La diretta da Wall Street | S&P 500 e Nasdaq aprono in rialzo. Merito dei titoli chip e dei dati sull’inflazione
La diretta da Wall Street | S&P 500 e Nasdaq aprono in rialzo. Merito dei titoli chip e dei dati sull’inflazione
Il tasso di inflazione annuale è calato al 3,5% a giugno: si tratta della prima flessione dopo quattro mesi. Risultati trimestrali delle grandi banche Usa superiori alle attese

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti  14/07/2026 14:55

Ftse Mib
52.850,05 15.47.43

+0,08%

Dax 30
25.074,16 15.47.45

-0,16%

Dow Jones
52.565,74 15.52.46

+0,13%

Nasdaq
26.006,26 15.47.50

+0,51%

Euro/Dollaro
1,1449 15.33.00

+0,42%

Spread
79,08 16.02.36

+0,45

Le borse Usa aprono in ordine sparso: il Dow Jones è in calo dello 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq sono in rialzo, rispettivamente, dello 0,2% e dello 0,5%. 

L’S&P 500 e il Nasdaq sono sostenuti dagli ottimi dati sull’inflazione e dal rimbalzo dei titoli dei chip. Invece, il Dow Jones è appesantito dall’aumento del prezzo del petrolio.

Il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è calato al 3,5% a giugno 2026. Si tratta della prima flessione in quattro mesi, rispetto al 4,2% di maggio e al di sotto delle previsioni del 3,8%. L'indice energetico è aumentato del 15,7% e i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 3%. Rispetto al mese precedente, l'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4%, più delle previsioni di un calo dello 0,1%. 

In questo contesto, il rendimento dei Treasury americani è in calo: quello decennale è sceso dello 0,04% e si attesta al 4,58%. Il trentennale, invece è sceso di un punto base al 5,1%.

Intanto, i semiconduttori stanno recuperando terreno dopo il crollo della sessione precedente: Micron guadagna il 4,4%, Applied Materials il 4,2%, Teradyne il 6,5% e Sandisk il 6,7%

Sul fronte geopolitico, proseguono le rappresaglie tra Stati Uniti e Iran. «Trump ha dichiarato che gli Usa ripristineranno da oggi il blocco navale contro l'Iran impedendo alle navi iraniane di utilizzare lo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, a suo dire, diventeranno i “guardiani dello Stretto” tanto che le navi che vi transiteranno dovranno pagare un rimborso pari al 20% di tutte le merci trasportate per la protezione fornita nell'area», riportano gli strategist di Mps.In questo contesto, il traffico marittimo attraverso Hormuz si è ridotto fino a quasi azzerarsi e il petrolio tratta in forte rialzo: il Wti viene scambiato a 80 dollari l’ora (+2,6%) e il Brent a 86 dollari (+3,5%).

Il fronte macro

Con il rallentamento dell’inflazione, le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest’anno si sono ridotte. La probabilità che la banca centrale aumenti i tassi nella riunione di luglio è scesa dal 42% al 17%, secondo il FedWatch Tool del CME . Tuttavia, gli operatori si aspettano ancora un aumento nella riunione di settembre, stimando al 63% la probabilità che il tasso obiettivo venga aumentato di un quarto o mezzo punto percentuale.

L'indice di ottimismo delle piccole imprese (Nfib Small Business Optimism Index) statunitense è salito a 97,4 a giugno 2026. Si tratta del valore più alto degli ultimi quattro mesi. Le aspettative di migliori condizioni economiche e di un aumento delle vendite reali sono migliorate in modo sostanziale. «I minori costi del carburante rappresentano un gradito sollievo sia per le imprese che per i consumatori, con le aziende che prevedono un miglioramento delle condizioni operative nei prossimi sei mesi. Sebbene si siano registrati miglioramenti nel contesto generale, gli alti tassi di interesse e la modesta crescita economica inducono gli imprenditori ad affrontare con cautela le assunzioni e gli investimenti», ha affermato il capo economista della Nfib.

Secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa diffuso in vista della sua relazione semestrale sulla politica monetaria al Congresso, il presidente della Fed Kevin Warsh ha affermato che i responsabili delle politiche monetarie restano pienamente impegnati a ripristinare la stabilità dei prezzi e non tollerano un'inflazione persistentemente elevata. Warsh ha aggiunto: «Se azzecchiamo le politiche, e lo faremo, l'impennata inflazionistica degli ultimi cinque anni sarà solo un ricordo».

I risultati trimestrali delle banche

- Wells Fargo (-0,4%): la banca ha riportato utili del secondo trimestre superiori alle stime di Wall Street: l'Eps di 2 dollari si confronta al consenso FactSet a 1,72 dollari e i ricavi di 22,62 miliardi di dollari con i 21,86 miliardi attesi. A sostenere la performance è l'aumento delle commissioni derivanti dalla gestione patrimoniale e dall'investment banking: i ricavi non da interessi sono cresciuti del 13% a 10,3 miliardi di dollari. Il margine di interesse netto è stato pari a 12,3 miliardi di dollari, in linea con le aspettative degli analisti. Wells Fargo ha confermato le previsioni sul margine di interesse netto per l'intero anno, pari a circa 50 miliardi di dollari, di cui circa 2 miliardi provenienti dal Markets.

- Bank of America (+1,5%): Bank of America ha superato le aspettative nell’ultimo trimestre. La banca ha registrato utili di 1,21 dollari per azione, superiori agli 1,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Anche il fatturato di 31,7 miliardi di dollari ha superato la stima di consenso di 30,72 miliardi di dollari.

- JPMorgan Chase (+1,7%): la banca ha guadagnato 6,14 dollari per azione, escluse le voci straordinarie, su un fatturato di 58,02 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 5,85 dollari per azione su un fatturato di 50,19 miliardi di dollari.

