Wall Street chiude positiva: Dow Jones +0,4%, S&P500 +0,4%, Nasdaq +0,5%. Nel corso di una conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran «può essere messo fuori combattimento in una sola notte, e quella notte potrebbe essere domani sera». Il capo della Casa Bianca ha infatti confermato che alle ore 20 di New York (le 2 di notte di mercoledì 8 in Italia), alla scadenza dell'ultimatum, «ogni ponte dell'Iran sarà distrutto» se non verrà raggiunto un accordo con Teheran. «Ogni centrale elettrica», ha aggiunto, «sarà messa fuori uso, finirà in fiamme, esploderà e non sarà mai più utilizzabile». Il petrolio Wti sale dell’1% a 112,70 dollari al barile.
Alle 19:30 i principali indici Usa sono in rialzo frazionale, in lieve aumento rispetto alle 17:30. L’S&P500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,2% e lo 0,4%, mentre il Dow Jones avanza dello 0,1%. I future sul petrolio Brent registrano un +1,2% a 110 dollari al barile, ma, nonostante il rialzo del greggio, la maggior parte dei titoli petroliferi come Chevron, Marathon Petroleoum e Occidental Petroleoum sono poco mossi. Le azioni di Exxon Mobil avanzano dell’1,3%.
Sempre tra le materie prime, l’oro cede lo 0,4% e determina un lieve calo nelle azioni di società minerarie come Barrick Mining, Novagold Resources e Newmont Corporation. Il mercato obbligazionario è in attesa di ulteriori sviluppi sul conflitto in Iran e i rendimenti sono poco mossi lungo tutta la curva. L’indice Vix, che misura la volatilità nel mercato azionario, scende sotto i 25 punti, ma resta su livelli elevati, coerentemente con l’alto livello di instabilità geopolitica.
Alle 19:10 circa il presidente Donald Trump ha tenuto una conferenza stampa nella sala briefing della Casa Bianca, nella quale si è espresso sul militare che è stato salvato dalle forze speciali statunitensi in Iran. Nel corso del suo intervento, Trump ha colto l’occasione per esaltare la preparazione e la forza militare Usa. Il presidente ha anche esaltato l’operato del segretario alla Guerra Pete Hegseth, definendolo «fantastico», e ha definito John Ratcliffe, il direttore della Cia, «incredibile».
Nasdaq e S&P500 guidano i rialzi e avanzano dello 0,2%. Il Dow Jones, che in avvio di seduta era poco mosso, vira al rialzo e guadagna lo 0,1%.
I titoli legati alle memorie Ram, tra cui Seagate Technology (+6%), Micron (+3,3%), Sandisk (+2,9%) e Western Digital (+3,8%) si collocano tra i maggiori rialzi dell’S&P500. Le azioni delle suddette società sono state tra le migliori performer del 2025 a causa della scarsa offerta di memorie Ram tradizionali e dell’eccesso di domanda derivante dall’esplosione dell’AI.
All’interno del Nasdaq, dopo una partenza in positivo, Tesla (-2,1%), Nvidia (-0,5%), Microsoft (-0,4%) virano al ribasso. Sempre tra le “Magnifiche 7”, Alphabet, Amazon, Meta e Apple restano in verde. Le azioni dell’azienda guidata da Tim Cook si posizionano tra le top performer di Dow Jones e S&P500.
Il mercato vende i titoli legati al software e alla cybersecurity, con le azioni di Crowdstrike, Palo Alto Networks, Workaday e Intuit in calo di oltre l’1,2%. Nel frattempo continuano a emergere nuovi limiti ai riscatti nei fondi di credito privato. Secondo quanto riportato da Bloomberg, un fondo gestito da Barings ha imposto restrizioni ai rimborsi dopo che nel primo trimestre gli investitori hanno chiesto di ritirare l’11,3% delle quote.
Segnali più rassicuranti invece da un fondo di Goldman Sachs, che ha comunicato richieste di rimborso pari a poco meno del 5% del capitale nel primo trimestre, evitando per un soffio di superare la soglia che avrebbe fatto scattare le limitazioni. Inoltre, secondo un documento esaminato dal Wall Street Journal, il fondo Goldman Sachs Private Credit Corp ha raccolto nuove sottoscrizioni per un controvalore di circa 1,04 miliardi di dollari durante il trimestre.
