Le borse Usa chiudono in ribasso un’altra seduta dominata dalla volatilità, dall’allargamento del conflitto in Iran, nonché dall’aumento dell’incertezza geopolitica e il balzo collegato dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones cede oltre 600 punti e cade dell’1,6%. Seguono l’S&P500, in calo dello 0,6%, e il Nasdaq (-0,3%). La volatilità è alle stelle, con l’indice Vix che balza dell’11% a 23,5 punti.
L’indice tecnologico, nonostante sia il meno colpito dalle vendite, sconta la notizia riportata da Bloomberg secondo cui l’amministrazione Trump ha redatto una bozza di legge che limiterebbe le spedizioni di chip AI in qualsiasi parte del mondo senza l’approvazione americana.
L’indiscrezione ha pesato sull’andamento dei titoli legati ai semiconduttori come Nvidia (+0,1%), Amd (-1,3%), Qualcomm (-1,8%), e Micron (-1%). Le azioni del colosso dei chip per AI guidato da Jensen Huang - regina del settore e delle borse globali - erano arrivata a perdere più del 2,5%, per poi recuperare le perdite nel corso della seduta. Restano in verde altri due colossi del comparto come Broadcom (+4,8%) e Intel (+0,8%).
L’andamento delle azioni del software è una delle principali note positive della seduta, nonché un fattore che ha aiutato a sostenere il corso del Nasdaq. Nelle ultime settimane i timori legati all’impatto dell’AI sul modello di business delle aziende del settore hanno spazzato via centinaia di miliardi di capitalizzazione e hanno fatto collassare il comparto di più del 30%. L’ultimo trigger che aveva causato vendite aggressive era stato un report di Citrini Research diffuso via Substack. Successivamente il management di Accenture, nel corso della earnings call relativa ai risultati del quarto trimestre, ha rassicurato il mercato e da allora sembra essere iniziato il rimbalzo dei titoli del settore. Azioni come Accenture (+1,9%), Adobe (+3,1%), Salesforce (+4,3%), Microsoft (+1,3%), Oracle (+1,6%) e Intuit (+6,1%) chiudono in rialzo.
Nel frattempo, il conflitto tra Usa e Iran continua ad aggravarsi. Israele ha dichiarato di aver avviato un’altra ondata di attacchi su larga scala contro Teheran, mentre l'Iran ha lanciato altri missili verso Israele. L’Azerbaigian ha promesso una risposta dopo aver affermato che gli attacchi regionali dell’Iran si erano estesi al suo territorio, e l’Arabia Saudita ha affermato di aver intercettato missili e droni.
In questo scenario geopolitico intricato, ulteriormente complicato dalle ultime dichiarazioni di Trump su Cuba, sui mercati potrebbe continuare a regnare l’instabilità fino a quando le petroliere non ricominceranno a muoversi in modo affidabile attraverso lo Stretto di Hormuz, liberando quasi un quinto delle scorte giornaliere di petrolio e gas naturale liquefatto.
Il petrolio Brent, il benchmark energetico mondiale, ha guadagnato il 4% a 40 centesimi dagli 85 dollari al barile, mentre il greggio Wti è balzato del 6,2% a 79,3 dollari, raggiungendo il prezzo più alto da luglio 2024 e il conseguendo più grande balzo in un giorno dal 2020.
A questo punto un impatto sull’inflazione è più che probabile e, secondo i dati del Cme Group, gli investitori ora vedono una probabilità inferiore al 50% di due o più tagli nel 2026. Sulla base di aspettative di prezzi futuri più elevate, gli obbligazionisti richiedono cedole più elevate e il rendimento del Treasury sale per il quarto giorno di file di 3,4 punti base al 4,14%. Venerdì 27 febbraio era sotto il 4%.
