Le borse Usa chiudono la seduta con andamento contrastato. Il Dow Jones guadagna lo 0,1%, mentre l’S&P500 e il Nasdaq arretrano dello 0,4% e dello 0,7%.
Il persistere delle tensioni in Medio Oriente ha sostenuto i titoli delle aziende produttrici di fertilizzanti - a causa dell’aumento dei prezzi di quest’ultimi derivanti dalla riduzione dell’offerta causata dalla riduzione del traffico delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz - e quelle delle compagnie petrolifere, il cui andamento in borsa tende a essere correlato positivamente con il prezzo del petrolio.
Tra le materie prime, l’oro, nonostante la flessione di oltre il 13% negli ultimi 30 giorni, avanza dello 0,5% e sostiene le quotazioni di aziende come Newmont e Barrick Mining. I future sul petrolio Brent chiudono in rialzo del 2,5% a 108 dollari al barile.
L’iShares Expanded Tech-Software Sector Etf guadagna circa l’1%, dopo essere stato ripetutamente colpito nel primo trimestre dell’anno dai timori legati all’intelligenza artificiale. Al contrario, l’iShares Semiconductor Etf scende di oltre il 4%, dopo che i titoli dei produttori di memorie erano stati tra i principali vincitori nella prima parte dell’anno. Tra i maggiori ribassi figurano anche gli Etf legati a momentum, rischio e crescita.
Anche i movimenti nell’obbligazionario sembrano indicare un mercato più timoroso sul fronte della crescita. Il rendimento del Treasury biennale è sceso di 8,4 punti base al 3,83%, e il tasso del Treasury decennale ha perso 8,8 punti base al 4,35%. A pesare sui corsi obbligazionari sono stati i commenti di Jerome Powell, presidente della Fed, giudicati più accomodanti di quanto si aspettasse il mercato.
Il Dow Jones guadagna lo 0,3%, mentre l’S&P500 e il Nasdaq cedono lo 0,2% e lo 0,6%. Il rendimento del Treasury con scadenza a 10 anni tratta al 4,35%, in calo di 8,9 punti base.
Tra le materie prime, i future sul petrolio Brent sono in rialzo del 2,1% a 107,6 dollari al barile e l’oro avanza dello 0,4% a 4.513 dollari l’oncia. I guadagni delle commodity supportano le quotazioni dei titoli energetici, tra cui Exxon Mobil (+1,2%), Chevron (+0,3%) e Occidental Petroleoum (+1,5%), e dei titoli minerari, come Newmont (+2,4%) e Barrick Mining (+0,2%).
Nonostante la seduta positiva, marzo è stato un mese da dimenticare per i metalli preziosi. I future sull’oro hanno perso oltre il 13% questo mese, arretrando di 700 dollari l’oncia. In termini percentuali si tratterebbe del calo mensile maggiore dal crollo del mercato dell’ottobre 2008. I future sull’argento hanno perso il 24% negli ultimi 30 giorni, segnando il calo mensile più consistente da settembre 2011.
Sul fronte della politica monetaria, Jerome Powell, il presidente della Fed, ha dichiarato che la banca centrale è propensa a mantenere i tassi d’interesse invariati e a non dare troppo peso allo shock energetico derivante dalla guerra in Iran. Tuttavia ha anche avvertito che non sarebbe possibile lasciare invariato il costo del denaro se l’aumento dei prezzi dovesse avere un impatto duraturo sulle aspettative future di inflazione.
Il Nasdaq perde lo 0,1%, mentre l’S&P500 e il Dow Jones avanzano dello 0,3% e dello 0,8%.
Sull’indice tecnologico pesa il ribasso delle azioni legati ai produttori di memorie Ram, tra cui Western Digital (-8,2%), Micron (-7,2%) e Sandisk (-5,8%). Tuttavia, sempre nel comparto tecnologico, si assiste a un rimbalzo dei titoli del comparto software. Le azioni di Verisk Analytics, ServiceNow, Adobe, Salesforce e Intuit guadagnano più del 3,5%, mentre il titolo Accenture avanza del 3,9%.
Il petrolio Brent, in rialzo del 2,2% a 107,7 dollari al barile, sostiene le quotazioni dei titoli petroliferi come Exxon Mobil (+1,5%), Chevron (+0,8%) e Occidental Petroleoum (+2,3%). Tra i singoli titoli, arretra Air Canada, con le azioni in calo di circa l’1,5%. La compagnia ha annunciato che il proprio ceo si ritirerà dopo le polemiche politiche seguite alla sua incapacità di comunicare in francese dopo una collisione mortale avvenuta sulla pista di un aeroporto.
