatti, il Nyt evidenzia come Chiomento fosse praticamente ovunque ai Mondiali grazie all'equivalente di un pass Vip, che non è stato concesso neppure a numerosi membri dei diversi comitati.
Inoltre, Infantino avrebbe unilateralmente sostituito gli autisti assegnati dalla Fifa con quelli della Griz Global Solutions, società di sicurezza gestita da un veterano americano, spendendo centinaia di migliaia di dollari. Gianni Rizzello, avvocato non facente parte della Fifa che aveva studiato legge all'univeristà di Friburgo contemporaneamente a Infantino, è stato incaricato proprio da quest'ultimo di contribuire alla stesura della politica relativa a retribuzioni e benefit per i dirigenti Fifa, allentando le restrizioni sulla ricezione di regali, semplificando le regole sugli inviti e concedendo maggior discrezionalità sull'uso di jet privati. (riproduzione riservata)