Le borse americane aprono in rosso: il Dow Jones perde lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,2%. I mercati scontano l’aumento del prezzo del petrolio, dovuto ai nuovi attacchi Usa in Medio Oriente, e i timori di un imminente rialzo dei tassi d’interesse, soprattutto dopo che il presidente della Fed Kevin Warsh ha dichiarato di essere preoccupato per l’inflazione.
«Apriamo la settimana con il riverbero del presidente della Federal Reserve che venerdì ha mandato un segnale hawkish al mercato, chiarendo che l'inflazione dovrebbe dirigersi verso il target ma che, in caso contrario, la Fed avrà del lavoro da fare sul fronte tassi. L'indice di prezzi al consumo di agosto in uscita l'11 settembre diventa a questo punto decisivo per le decisioni del meeting del 16 settembre», affermano gli strategist di Mps. «Il rialzo dei rendimenti in atto post-Warsh ha ricevuto stamattina un ulteriore impulso dalla ripresa delle ostilità militari Usa-Iran dopo un mese di conflitto a bassa intensità e proprio quando il mercato si stava focalizzando sullo spostamento del confronto sul piano economico».
Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di Dws, ribadisce la sua previsione «secondo cui la Fed manterrà i tassi invariati solo se l'inflazione si raffredderà a ogni nuovo dato pubblicato. La sua definizione di dinamiche inflazionistiche di fondo, insieme ai riferimenti all'inflazione headline, suggerisce che la Fed mantiene flessibilità nella propria reazione ai dati attuali e passati. Il progressivo affievolirsi degli effetti dei prezzi energetici e dei dazi dovrebbe probabilmente migliorare questo indicatore nei prossimi mesi. Sebbene un mercato del lavoro in indebolimento sostenga la nostra previsione, esso sembra influenzare il processo decisionale della Fed meno rispetto al passato. Per ora, restano sul tavolo sia un rialzo dei tassi sia il mantenimento dello status quo. Continuiamo ad assegnare una probabilità leggermente più alta a quest'ultima opzione, pur riconoscendo che i rischi sono chiaramente orientati al rialzo».
Sul fronte geopolitico, dopo un mese di stop sono ripresi nella notte i raid incrociati tra Usa e Iran. Washington ha preso di mira i lanciarazzi iraniani sull'isola di Larak, nello stretto di Hormuz, e Teheran ha risposto con attacchi contro basi aeree statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, una superpetroliera ha preso fuoco dopo aver urtato due mine mentre tentava di attraversare lo stretto dal lato meridionale.
Ore dopo gli attacchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha gettato benzina sul fuoco pubblicando un video generato con l'AI di un bombardamento dell'isola iraniana di Kharg, in cui un serbatoio di stoccaggio del petrolio e una petroliera esplodevano. «L'isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in mille pezzi!!», ha scritto l'inquilino della Casa Bianca. Poco dopo ha avvertito che gli Stati Uniti risponderanno a qualsiasi attacco iraniano contro le loro forze in Giordania. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 85,5 dollari al barile (+2,6%) e il Brent a 90 dollari (+2,5%).
Tornano a salire anche i rendimenti dei Treasury: il decennale si attesta al 4,75% (+0,03%) e il trentennale al 5,24% (+0,04%).
- Aon: il broker assicurativo ha raggiunto un accordo con KKR per l’acquisizione della rivale Usi Insurance Service per 17 miliardi di dollari. Aon ha affermato che la fusione creerà «la principale piattaforma statunitense per il mercato di fascia media». Dopo l’annuncio, il titolo scende del 5,6%.
- Titoli dell’energia: con l’aumento del petrolio le società energetiche e petrolifere sono in crescita. Halliburton sale del 2%, Chevron del 2,1%, Valero Energy del 2,3%, Occidental Petroleum del 2,3% e Exxon Mobil del 2,4%.
- Gamestop: il rivenditore di videogiochi sale del 5,2% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari preliminari del secondo trimestre . Si prevede un calo delle vendite nette su base annua nel trimestre, ma la società stima che sia l’utile operativo che quello netto aumenteranno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
- PG&E: il titolo della società di servizi pubblici crolla del 20,8% dopo che i legislatori californiani hanno bloccato una proposta che avrebbe limitato l’importo dei risarcimenti che i singoli individui potevano richiedere alle società di servizi pubblici le cui apparecchiature avevano causato incendi boschivi. In seguito all’esito della votazione, diversi analisti di Wall Street hanno declassato il titolo.