Forte ribasso per Sysco, che perde il 13,8% dopo aver raggiunto un accordo per acquisire Jetro Restaurant Depot per circa 29 miliardi di dollari. Nel farmaceutico, Eli Lilly ha firmato un accordo per la scoperta di nuovi farmaci con Insilico Medicine, che secondo la società quotata a Hong Kong potrebbe valere fino a 2,75 miliardi di dollari. Il titolo Insilico avanza mentre Eli Lilly guadagna circa l’1%.
Sul fronte geopolitico, il ministero della Difesa turco ha riferito che la difesa aerea della Nato ha abbattuto un missile lanciato dall’Iran. È la quarta volta questo mese che l’alleanza militare dichiara di aver difeso la Turchia, Paese membro della Nato, da un apparente attacco iraniano. Secondo Ankara, i sistemi di difesa aerea e missilistica dispiegati dalla Nato nel Mediterraneo orientale hanno intercettato il missile. Non sono stati forniti dettagli immediati sull’obiettivo del lancio. In precedenza missili simili erano stati diretti verso il sud della Turchia, dove gli Stati Uniti mantengono la base militare di Incirlik Air Base, che ospita truppe americane e armamenti nucleari.
I prezzi del petrolio continuano ad accelerare, segno che il mercato si aspetta che la guerra in Iran possa continuare più del previsto. L’S&P500 guadagna lo 0,5%, il Nasdaq avanza dello 0,4% e il Dow Jones è in rialzo dello 0,8%. Sia il Dow Jones sia il Nasdaq avevano chiuso la scorsa settimana in territorio di correzione, al di sotto di oltre del 10% dai massimi storici.
Donald Trump ha cominciato la giornata dichiaratndo che gli Stati Uniti «distruggeranno completamente» le centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg dell'Iran se lo Stretto di Hormuz, strategicamente vitale, non verrà riaperto «immediatamente» e non si raggiungerà «a breve» un accordo di pace.
«Gli Stati Uniti d'America sono impegnati in serie discussioni con un NUOVO REGIME, PIÙ RAGIONEVOLE, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran», ha affermato Trump in un post su Truth Social.
Inoltre, il Wall Street Journal ha riportato che Trump sta valutando un’operazione militare con l’obbiettivo di sottrarre l’uranio all’Iran.
L’impatto si sta facendo sentire sia nel mercato delle materie prime, sia nel mercato obbligazionario. I future sul petrolio Brent avanzano del 2,9% a 108,4 dollari al barile, mentre i contratti sul Wti sono in rialzo del 2,7% a 102,4 dollari. I rendimenti sono in calo lungo tutta la curva: il tasso delle Treasury con scadenza a dieci anni cade di 4,357% punti base, mentre il rendimento del biennale è in calo di 6,6 punti base al 3,85%.
L’andamento dei tassi mostra che gli investitori si stanno concentrando di più sul possibile impatto recessivo della guerra, in controtendenza rispetto alle ultime settimane, quando il focus del mercato era sull’impatto inflazionistico del rialzo dei prezzi del petrolio.
L’oro avanza dell’1,4% e supera i 4.500 dollari l’oncia. Il metallo prezioso aveva registrato venerdì il quarto calo settimanale consecutivo, mettendo a segno la sua serie negativa settimanale più lunga dall’agosto 2023.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il titolo del gruppo statunitense dell’alluminio guadagna oltre il 9% in avvio di seduta dopo che due concorrenti in Medio Oriente hanno segnalato di essere stati colpiti da attacchi iraniani. Gli investitori scommettono che eventuali interruzioni delle forniture possano favorire il produttore americano.
Il distributore alimentare statunitense ha raggiunto un accordo per acquisire la società familiare Jetro Restaurant Depot per circa 29 miliardi di dollari. Il titolo arretra di oltre il 10% al suono della campanella.
Il titolo della società di fitness apre a +6%, dopo esser salito di oltre l’8% venerdì, dopo che il gestore di hedge fund Eric Jackson lo ha indicato come una potenziale opportunità di investimento.
In progresso anche i grandi gruppi petroliferi tra cui TotalEnergies, Exxon Mobil e Shell, sostenuti dal rialzo dei prezzi del greggio. Secondo il Financial Times, la francese TotalEnergies avrebbe realizzato ingenti profitti commerciali in Medio Oriente. Le azioni di Exxon Mobilavanzanodi più del 2% in avvio di seduta.
Acquisti anche sui titoli dei fertilizzanti CF Industries (+2,3%), Nutrien (+1,1%) e Mosaic (+1,4%), che avanzano in avvio di seduta sulla prospettiva di prolungate interruzioni delle forniture da parte dei produttori mediorientali. (riproduzione riservata)