Le borse Usa chiudono la seduta con una andamento contrastato, dopo che i dati sull’inflazione hanno mostrato il livello più alto degli ultimi quasi due anni. L’S&P500 e il Dow Jones cedono lo 0,1 e lo 0,56%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,35%.
Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (Cpi) di marzo ha indicato che i prezzi sono aumentati dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 3,3% su base annua, segnando l’incremento annuale più elevato da maggio 2024.
Sul fronte dei prezzi al consumo, quasi tre quarti dell’aumento mensile sono stati determinati dal rincaro della benzina. L’inflazione alimentare è risultata invece più contenuta e, nel complesso, i dati si sono collocati in linea con le attese degli economisti.
Nel frattempo, sempre sul fronte macro, il sentiment dei consumatori è sceso ad aprile al livello più basso nella storia dell’indagine dell’Università del Michigan, segnalando la crescente preoccupazione degli americani per l’impatto della guerra con l’Iran sull’economia domestica.
Sul mercato energetico, il petrolio Brent arretra dell’1,4% a 94,6 dollari al barile. Su base settimanale i prezzi hanno registrato un crollo di circa il 13%, il calo più marcato dal 2020.
Con il cessate il fuoco tra Usa e Iran ancora fragile, gli operatori seguono con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente. Per sabato sono previsti colloqui tra Teheran e Washington a Islamabad, anche se funzionari iraniani hanno dichiarato che la partecipazione dipenderà dall’evoluzione della situazione in Libano.
I rendimenti dei Treasury sono saliti leggermente, mentre il Dollar Index ha registrato un lieve calo.
L’S&P500 e Dow Jones cedono lo 0,1% e dello 0,5%, mentre il Nasdaq che avanza dello 0,2%. L’indice tecnologico è sostenuto dal comparto dei semiconduttori, i cui titoli balzano a seguito della notizia diffusa da riportata da Bloomberg, secondo cui il produttore di apparecchiature ottiche Lumentum sta registrando una forte domanda legata all’AI. Il mercato ha interpretato l’informazione come un segnale che la corsa globale agli investimenti in data center continua senza rallentamenti, sostenendo l’intera filiera dei semiconduttori e delle infrastrutture digitali.
Nel settore dei chip, balzano le azioni di Super Micro Computer (+7,7%), di Broadcom (+5,4%), Amd (+3,8%) di Nvidia (+2,5%), che si collocano tra i maggiori rialzi dell’S&P500. Forti rialzi anche tra i produttori di apparecchiature ottiche, tra cui Coherent (+9,3%), dopo che gli analisti di JPMorgan hanno alzato il target price sul titolo.
Sulla scia della notizia del 9 aprile, secondo cui Anthropic ha bloccato il rilascio su larga scala del nuovo AI Claude Mythos Preview, concedendolo in anteprima a un gruppo selezionato di circa 40 aziende – tra cui Apple, Amazon e Microsoft - perchè considerato troppo «potente» e rischioso per i modelli di software e cybersecurity tradizionali, i titoli di questi settori sono in caduta libera.
Lato cybersecurity, Palo Alto Networks, Crowdstrike e Sentinel One perdono oltre il 6%. Sul fronte del software, Intuit, ServiceNow, Accenture e Salesforce cadono di oltre il 4%.
Il Nasdaq avanza dello 0,5%, mentre S&P500 e Dow Jones arretrano dello 0,1 e dello 0,4%.
Le azioni di Palantir, dopo essere cadute del 7,3% il 9 aprile e oggi in apertura del 5,9%, recuperano terreno e cedono l’1,7% dopo che il presidente Trump ha dichiarato sulla sua piattaforma social Truth: «Palantir Technologies ha dimostrato di possedere grandi capacità e attrezzature belliche. Chiedetelo ai nostri nemici». Nonostante i ricavi reord, le azioni della società guidata da Alex Karp stanno soffrendo perché il mercato teme che l’AI possa avere un impatto disruptive sulla società attiva nell’analisi di dati.
Lato macro, ad aprile la fiducia dei consumatori è scesa al livello più basso mai registrato negli oltre 70 anni di storia del sondaggio dell’Università del Michigan, prova delle preoccupazioni degli americani riguardo alle ripercussioni della guerra con l'Iran sull'economia nazionale. Il dato preliminare del sondaggio di aprile si è attestato a 47,6, in calo rispetto ai 53,3 di marzo e al di sotto di quanto previsto dagli analisti. Il precedente minimo storico, pari a 50, era stato registrato nel giugno 2022, quando gli Stati Uniti stavano affrontando un'inflazione galoppante.
Il petrolio Brent è poco mosso e si attesta poco al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile. L’S&P500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,2 e lo 0,4%, il Dow Jones arretra dello 0,1%.
Dopo sei settimane di preoccupazione relativa all’impennata dei prezzi del petrolio, gli investitori hanno finalmente ottenuto alcune risposte sul loro impatto inflazionistico. Alle 14:30 è stato diffusa la lettura relativa all’indice dei prezzi al consumo (Cpi) di marzo, che ha mostrato un aumento dei prezzi dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 3,3% su base annua. Si tratta del maggiore incremento annuale da maggio 2024, mentre su base mensile non si vedeva un aumento così marcato dal 2022, anno dello scoppio della guerra in Ucraina. Quasi tre quarti dell’aumento mensile sono stati determinati dall'aumento dei prezzi della benzina.
Tuttavia i mercati hanno reagito poco ai dati macroeconomici, in quanto erano in linea con le aspettative degli economisti. Nel mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury con scadenza a 10 anni è in rialzo di 2,4 punti base al 4,3%, mentre il tasso dei titoli di Stato biennali sono poco mossi al 3,79%. Nel mercato valutario il Dollar Index si deprezza dello 0,17% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati da un punto di vista socio-economico.
Tra le materie prime, i futures sul petrolio Brent sono in rialzo dello 0,7% a 98,56 dollari al barile e, tra i metalli preziosi, oro e argento avanzano dello 0,1 e dell’1,2% a 4.770 e 76,16 dollari l’oncia.
In un contesto in cui il cessate il fuoco tra Usa e Iran rimane precario, il mercato segue con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente. I colloqui tra Teheran e Washington sono previsti per sabato a Islamabad, sebbene i funzionari iraniani abbiano dichiarato pubblicamente che la loro partecipazione è subordinata alla situazione in Libano.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il titolo del produttore di apparecchiature ottiche Lumentum apre in calo dello 0,4%. Le azioni della società erano in rialzo nel pre market dopo che Bloomberg aveva riferito che Lumentum sta registrando una forte domanda legata all’intelligenza artificiale.
Gli analisti di JPMorgan hanno inoltre alzato i target price su Lumentum e Coherent, entrambe società sostenute da Nvidia. Nonostante ciò, le azioni di Coherent cedono l’1,5% all’apertura di Wall Street.
Le azioni della società di healthcare femminile Organon schizzano del 16,6% dopo indiscrezioni secondo cui l’indiana Sun Pharmaceutical avrebbe presentato un’offerta vincolante per l’acquisizione del gruppo.
A seguito del rilascio del dato sull’inflazione del prezzo al consumo fa aprire le azioni della banca regionale in ribasso dello 0,6%.
Il dato sull’inflazione influenzare anche i titoli dei costruttori immobiliari come D.R. Horton e Lennar. Un aumento dell’inflazione e tassi più bassi tendono infatti a essere un fattore negativo per l’accesso ai mutui e per le vendite di case. Le azioni di D.R. Horton avviano la seduta in ribasso dello 0,3%. (riproduzione riservata)