Il Dow Jones perde oltre 600 punti e scivola dell’1,6%, zavorrato da titoli come Walmart (-4,7%), Merck (-4,4%), Boeing (-3,2%) e Goldman Sachs (-2,9%). Il Nasdaq è il benchmark di mercato che tiene meglio e scambia in calo dello 0,5%. L’S&P500 cede lo 0,8%. Prima dell’apertura dei mercati, Alphabet, Microsoft, Meta, Oracle, Amazon insieme a OpenAI e xAI, hanno promesso di pagare di più per l’energia per impedire che i data center basati sull’intelligenza artificiale facciano aumentare le bollette elettriche dei consumatori.
L’aumento dei prezzi energetici sta facendo cambiare al mercato l’opinione sulla traiettoria futura dei tassi di interesse. Secondo i dati forniti dal Cme Group, i futures sui tassi di interesse mostrano che gli investitori ora vedono una probabilità inferiore al 50% di due o più tagli nel 2026. Si tratta di un netto calo rispetto alla probabilità del 79% indicata alla fine della scorsa settimana.
Tra i singoli titoli, montagne russe per Cracker Barrel Old Country Store: la catena di ristoranti ha indicato progressi nel piano di ristrutturazione, spingendo il titolo a un rialzo superiore al 6% in avvio di seduta, successivamente azzerato. In progresso invece Okta: la società attiva nella gestione delle identità digitali e nella sicurezza informatica ha pubblicato utili superiori alle attese, anche se le previsioni per il trimestre in corso hanno deluso. Le azioni salgono sono balzate dell’8,6%.
I prezzi del petrolio salgono su soglie che meritano attenzione, innanzitutto per quanto riguarda l’impatto sull’inflazione e, quindi, sui tassi di interesse. In un un contesto in cui il conflitto in Medio Oriente continua ad aggravarsi - con almeno 13 Paesi colpiti oltre a Iran e Israele - l’S&P500 cede lo 0,3%, il Nasdaq perde lo 0,2% e il Dow Jones, più colpito dalle vendite, arretra dello 0,6%.1
Il petrolio Brent, benchmark globale per quanto riguarda il greggio, è balzato del 3,2% a circa 84 dollari al barile, il livello più alto da luglio 2024. Il petrolio Wti è in rialzo del 4,6% a 78,1 dollari. Lo scenario è imputabile anche alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, che ha intrappolato migliaia di navi nel Golfo Persico, costringendo i produttori del Golfo a ridurre la produzione e le raffinerie asiatiche a cercare fonti alternative.
In questo contesto il mercato obbligazionario teme l’inflazione e chiede il pagamento di cedole più elevate: il rendimento del decennale sale, per il quarto giorno di fila, di 4,3 punti base al 4,15%. Determinante sarà la possibilità per le petroliere di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, in quanto ciò permetterebbe di liberare quasi un quinto delle forniture giornaliere di petrolio e gas naturale liquefatto.
Nel mercato valutario, il Dollar Index si apprezza dello 0,3%, mentre, tra le materie prime, oro e argento sono in lieve calo.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il produttore di chip e software ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti. I ricavi legati all’intelligenza artificiale sono più che raddoppiati. Il titolo guadagna circa il 2,5% in avvio di seduta.
Il gruppo delle consegne ha comunicato di aver ripreso, dove le condizioni di sicurezza lo consentono, i servizi di ritiro e consegna in diverse aree del Medio Oriente. Nonostante ciò il titolo apre a -0,1%.
La banca si prepara a tagliare circa il 3% della forza lavoro, pari a circa 2.500 dipendenti, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. I tagli riguarderebbero le tre principali divisioni del gruppo. Le azioni della società calano dello 0,2% al suono della campanella.
Le azioni della piattaforma di marketing digitale balzano di quasi il 30% nelle contrattazioni di opertura. Un’indiscrezione diffusa mercoledì sera riferisce di colloqui con OpenAI per una partnership sulle iniziative pubblicitarie legate a ChatGPT.
La piattaforma di scambio di biglietti è tornata in perdita nell’ultimo trimestre e ha registrato un calo dei ricavi. Il titolo crolla del 15% prima dell’apertura dei mercati. (riproduzione riservata)