La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso per timori sull’AI e incertezza conflitto in Medio Oriente
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso per timori sull’AI e incertezza conflitto in Medio Oriente
OpenAI manca gli obbiettivi di utenti e fatturato, pesando sulle quotazioni di semiconduttori, produttori di memorie Ram e di laser in fibra ottica. Le trimestrali di Centene danno una scossa al settore delle assicurazioni sanitarie

di Mario Olivari     28/04/2026 16:02

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Le borse Usa chiudono in ribasso, in una seduta che ha visto cadere tutti i titoli legati al tema dell’AI dopo che il Wall Street Journal ha riportato che OpenAI ha recentemente mancato i propri obiettivi in termini di nuovi utenti e fatturato, un risultato che ha destato preoccupazione tra alcuni dirigenti aziendali riguardo alla capacità della società di sostenere le ingenti spese per i data center. A soffrire in particolare i semiconduttori, le azioni dei produttori di memorie Ram e dei dei laser in fibra ottica. Il Nasdaq arretra dello 0,9%, mentre S&P500 e Dow Jones cedono lo 0,5% e lo 0,05%.

Lato rialzi, le azioni di Centene balzano di oltre il 13% dopo che la società che fornisce assicurazioni sanitarie ha rivisto le previsioni annuali per utili e ricavi rettificati, riportando risultati trimestrali superiori alle attese. Le buone notizie provenienti da Centene danno una scossa a tutto il settore, con i titoli di United Health e Cvs Health in guadagno di oltre il 3,5%. In verde anche le azioni del comparto software, con Intuit, Adobe e Workaday in crescita di oltre l’1,6%. Bene anche Coca Cola, che balza del 5,5% dopo che la società ha riportato risultati sopra le attese sia sul fronte degli utili sia dei ricavi.

Sul versante del conflitto in Medio Oriente, il presidente Donald Trump ha accolto con scetticismo la proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz , infliggendo così un duro colpo alle speranze degli investitori di una rapida riapertura della via navigabile. In questo contesto, già di per sè complesso, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che usciranno dall’Opec a partire dal 1° maggio. A causa dell’elevata incertezza geopolitica i futures sul petrolio Brent avanzano del 2,6% a 104,4 dollari al barile. Tra i metalli preziosi, oro e argento arretrano del l’1,8% e del 3,1%, zavorrando le quotazioni dei titoli minerari.

Nel mercato valutario il Dollar Index viene acquistato in ottica di bene rifugio e si apprezza dello 0,15% contro un paniere composto da euro, yen, sterlina e altre valute dei Paesi sviluppati.

Alle 20:20 il Dow Jones vira al ribasso e cede lo 0,2%

Il Nasdaq e l’S&P500 perdono rispettivamente l’1,3% e lo 0,7%, penalizzati dal calo del comparto dei semiconduttori, delle società produttrici di memorie Ram e quelle dei laser in fibra ottica, innescato dalla notizia secondo cui OpenAI ha mancato gli obbiettivi in termini di utenti e fatturato. Lo sviluppo relativo all’azienda guidata da Sam Altman segnalare un possibile rallentamento della domanda di infrastrutture AI, che sono il principale driver di crescita per i settori citati.

Nel mercato obbligazionario i rendimenti sono in rialzo lungo tutta la curva, con il tasso del Treasury decennale in aumento di 1,6 punti base al 4,36%. I futures sul Brent avanzano del 2,7% a 104,4 dollari al barile, mentre, tra i metalli preziosi, oro e argento arretrano del l’1,8% e del 2,8%, zavorrando le quotazioni dei titoli minerari.

Alle 18:30 Wall Street continua la seduta contrastata

Il Nasdaq che scivola dell’1,3%, zavorrato dall’andamento dei semiconduttori e delle azioni correlate all’AI trade. L’S&P500 cede lo 0,7%, mentre il Dow Jones è in rialzo dello 0,2%. A pesare sulle azioni dei produttori di chip la notizia diffusa dal Wall Street Journal secondo cui OpenAI ha recentemente mancato i propri obiettivi in termini di nuovi utenti e fatturato. 

