Wall Street chiude contrastata: Dow Jones +0,5%, S&P500 -0,2%, Nasdaq -0,8%. L’incertezza è dovuta al fatto che c’è incertezza sul reale contenuto dell’accordo fra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz annunciato in giornata: le ultime voci dicono che l’accordo darebbe a Teheran il controllo sulle navi in entrata nel Golfo Persico, ma non le consentirebbe di imporre pedaggi o tariffe. Il petrolio Wti era in calo dello 0,9% a 75,05 dollari al barile. Nvidia ha chiuso in rialzo del 3,4% dopo che Elon Musk ha dichiarato che SpaceX utilizzerà esclusivamente processori Nvidia per la costruzione della sua infrastruttura di calcolo per l'intelligenza artificiale. SpaceX è crollata del 13,6% perché secondo i mercati spende troppo per l’AI. Bending Spoons +16,8% il giorno dopo l’annuncio dell’acquisizione di Airtable, piattaforma online che consente di organizzare dati, gestire progetti e creare flussi di lavoro personalizzati senza programmare, per circa 1,3 miliardi di dollari.
A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa sono contrastate: il Dow Jones guadagna lo 0,8%, l’S&P 500 segna +0,1%, mentre il Nasdaq perde lo 0,3%. I mercati, sostenuti dai buoni risultati trimestrali delle aziende, stanno valutando le trattative su Hormuz e sono appesantiti dal calo di SpaceX e Amd.
Sul fronte geopolitico, pochi minuti prima della chiusura delle borse europee, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulle caratteristiche geografiche di una rotta marittima nello Stretto di Hormuz, avvertendo però che un'azione militare statunitense nella regione potrebbe comunque compromettere la sicurezza. E il petrolio torna a scendere: il Wti viene scambiato a 75 dollari (-1,4%), mentre il Brent a 79 dollari (-0,5%).
Passando a SpaceX e Amd, i loro risultati trimestrali hanno superato le previsioni, ma gli investitori si aspettano ancora di più e i titoli cedono in borsa. La società di semiconduttori perde il 5,9% nonostante il raddoppio dei ricavi dei data center, mentre quella di Elon Musk scende dell’11,7% poiché le previsioni di un'impennata della spesa per l'AI hanno compensato i risultati positivi sui ricavi.
Vola invece Bending Spoons: l’azienda italiana quotata sul Nasdaq registra una crescita del 20,2%, il giorno dopo l’annuncio dell’acquisizione di Airtable, piattaforma online che consente di organizzare dati, gestire progetti e creare flussi di lavoro personalizzati senza programmare, per circa 1,3 miliardi di dollari
A metà seduta le borse Usa si muovono in ordine sparso: il Dow Jones guadagna lo 0,8%, l’S&P 500 è invariato, mentre il Nasdaq perde lo 0,3%. I mercati stanno valutando le trattative riguardanti lo Stretto di Hormuz, mentre pesa il calo di SpaceX e Amd.
Sul fronte geopolitico, pochi minuti prima della chiusura delle borse europee, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulle caratteristiche geografiche di una rotta marittima nello Stretto di Hormuz, avvertendo però che un'azione militare statunitense nella regione potrebbe comunque compromettere la sicurezza. In mattinata, l'emittente statale iraniana Irib, citando una fonte informata, aveva fatto sapere che qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata della rotta. Inoltre, il portavoce del gruppo terroristico yemenita degli Houthi afferma che la petroliera saudita Wafa è stata colpita da missili balistici nel Mar Rosso settentrionale. Infine, Israele è tornato ad attaccare il Libano meridionale, rompendo il cessate il fuoco, dopo che due suoi soldati sono stati uccisi da un ordigno esplosivo. In questo contesto, il prezzo del petrolio è contrastato: il Wti viene scambiato a 75,5 dollari (-0,2%), mentre il Brent a 80 dollari (+0,5%).
Passando a SpaceX e Amd, i loro risultati trimestrali hanno superato le previsioni, ma gli investitori si aspettano ancora di più e i titoli cedono in borsa. La società di semiconduttori perde il 5,8% nonostante il raddoppio dei ricavi dei data center, mentre quella di Elon Musk scende dell’8,4% poiché le previsioni di un'impennata della spesa per l'AI hanno compensato i risultati positivi sui ricavi.
