La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso, Nasdaq -2,4%. Sempre più probabile un attacco di terra americano all’Iran
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso, Nasdaq -2,4%. Sempre più probabile un attacco di terra americano all’Iran
Il petrolio sale ancora: Brent a 108 dollari al barile (+5%), Wti a 94,25 dollari (+4,3%). Oro in ribasso del 4,2% a 4.360 dollari l’oncia

di Mario Olivari 26/03/2026 14:50

Ftse Mib
43.701,84 17.40.00

-0,71%

Dax 30
22.612,97 18.00.00

-1,50%

Dow Jones
45.960,11 22.38.29

-1,01%

Nasdaq
21.408,85 22.30.00

-2,38%

Euro/Dollaro
1,1533 22.31.38

-0,10%

Spread
93,96 17.30.27

+5,87

Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -1%, S&P500 -1,7%, Nasdaq -2,4%. Sembra sempre più probabile un attacco di terra americano all’Iran. Mentre a Teheran  sembrano prevalere i falchi che vogliono a tutti i costi dotarsi della bomba atomica. Intanto il Brent chiude in rialzo di oltre il 5% a 108 dollari al barile mentre il Wti guadagna il 4,3% a 94,25 dollari. Oro in ribasso del 4,2% a 4.360 dollari l’oncia.

Alle 18 le borse Usa ampliano le perdite: il Nasdaq guida i ribassi e cade dell’1,6%. L’indice tecnologico è zavorrato dalle quotazioni delle “Magnifiche 7”, che, fatta eccezione per Apple, sono tutte in ribasso.

Meta e Alphabet, in particolare, perdono il 7 e il 2,4%, dopo che mercoledì 25 marzo una donna di 20 anni, Kailey G.M., ha prevalso in un processo storico sui social media contro Meta Platforms e YouTube (controllata da Google), in cui le due aziende erano accusate di aver progettato le loro app in modo da renderle dipendenti e dannose per gli adolescenti. La giuria ha ritenuto negligente la condotta di Meta, proprietaria di Instagram e YouTube, responsabile di non aver avvertito dei pericoli derivanti da un prodotto che ha danneggiato bambini e adolescenti.

Sull’S&P500 (-1%) , pesano i ribassi dei titoli legati alle memorie Ram come Sandisk (-9,2%) e Seagate Technology (-6,7%), nonchè le azioni delle società legate ai semiconduttori come Super Micro computer (-9%), Nvidia (-2,8%), Amd (-6,4%)  e Broadcom (-2,1%). Restano in verde le azioni delle società petrolifere come Chevron (+1,6%), ConocoPhilips (+3,4%), Occidental Petroloeoum (+3%) e Marathon Petroleoum (+3,1%).

Il Dow Jones, in calo dello 0,7%, risulta il meno colpito dalle vendite anche grazie ai rialzi di Chevron (+1,9%), Cisco (+1,2%), Salesforce (+1,3%), e Apple (+1,3%)

Alle 14:30 le borse Usa aprono in calo

Il petrolio Brent torna sopra la soglia dei 100 dollari al barile e i future azionari arretrano, mentre i tentativi diplomatici per porre fine alla guerra in Iran mostrano pochi segnali di progressi concreti. L’S&P500 perde lo 0,8%, il Nasdaq cede l’1,1% e il Dow Jones lo 0,3%.

I mediatori arabi stanno spingendo per organizzare già questa settimana un incontro tra Usa e Iran. Negli ultimi giorni il presidente Donald Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori di voler evitare un conflitto prolungato. Tuttavia il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato mercoledì sera che Teheran non intende negoziare, pur lasciando intravedere in via riservata una possibile apertura diplomatica, secondo fonti vicine ai colloqui. Uno dei principali nodi del negoziato riguarda le richieste massimaliste avanzate da entrambe le parti, che superano ampiamente le condizioni discusse prima dello scoppio della guerra. Un elemento che alimenta tra gli investitori il timore che il conflitto possa protrarsi a lungo.

I future sul Brent hanno nuovamente superato i 100 dollari al barile (+4,3%), dopo essere scesi fino a 93,45 dollari mercoledì sulla scia dell’ottimismo per un possibile cessate il fuoco, ottimismo che ora si sta attenuando. In calo anche i future sugli indici azionari statunitensi, in linea con le vendite registrate sui mercati asiatici ed europei.

Nel frattempo l’Ocse ha lanciato un nuovo allarme sulle prospettive dell’economia globale, avvertendo che un eventuale aggravarsi e prolungarsi della crisi energetica legata al conflitto potrebbe tradursi in un brusco rallentamento della crescita e in una nuova impennata dell’inflazione.

Sul fronte macroeconomico, i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione diffusi in mattinata indicano che, pur in presenza di segnali di raffreddamento del mercato del lavoro, le imprese stanno evitando per ora licenziamenti su larga scala.

I rendimenti dei titoli di Stato globali sono tornati a salire e gli investitori continuano a temere tassi d’interesse elevati più a lungo. Il dollaro si rafforza, mentre l’oro arretra.

Nel corso della seduta i mercati seguiranno con attenzione gli interventi di diversi membri della Fed, alla ricerca di indicazioni su come la banca centrale valuti il rischio di nuove pressioni inflazionistiche legate alla guerra.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Oplex Holding

Olaplex Holdings guida i rialzi dell’S&P 500 in avvio di seduta e balza del 51%. Il marchio di prodotti per la cura dei capelli sarà acquisito dal conglomerato tedesco Henkel per 1,4 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe essere completata nella seconda metà dell’anno.

2. Super Micro Computer

Super Micro Computer perde il 2,7%. Presso un tribunale federale di San Francisco è stata presentata una proposta di class action che accusa la società di frode sui titoli. Il titolo è sotto pressione da quando il cofondatore dell’azienda e altre due persone legate al gruppo sono state incriminate con l’accusa di aver esportato illegalmente chip verso la Cina. In precedenza Super Micro aveva dichiarato di mantenere «un solido programma di conformità» e di collaborare con le autorità nell’ambito delle indagini.

3. Meta Platforms

Il titolo della società guidata da Mark Zuckerberg cede oltre il 3% e Alphabet, la holding di Google, arretra dell’1,8%. Una giovane donna ha vinto una causa contro Meta e YouTube accusando le società di aver progettato le proprie app per creare dipendenza. La giuria ha ordinato alle aziende di versare 3 milioni di dollari alla ricorrente.

4. Sandisk

I titoli legati alle memorie, tra cui Sandisk (-3,8%) e Micron Technology (-2,5%), ampliano le perdite della seduta precedente. Questa settimana Google ha presentato TurboQuant, un algoritmo di compressione basato sull’intelligenza artificiale che promette di ridurre di sei volte il fabbisogno di memoria.

5. Newmont

Tra i titoli minerari, Newmont perde l’1%, mentre l’oro estende la recente fase di debolezza. Gli investitori temono che la guerra in Medio Oriente possa alimentare l’inflazione, rafforzando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, uno scenario che riduce l’attrattiva del metallo prezioso rispetto ad asset che offrono rendimento, come le obbligazioni. (riproduzione riservata)