Le borse Usa chiudono la seduta in calo, nel giorno in cui il presidente Donald Trump ha ufficialmente scelto Kevin Warsh come prossimo candidato alla presidenza della Fed: il Nasdaq, in testa ai ribassi, cede lo 0,9%, seguito da S&P500 e Dow Jones (entrambi in calo dello 0,4%). Il dollaro è salito e i rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza si sono leggermente rafforzati. Crollo dei metalli preziosi: l’oro ha chiuso in calo del 10% e l’argento del 28%, segnando per entrambi la peggior seduta giornaliera dal 1980.
Secondo alcuni osservatori, Warsh sarebbe una scelta relativamente rassicurante grazie alla sua precedente esperienza da governatore alla Fed e alla sua reputazione di falco dell’inflazione, favorevole a una politica monetaria restrittiva. Una posizione che potrebbe renderlo meno incline a cedere alle pressioni dell’amministrazione per un taglio dei tassi, prospettiva che ha sostenuto il dollaro e penalizzato l’oro.
Trump, che ha individuato Warsh al termine di una ricerca durata mesi, ha dichiarato di «non avere dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore». Il primo ministro canadese ed ex banchiere centrale Mark Carney ha definito Warsh «una scelta fantastica».
Resta tuttavia qualche elemento di incertezza. Di recente Warsh ha sostenuto che intelligenza artificiale e deregolamentazione potrebbero contribuire a contenere l’inflazione e ha indicato come prioritaria una forte riduzione del bilancio della Fed. A complicare il quadro c’è infine l’indagine penale avviata dall’amministrazione Trump su Jerome Powell, il cui mandato da presidente della Fed scade a metà maggio. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha annunciato che si opporrà alla conferma di Warsh finché l’inchiesta su Powell non sarà chiarita.
Il Dow Jones rimbalza rispetto ai minimi intraday e perde 217 punti (-0,5%). Nel corso della seduta era arrivato a perdere 500 punti. Anche l’S&P 500 è in calo dello 0,5%, mentre il Nasdaq, più colpito dalle vendite, cede lo 0,9%. L’indice di volatilità Vix, anche noto come “indice della paura” è salito fino a 19,27 prima di ritirarsi a quota 17,5.
L’argento, che ha corso molto negli ultimi mesi, crolla del 27% a 84,9 dollari l’oncia. Secondo i Dow Jones Market Data, si tratta del maggiore calo giornaliero dal 27 marzo 1980.
La settimana di trimestrali che si è chiusa oggi ha presentato un quadro misto. Emblematica, in questo senso, la reazione dei titoli Meta e di Microsoft: le azioni della prima sono balzate del 10% dopo i conti, mentre il titolo della società fondata da Bill Gates è crollato del 10%.
«Stiamo assistendo a molta, molta volatilità azionaria individuale, perché quando ruoti, ci sono vincitori e perdenti», ha affermato Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers.
Sosnick sottolinea anche che nella seduta di giovedì 29 gennaio il mercato ha effettuato una «notevole» ripresa, con l’S&P 500 che ha risalito bruscamente dal minimo per chiudere la giornata nei pressi della parità.
«È stata una vera testimonianza della resilienza del “buy the dip”» sostiene Sosnick. «Ma significa anche che, avvicinandosi a fine mese, si può avere una strana volatilità nella chiusura, al rialzo o al basso».
Il Dow Jones è il più colpito dalle vendite e perde quasi l’1%. Seguono, in ordine di performance, S&P500 (-0,8%) e Dow Jones (-0,7%).
Nel corso di una conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha respinto le preoccupazioni sui precedenti da "falco" di Warsh. Ha anche affermato di non essere preoccupato per il processo di conferma al Senato. «Era il candidato perfetto. Non è stata una sorpresa o altro», ha aggiunto Trump.
Il tycoon ha poi dichiarato di continuare a sostenere l’indagine penale del Doj sull’attuale presidente della Fed Jerome Powell, nonostante la promessa del senatore repubblicano Thom Tillis di opporsi alla nomina di Kevin Warsh a sostituto di Powell fino alla conclusione dell’indagine.
«O è incompetente o... è un truffatore, e lo scopriremo», ha detto Trump venerdì parlando dell’attuale numero uno della banca centrale, quando un giornalista gli ha chiesto informazioni sull'indagine.
L’indagine si riferisce alla testimonianza resa da Powell al Congresso la scorsa estate sulla ristrutturazione della sede centrale della Fed da 2,5 miliardi di dollari.
S&P500 (-0,5%) e Nasdaq (-0,7%), sono pressoché invariati rispetto all’apertura. Il Dow Jones, invece, amplia le perdite e cede lo 0,9%.
