La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in ribasso: Dow Jones -0,95%, S&P 500 -1,36% e Nasdaq -1,59%
La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in ribasso: Dow Jones -0,95%, S&P 500 -1,36% e Nasdaq -1,59%
Il petrolio Wti ha segnato un balzo record del 36% nell’arco della settimana e del 12% nella sola seduta odierna, il progresso giornaliero più ampio degli ultimi cinque anni. Oro e argento chiudono in rialzo

di Mario Olivari 06/03/2026 15:47

Ftse Mib
44.152,26 23.50.50

-1,02%

Dax 30
23.591,03 23.50.50

-0,94%

Dow Jones
47.501,55 4.41.27

-0,95%

Nasdaq
22.391,14 23.50.50

-1,59%

Euro/Dollaro
1,1620 23.00.53

+0,33%

Spread
76,44 17.30.11

+6,10

Le borse Usa chiudono in ribasso la settimana dopo il debole rapporto sull’occupazione diffuso alle 14:30, che ha mostrato a sorpresa una perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti nel mese di febbraio. Il Dow Jones chiude in calo dello 0,95% a 47.501,55 punti, l'S&P 500 perde l'1,36% a 6.738,15 punti mentre il Nasdaq cede l'1,59% a 22.387,68 punti.

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio hanno proseguito nella giornata odierna l’accelerazione al rialzo per l’allargamento del conflitto militare in Medio Oriente, superando la soglia dei 90 dollari al barile. Il greggio Wti ha segnato un balzo record del 36% nell’arco della settimana e del 12% nella sola seduta odierna, il progresso giornaliero più ampio degli ultimi cinque anni, chiudendo a 90,7 dollari al barile, sui livelli più elevati dal 2023.

I future sul Brent hanno terminato la seduta a 92,2 dollari, anch’essi dopo aver registrato il più forte guadagno settimanale della loro storia. Sempre tra le commodity oro e argento sono avanzate rispettivamente dell’1,5% e dell’1,8% a 5.153 e 83,73 dollari l’oncia.

Alle 17:45 i principali indici Usa riducono le perdite dell’apertura

L’S&P500 e il Dow Jones perdono l’1%, mentre il Nasdaq cede lo 0,8%. Sull’inidce tecnologico e sull’S&P500 pesa il rosso di sei delle “Magnifiche 7” il cui andamento, dato il forte peso sui listini, è determinante per il corso complessivo dei panieri. Microsoft è l’unico titolo dei colossi hi-tech ad elevata capitalizzazione ad essere in rialzo.

Nel frattempo, continuano i timori del mercato sul fronte del credito privato. L’ultimo segnale di debolezza nel comparto proviene da Hps Corporate Lending Fund, uno dei principali fondi di private credit di Blackrock. Dopo aver ricevuto richieste di rimborso del 9,3% delle azioni nell’ultimo trimestre la società di sviluppo aziendale da 26 miliardi di dollari, non quotata in borsa, ha dichiarato che non riacquisterà azioni oltre la soglia di liquidità promessa del 5% offerta ogni trimestre. Quindi Blackrock ha deciso di limitare i prelievi. A seguito della notizia, le azioni del colosso finanziario guidato da Larry Fink scivolano del 6,7%.

L’impatto si fa sentire su tutti i titoli del settore, che stanno vivendo un momento difficile a causa della forte esposizione alle aziende del ramo It e software, i cui business model rischiano di essere messi in crisi dall’avvento dirompente dell’AI. Le azioni di Blackstone, Ares Management e Blue Owl perdono più del 3%, mentre le azioni di Kkr e Apollo Global Management sono in calo del 3,6 e del 2,1%.

Alle 15:30 le borse Usa aprono in ribasso

Il rapporto occupazionale relativo a febbraio, diffuso alle 14:30 dal Bureau of Labor Statistics (Bls), ha mostrato segni di raffreddamento nel mercato del lavoro statunitense, dopo un dato più positivo registrato a gennaio. Il Dow Jones guida i ribassi e scivola dell’1,8%. Cadono anche S&P500 (-1,5%) e Dow Jones (-1,4%). 