Scendono anche le azioni di Alphabet (-4,2%) dopo che la società madre Google ha annunciato un rimpasto nelle sue divisioni dedicate all’intelligenza artificiale. Nell’ambito di questi cambiamenti, Jeff Dean, responsabile scientifico di Google, lascerà l’azienda dopo 27 anni di carriera.
Vola invece Bending Spoons: l’azienda italiana quotata sul Nasdaq registra una crescita del 21,2%, il giorno dopo l’annuncio dell’acquisizione di Airtable, piattaforma online che consente di organizzare dati, gestire progetti e creare flussi di lavoro personalizzati senza programmare, per circa 1,3 miliardi di dollari
Lato banche centrali, «considerato il divario tra l'inflazione effettiva e il target stabilito, è probabile che l'inflazione sarà la variabile principale a guidare le scelte di politica monetaria degli States in futuro», commenta Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest Am. Di conseguenza, «è probabile che la Fed mantenga invariati i tassi di interesse per il resto dell'anno», dichiara l'esperta. «Qualora l'inflazione dovesse normalizzarsi, come prevediamo, la prossima mossa potrebbe essere al ribasso. Tuttavia, un rialzo dei tassi è diventato chiaramente uno scenario più probabile, alla luce delle ultime proiezioni della banca centrale americana secondo cui l'inflazione non tornerà al livello obiettivo prima del 2028».
Intanto, secondo Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, per ridurre l’inflazione sono necessari tassi di interesse più elevati: «Ora è il momento di iniziare a far salire gradualmente i tassi».
L'indice PMI dei servizi ISM negli Stati Uniti è a 54,1 a luglio 2026, in aumento rispetto a 54 di giugno, ma leggermente al di sotto delle previsioni che lo davano a 54,5. In ogni caso va avanti l'espansione nel settore dei servizi.
Negli Stati Uniti, le imprese private hanno creato 44.000 posti di lavoro a luglio 2026, il dato più basso degli ultimi sei mesi, dopo un aumento rivisto al ribasso di 95.000 posti di lavoro a giugno e inferiore alle previsioni di 70.000. Su base annua, gli aumenti salariali si sono mantenuti stabili al 4,4% per coloro che hanno conservato il proprio posto di lavoro, mentre chi ha cambiato impiego ha registrato un incremento del 7%, il più alto da agosto 2025.
Il tasso medio di interesse sui mutui a tasso fisso trentennale per prestiti fino a 806.500 dollari negli Stati Uniti è aumentato di 5 punti base, raggiungendo il 6,81% nella settimana conclusasi il 31 luglio 2026. Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso ha toccato il livello più alto in un anno, dopo un'impennata di 7 punti base nella settimana precedente. L'aumento è stato trainato dai rendimenti più elevati dei titoli del Tesoro, mentre le rinnovate ostilità in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i timori di inflazione.
- Uber: la società cala del 6,9% dopo aver diffuso una previsione per prenotazioni e utili inferiore alle aspettative degli analisti per il terzo trimestre, mentre l'utile del secondo trimestre è risultato in linea con attese.
- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica guadagna il 4,4% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre nettamente superiori alle attese, sostenuti dalle forti vendite dei farmaci Zepbound e Mounjaro. Il gruppo ha riportato un utile per azione (Eps) rettificato di 8,38 dollari su ricavi pari a 22,97 miliardi di dollari, contro stime di consenso pari a 6,01 dollari per azione e ricavi di 20,73 miliardi.
- Novo Nordisk: la multinazionale danese della farmaceutica, produttrice del farmaco per il diabete che però aiuta anche a dimagrire, ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, affermando di aspettarsi ora un calo delle vendite rettificate e un utile operativo pressoché invariato, compreso tra il 6% e la stabilità a tassi di cambio costanti, un miglioramento rispetto alle precedenti previsioni che indicavano un calo tra il 4% e il 12% per entrambi i parametri. Il titolo guadagna l’1,8%.
