Le borse Usa chiudono la seduta in calo e il petrolio Brent sale del 5,7% a 101 dollari al barile, a causa delle dichiarazioni poco distensive provenienti da Washington e da Teheran. «Senza un accordo entro mercoledì ripartono le bombe», ha dichiarato il presidente Donald Trump. Una posizione a cui le autorità iraniane hanno risposto con toni altrettanto netti, affermando che gli «Usa vogliono la resa, non ci pieghiamo».
In questo contesto, il Dow Jones, l’S&P500 e il Nasdaq chiudono in ribasso dello 0,6%. L’indice di volatilità Vix balza dell’8,4% a 20,46 punti, superando quota 20, soglia spartiacque tra mercato turbolento e a volatilità contenuta.
Nel mercato obbligazionario i rendimenti sono in rialzo lungo tutta la curva, a causa dell’incertezza sul conflitto in Medio Oriente che - se dovesse protrarsi più a lungo del previsto - potrebbe avere un impatto sui prezzi del greggio e quindi sull’inflazione. Il tasso dei titoli di Stato biennali sono in aumento di 8,6 punti base al 3,8%, mentre il rendimento dei Treasury con scadenza a 10 anni avanza di 6 punti base al 4,314%.
Nel mercato valutario il Dollar Index sale dello 0,49%, in un contesto in cui il biglietto verde viene acquistato in ottica di bene rifugio. Il rialzo del dollaro pesa sui corsi di oro e argento, che scivolano del 3% e del 5% e trascinano al ribasso le quotazioni dei titoli minerari.
Nell’azionario, l’incertezza sui colloqui di pace e il rialzo dei prezzi del greggio hanno pesato sulle quotazioni dei titoli legati alle crociere e alle compagnie aeree, molto sensibili ai costi del carburante. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle azioni delle società produttrici di fertilizzanti, con Cf Industries che chiude in rialzo del 4,6%. Lato criptovalute, il Bitcoin arretra dell’1% e zavorra i titoli correlati come Coinbase (-7,5%), Robinhood (-5,3%) e Strategy (-4%)
Il petrolio Brent balza del 2,8% a 98,1 dollari al barile. L’S&P500 e il Nasdaq arretrano dello 0,6%, mentre il Dow Jones è in calo dello 0,4%. L’incertezza sui colloqui di pace e il rialzo dei prezzi del greggio zavorra le quotazioni dei titoli legati alle crociere e alle compagnie aeree, molto sensibili ai costi del carburante. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle azioni delle società produttrici di fertilizzanti, con Cf Industries che balza di oltre il 4%.
A seguito del rilascio dei conti D.R. Horton e UnitedHealth balzano di oltre il 6,8%, mentre Msci avanza del 3,8%. Male invece Northrop Grumman, le cui azioni cadono del 6,4% al Nyse. Il Bitcoin è in calo dello 0,3% e penalizza l’andamento dei titoli correlati come Coinbase (-6,3%), Robinhood (-4%) e Strategy (-2%), con i primi due che si collocano tra i peggiori performer dell’S&P500.
Nel mercato obbligazionario gli investitori richiedono il pagamento di cedole più elevate per remunerare il possibile impatto inflazionistico del rialzo dei prezzi dell’energia e il rendimento del Treasury decennale è in aumento di 4,3 punti base al 4,3%. L’incertezza geopolitica si manifesta anche nel mercato valutario, con il Dollar Index in rialzo dello 0,34%, in un contesto in cui il biglietto verde viene comprato come bene rifugio. Tra i metalli prezioso, oro e argento cedono il 2,4% e il 3,9%, pesando sui corsi dei titoli minerari.
Sul fronte della politica monetaria, il presidente designato della Fed, Kevin Warsh, ha affermato con forza, nella sua audizione alla commissione bancaria del Senato Usa, di non essere il «burattino» di Trump. Il banchiere centrale ha inoltre ribadito l'indipendenza della Fed, ma ha anche sottolineato la necessità di riforme nella banca centrale statunitense.
«Assolutamente no»: così Warsh ha replicato, alla senatrice Elizabeth Warren che lo ha definito più volte, nel corso dell’audizione, il «burattino» del presidente americano. «Sono onorato che il presidente mi abbia nominato per questo incarico e, se confermato come presidente della Fed, agirò in modo indipendente», ha ribadito Warsh.
«Non credo che l’indipendenza operativa della politica monetaria sia particolarmente minacciata quando funzionari eletti - presidenti, senatori o membri della Camera - esprimono le loro opinioni sui tassi di interesse», ha aggiunto Warsh.
Nel frattempo, però, Trump è tornato a fare pressione sulla Fed. «Sarei molto deluso se Warsh non tagliasse i tassi d'interesse immediatamente dopo la sua nomina a presidente della Fed. Jerome Powell non ha fatto un buon lavoro. Voglio Kevin Warsh, è fantastico e farà un ottimo lavoro. Sono a favore di rialzi di tassi per fermare l’inflazione ma una cosa di cui non si parla è che noi dobbiamo avere i tassi più bassi del mondo. Quando ero giovane io, avevamo i tassi più bassi del mondo, poi 15 anni fa la Svizzera aveva tassi più bassi di noi. Guadagnava miliardi e miliardi di dollari sulle spalle dell’America. Siamo noi l’elite», ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca.