In una lettera agli azionisti, la banca d’affari ha affermato che la sua piattaforma di credito privato sta beneficiando del fatto di avere una base di azionisti composta prevalentemente da investitori istituzionali.
«Mentre gli investitori al dettaglio e alcuni investitori nel settore della gestione patrimoniale si stanno ritirando dal credito privato, riteniamo che molti investitori istituzionali stiano riconoscendo questa anomalia come un punto di ingresso o di rientro interessante in questa classe di attivi», si legge nella lettera.
A sostenere gli indici la notizia secondo cui l’amministrazione Trump sta auementando gli sforzi diplomatici per un possibile cessate il fuoco con l’Iran. Il Dow Jones è poco mosso e i futures sul petrolio Brent avanzano dell’1% a 112 dollari al barile, sostenendo le quotazioni dei titoli petroliferi come Exxon Mobil e Chevron.
I negoziati coinvolgono mediatori regionali e hanno l’obbiettivo di ottenere una tregua che potrebbe portare alla fine definitiva del conflitto. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le possibilità di una svolta rimangono scarse. L’ultimo tentativo diplomatico fa seguito alle minacce del presidente Donald Trump, che ha dichiarato che gli Usa avrebbero bombardato infrastrutture civili in Iran se non si fosse raggiunto un accordo in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz entro martedì. In questo contesto, Trump ha indetto una conferenza stampa per le 19 ore italiana.
Il cauto ottimismo sui listini può anche essere ricondotto ai dati rilasciati venerdì 3 aprile in merito al mercato del lavoro, che avevano mostrato un aumento di 178 mila unità delle buste paga non agricole, in controtendenza rispetto al calo di 133 mila unità rilevato a febbraio e al di sopra delle previsioni, che si attestavano a 59 mila. Anche il tasso di disoccupazione ha mostrato segni di miglioramento a marzo, segnando un calo dal 4,4% al 4,3%
La volatilità azionaria resta su livelli elevati, con l’indice di volatilità Vix che si mantiene al di sopra di quota 25 punti. Nel mercato obbligazionario i rendimenti sono poco mossi lungo tutta la curva, segno che gli investitori sono incerti sull’esito dei tentativi diplomatici. Nel mercato valutario il Dollar Index si deprezza di poco più dello 0,3% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati da un punto di vista socio-economico.
Lato criptovalute, il Bitcoin nel weekend, quando Wall Street era chiusa, è salito da 66.000 a circa 69.000 dollari, per poi toccare quota 70.000 nel corso della seduta. I guadagni accumulati dalla regina delle valute digitali sostengono le quotazioni di azioni correlatecome Strategy, Coinbase e Robinhood.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
I titoli legati alle criptovalute avanzano all’apertura di Wall Street, sostenuti dal rialzo del Bitcoin e delle altre principali valute digitali. Le azioni della società guidata da Michael Saylor avanzano di oltre il 4% in avvio di seduta.
Il titolo del maggiore produttore mondiale di carne sale dello 0,8% al suono della campanella, dopo che i lavoratori dello stabilimento in Colorado hanno accettato di porre fine a uno sciopero durato tre settimane.
Neurocrine ha raggiunto un accordo per acquisire Soleno, società attiva nello sviluppo di terapie per malattie rare, in un’operazione da 2,9 miliardi di dollari. Nei primissimi minuti di contrattazione il titolo Soleno balza di oltre il 30%, mentre Neurocrine arretra del 3,9%.
La società ha ottenuto impegni di capitale per quasi 24 miliardi di dollari da tre fondi sovrani guidati dall’Arabia Saudita per sostenere l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Le azioni aprono a +1,6%.
I titoli del comparto energetico oscillano in in avvio di seduta in scia alla volatilità dei prezzi del petrolio. Le azioni di Occidental Petroleoum cedono lo 0,3%. (riproduzione riservata)