Wall Street chiude la seduta positiva. Il Dow Jones avanza dello 0,63% a 49.383,58 punti, il Nasdaq sale dello 0,91% a 23.436,02 punti mentre lo S&P 500 termina a +0,55% a 6.913,34 punti.
Alle 20:10 Wall Street si prepara a chiudere in territorio positivo, a meno di due ore dalla fine delle contrattazioni. L’S&P 500 segna +0,8%, il Nasdaq +1% e il Dow Jones +1,1%. La volatilità resta contenuta: l’indice Vix scende dell’8,3% rispetto a mercoledì, attestandosi a 15,5 punti.
Nel mercato obbligazionario, l’aumento dei rendimenti è limitato rispetto all’apertura: il Treasury decennale tratta ora al 4,25%, in rialzo di meno di un punto base. Sul fronte valutario, il dollaro perde terreno, cedendo lo 0,4% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati.
Sul piano macroeconomico, la spesa dei consumatori statunitensi è cresciuta a ottobre e novembre, mentre il principale indicatore di inflazione monitorato dalla Fed (il Pce) ha registrato a novembre un’accelerazione in linea con le attese del mercato, secondo quanto riportato dal Bureau of Economic Analysis.
«Ci aspettiamo che la spesa dei consumatori rimanga robusta all’inizio del 2026», ha affermato Td Economics in una nota. «Questo dinamismo dei consumi e il contesto inflazionistico stabile offrono al Federal Open Market Committee motivi per mantenere un approccio paziente sui possibili tagli dei tassi nella prossima riunione».
Secondo lo strumento Cme FedWatch, i mercati prevedono ampiamente che il Fomc manterrà invariato il tasso di riferimento nella riunione di mercoledì 28 gennaio. Lo scorso anno, la banca centrale ha operato tre tagli consecutivi di 25 punti base a fronte delle preoccupazioni sul mercato del lavoro.
Tra le azioni singole, in una seduta dominata dal verde, 60 Degrees Pharmaceuticals è il miglior performer della seduta, con le azioni a +136% dopo aver annunciato una partnership con Runway Health per migliorare l’accesso ad Arakoda, farmaco per la prevenzione della malaria.
Segue poi Creative Media & Community Trust sale del 33,4% dopo aver completato la vendita della sua divisione di prestiti a Pg Fr Holding, affiliata del gruppo Peachtree di Atlanta, per 44,9 milioni di dollari, al netto del debito legato alla cartolarizzazione del 2023 di alcuni crediti.
Terzo posto per Greenwich LifeSciences, le cui azioni crescono del 12% dopo l’approvazione da parte della Us Fda dell’utilizzo del primo lotto commerciale di fiale GP2 nella fase 3 dello studio Flamingo-01 per il trattamento delle recidive di cancro al seno.
Sul versante materie prime, l’oro continua la sua corsa e avanza dell’1,5% a 4.912 dollari l’oncia. L’argento, più volatile, sale del 3% a 95,9 dollari. Entrambi i metalli preziosi si apprestano a chiudere la seduta aggiornando i massimi storici.
Sul piano energetico, il petrolio Wti scende del 2,2% a 59,28 dollari al barile, in un contesto in cui i trader hanno «rivalutato le dinamiche tra domanda e offerta dopo l’allentamento dei rischi geopolitici», ha spiegato D.A. Davidson in una nota.
Il Nasdaq, primo per performance, avanza dell’1% ed è seguito dal Dow Jones (+0,9%) e dall’S&P500 (+0,7%). La volatilità continua a calare, con il Vix che si attesta poco sopra i 15 punti. L’andamento dei singoli settori che compongono l’S&P500 riflette la positività della seduta: tutti i comparti sono in verde, con in cima quello degli energetici, dei materiali e dei beni di consumo discrezionali.
Sul fronte macroeconomico, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed è rimasto stabile tra settembre e novembre, mostrando che la crescita dei prezzi si è mantenuta moderatamente elevata mentre il 2025 volgeva al termine. L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) èaumentato dello 0,2% in ottobre e di un ulteriore 0,2% in novembre, ha comunicato giovedì il dipartimento del Commercio. Su base annua, l’inflazione Pce si è attestata al 2,8% nei dodici mesi fino a novembre, lo stesso livello registrato a settembre. Gli economisti interpellati dal Wall Street Journal si attendevano che il dato di novembre restasse invariato al 2,8%.
Anche l’inflazione core PCE, che esclude le componenti più volatili di alimentari ed energia, si è confermata al 2,8% su base annua. I dati di ottobre e novembre sono stati diffusi congiuntamente — e con diverse settimane di ritardo — poiché le agenzie statistiche federali stanno ancora recuperando il ritardo accumulato a seguito dello shutdown del governo.