Il Nasdaq è in rialzo dello 0,1%, mentre S&P500 e Dow Jones cedono lo 0,1%, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato in un’intervista alla Cnbc di essere pronto a bombardare di nuovo l'Iran qualora non venisse raggiunto un accordo con Teheran entro la scadenza di domani sera. Il petrolio Brent avanza del 2% a 97,4 dollari al barile.
«Mi aspetto di continuare a bombardare perché penso che sia l'atteggiamento migliore da adottare», ha detto Trump, sottolineando che «siamo pronti. Voglio dire, i militari sono pronti a entrare in azione. Sono assolutamente incredibili».
Nel frattempo, i senatori hanno avviato la sessione di domande a Kevin Warsh concentrandosi sui suoi ingenti asset finanziari, chiedendo chiarimenti su come intenda dismetterli e su come garantirà l’indipendenza della Federal Reserve. Warsh ha affermato che i suoi investimenti saranno resi «il più possibile semplici», impegnandosi ad agire come «un attore indipendente» e precisando che Trump non gli ha chiesto di impegnarsi a tagliare i tassi.
Il senatore repubblicano Thom Tillis (North Carolina), che ha promesso di bloccare la nomina di Warsh finché non sarà conclusa l’indagine del dipartimento di Giustizia sull’attuale presidente uscente della Fed Jerome Powell, ha ribadito che l’inchiesta dovrebbe essere archiviata. In mattinata Trump non ha mostrato alcuna intenzione di allentare lo scontro.
Nel suo intervento introduttivo, Warsh ha dichiarato che «il potenziale di crescita dell’economia americana è in aumento», sottolineando però l’importanza di mantenere l’inflazione sotto controllo. Warsh aveva sostenuto la propria candidatura anche con l’argomento di un aumento della produttività trainato dall’intelligenza artificiale, che a suo avviso potrebbe giustificare un taglio dei tassi. Tuttavia questo scenario è ora complicato dalla guerra in Iran e dal conseguente rialzo dei prezzi dell’energia.
Sulla scia dell’imminente round di colloqui tra Washington e Teheran, il Dow Jones è l’indice più comprato e avanza dello 0,6%, seguito da Nasdaq e S&P500 (+0,2%), entrambi in crescita dello 0,1%. Il petrolio è in lieve calo in attesa di sviluppi dal Medio Oriente, con i futures sul Brent in flessione dello 0,7% a 94,8 dollari al barile.
I colloqui sembrano procedere senza intoppi e l’Iran prevede di inviare una delegazione diplomatica in Pakistan. Tuttavia, il presidente Donald Trump non ha intenzione di prolungare il cessate il fuoco oltre la serata del 22 aprile.
Sul fronte della politica monetaria, l’attenzione degli investitori si sposta oggi su Washington, dove è in programma per le 16 ora italiana al Senato l’audizione di conferma di Kevin Warsh, indicato da Trump per la presidenza della Fed.
Nel mercato obbligazionario, i rendimenti sono in rialzo lungo tutta la curva, con il tasso dei titoli di Stato con scadenza a due anni in rialzo di 5,1 punti base al 3,767% e il rendimento del Treasury decennale in aumento di 2,5 punti base al 4,28%. Nel mercato valutario il dollaro tenta il rimbalzo, con il Dollar Index si apprezza dello 0,14% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati da un punto di cista socio-economico.
Lato macro, nel mese di marzo le vendite al dettaglio sono cresciute più delle attese, con un +1,7% mensile a 752,1 miliardi di dollari, al di sopra del +0,6% del mese precedente e dell’1,4% stimato dagli analisti. Su base annua si è registrato un aumento del 3,7%. Il dato “core” - ossia le vendite al dettaglio escluse le auto - ha visto un aumento dell’1,9% su base mensile, superano il +0,7% del mese precedente.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il titolo dell’azienda di Cupertino cede lo 0,7% all’apertura dei mercati dopo che la società ha annunciato che l’amministratore delegato Tim Cook lascerà l’incarico. Al suo posto è stato indicato John Ternus, attuale responsabile della divisione hardware.
Le azioni del gruppo sanitario balzano dell’8,9% in avvio di seduta, dopo che la società ha riportato utili superiori alle attese di Wall Street e ha rivisto al rialzo le previsioni di profitto.
Il gruppo ha annunciato un nuovo investimento da 5 miliardi di dollari in Anthropic, che potrebbe portare l’impegno complessivo fino a 25 miliardi. Il titolo guadagna l’1,8% all’apertura di Wall Street.
La compagnia aerea riporterà i risultati relativi al primo trimestre dopo la chiusura di Wall Street. In un contesto di volatilità e rialzo dei prezzi energetici causati dal conflitto in Medio Oriente, il mercato sarà particolarmente attento ai costi del carburante per gallone. Gli analisti di FactSet prevedono utili pari a 1,08 dollari per azione su un fatturato di 14,4 miliardi di dollari. Il titolo apre a -0,7%.
Le azioni della società attiva nel settore dell’aviazione cedono l’1,8% in avvio di seduta, dopo che l’azienda ha riportato un utile per azione di 1,86 dollari, in crescita del 25% su base annua, con ricavi pari a 11,6 miliardi di dollari (+29%), superando le attese di Wall Street. Gli ordini commerciali sono balzati del 93% a 17,3 miliardi, mentre quelli nel segmento difesa sono saliti del 67% a 6,2 miliardi. (riproduzione riservata)