Tra le materie prime, cadono i metalli preziosi: l’oro perde il 6,9% a 5.000 dollari l’oncia, mentre l’argento il 17% a 95,6 dollari. A tal proposito, Ubs ha modificato il target price su Barrick Mining da 47 a 59 dollari per azione, mantenendo il rating buy. Il titolo tuttavia perde più dell’8% a 47,6 dollari a causa dello scivolone dell’oro.
Nel settore tecnologico, Loop Capital ha modifica il target price su Palantir Technologies da 230 a 220 dollari per azione, mantenendo il rating buy. Le azioni della società guidata da Alex Karp segnano -2,2% a 148 dollari.
Nel corso di un’intervista alla Cnbc, il direttore del National Economic Council, Kevin Hassett, ha lasciato intendere che la Fed avrebbe dovuto tagliare i tassi di interesse invece di mantenerli invariati nella riunione di mercoledì 28 gennaio. Alla domanda se la banca centrale Usa avesse commesso un errore, il principale consigliere economico di Trump ha risposto «Sì, sì». Hassett ha affermato che la crescita economica è solida e ritiene che un’espansione economica senza una forte inflazione sia possibile.
Hassett, fino a ieri uno dei quattro finalisti per la carica di presidente della Fed, ha colto l’occasione per complimentarsi con Trump per la decisione di nominare Kevin Warsh.
«La Casa Bianca è fermamente convinta che Kevin Warsh sia un ottimo candidato e che debba essere confermato il prima possibile», ha affermato Hassett.
«Penso che il team economico della Casa Bianca, composto da Scott Bessent, Howard Lutnick e me stesso, abbia dato il massimo e che questo sia un momento davvero sbagliato per cambiare quarterback», ha aggiunto.
il Nasdaq, il più colpito dalle vendite, cede lo 0,6%, mentre S&P500 e Dow Jones perdono rispettivamente lo 0,3% e lo 0,4%. La notizia più importante del giorno riguarda la Fed: il mercato sa finalmente chi sarà il sostituto dell’attuale presidente Jerome Powell. Dopo un processo di selezione durato mesi, il presidente Usa Donald Trump ha scelto l’ex governatore Kevin Warsh.
«Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore», ha affermato Trump in un post sui social media.
Alcuni operatori di mercato considerano Warsh una scelta relativamente sicura, data la sua esperienza alla Fed e il suo passato da "falco”, ovvero da sostenitore di una politica monetaria restrittiva. Questo potrebbe renderlo più restio alle richieste dell’amministrazione di tagliare i tassi di interesse. Tuttavia, Warsh ha recentemente sostenuto che l’AI e la deregolamentazione potrebbero contribuire a contenere l’inflazione. Vorrebbe anche che la Fed avesse un bilancio molto più ridotto: ciò implicherebbe la vendita di Treasury e Mbs (Mortage backed securities) sul mercato, il che farebbe aumentare i tassi di interesse.
Nel mercato valutario, gli investitori hanno interpretato la scelta di Trump come positive per il dollaro: il Dollar Index balza dello 0,5% contro un paniere composto da sterlina, yen, euro e altre valute dei Paesi sviluppati. Nell’obbligazionario, i rendimenti sono relativamente poco mossi lungo la curva: quello del Treasury decennale è in aumento di 1,3 punti base al 4,25%, mentre il tasso del Treasury biennale è sostanzialmente invariato al 3,55%. La volatilità azionaria è in aumento: l’indice Vix avanza del 5,2% a 17,83 punti.
Su base annua i prezzi alla produzione hanno registrato un incremento del 3%, al di sopra del consensus (+2,7%) e del mese precedente (+2,7%).
Tra le trimestrali, Apple è in lieve calo nonostante i risultati record. Bene le società di archiviazione dati come Western Digital e Sandisk, che balza del 20%. Pubblicati anche i conti di Visa, American Express, Verizon, Chevron e Exxon Mobil.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
L’azienda di Cupertino ha registrato vendite e utili trimestrali record per l’iPhone, ma gli investitori hanno venduto in quanto preoccupati per l’aumento dei costi, in particolare per i componenti di memoria . Le azioni della società guidata da Tim Cook aprono in lieve calo dello 0,1%.
Le società di archiviazione dati ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese del mercato. In avvio di seduta le azioni balzano del 24%.
Il colosso petrolifero ha registrato i profitti annuali più bassi dal 2021. Ha pesato il calo del petrolio nel corso del 2025. Il titolo avanza dello 1,3% nei primi minuti di contrattazione.
I risultati trimestrali della società di pagamenti hanno superato le aspettative, sostenuti dalle forti spese per le festività natalizie da parte dei consumatori. Le azioni segnano in apertura +0,1%.
L’operatore di telefonia mobile ha superato le aspettative di fatturato e ha previsto una crescita aggressiva. Il mercato recepisce bene i conti e acquista il titolo, che in avvia di seduta balza del 5,1%. (riproduzione riservata)