L’economia Usa ha perso 92.000 posti di lavoro il mese scorso, in netta controtendenza rispetto alle 126.000 posizioni aggiunte a febbraio e alle 50.000 attese dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,4% dal 4,3% di gennaio. Se, da un lato, il recente report risolleva dei dubbi sul mercato del lavoro dopo le prove di forza degli ultimi mesi, dall’altro, potrebbe dare sollievo sul fronte dell’inflazione.

Il rendimento del Treasury decennale, tuttavia, racconta un altra storia e registra un aumento di 2,2 punti base al 4,16%. Se i tassi rimanessero invariati fino a fine seduta, si tratterebbe del quinto giorno di rialzo consecutivo. Venerdì 27 febbraio - primo giorno di borsa dopo lo scoppio del conflitto tra Usa e Iran - il rendimento dei bond con scadenza a 10 anni era sotto il 4%.

La causa di questo andamento è riconducibile al balzo del petrolio. Il greggio Brent balza di un altro 7,6% a 89 dollari al barile, mentre il Wti guadagna il 10% a 88,8 dollari. Da inizio anno sono schizzati rispettivamente del 51,3 e del 45,3% e a questo punto è abbastanza probabile che l’impatto inflazionistico si farà sentire nell’indice dei prezzi al consumo (Cpi), uno degli indicatori che usa la Fed per decidere sui tassi di interesse.

L’amministrazione Trump ha cercato di frenare l’impennata dei prezzi del greggio riducendo le sanzioni statunitensi contro Mosca. Giovedì 5 marzo il Tesoro ha emesso una deroga che consente all'India di acquistare petrolio russo bloccato in mare, e ha autorizzato separatamente le transazioni con la filiale tedesca della compagnia petrolifera statale russa Rosneft.

Le quotazioni del petrolio beneficiano le aziende del settore e spingono al rimbalzo le azioni di ConocoPhilips (+1,7%), ExxonMobil (+0,8%) e Occidental Petroleoum (+2,5%).

La volatilità azionaria è alle stelle: l’indice Vix - anche noto come “indice della paura” - balza del 16,2% a 27,15 punti. Con l’indice Vix sopra quota 25, i volatility fund potrebbero aumentare la pressione di vendita sul mercato, poiché le loro regole di trading automatiche impongono la chiusura delle posizioni al raggiungimento di determinati livelli di volatilità.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Costco

Il gruppo della grande distribuzione all’ingrosso ha riportato risultati trimestrali solidi, sostenuti sia dalla crescita delle vendite di prodotti sia dall’aumento dei ricavi da quote di abbonamento. Il titolo apre a -0,7%.

2. Marvell Technology

La società di semiconduttori ha registrato utili trimestrali robusti, trainati dalla domanda legata all’intelligenza artificiale, e ha diffuso previsioni di ricavi positive. Il titolo balza del 15,7% in avvio di seduta.

3. Gap

Il calo delle vendite del marchio Athleta ha pesato sui risultati trimestrali del gruppo dell’abbigliamento. Il titolo cede il 10% al suono della campanella.

4. Nike

Il marchio di abbigliamento sportivo prevede di contabilizzare un onere di circa 300 milioni di dollari legato a iniziative di riduzione dei costi, tra cui tagli al personale. A gennaio Nike aveva annunciato il licenziamento di circa 775 dipendenti, pari all’1% della forza lavoro. Le azioni avviano le contrattazioni in calo del 2%.

5. Occidental Petroleum

Le azioni della compagnia petrolifera e del gas statunitense attiva nell’esplorazione, produzione e sviluppo di idrocarburi beneficiano del balzo dei prezzi del petrolio e guadagnano il 2,5% nei primissimi minuti di contrattazione. (riproduzione riservata)