Alle 20 le Borse Usa accelerano al ribasso e il petrolio balza di oltre il 4% in scia al rischio di un’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il Nasdaq guida i ribassi con una flessione dell’1,6%, seguito dal Dow Jones e dall’S&P500, entrambi in calo dell’1,1%.
Il greggio è in rialzo per la quarta seduta consecutiva, con il Brent sopra i 106 dollari al barile, sostenuto dalle crescenti preoccupazioni per lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e per le tensioni nello Stretto di Hormuz.
Sul fronte geopolitico, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele è pronto a intensificare le operazioni militari contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha inoltre affermato di aver ordinato alla Marina di colpire eventuali imbarcazioni impegnate nella posa di mine nello stretto, mentre Washington e Teheran si contendono il controllo dell’area.
Tornano intanto al centro dell’attenzione i conti trimestrali. Il comparto software, in particolare il SaaS (software as a service), pesa sugli indici: ServiceNow crolla del 18% dopo risultati che, pur in crescita sul fronte dei ricavi, hanno deluso per il taglio alle attese sui margini operativi.
Tra i big tecnologici, Ibm cade del 9,4% dopo aver confermato la guidance sui ricavi, deludendo il mercato. Vendite diffuse anche sulle “Magnifiche 7”: Microsoft perde circa il 4,5%, mentre Tesla cede il 3,5% dopo aver annunciato investimenti per 25 miliardi di dollari in conto capitale a sostegno dei progetti in intelligenza artificiale e robotica.
I timori di un’escalation spingono al rialzo i rendimenti, con il tasso del Treasury decennale che avanza di 2 punti base al 4,327%. Il Dollar Index è in rialzo dello 0,17% e viene acquistato come bene rifugio. Tra i metalli preziosi, oro e argento cedono lo 0,7% e il 2,8% a 4.704 e 75,56 dollari l’oncia.
L’S&P500 e il Dow Jones cedono lo 0,1% e lo 0,2%, mentre il Nasdaq perde lo 0,4%. Nell’azionario, i titoli del software crollano dopo che i risultati trimestrali di Ibm (-8,1%) e ServiceNow (-17%) hanno riacceso le preoccupazioni sull'intelligenza artificiale. Le azioni di Salesforce, Intuit, Autodesk e Adobe perdono oltre il 6,7%, collocandosi tra i peggiori performer dell’S&P500. Tra i metalli preziosi, l’oro è in calo dello 0,3% 4 4.723 dollari l’oncia e pesa sulle quotazioni dei titoli minerari.
Sul fronte dei rialzi, le azioni di United Rentals schizzano del 20% e si configurano come il maggior rialzo dell’S&P500, dopo che la società ha riportato risultati migliori delle attese per il primo trimestre e ha alzato la guidance per il secondo trimestre. Secondo posto per Texas Instruments, le cui azioni balzano del 18% dopo che il produttore di chip ha superato le aspettative relative a utili e fatturato per il primo trimestre del 2026 grazie a una forte domanda. L’azienda ha inoltre fornito previsioni ottimistiche su fatturato e utili per il secondo trimestre 2026. Bank of America ha alzato il rating del titolo a “buy”.
In rialzo altri titoli del comparto come Analog Devices (+6,1%), Microchip Technology (+9,5%), Broadcom (+1%) e Amd (+1,3%), mentre Nvidia è in calo dello 0,6%. Nel settore dei media, gli azionisti di Warner Bros. Discovery (-0,4%) hanno approvato l'accordo di fusione da 111 miliardi di dollari con Paramount Skydance (-5,3%), che vince quindi la prolungata guerra con il rivale Netflix (-0,6%). Nonostante l’approvazione della fusione, gli azionisti hanno bocciato i pacchetti retributivi dei dirigenti Wbd. In questo contesto, le generose buonuscite per i manager, inclusi 550 milioni di dollari per Zaslav, hanno generato notevole malcontento
In un contesto in cui l’ottimismo di Wall Street sta iniziando ad affievolirsi, ul Dow Jones si configura come l’indice più venduto e cede lo 0,5%, mentre S&P500 e Nasdaq arretrano dello 0,3% e dello 0,3%. In questo contesto, i futures sul petrolio Brent sono in rialzo dello 0,7% a 102,6 dollari al barile e il mercato mostra segni di preoccupazione per la mancanza di progressi nei negoziati diplomatici tra Usa e Iran e per le tensioni nello Stretto di Hormuz.
Dopo l’ondata di speranza dell scorse settimane, sembra che gli investitori stiano iniziando a prendere atto dell'idea che le interruzioni dei mercati energetici potrebbero protrarsi più a lungo del previsto. Il traffico attraverso lo stretto rimane pressoché bloccato e, anche se la via navigabile dovesse riaprire presto, gli analisti interpellati dal Wall Street Journal affermano che ci vorrà del tempo prima che la produzione petrolifera del Golfo torni ai livelli pre-pandemia.
Lato trimestrali, Tesla, Ibm, Southwest Airlines e Lockheed Martin hanno riportato i conti relativi al primo trimestre del 2026. Nel mercato obbligazionario i rendimenti presentano un andamento contrastato: sono in rialzo frazionale nella parte breve della curva, mentre il rendimento del Treasury decennale è in calo di 1 punto base al 4,3%. Nel mercato valutario il dollaro è in lieve rialzo.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il produttore di veicoli elettrici ha chiuso il primo trimestre con ricavi e utili superiori alle attese, sorprendendo Wall Street anche per un free cash flow tornato positivo. Nonostante ciò, il titolo cede lo 0,9% in avvio di seduta, in quanto gli investitori guardano con cautela al piano di investimenti in conto capitale da 25 miliardi di dollari annunciato per sostenere le ambizioni nell’AI.
Il gruppo tecnologico ha riportato ricavi e utili in crescita nel primo trimestre. Il titolo tuttavia cade del 11,9% nel pre-mercato, dopo che la società ha deluso le attese mantenendo invariate le previsioni sui ricavi.
Nel primo trimestre fiscale ha registrato un utile per azione di 6,44 dollari, in calo dai 7,28 dollari di un anno prima e sotto le stime FactSet di 6,73 dollari. I ricavi si sono attestati a 18,02 miliardi di dollari, in lieve crescita dai 17,96 miliardi precedenti ma inferiori alle attese di 18,22 miliardi. Per il 2026 il gruppo conferma una guidance di utile per azione tra 29,35 e 30,25 dollari su ricavi compresi tra 77,5 e 80 miliardi, a fronte di stime di consenso rispettivamente pari a 29,92 dollari e 79,22 miliardi. Il titolo apre a -3,9%.
La compagnia ha avvertito che le previsioni di utile per l’intero esercizio sono a rischio a causa dell’aumento dei costi del carburante. Il titolo arretra del 2,7% all’apertura di Wall Street.
Le azioni sono crollano di oltre il 20% nei primissimi minuti di contrattazione, proseguendo la flessione del 38% registrata ieri. Il titolo della società di autonoleggio sta tornando con i piedi per terra dopo un’insolito “short squeeze” che ne ha fatto impennare il valore questo mese. (riproduzione riservata)