La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rialzo: Nasdaq +0,8% e Dow Jones +0,5%. Vertice dei big oil da Trump
La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rialzo: Nasdaq +0,8% e Dow Jones +0,5%. Vertice dei big oil da Trump
I titoli Oklo e Vistra sono saliti rispettivamente del 7,9 e del 10,5%, dopo che le due società sono state selezionate da Meta. Il presidente Usa: saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie petrolifere potranno lavorare in Venezuela

di Mario Olivari  09/01/2026 16:06

Ftse Mib
45.719,26 23.50.33

+0,10%

Dax 30
25.261,64 23.50.33

+0,53%

Dow Jones
49.504,07 4.28.02

+0,48%

Nasdaq
23.671,35 23.50.33

+0,81%

Euro/Dollaro
1,1639 23.00.29

-0,07%

Spread
67,34 17.30.09

-1,63

Le borse Usa chiudono la seduta in rialzo, dopo la pubblicazione del report sul lavoro che ha fornito informazioni contrastanti. Il Nasdaq è salito dello 0,8%, concludendo la settimana con un guadagno dell’1,9%. S&P500 e Dow Jones hanno invece messo a segno rialzi rispettivamente dello 0,6 0,5%. Negli ultimi cinque giorni di contrattazioni, i due listini hanno guadagnato lo 1,6 e il 2,3%.

Alla Casa Bianca il presidente Trump ha incontrato i ceo delle maggiori compagnie petrolifere mondiali. Durante i’incontro ha annunciato che saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie potranno lavorare in Venezuela. «Ora in Venezuela avete la sicurezza totale». Anche in virtù del fatto che adesso l'amministrazione Usa ha ottimi rapporti «con il popolo venezuelano e con chi governa il Paese adesso». Al vertice con i gruppi petrolieri è presente anche l'ad di Eni Claudio Descalzi.

Sul fronte macro, il dato sui non farm payrolls diffuso alle 14:30 ha mostrato che gli Stati Uniti hanno guadagnato 50.000 posti di lavoro il mese scorso, contro le attese di un aumento di 73.000 posizioni. Il tasso di disoccupazione si è attestato invece al 4,4%, al di sotto delle previsioni (4,5%).

Investitori e le imprese si erano preparati nelle prime ore di contrattazione a una possibile sentenza della Corte Suprema sui dazi imposti dal presidente Trump, ma dovranno aspettare ancora, visto che dai giudici non è arrivata per ora alcuna decisione. 

A Wall Street i titoli di Oklo e Vistra sono saliti rispettivamente del 7,9% e del 10,5%, dopo che le due società sono state selezionate da Meta come partner dei suoi piani sul nucleare.

Alle 18 le borse Usa rafforzano i guadagni

I panieri ampliano così i guadagni messi a segno in avvio di seduta: S&P 500 e Dow Jones avanzano dello 0,6%, mentre il Nasdaq, che guida i rialzi, segna +0,8%.

Sul fronte politico-istituzionale, la Corte Suprema non ha diffuso alcuna decisione sulle tariffe introdotte dal presidente Donald Trump. L’Alta Corte esaminerà nuovi casi la prossima settimana e ha indicato che le sentenze verranno rese note mercoledì 14. I nove giudici stanno valutando se Trump abbia legittimamente fatto ricorso, lo scorso anno, ai poteri previsti dall’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) per imporre dazi globali senza l’approvazione del Congresso, oltre a una serie di tariffe su Canada, Cina e Messico legate alla crisi del fentanyl. La Corte non comunica mai in anticipo quali decisioni intenda annunciare.

L’8 gennaio, in serata, il team economico del presidente Trump ha discusso le possibili contromisure nel caso in cui la Corte Suprema dovesse invalidare la maggior parte dei dazi, una decisione che avrebbe potuto arrivare già venerdì, ma che non è stata pubblicata.

«C’è stata una lunga riunione ieri sera con tutti i principali responsabili per discutere: se la Corte Suprema dovesse pronunciarsi contro i dazi basati sull’Ieepa, quale sarebbe il passo successivo?», ha dichiarato venerdì mattina a Cnbc il direttore del National Economic Council Kevin Hassett. L’Ieepa costituisce la base giuridica della maggior parte dei dazi introdotti da Trump nel suo secondo mandato. Secondo Hassett, l’amministrazione dispone di altre autorità legali da poter utilizzare nel caso in cui la Corte si esprima contro i dazi fondati sull’Ieepa. Il team di Trump, ha aggiunto, lavora da mesi su quali norme potrebbero essere impiegate per sostituire quelle misure. Pur senza entrare nei dettagli, Hassett ha affermato che altre leggi potrebbero «portarci allo stesso risultato» e farlo «praticamente subito».

Sul fronte macro, i cantieri avviati negli Stati Uniti sono diminuiti nel mese di ottobre, con il forte calo delle costruzioni multifamiliari che ha attenuato la crescita del comparto delle abitazioni unifamiliari, secondo dati governativi diffusi venerdì con ritardo. Le housing starts sono scese del 4,6% su base mensile, attestandosi a un tasso annualizzato destagionalizzato di 1,25 milioni di unità, al di sotto delle 1,33 milioni attese dal consensus di Bloomberg, secondo i dati del Census Bureau e del Dipartimento per l’Edilizia e lo Sviluppo Urbano. Nel dettaglio, le costruzioni di edifici con almeno cinque unità sono crollate di circa il 26% su base mensile, mentre il segmento delle abitazioni unifamiliari ha registrato un aumento del 5,4%. I dati mostrano inoltre un marcato calo delle nuove costruzioni nella regione occidentale del Paese

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, i dati sui nonfarm payrolls diffusi alle 14:30 indicano che a dicembre la forza lavoro federale statunitense si è attestata a 2,738 milioni di addetti, in calo di 274.000 unità rispetto a un anno prima: si tratta della contrazione annua più marcata dal 1953.

