La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono prive di direzione, Nasdaq +0,2%
La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono prive di direzione, Nasdaq +0,2%
Le Guardie rivoluzionarie iraniane colpiscono un data center di Oracle a Dubai e uno di Amazon in Bahrein

di Mario Olivari  02/04/2026 15:57

Ftse Mib
45.624,94 23.50.50

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Dax 30
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Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
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Spread
86,76 17.29.54

+0,55

Wall Street chiude senza una direzione dopo una partenza negativa: Dow Jones -0,1%, S&P500 +0,1%, Nasdaq +0,2%. C’è attesa per cosa succederà al fronte dopo il bellicoso discorso di ieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In serata i media statali iraniani hanno detto che il comando navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) iraniane ha lanciato un attacco contro un data center appartenente a Oracle a Dubai. In precedenza, le Guardie Rivoluzionarie avevano affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.

Alle ore 20:00 le borse Usa scambiano in ribasso: il Dow Jones è il più colpito dalla vendite e cede lo 0,5%, mentre S&P500 e Nasdaq sono in calo dello 0,4%. Nel mercato valutario il Dollar Index si apprezza dello 0,44% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati, sfiorando quota 100 punti.

In questo periodo di forti tensioni geopolitiche ed elevata incertezza il biglietto verde si sta comportando come un bene rifugio, rubando la scena all’oro, in flessione del 2,3% nella seduta e del 10,5% nell’ultimo mese. Il metallo giallo ha comunque guadagnato il 7% negli ultimi cinque giorni, terminando così una serie di quattro settimane consecutive di ribassi.

Alle 17:30 Wall Street prosegue la seduta in ribasso, ma riduce le perdite, quasi azzerandole

Il Nasdaq e il Dow Jones cedono lo 0,1%, mentre l’S&P500 è piatto. La volatilità rientra parzialmente, pur rimanendo su livelli elevati, con l’indice Vix che si attesta appena sopra la soglia dei 25 punti.

L’affievolirsi delle prospettive di una fine del conflitto riattiva quello che nelle ultime settimane è stato il “war trade”: in rialzo i titoli legati ai fertilizzanti - il cui prezzo è in salita a causa del blocco dello Stretto di Hormuz - così come i titoli energetici, trainati dal rialzo del petrolio, tra i quali figurano Marathon Petroleoum (+1,3%), Chevron (+1,2%) e Occidental Petroleoum (+1,4%).

Per ragioni analoghe, cadono i titoi legate alle crociere, come Carnival (-3,2%), Norwegian Cruise Line (-2,7%) e Royal Carribean Cruises (-1,3%), e alle compagnie aeree, come Southwest Airlines (-2,8%) e United Airlines (-3,5%). L’oro, in calo dell’1,8% a 4.674 dollari l’oncia, zavorra le azioni delle società minerarie.

Nell’automotive, le azioni di Tesla cadono di quasi il 4% dopo che la società guidata da Musk ha consegnato 358.023 veicoli nel primo trimestre, in aumento del 6,34% rispetto alle 336.681 unità vendute nei primi tre mesi del 2025, ma in contrazione del 14,4% rispetto al quarto trimestre. Tra i titoli attivi nelle vendite al dettaglio, Nike, dopo essere crollato di oltre il 10% nella seduta di mercoledì a causa di un calo nelle vendite, cede il 2,3%.

Alle 15:30 le borse Usa aprono in calo e il petrolio accelera

I mercati siano rimasti delusi dalle parole pronunciate dal presidente Donald Trump mercoledì sera. Il Nasdaq guida i ribassi e cade dell’1,7%, mentre S&P500 e Dow Jones cedono entrambi l’1,2%. I future sul petrolio Brent balzano dell’8% a oltre 109 dollari al barile. L’indice Vix, che misura la volatilità nell’azionario, balza del 13% a quota 27,7 punti.

In un discorso tenuto mercoledì sera, Trump ha affermato di essere ancora alla ricerca di un accordo diplomatico per porre fine al conflitto e che gli obiettivi militari statunitensi sarebbero stati raggiunti «molto presto». Ha anche promesso di colpire l’Iran in maniera «estremamente dura» nelle prossime settimane, riportando il Paese «all’età della pietra».

L’incertezza sui tempi di conclusione del conflitto ha spinto al rialzo i rendimenti nel mercato obbligazionario, che richiede il pagamento di cedole di maggiore entità per ripagare il rischio inflazionistico: il rendimento del Treasury a 10 anni è in aumento di 1,8 punti base al 4,34%. Il prezzo dell'oro è invece diminuito.

Sul fronte commerciale, il deficit Usa è aumentato nel mese di febbraio, con le importazioni che si sono attestate a 372,1 miliardi di dollari e le esportazioni che sono salite a 314,8 miliardi di dollari. Questo implica un deficit commerciale di 57,3 miliardi di dollari a febbraio, inferiore alle aspettative pari a 62 miliardi.

Lato mercato occupazionale, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, secondo quanto comunicato giovedì dal dipartimento del Lavoro, sono diminuite di 9.000 unità, attestandosi a 202.000. Gli economisti interpellati da Reuters avevano previsto 212.000 richieste per la settimana in questione.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Delta Air Lines

I titoli delle compagnie aeree perdono in avvio di seduta, penalizzati dal rischio di una guerra prolungata. Le azioni di Delta Air Lines aprono a -4,3%.

2. United Airlines

Il titolo United Airlines cede più del 6% all’apertura dei mercati, sempre a causa delle prospettive di un conflitto più duraturo del previsto. Più a lungo durerà il conflitto, più a lungo è probabile che i prezzi del carburante per aerei restino elevati.

3. General Motors

Il titolo della casa automobilistica è in calo del 4% nei primissimi minuti di contrattazione, dopo che la società ha comunicato un forte calo delle vendite nel primo trimestre.

4. Exxon Mobil

L’aumento dei prezzi del petrolio, seguito al discorso del presidente Trump, sostiene invece i titoli delle compagnie energetiche negli Stati Uniti e in Europa. Le azioni di Exxon Mobil guadagnano circa il 3% all’apertura di Wall Street.

5. Barrick Mining

L’oro cede il 3% e zavorra i titoli minerari come Barrick Mining, che apre a -2,2%. ( riproduzione riservata)