Le azioni di Nvidia, Broadcom e Amd cedono oltre il 3%. In flessione anche il titolo di Oracle - principale fornitore di servizi cloud di OpenAI -, che perde il 3,9%, e di Corewave (-5,9%). Il conglomerato tecnologico globale SoftBank Group, che ha investito oltre 60 miliardi di dollari in nella società guidata da Sam Altman, ha chiuso in ribasso del 9,9% a Tokyo.

La notizia negativa sulla società madre di ChatGPT penalizza anche le azioni delle società produttrici di memorie Ram e dei laser in fibra ottica, in quanto potrebbe segnalare un possibile rallentamento della domanda di infrastrutture AI, che sono il principale driver di crescita per i comparti. In questo contesto, le azioni di Lumentum Holdings, Coeherent e Sandisk scivolano di oltre il 6% e si collocano tra i peggiori performer dell’S&P500.

Lato rialzi, le azioni di Centene balzano di oltre l’11% dopo che la società che fornisce assicurazioni sanitarie ha rivisto le previsioni annuali per utili e ricavi rettificati, riportando risultati trimestrali superiori alle attese. Le buone notizie provenienti da Centene danno una scossa a tutto il settore, con i titoli di United Health e Cvs Health in guadagno di oltre il 3,5%. In verde anche le azioni del comparto software, con Intuit, Adobe e Workaday in crescita di quasi il 2%.

Alle 15:30 le borse Usa avviano la seduta con andamento contrastato

Il Nasdaq perde lo 0,9% sulla scia dei problemi di crescita di OpenAI, che stanno scuotendo i titoli tecnologici. L’indice tecnologico è appesantito dai ribassi dei titoli a elevati capitalizzazione del comparto dei semiconduttori tra cui spiccano Nvidia (-2,6%), Amd (-3,7%) e Broadcom (-3,6%). L’S&P500 cede lo 0,4%, mentre il Dow Jones avanza dello 0,3%. 

Il catalizzatore negativo che ha scosso il Nasdaq è riconducibile alla notizia riportata dal Wall Street Journal, secondo cui OpenAI ha recentemente mancato i propri obiettivi in termini di nuovi utenti e fatturato, un risultato che ha destato preoccupazione tra alcuni dirigenti aziendali riguardo alla capacità della società di sostenere le ingenti spese per i data center. Secondo fonti vicine alla vicenda, il direttore finanziario Sarah Friar avrebbe espresso ai vertici aziendali la sua preoccupazione che l'azienda potrebbe non essere in grado di onorare i futuri contratti di calcolo se il fatturato non crescerà a sufficienza.

Nel frattempo, i future sul petrolio Brent avanzano del 2,6% a 104 dollari al barile, dopo che il presidente Donald Trump ha accolto con scetticismo  la proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz , infliggendo così un duro colpo alle speranze degli investitori di una rapida riapertura della via navigabile. In questo contesto, già di per sè complesso, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che usciranno dall’Opec a partire dal 1° maggio.

Nel mercato obbligazionario i rendimenti sono in rialzo lungo tutta la curva, sostenuti dai rialzi del greggio e dall’incertezza sulla fine del conflitto. Nel mercato valutario il dollaro viene comprato come oro rifugio.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Oracle

Il titolo della società software cede il 5,2% in avvio di seduta dopo che il The Wall Street Journal ha riportato che OpenAI - partner di Oracle in un accordo per data center da 300 miliardi di dollari - ha mancato gli obiettivi di ricavi e utenti. In calo anche CoreWeave (-%) e SoftBank Group (-%), entrambe esposte a OpenAI.

2. Spotify

Le azioni del colosso dello streaming musicale scivolano del 13,4% all’apertura di Wall Street, dopo che la società ha fornito stime sulla crescita degli abbonati premium che si sono rivelate inferiori alle attese degli analisti, alimentando timori sull’impatto dei recenti aumenti di prezzo.

3. General Motors

l titolo cede l’1,4% al suono della campanella, nonostante il colosso dell’automotive abbia riportato risultati del primo trimestre superiori alle attese di Wall Street e il rialzo della guidance sugli utili per il 2026.

4. Hilton Worldwide Holdings 

il titolo avanza dell’1% in avvio di seduta, sebbene la società abbia riportato ricavi leggermente inferiori al consenso degli analisti rilevato da FactSet.

5. Coca-Cola

Il titolo avanza del 3,8% all’avvio degli scambi dopo risultati sopra le attese sia sul fronte degli utili sia dei ricavi. (riproduzione riservata)