Nel settore dei media, Paramount ha prorogato al 20 febbraio il termine dell’opa su Warner Bros. Discovery e ha invitato giovedì gli azionisti a respingere l’ultima proposta avanzata dal rivale Netflix. Secondo quanto riportato dal Journal, la proroga concederebbe a Paramount più tempo per convincere gli azionisti di Warner ad aderire alla propria offerta da 77,9 miliardi di dollari per l’intero gruppo. Warner ha comunicato all’inizio della settimana di aver raggiunto un nuovo accordo interamente in contanti con Netflix per i propri studi e il servizio di streaming Hbo Max, valutato 72 miliardi di dollari. Il titolo Paramount è in rialzo del 2,4%, mentre Netflix cede l’1,7%.
Nel settore health care, il titolo Abbott Laboratories scivola dell’8,3% dopo che il produttore di dispositivi e prodotti medicali ha pubblicato risultati deludenti, penalizzati dal calo della divisione che produce latte artificiale e integratori nutrizionali. Le vendite del business nutrizione nel quarto trimestre - che include il latte per neonati Similac e le bevande Ensure - sono diminuite dell’8,9% rispetto a un anno prima. Abbott ha attribuito il calo a volumi di vendita più bassi e a riduzioni dei prezzi volte a stimolare la domanda.
«Ovviamente ci sono state delle difficoltà», ha dichiarato il ceo Robert Ford durante una conference call con gli analisti.
Il calo delle vendite nel segmento nutrizione ha in parte compensato la crescita registrata nei dispositivi medici e nei farmaci generici. L’utile adjusted è stato pari a 1,50 dollari per azione, al di sotto della stima media di 1,63 dollari elaborata dagli analisti interpellati da FactSet.
I ricavi, pari a 11,46 miliardi di dollari, sono risultati inferiori ai 12,78 miliardi attesi dal consenso. Abbott ha inoltre fornito una previsione sugli utili per l’intero 2026 che si colloca in un intervallo coerente con le stime degli analisti, lasciando tuttavia aperta la possibilità di risultati inferiori alle attese.
Le borse estendono così il «relief rally» iniziato nella seduta di mercoledì 21 gennaio. Il Nasdaq e il Dow Jones, che guidano i guadagni, avanzano dello 0,9%, seguiti dall’S&P500 (+0,7%). La marcia indietro del presidente Usa sui dazi contro l’Ue ha spinto gli indici globali e le azioni tecnologiche statunitensi. Titoli come Microsoft, Meta, Amazon, Alphabet e Nvidia salgono dell’1% in avvio di seduta.
La riduzione della volatilità azionaria conferma il clima di maggiore distensione nei mercati: l’indice Vix, dopo aver superato la soglia critica dei 20 punti martedì 20, arretra del 5,7% a 15,9. Nell’obbligazionario, i rendimenti sono in lieve aumento: il tasso del Treasury a 10 anni è in crescita di 2,1 punti base al 4,27%. Nel mercato valutario, Il Dollar Index (Dxy) perde gran parte dei guadagni della seduta di ieri e si deprezza dello 0,2% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati socio-economicamente.
Sul fronte macroeconomico, i dati rilasciati alle 14:30 sono stati migliori delle aspettative degli analisti. La crescita del Pil annualizzata nel terzo trimestre è stata incrementata dal 4,3% al 4,4%. Buone notizie anche dal mercato del lavoro: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono state 200 mila, al di sotto delle attese degli economisti interpellati dal Wall Street Journal.
Sul fronte societario, diverse aziende di primo piano hanno pubblicato i risultati, tra cui Procter & Gamble e Ge Aerospace. Le azioni di P&G sono scese dopo che il produttore di beni di largo consumo ha rivisto al ribasso le previsioni sugli utili.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il produttore di semiconduttori, nel quale ha investito anche il governo, è atteso alla prova dei conti in tarda serata. Il titolo cede lo 0,8% in avvio seduta, dopo il balzo del 12% messo a segno nella seduta di mercoledì in scia a una promozione da parte di un analista.
Bene anche gli altri titoli del comparto semiconduttori, in linea con l’andamento positivo delle azioni del settore in Europa e Asia. Le azioni di Nvidia in apertura segnano +1%.
Il gruppo dei beni di largo consumo ha diffuso risultati trimestrali contrastanti e ha rivisto al ribasso la guidance sugli utili annuali. Il titolo evidenzia tuttavia un aumento del 2,3% in avvio di seduta.
Il produttore di dispositivi medici ha registrato ricavi trimestrali inferiori alle attese, mentre l’utile per azione ha superato di poco le stime del consenso. Le azioni Abbott arretrano di quasi il 10% nei primi minuti dal suono della campanella.
Scivolano del 4,3% in apertura di Wall Street le azioni del gruppo delle spezie e dei condimenti, dopo la pubblicazione di risultati trimestrali contrastati. (riproduzione riservata)