- Disney: la società sale dell’1,9% dopo aver riportato risultati contrastanti. I ricavi globali, a quota 25,25 miliardi di dollari, hanno mancato la previsione di 25,4 miliardi di dollari attesa dagli analisti sentiti da Lseg, anche se sono cresciuti del 7% su base annua. L'utile per azione ha invece superato le attese, attestandosi a 2,06 dollari, contro un consenso di 1,86 dollari.
- Pinterest: l’azienda ha riportato utili e ricavi superiori alle attese nel secondo trimestre, ma ha fornito previsioni di vendita poco incoraggianti. Il titolo cala dell’8,5%.
- Booking Holdings: la società ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con risultati superiori alle attese, beneficiando di una domanda di viaggi rimasta solida nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il titolo festeggia segnando un +6%. L'utile netto si è attestato a 1,95 miliardi di dollari, pari a 2,53 dollari per azione, rispetto agli 895 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente.
Le borse Usa aprono in leggero rialzo: il Dow Jones guadagna lo 0,7%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,4%. I mercati sono sostenuti dai buoni risultati trimestrali delle aziende e dalla speranza di una tregua in Medio Oriente.
Nella serata di ieri sono stati pubblicati i risultati trimestrali di SpaceX e Amd. Entrambe le aziende hanno superato le previsioni, ma gli investitori si aspettano ancora di più e i titoli cedono in borsa. La società di semiconduttori perde il 7% nonostante il raddoppio dei ricavi dei data center, mentre quella di Elon Musk scende dell’12,7% poiché le previsioni di un'impennata della spesa per l'AI hanno compensato i risultati positivi sui ricavi.
Sul fronte geopolitico, l’accordo tra Iran e Usa sembra vicino. Secondo Axios, che cita due fonti della regione e un funzionario statunitense, Washington, Teheran e l’Oman sarebbero prossimi a una intesa provvisoria per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’annuncio potrebbe avvenire nelle prossime ore. Secondo quanto riportato da Axios, si starebbe parlando di un’intesa di 60 giorni per garantire il transito sicuro attraverso lo stretto. Tale accordo, che non prevederebbe il pagamento di pedaggi, potrebbe essere successivamente prorogato. Tutto il traffico diretto verso il Golfo utilizzerebbe una rotta settentrionale, mentre il traffico in uscita seguirebbe un percorso meridionale attraverso le acque territoriali dell'Oman.
Però l'emittente statale iraniana Irib, citando una fonte informata, ha fatto sapere che qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata della rotta. Inoltre, il portavoce del gruppo terroristico yemenita degli Houthi afferma che la petroliera saudita Wafa è stata colpita da missili balistici nel Mar Rosso settentrionale. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero rialzo: il Wti viene scambiato a 76 dollari (+0,1%), mentre il Brent a 80 dollari (+0,9%).
Lato banche centrali, «considerato il divario tra l'inflazione effettiva e il target stabilito, è probabile che l'inflazione sarà la variabile principale a guidare le scelte di politica monetaria degli States in futuro», commenta Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest Am. Di conseguenza, «è probabile che la Fed mantenga invariati i tassi di interesse per il resto dell'anno», dichiara l'esperta. «Qualora l'inflazione dovesse normalizzarsi, come prevediamo, la prossima mossa potrebbe essere al ribasso. Tuttavia, un rialzo dei tassi è diventato chiaramente uno scenario più probabile, alla luce delle ultime proiezioni della banca centrale americana secondo cui l'inflazione non tornerà al livello obiettivo prima del 2028».
Intanto, secondo Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, per ridurre l’inflazione sono necessari tassi di interesse più elevati: «Ora è il momento di iniziare a far salire gradualmente i tassi».
Negli Stati Uniti, le imprese private hanno creato 44.000 posti di lavoro a luglio 2026, il dato più basso degli ultimi sei mesi, dopo un aumento rivisto al ribasso di 95.000 posti di lavoro a giugno e inferiore alle previsioni di 70.000. Su base annua, gli aumenti salariali si sono mantenuti stabili al 4,4% per coloro che hanno conservato il proprio posto di lavoro, mentre chi ha cambiato impiego ha registrato un incremento del 7%, il più alto da agosto 2025.
