Le borse Usa chiudono la seduta al rialzo e sembrano lasciarsi alle spalle i timori legati al conflitto in medio oriente. Il Nasdaq guida i guadagni grazie ai campioni del paniere come Amazon, Nvidia, Tesla e Meta e conclude le contrattazioni in rialzo dell’1,3%. In verde anche S&P500 (+0,8%) e Dow Jones (+0,5%). Da lunedì 2 marzo - prima seduta di mercato dallo scoppio della “Terza Guerra del golfo - i tre benchmark di riferimento di Wall Street, sono in flessione rispettivamente dell’1,5%, dell’1,1% e dell’1,4%.
Se l’andamento giornaliero potrebbe segnalare il ritorno della calma sui mercati, l’indice Vix segnala cautela. Lo strumento finanziario, noto come “indice della paura”, anche se è in calo di circa l’11%, rimane al di sopra dei 20 punti, soglia che determina lo spartiacque tra mercato calmo e volatile.
Dopo aver iniziato la seduta in lieve calo, il petrolio Brent ha virato in territorio positivo e ha guadagnato lo 0,5% a 81,8 dollari al barile. L’impennata dei prezzi del gasolio generando frustrazione negli agricoltori, negli autotrasportatori a lungo raggio e in altri grandi consumatori di carburante. In questo scenario, alcuni analisti avvertono che i dati sull'inflazione di marzo subiranno una pressione al rialzo a causa dell'aumento dei costi energetici.
E il mercato obbligazionario, avendo già fiutato questo rischio, chiede rendimenti maggiori. Anche il tasso del Treasury decennale sale e segna un aumento di 2,5 punti base al 4,1%. Tra le materie prime, oro e argento avanzano rispettivamente dell’1 e dell’1,7% a 5139 e 83,44 dollari al barile.
Il Nasdaq balza del 2% sostenuto dai colossi tecnologici ad elevata capitalizzazione, e guida i rialzi. Seguono S&P500 (+1%) e Dow Jones (+0,6%).
Le “Magnifiche 7” sono tutte in rialzo e, data l’elevata concentrazione nei listini, il loro andamento è fondamentale per il corso dei listini. Amazon e Tesla balzano di oltre il 3%, Meta avanza del 2% e Nvidia guadagna il 2,2%. In verde anche Microsoft (+1,4%), Apple (sulla parità), Alphabet (-0,2%) e – fuori dalle magnifiche - Broadcom (+2%).
Sul mercato obbligazionario i rendimenti dei Treasury continano a salire, nonostante il lieve calo delle quotazioni petrolifere. Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni si è attestato al 4,07% nelle ultime contrattazioni, in aumento rispetto al 4,056% di martedì. I rendimenti si muovono in direzione opposta ai prezzi: quando le quotazioni dei bond scendono, i rendimenti salgono.
Nel corso della settimana i tassi hanno registrato un rialzo per i timori che l’aumento dei prezzi dell’energia innescato dagli attacchi tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran possa riaccendere le pressioni inflazionistiche e rendere più complesso per la Fed procedere con tagli dei tassi. A sostenere ulteriormente i rendimenti è stato anche un dato sull’attività del settore dei servizi negli Stati Uniti superiore alle attese.
Sul fronte energetico, Goldman Sachs ha avvertito che i prezzi globali del petrolio potrebbero salire fino a 100 dollari al barile se le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz - snodo chiave per il traffico marittimo mondiale di greggio – dovessero restare ridotte per diverse settimane. Nello scenario di base della banca, le esportazioni rimarrebbero per altri cinque giorni intorno al 15% dei volumi normali, per poi recuperare gradualmente nell’arco di un mese. Sulla base di questa ipotesi, Goldman ha rivisto al rialzo di 10 dollari le stime sul Brent per il prossimo trimestre, portando la media attesa tra aprile e giugno a 76 dollari al barile.
Gli analisti avvertono tuttavia che i rischi restano orientati al rialzo: danni più estesi alle infrastrutture petrolifere o un’interruzione più prolungata nello Stretto di Hormuz potrebbero innescare un balzo più marcato delle quotazioni. Se i volumi in transito dovessero restare ai livelli attuali per altre cinque settimane, il Brent potrebbe tornare in area a tre cifre, secondo le proiezioni della banca.
L’ultima volta che il Brent ha superato i 100 dollari al barile è stato nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
La recente impennata dei prezzi del petrolio sembra concedere una pausa, con il Brent che oscilla intorno agli 81 dollari al barile. Il Nasdaq guida i rialzi e avanza dello 0,7%, mentre l’S&P500 guadagna lo 0,4% e il Dow Jones avanza dello 0,1%.La volatilità resta elevata, con l’indice Vix - “l’indice della paura” - che resta al di sopra della soglia dei 20 punti.
Il Dollar Index si deprezza dello 0,2% contro un paniere composto da yen, euro, sterlina e altre Paesi sviluppati socio-economicamente. Nell’obbligazionario, i rendimenti sono in lieve aumento e proseguono la tendenza iniziata lunedì a causa dei timori del mercato relativi all’impatto inflazionistico del rialzo del petrolio.
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha dichiarato che gli Stati Uniti discuteranno la possibilità di offrire assicurazioni alle navi e scorte militari per agevolare il flusso di greggio in Medio Oriente, dove migliaia di imbarcazioni restano bloccate in attesa nei porti.
Dall’inizio della settimana il petrolio ha registrato un rialzo di circa il 15%, mentre i prezzi del gas naturale sono balzati in Europa e in Asia. Il maggiore produttore mondiale di gas naturale liquefatto ha inoltre segnalato che la ripresa della produzione potrebbe non avvenire a breve.
I mercati azionari globali sono stati scossi dall’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, con le piazze estere che hanno subito le perdite più marcate. Gli Usa, in quanto esportatori netti di energia, sono considerati relativamente più protetti rispetto ad Asia ed Europa da eventuali interruzioni dei flussi energetici.
Sul fronte delle criptovalute, il Bitcoin balza del 6% oltre 72.000 dollari e sostiene le quotazioni delle azioni correlate come Coinbase, Strategy e Robinhood.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
La società specializzata in strumenti per lo sviluppo software ha indicato per l’esercizio in corso una crescita dei ricavi annui più contenuta, alimentando i timori degli investitori sull’impatto che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sul settore. Il titolo cede il 9,4% nelle contrattazioni di apertura.
Il gruppo attivo nella cybersicurezza ha riportato risultati trimestrali solidi e ha sottolineato come un numero crescente di clienti si rivolga alla società alla luce delle minacce informatiche sempre più complesse legate all’AI. Le azioni calano dello 0,8% in avvio di seduta.
Il produttore di vaccini verserà 950 milioni di dollari per chiudere un contenzioso brevettuale con Arbutus Biopharma e con una controllata di Roivant Sciences . Al suono della campanella Arbutus arretra, mentre Moderna e Roivant guadagnano rispettivamente il 6,7 e il 4,2%.
Con il rally delle criptovalute, balzano nelle contrattazioni prima dell’apertura le azioni di Strategy, società di tesoreria di Bitcoin guidata da Michael Saylor, balzano di oltre il 9%.
Il retailer ha comunicato che il ritorno al focus sui prodotti core, come candele profumate e articoli per la cura del corpo, sta dando risultati positivi. Il titolo avanza del 5% prima all’avvio delle contrattazioni. (riproduzione riservata)