La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in lieve calo, Nasdaq -0,3%. Il petrolio Wti interrompe i rialzi
La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in lieve calo, Nasdaq -0,3%. Il petrolio Wti interrompe i rialzi
Gli indici recuperano nel finale perché il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'Iran ha perso la capacità di arricchire l'uranio e di produrre missili balistici e che la guerra potrebbe finire prima di quanto si pensi

di Mario Olivari 19/03/2026 14:40

Ftse Mib
43.701,38 23.50.34

-2,32%

Dax 30
22.839,56 23.50.34

-2,82%

Dow Jones
46.021,43 2.37.49

-0,44%

Nasdaq
22.090,22 23.50.34

-0,28%

Euro/Dollaro
1,1572 2.18.37

+0,50%

Spread
81,77 17.29.51

+2,99

Wall Street chiude in lieve calo e in recupero nel finale: Dow Jones -0,4%, S&P500 -0,3%, Nasdaq -0,3%. I prezzi del petrolio sono calati mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, parlando ai media, affermava che Israele stava aiutando gli Stati Uniti «con informazioni e altri mezzi» per aprire lo Stretto di Hormuz. Netanyahu ha anche dichiarato che l'Iran ha perso la capacità di arricchire l'uranio e di produrre missili balistici e che la guerra potrebbe finire prima di quanto si pensi.

I futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate hanno chiuso in ribasso di circa lo 0,2% a 96,14 dollari al barile. I futures sul greggio Brent, il benchmark internazionale, sono saliti di circa l'1,2% chiudendo a 108,65 dollari al barile, il livello di chiusura più alto da luglio 2022.

I prezzi internazionali del petrolio erano schizzati alle stelle in seguito all'attacco iraniano di mercoledì contro un importante impianto di esportazione di gas naturale liquefatto (Gnl) in Qatar. L'attacco è avvenuto in risposta all'attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars.

 Alle 17 i principali indici Usa restano in ribasso, ma recuperano parte delle perdite dell’apertura: l’S&P500 cede lo 0,6%, il Nasdaq lo 0,7% e il Dow Jones arretra dello 0,8%.

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha indicato che Washington potrebbe nei prossimi giorni allentare le sanzioni sul petrolio iraniano già in mare, nel tentativo di contenere il rialzo dei prezzi legato al conflitto in Medio Oriente. La misura libererebbe circa 140 milioni di barili, equivalenti a 10-14 giorni di offerta. Gli Usa valutano inoltre un possibile rilascio di greggio dalle riserve strategiche, mentre anche il Giappone potrebbe intervenire. Prima della crisi, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno. Gli sviluppi non hanno impattato le quotazioni del greggio Brent, che resta in lieve calo dello 0,8% a 106,7 dollari al barile.

Restano tuttavia incerte le modalità operative dell’eventuale allentamento delle sanzioni e i flussi finanziari verso Teheran. In parallelo, Washington ha già autorizzato temporaneamente l’acquisto di petrolio russo già in navigazione per aumentare l’offerta, con raffinerie asiatiche che hanno rapidamente incrementato gli acquisti.

Sul fronte delle materie prime, l’oro rimane il calo, penalizzato dall’aumento delle aspettative d’inflazione e dal ridimensionamento delle attese di tagli dei tassi. Il metallo prezioso cede oltre il 4% a circa 4600 dollari l’oncia, portando le perdite mensili oltre il 10%. Il corso del metallo giallo zavorra i titoli minerari come Newmont (-8,3%) e Barrick Mining (-6,1%).

Nel comparto cripto, Crypto.com ha annunciato un taglio del 12% della forza lavoro, nell’ambito di una riorganizzazione legata all’integrazione dell’intelligenza artificiale. La decisione si inserisce in un più ampio trend di riduzione degli organici nei settori tech e crypto.

Tra i singoli titoli, Tesla cede il 2,8% dopo l’estensione dell’indagine delle autorità Usa sui sistemi di assistenza alla guida, ora su circa 3,2 milioni di veicoli. Attesi dopo la chiusura i conti di FedEx.

Alle 14:30 le borse Usa avviano la seduta in calo

A seguito dell’ultima ondata di attacchi contro le infrastrutture energetiche in Medio Oriente ha alimentato i timori di una vera e propria crisi energetica. L’S&P500 è in calo dello 0,8%, il Nasdaq perde l’1% e il Dow Jones cede lo 0,7%. A incidere sul corso degli indici anche le parole pronunciate da Jerome Powell, presidente della Fed, nel corso della conferenza stampa di mercoledì 18 marzo, in cui il banchiere centrale ha posto l’accento sull’impatto inflazionistico del conflitto in Medio Oriente e ha smorzato le speranze di un taglio dei tassi di interesse quest'anno.

I prezzi dei futures del gas naturale europeo sono schizzati di oltre il 15% dopo che il Qatar ha dichiarato che gli attacchi iraniani hanno causato ingenti danni al suo impianto di Ras Laffan, sede del più grande impianto di gas naturale liquefatto al mondo. Il petrolio Brent, benchmark internazionale del greggio, ha toccato brevemente i 113 dollari al barile prima di azzerare i guadagni e perde lo 0,7% a 106,7 dollari.

A seguito della conferenza stampa di Powell, il mercato obbligazionario ha percepito una Fed più “hawkish” delle riunioni precedenti e ha spinto al rialzo i rendimenti: il tasso del Treasury con scadenza a dieci anni è in aumento di 3,8 punti base e supera il 4,3%. Nel mercato valutario il Dollar Index è in calo dello 0,2% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati.

Tra i metalli preziosi oro e argento cadono del 5,3 e del 10,3% a 4.560 e 67,6 dollari l’oncia.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Micron Technology

Il produttore di chip di memoria ha quasi triplicato le vendite trimestrali grazie a una domanda superiore all’offerta. Il mercato ha però preso profitto sul titolo, che è sceso del 7,3% nei primissimi minuti di contrattazione, dopo aver chiuso mercoledì su un massimo storico.

2. Rivian Automotive

Il gruppo ha siglato una partnership con Uber per entrare nel mercato dei taxi autonomi, ottenendo un investimento fino a 1,25 miliardi di dollari. Il titolo balza di oltre l’8% al suono della campanella.

3. Shell

Le azioni del colosso energetico cedono terreno all’apertura (-1,1%) dopo che la società ha avviato una valutazione dei danni al proprio impianto Pearl Gtl in Qatar, a seguito di un attacco attribuito all’Iran. Shell detiene il 100% dell’impianto.

4. Five Below

Il retailer ha riportato un aumento di utili e ricavi trimestrali grazie alla forte domanda per i prodotti a basso prezzo durante le festività. Il titolo guadagna terreno (+4,5%) prima all’apertura di Wall Street.

5. Newmont

I titoli del comparto minerario scendono in avvio di seduta, in scia al calo dei futures su oro, argento e rame. Le azioni di Newmont cedono il 7,8%. (riproduzione riservata)