Il tasso medio di interesse sui mutui a tasso fisso trentennale per prestiti fino a 806.500 dollari negli Stati Uniti è aumentato di 5 punti base, raggiungendo il 6,81% nella settimana conclusasi il 31 luglio 2026. Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso ha toccato il livello più alto in un anno, dopo un'impennata di 7 punti base nella settimana precedente. L'aumento è stato trainato dai rendimenti più elevati dei titoli del Tesoro, mentre le rinnovate ostilità in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i timori di inflazione.
- Uber: la società cala del 5,2% dopo aver diffuso una previsione per prenotazioni e utili inferiore alle aspettative degli analisti per il terzo trimestre, mentre l'utile del secondo trimestre è risultato in linea con attese.
- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica guadagna il 6,9% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre nettamente superiori alle attese, sostenuti dalle forti vendite dei farmaci Zepbound e Mounjaro. Il gruppo ha riportato un utile per azione (Eps) rettificato di 8,38 dollari su ricavi pari a 22,97 miliardi di dollari, contro stime di consenso pari a 6,01 dollari per azione e ricavi di 20,73 miliardi.
- Novo Nordisk: la multinazionale danese della farmaceutica, produttrice del farmaco per il diabete che però aiuta anche a dimagrire, ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, affermando di aspettarsi ora un calo delle vendite rettificate e un utile operativo pressoché invariato, compreso tra il 6% e la stabilità a tassi di cambio costanti, un miglioramento rispetto alle precedenti previsioni che indicavano un calo tra il 4% e il 12% per entrambi i parametri. Il titolo guadagna il 2,7%.
- Disney: la società sale del 2,4% dopo aver riportato risultati contrastanti. I ricavi globali, a quota 25,25 miliardi di dollari, hanno mancato la previsione di 25,4 miliardi di dollari attesa dagli analisti sentiti da Lseg, anche se sono cresciuti del 7% su base annua. L'utile per azione ha invece superato le attese, attestandosi a 2,06 dollari, contro un consenso di 1,86 dollari.
- Pinterest: l’azienda ha riportato utili e ricavi superiori alle attese nel secondo trimestre, ma ha fornito previsioni di vendita poco incoraggianti. Il titolo cala del 5,9%.
- Booking Holdings: la società ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con risultati superiori alle attese, beneficiando di una domanda di viaggi rimasta solida nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il titolo festeggia segnando un +7,6%. L'utile netto si è attestato a 1,95 miliardi di dollari, pari a 2,53 dollari per azione, rispetto agli 895 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente.
Dopo aver chiuso la scorsa sessione in crescita, a poco meno di un’ora dall'apertura, le borse Usa restano toniche: i futures sul Dow Jones salgono dello 0,4%, quelli sull’S&P 500 dello 0,4% e sul Nasdaq dello 0,1%. I mercati sono trainati dagli ottimi utili di alcune aziende e dall’annuncio di un imminente accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Nella serata di ieri sono stati pubblicati i risultati trimestrali di SpaceX e Amd. Entrambe le aziende hanno superato le previsioni, ma gli investitori si aspettano ancora di più e i titoli cedono in borsa. La società di semiconduttori perde il 7,8% nonostante il raddoppio dei ricavi dei data center, mentre quella di Elon Musk scende dell’11% poiché le previsioni di un'impennata della spesa per l'AI hanno compensato i risultati positivi sui ricavi.
Sul fronte geopolitico, l’accordo tra Iran e Usa sembra vicino. Secondo Axios, che cita due fonti della regione e un funzionario statunitense, Washington, Teheran e l’Oman sarebbero prossimi a una intesa provvisoria per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’annuncio potrebbe avvenire nelle prossime ore. Secondo quanto riportato da Axios, si starebbe parlando di un’intesa di 60 giorni per garantire il transito sicuro attraverso lo stretto. Tale accordo, che non prevederebbe il pagamento di pedaggi, potrebbe essere successivamente prorogato. Tutto il traffico diretto verso il Golfo utilizzerebbe una rotta settentrionale, mentre il traffico in uscita seguirebbe un percorso meridionale attraverso le acque territoriali dell'Oman.
L'emittente statale iraniana Irib, citando una fonte informata, ha fatto sapere che qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata della rotta. Nel frattempo, secondo Bloomberg, proseguirebbero i lavori per la rimozione delle mine nella corsia centrale dello Stretto, con il possibile coinvolgimento di alcuni Paesi europei. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero rialzo: il Wti viene scambiato a 76 dollari (+0,3%), mentre il Brent a 80 dollari (+0,8%).
