Wall Street chiude contrastata: Dow Jones +1%, S&P500 +0,2%, Nasdaq -0,2%. Il primo indice è stato sostenuto da solidi utili, dal calo dei prezzi del petrolio e da una rotazione degli investimenti dal settore dei semiconduttori verso altri segmenti del mercato. Coca-Cola ha segnato un rialzo del 5% grazie a risultati superiori alle previsioni sia in termini di fatturato che di utili, oltre a una revisione al rialzo delle stime per l'intero anno. Mentre Apple (+0,9%) ha per breve tempo raggiunto per la prima volta una capitalizzazione di mercato di 5.000 miliardi di dollari, il giorno dopo aver superato Nvidia, diventando così la società quotata in borsa di maggior valore.
Listini azionari positivi alle 19:30 ora italiana: il Dow Jones sale dell'1,2%, l'S&P 500 dello 0,4%, il Nasdaq Composite dello 0,1%.
«L'andamento di mercato continua a essere dominato da due tematiche parallele; da un lato i timori legati al comparto dei semiconduttori e in generale all'universo AI dall'altro la guerra Iran-Usa che, negli ultimi giorni, sembra stia offendo qualche spunto positivo», affermano gli strategist di B.Mps.
«Riguardo al primo tema, ai timori sugli ingenti investimenti in Capex, si è aggiunto il rischio che la concorrenza da parte della Cina possa erodere redditività ai produttori Usa e asiatici, con una forte penalizzazione questa notte per la borsa coreana. Riguardo al tema Iran, si riaprono gli spiragli per un accordo diplomatico, dopo che ieri il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso temporaneamente i raid militari contro l'Iran per dare una chance alle negoziazioni, confermando che sono in corso colloqui approfonditi con Teheran. Trump ci ha abituato spesso a queste dichiarazioni, ma il mercato sta apprezzando il fatto che anche ieri non ci siano stati attacchi reciproci».
Inizia oggi la riunione della Federal Reserve, ma la decisione sulla politica monetaria non è scontata. «Il verbale della riunione del Fomc di giugno ha di fatto indicato che l'energia, i dazi e l'intelligenza artificiale hanno accelerato l'inflazione nell'ultimo anno e che, se uno qualsiasi di questi fattori dovesse mantenere l'inflazione a livelli elevati, la Fed potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi. Il forte aumento dei prezzi dell'energia, i nuovi annunci sui dazi e le previsioni al rialzo sugli investimenti in IA soddisfano probabilmente questa funzione di reazione: è per questo motivo che riteniamo che la probabilità di un rialzo dei tassi sia quasi del 50/50», afferma Robert Sockin, Chief U.S. Economist di Pgim. L'esperto continua a mantenere, «seppur in misura minima», lo scenario di base secondo cui il primo rialzo dei tassi avverrà a settembre.
Anche Rikkert Scholten, Global Macro Strategist di Robeco, si aspetta che «la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse per il momento, così da valutare gli effetti del recente shock sui prezzi del petrolio sull'economia e sull'inflazione. I rischi per l'inflazione rimangono chiaramente orientati al rialzo, soprattutto nel caso in cui la domanda di lavoro dovesse accelerare nuovamente, i prezzi del petrolio tornassero a salire o le pressioni inflazionistiche si estendessero a un numero maggiore di componenti del settore dei servizi. In tale scenario, ci aspetteremmo un rialzo dei tassi di 25 punti base a settembre, eventualmente seguito da un secondo aumento a dicembre e da una successiva fase prolungata di pausa».
Intanto, le vendite comparabili negli Stati Uniti misurate dall'indice settimanale Redbook sono cresciute dell'8,3% su base annua nella settimana terminata il 25 luglio, dopo un incremento del 7,8% nell'ottava precedente. Inoltre, a luglio l'indice della fiducia dei consumatori del Conference Board è sceso a 90,8 punti dai 92,2 di giugno e contro le attese a 92,4 punti. L'indicatore delle condizioni attuali è sceso al livello più basso dal 2021 e quello delle aspettative per i prossimi sei mesi è rimasto invariato, principalmente a causa del costo della benzina e dei generi alimentari.
Sul fronte societario:
- La rivincita dei titoli del software ha contribuito al miglioramento della performance del Nasdaq. Microsoft sale del 2,37% e Salesforce del 5,4%.
- Coca-Cola sale del 5% dopo che il gruppo ha riportato utili superiori alle attese e ha alzato le previsioni per l'intero anno. L'azienda ha registrato un utile per azione rettificato di 97 centesimi, superiore ai 93 centesimi previsti dagli analisti interpellati da Lseg. Anche i ricavi, pari a 13,38 miliardi di dollari, hanno superato le attese di 13,16 miliardi di dollari.
- Johnson & Johnson guadagna l'1,16% dopo aver raggiunto un accordo per chiudere migliaia di cause legali che sostenevano che alcuni dei suoi prodotti a base di talco avessero causato il cancro alle ovaie. J&J pagherà complessivamente 5,5 miliardi di dollari per risolvere le controversie.
- Ups cede il 6,5%. Nonostante i conti del 2* trimestre abbiano battuto le attese, le prospettive in termini di crescita dei volumi e dei margini hanno deluso gli investitori che si aspettavano segnali di miglioramento più evidenti.
- Visa è in rialzo dell'1,64%. Secondo quanto riporta Bloomberg, il ceo Ryan McInerney in un memo diffuso internamente all'azienda sta pianificando il taglio del 7% della forza lavoro dell'azienda nel tentativo di rendere Visa più efficiente in un settore affetto da una competizione sempre più accesa.
- Boeing balza del 5,4%. La società archivia il secondo trimestre del 2026 con ricavi in crescita e oltre le attese, supportati da un incremento delle consegne degli aerei commerciali.
- Apple guadagna uno 0,92% dopo aver toccato un picco attorno a +1,7% che la ha consacrata, seppur per breve tempo, nell'Olimpo delle società con capitalizzazione di 5 trilioni di dollari - la seconda dopo Nvidia.
I listini azionari statunitensi trattano contrastati, con il Dow Jones che sale dello 0,66%, l'S&P 500 che oscilla attorno alla parità e il Nasdaq Composite che lascia sul terreno lo 0,56% dopo il selloff nel comparto dei chip sui mercati asiatici della notte.
I future sui listini azionari statunitensi trattano contrastati, con quello sul Dow Jones che sale dello 0,74% e sull'S&P 500 dello 0,04%. In rosso invece quello sul Nasdaq 100 che lascia sul terreno lo 0,82% dopo il selloff nel comparto dei chip sui mercati asiatici della notte. (riproduzione riservata)