- Goldman Saschs (+5,2%): Goldman Sachs ha riportato utili di 20,98 dollari per azione, superiori ai 14,48 dollari per azione previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Inoltre, il fatturato della banca, pari a 20,34 miliardi di dollari, ha superato la stima di consenso di 16,13 miliardi di dollari.

- Citigroup (+1,2%): Citi ha registrato utili di 3,15 dollari per azione su un fatturato di 24,77 miliardi di dollari, mentre gli analisti avevano previsto utili di 2,74 dollari per azione e un fatturato di 23,74 miliardi di dollari.

I titoli da tenere d’occhio

Ibm: l’azienda non è riuscita a chiudere una serie di «grandi trattative» entro i tempi previsti nel secondo trimestre e ha registrato performance nettamente inferiori alle attese nel business dei supercomputer z17, in un momento di forte concorrenza tra i grandi hyperscaler per aumentare la capacità di calcolo per cloud e AI. Queste le ragioni dietro al crollo del titolo, che negli scambi di pre-apertura a Wall Street perde il 24%.

- Apple: KeyBanc ha declassato l’azienda della mela da sector weight a  underweight, con un prezzo obiettivo di 250 dollari. Questo implica un ribasso del 21% rispetto alla chiusura di lunedì. La società di Wall Street prevede che il titolo potrebbe subire pressioni a causa della riduzione della spesa da parte dei consumatori in risposta all’aumento dei prezzi. Il titolo perde lo 0,9%.

Ore 14:30 L’inflazione scende più del previsto: i futures sulle borse Usa trattano in rialzo

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rialzo: quelli sul Dow Jones crescono dello 0,1%, sull’S&P 500 dello 0,5% e sul Nasdaq dello 1,5%. Questi risultati sono dovuti, soprattutto, al tasso d’inflazione annuale sceso più delle previsioni.

Infatti, il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è calato al 3,5% a giugno 2026. Si tratta della prima flessione in quattro mesi, rispetto al 4,2% di maggio e al di sotto delle previsioni del 3,8%. L'indice energetico è aumentato del 15,7% e i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 3%. Rispetto al mese precedente, l'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4%, più delle previsioni di un calo dello 0,1%. 

I semiconduttori hanno recuperato terreno dopo il crollo della sessione precedente: nel pre mercato, Micron guadagna il 3,3%, Applied Materials il 5,5% e Teradyne il 4,7%.

Sul fronte geopolitico, proseguono le rappresaglie tra Stati Uniti e Iran. «Trump ha dichiarato che gli Usa ripristineranno da oggi il blocco navale contro l'Iran impedendo alle navi iraniane di utilizzare lo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, a suo dire, diventeranno i “guardiani dello Stretto” tanto che le navi che vi transiteranno dovranno pagare un rimborso pari al 20% di tutte le merci trasportate per la protezione fornita nell'area», riportano gli strategist di Mps.In questo contesto, il traffico marittimo attraverso Hormuz si è ridotto fino a quasi azzerarsi e il petrolio tratta in forte rialzo: il Wti viene scambiato a 80 dollari l’ora (+2,9%) e il Brent a 87 dollari (+4,2%).

I risultati trimestrali delle banche

- Wells Fargo (-1,9%): la banca ha riportato utili del secondo trimestre superiori alle stime di Wall Street: l'Eps di 2 dollari si confronta al consenso FactSet a 1,72 dollari e i ricavi di 22,62 miliardi di dollari con i 21,86 miliardi attesi. A sostenere la performance è l'aumento delle commissioni derivanti dalla gestione patrimoniale e dall'investment banking: i ricavi non da interessi sono cresciuti del 13% a 10,3 miliardi di dollari. Il margine di interesse netto è stato pari a 12,3 miliardi di dollari, in linea con le aspettative degli analisti. Wells Fargo ha confermato le previsioni sul margine di interesse netto per l'intero anno, pari a circa 50 miliardi di dollari, di cui circa 2 miliardi provenienti dal Markets.

- Bank of America (-2%): Bank of America ha superato le aspettative nell’ultimo trimestre. La banca ha registrato utili di 1,21 dollari per azione, superiori agli 1,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Anche il fatturato di 31,7 miliardi di dollari ha superato la stima di consenso di 30,72 miliardi di dollari.

- JPMorgan Chase (-2,3%): la banca ha guadagnato 6,14 dollari per azione, escluse le voci straordinarie, su un fatturato di 58,02 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 5,85 dollari per azione su un fatturato di 50,19 miliardi di dollari.

- Goldman Saschs (+4%): Goldman Sachs ha riportato utili di 20,98 dollari per azione, superiori ai 14,48 dollari per azione previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Inoltre, il fatturato della banca, pari a 20,34 miliardi di dollari, ha superato la stima di consenso di 16,13 miliardi di dollari.

- Citigroup (-1,9%): Citi ha registrato utili di 3,15 dollari per azione su un fatturato di 24,77 miliardi di dollari, mentre gli analisti avevano previsto utili di 2,74 dollari per azione e un fatturato di 23,74 miliardi di dollari.

I titoli da tenere d’occhio

Ibm: l’azienda non è riuscita a chiudere una serie di «grandi trattative» entro i tempi previsti nel secondo trimestre e ha registrato performance nettamente inferiori alle attese nel business dei supercomputer z17, in un momento di forte concorrenza tra i grandi hyperscaler per aumentare la capacità di calcolo per cloud e AI. Queste le ragioni dietro al crollo del titolo, che negli scambi di pre-apertura a Wall Street perde il 22%. (riproduzione riservata)