Lato banche centrali, «considerato il divario tra l'inflazione effettiva e il target stabilito, è probabile che l'inflazione sarà la variabile principale a guidare le scelte di politica monetaria degli States in futuro», commenta Ombretta Signori, Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest Am. Di conseguenza, «è probabile che la Fed mantenga invariati i tassi di interesse per il resto dell'anno», dichiara l'esperta. «Qualora l'inflazione dovesse normalizzarsi, come prevediamo, la prossima mossa potrebbe essere al ribasso. Tuttavia, un rialzo dei tassi è diventato chiaramente uno scenario più probabile, alla luce delle ultime proiezioni della banca centrale americana secondo cui l'inflazione non tornerà al livello obiettivo prima del 2028».
Intanto, secondo Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, per ridurre l’inflazione sono necessari tassi di interesse più elevati: «Ora è il momento di iniziare a far salire gradualmente i tassi».
Negli Stati Uniti, le imprese private hanno creato 44.000 posti di lavoro a luglio 2026, il dato più basso degli ultimi sei mesi, dopo un aumento rivisto al ribasso di 95.000 posti di lavoro a giugno e inferiore alle previsioni di 70.000. Su base annua, gli aumenti salariali si sono mantenuti stabili al 4,4% per coloro che hanno conservato il proprio posto di lavoro, mentre chi ha cambiato impiego ha registrato un incremento del 7%, il più alto da agosto 2025.
Il tasso medio di interesse sui mutui a tasso fisso trentennale per prestiti fino a 806.500 dollari negli Stati Uniti è aumentato di 5 punti base, raggiungendo il 6,81% nella settimana conclusasi il 31 luglio 2026. Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso ha toccato il livello più alto in un anno, dopo un'impennata di 7 punti base nella settimana precedente. L'aumento è stato trainato dai rendimenti più elevati dei titoli del Tesoro, mentre le rinnovate ostilità in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i timori di inflazione.
- Uber: la società cala del 2,8% nel pre mercato dopo aver diffuso una previsione per prenotazioni e utili inferiore alle aspettative degli analisti per il terzo trimestre, mentre l'utile del secondo trimestre è risultato in linea con attese.
- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica guadagna il 4,9% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre nettamente superiori alle attese, sostenuti dalle forti vendite dei farmaci Zepbound e Mounjaro. Il gruppo ha riportato un utile per azione (Eps) rettificato di 8,38 dollari su ricavi pari a 22,97 miliardi di dollari, contro stime di consenso pari a 6,01 dollari per azione e ricavi di 20,73 miliardi.
- Novo Nordisk: la multinazionale danese della farmaceutica, produttrice del farmaco per il diabete che però aiuta anche a dimagrire, ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, affermando di aspettarsi ora un calo delle vendite rettificate e un utile operativo pressoché invariato, compreso tra il 6% e la stabilità a tassi di cambio costanti, un miglioramento rispetto alle precedenti previsioni che indicavano un calo tra il 4% e il 12% per entrambi i parametri. Il titolo guadagna l’1%.
- Disney: la società sale del 2,9% dopo aver riportato risultati contrastanti. I ricavi globali, a quota 25,25 miliardi di dollari, hanno mancato la previsione di 25,4 miliardi di dollari attesa dagli analisti sentiti da Lseg, anche se sono cresciuti del 7% su base annua. L'utile per azione ha invece superato le attese, attestandosi a 2,06 dollari, contro un consenso di 1,86 dollari.
- Pinterest: l’azienda ha riportato utili e ricavi superiori alle attese nel secondo trimestre, ma ha fornito previsioni di vendita poco incoraggianti. Il titolo cala del 9% prima dell’apertura delle contrattazioni.
- Booking Holdings: la società ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con risultati superiori alle attese, beneficiando di una domanda di viaggi rimasta solida nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il titolo festeggia segnando un +7,7%. L'utile netto si è attestato a 1,95 miliardi di dollari, pari a 2,53 dollari per azione, rispetto agli 895 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente. (riproduzione riservata)