-Pinterest: le azioni cedono il 3,3% dopo che venerdì la società ha annunciato l’addio della direttrice finanziaria Julia Brau Donnelly a fine ottobre. Il vicepresidente per le finanze e le operazioni commerciali, Vikram Naidu, sostituirà Donnelly ad interim.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,2%, sull’S&P 500 lo 0,2% e sul Nasdaq lo 0,1%. I mercati sono appesantiti dall'aumento del prezzo del petrolio che sta consolidando i timori di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, soprattutto dopo che il presidente Kevin Warsh ha dichiarato di essere preoccupato per l’inflazione.
«Apriamo la settimana con il riverbero del presidente della Federal Reserve che venerdì ha mandato un segnale hawkish al mercato, chiarendo che l'inflazione dovrebbe dirigersi verso il target ma che, in caso contrario, la Fed avrà del lavoro da fare sul fronte tassi. L'indice di prezzi al consumo di agosto in uscita l'11 settembre diventa a questo punto decisivo per le decisioni del meeting del 16 settembre», affermano gli strategist di Mps. «Il rialzo dei rendimenti in atto post-Warsh ha ricevuto stamattina un ulteriore impulso dalla ripresa delle ostilità militari Usa-Iran dopo un mese di conflitto a bassa intensità e proprio quando il mercato si stava focalizzando sullo spostamento del confronto sul piano economico».
Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di Dws, ribadisce la sua previsione «secondo cui la Fed manterrà i tassi invariati solo se l'inflazione si raffredderà a ogni nuovo dato pubblicato. La sua definizione di dinamiche inflazionistiche di fondo, insieme ai riferimenti all'inflazione headline, suggerisce che la Fed mantiene flessibilità nella propria reazione ai dati attuali e passati. Il progressivo affievolirsi degli effetti dei prezzi energetici e dei dazi dovrebbe probabilmente migliorare questo indicatore nei prossimi mesi. Sebbene un mercato del lavoro in indebolimento sostenga la nostra previsione, esso sembra influenzare il processo decisionale della Fed meno rispetto al passato. Per ora, restano sul tavolo sia un rialzo dei tassi sia il mantenimento dello status quo. Continuiamo ad assegnare una probabilità leggermente più alta a quest'ultima opzione, pur riconoscendo che i rischi sono chiaramente orientati al rialzo».
Sul fronte geopolitico, dopo un mese di stop sono ripresi nella notte i raid incrociati tra Usa e Iran. Washington ha preso di mira i lanciarazzi iraniani sull'isola di Larak, nello stretto di Hormuz, e Teheran ha risposto con attacchi contro basi aeree statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, una superpetroliera ha preso fuoco dopo aver urtato due mine mentre tentava di attraversare lo stretto dal lato meridionale.
Ore dopo gli attacchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha gettato benzina sul fuoco pubblicando un video generato con l'AI di un bombardamento dell'isola iraniana di Kharg, in cui un serbatoio di stoccaggio del petrolio e una petroliera esplodevano. «L'isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in mille pezzi!!», ha scritto l'inquilino della Casa Bianca. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 86 dollari al barile (+3,3%) e il Brent a 91 dollari (+3%).
- Aon: il broker assicurativo ha raggiunto un accordo con KKR per l’acquisizione della rivale Usi Insurance Service per 17 miliardi di dollari. Aon ha affermato che la fusione creerà «la principale piattaforma statunitense per il mercato di fascia media». Dopo l’annuncio, il titolo scende dell’1%.
- Titoli dell’energia: con l’aumento del petrolio le società energetiche e petrolifere sono in crescita. Halliburton sale del 2,5%, Chevron del 2,2%, Valero Energy del 2,2%, Occidental Petroleum del 2,2% e Exxon Mobil del 2,2%.
- Gamestop: il rivenditore di videogiochi sale del 3,5% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari preliminari del secondo trimestre . Si prevede un calo delle vendite nette su base annua nel trimestre, ma la società stima che sia l’utile operativo che quello netto aumenteranno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
- PG&E: il titolo della società di servizi pubblici crolla del 15,4% dopo che i legislatori californiani hanno bloccato una proposta che avrebbe limitato l’importo dei risarcimenti che i singoli individui potevano richiedere alle società di servizi pubblici le cui apparecchiature avevano causato incendi boschivi. In seguito all’esito della votazione, diversi analisti di Wall Street hanno declassato il titolo.
-Pinterest: le azioni cedono il 3,2% dopo che venerdì la società ha annunciato l’addio della direttrice finanziaria Julia Brau Donnelly a fine ottobre. Il vicepresidente per le finanze e le operazioni commerciali, Vikram Naidu, sostituirà Donnelly ad interim. (riproduzione riservata)