Alle 15:30 i principali indici Usa avviano la seduta in rialzo

S&P500 e Nasdaq avanzano rispettivamente dello 0,2 e dello 0,3%, mentre il Dow Jones segna +0,1%. La volatilità si mantiene su livelli contenuti, con l’indice Vix a 15,4 punti. Nel mercato obbligazionario, i rendimenti sono in crescita: il tasso del Treasury a 10 anni è in aumento di 2,9 punti base al 4,205%.

Nel mercato valutario, il dollaro continua il rally iniziato il 6 gennaio e si apprezza dello 0,2% contro un paniere composto da euro, sterlina, yen e altre valute dei Paesi sviluppati. Il Dollar Index, che ha messo a segno un +0,8% da inizio anno, ha raggiunto il livello più alto da un mese a questa parte. In particolare, il biglietto verde sta guadagnando forza rispetto allo yen.

Il tema dominante della seduta odierna è tuttavia relativo ai dazi. Il mercato attende infatti una possibile sentenza della Corte Suprema riguardo le tariffe imposte dal presidente Trump. La Corte è prevista riunirsi in corrispondenza delle prime ore di contrattazione. In questo contesto, crescono le aspettative di una decisione sulla legittimità di molte delle tariffe introdotte dall’amministrazione Trump. Tuttavia, la Corte non annuncia in anticipo quali casi tratterà, quindi una decisione potrebbe richiedere ancora settimane o mesi.

Durante un’udienza a novembre, i giudici si erano mostrati scettici riguardo l’autorità di Trump nell’imporre tariffe mondiali senza l’approvazione del Congresso. In ogni caso, la sentenza della Corte potrebbe avere gravi ripercussioni sulle aziende statunitensi e, sull’andamento del deficit. Se i dazi venissero annullati, ci sarebbe un impatto immediato sulle entrate fiscali del governo.

Sul fronte macroeconomico, alle 14:30 è stato rilasciato il dato sui Nonfarm payrolls, che ha registrato un incremento di 50.000 unità, al netto delle variazioni stagionali, inferiore ai 56.000 rivisti al ribasso di novembre e sotto la stima di 73.000 attesa da Dow Jones. Nel contempo, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, rispetto alla previsione del 4,5%.

Sul versante delle materie prime, i futures su argento e rame guadagnano rispettivamente il 2,7% e lo 0,7%. I contratti sull’oro sono invece poco mossi. Sul fronte energetico, i futures sul petrolio Wti sono in lieve calo dello 0,2% a 58,23 dollari al barile.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Vistra

Le azioni della società energetica nucleare sono salite del 14% in apertura di seduta, mentre quelle di Oklo hanno registrato un incremento del 11,5%. I guadagni sono arrivati dopo che entrambe le aziende hanno annunciato accordi separati per fornire energia a Meta Platforms, destinata a supportare il campus del data center dell'hyperscaler in Ohio. Nel frattempo, Meta ha registrato un rialzo dello 0,7%.

2. General Motors

Il colosso dell’automotive ha accusato un calo del 2,1% all’apertura di Wall Street. La società prevede di registrare 6 miliardi di dollari di addebiti nel quarto trimestre, riguardanti asset e programmi per veicoli elettrici, compresi 1,8 miliardi di dollari in cariche non liquide. «Con la cessazione di alcuni incentivi fiscali per i consumatori e la riduzione della severità delle normative sulle emissioni, la domanda industriale di veicoli elettrici in Nord America ha iniziato a rallentare nel 2025», ha dichiarato GM in un documento esaminato da Barron’s.

3. Apple

Le azioni dell’azienda di Cupertino perdono lo 0,7% al suono della campana. Il titolo è sceso del 5,4% da inizio anno, segnando la sua striscia negativa più lunga dal maggio 2025, quando scese per otto giorni consecutivi. Le azioni sono in ribasso a causa delle preoccupazioni legate ai ritardi nelle offerte di intelligenza artificiale del colosso tecnologico.

4. Ge Vernova

GE Vernova è salita delo 0,1%, nonostante il downgrade da parte degli analisti di Baird. L’analista Ben Kallo ha abbassato la valutazione del titolo da outperform a neutrale e ha ridotto il target di prezzo a 649 dollari da 816 dollari, citando preoccupazioni riguardo a un eccesso di capacità elettrica.

5. Revolution Medicines

Le azioni dell’azienda farmaceutica aprono a +6,2% dopo che un rapporto ha rivelato che Merck è in trattative per acquisire il produttore di farmaci contro il cancro. Secondo il Financial Times, Merck sta perseguendo l’acquisizione di Revolution Medicines, ma l’accordo non è ancora stato finalizzato e potrebbe richiedere diverse settimane. Revolution Medicines e Merck non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento da parte di Barron's. Il titolo di Revolution Medicines era salito del 29% mercoledì 7 gennaio, dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che AbbVie era vicino a un accordo con la società biotecnologica, ma quest’ultima aveva smentito la notizia. (riproduzione riservata)