Dopo un’ora dall’apertura, le borse Usa sono contrastate: il Dow Jones cresce dello 0,3%, l’S&P 500 segna +0,1% e il Nasdaq è in rosso dello 0,5%. I mercati da un lato sono sollevati dal calo del prezzo del petrolio, ma dall’altro pesa la performance negativa del settore dei chip.
Sul fronte geopolitico vanno avanti i bombardamenti americani sull’Iran. Teheran, in risposta, ha attaccato in Giordania, Bahrein, Kuwait e nel Kurdistan iracheno. Inoltre, secondo il New York Times, il regime degli Ayatollah avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco e sarebbe pronto a colpire Tel Aviv se il presidente Donald Trump darà seguito alle sue minacce. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo: il Wti viene scambiato a 90 dollari (-2,5%) e il Brent a 97 dollari (-3,4%).
Sul fronte dei semiconduttori, Intel scende del 3,4% nonostante i risultati del secondo trimestre abbiano superato le previsioni. Il fatturato dell’azienda si è attestato a 16,1 miliardi di dollari, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche l’utile per azione rettificato di 42 centesimi ha superato le aspettative degli analisti. In calo anche gli altri titoli del settore come Micron (-6,2%), Sandisk (-8,6%), Nvidia (-0,5%) e Marvell Techonology (-6,4%).
L'indice Pmi composito S&P Global US è salito a 53,6 a luglio 2026, rispetto a 51,9 di giugno, raggiungendo il livello più alto da novembre e segnalando una più forte espansione dell'attività del settore privato dopo la quasi stagnazione di marzo. La crescita è stata trainata dal settore dei servizi. Anche la produzione manifatturiera ha continuato ad espandersi, ma a un ritmo molto più lento. Infine, l'inflazione dei costi di produzione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 14 mesi e quella dei prezzi di vendita si è avvicinata al picco degli ultimi 4 anni.
Negli Stati Uniti, le vendite di nuove case unifamiliari sono aumentate dell'1,6% su base mensile, raggiungendo un tasso annualizzato destagionalizzato di 628 mila unità a giugno 2026. Questo risultato è superiore rispetto alle previsioni di 610 mila unità e giunge dopo il calo del 4,3% a 618 mila unità a maggio.
Le borse Usa aprono poco mosse: il Dow Jones guadagna lo 0,2%, l’S&P 500 sale dello 0,1%, mentre il Nasdaq perde lo 0,1%. I mercati stanno tentando di riprendersi dopo il calo di ieri, anche grazie al calo del petrolio, ma restano in attesa di ulteriori sviluppi sul fronte Medio Orientale. Pesa leggermente il calo dei semiconduttori, nonostante la positiva trimestrale di Intel.
Sul fronte geopolitico vanno avanti i bombardamenti americani sull’Iran. Teheran, in risposta, ha attaccato in Giordania, Bahrein, Kuwait e nel Kurdistan iracheno. Inoltre, secondo il New York Times, il regime degli Ayatollah avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco e sarebbe pronto a colpire Tel Aviv se il presidente Donald Trump darà seguito alle sue minacce. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo: il Wti viene scambiato a 90 dollari (-2%) e il Brent a 98 dollari (-2,6%).
Anche i titoli del tesoro americano, dopo aver toccato il livello più alto da gennaio 2025, sono tornati a scendere: il rendimento del Treasury decennale è al 4,69% (-0,01%).
«Le principali macro asset aprono la giornata invariate rispetto a 12 ore fa, ma la giornata di ieri è stata decisamente pesante», commentano gli esperti di Mps. «Per la prima volta la percezione è che petrolio, rendimenti, dollaro forte e i punti di domanda sull'AI (capex non più finanziato solo dal free cash flow, concorrenza modelli cinesi) stiano cominciando a collaborare per dare fastidio agli asset rischiosi». Gli esperti aggiungono: «Oggi il mercato sarà lasciato in balia di sé stesso e dei timori geopolitici prima del fine settimana; in calendario abbiamo solo i Pmi di luglio in Area Euro e Usa e trimestrali decisamente non cruciali (Verizon e AmEx le principali)».
Sul fronte dei semiconduttori, Intel scende dello 0,4% nonostante i risultati del secondo trimestre abbiano superato le previsioni. Il fatturato dell’azienda si è attestato a 16,1 miliardi di dollari, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche l’utile per azione rettificato di 42 centesimi ha superato le aspettative degli analisti. In calo anche gli altri titoli del settore come Micron (-2,6%), Sandisk (-2,9%), Nvidia (-0,3%) e Marvell Techonology (-2,6%)
Lato banche centrali, «dal punto di vista dei dati, non vi è motivo di attendersi un cambiamento dei tassi di riferimento nella prossima riunione della Fed», commenta Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di Dws. L'inflazione si è raffreddata grazie al calo dei prezzi dell'energia, mentre il mercato del lavoro resta equilibrato. Nel complesso, «ci aspettiamo che la Fed resti in modalità osservazione dell'inflazione piuttosto che agire nella prossima riunione. Allo stesso tempo, potremmo assistere all'emergere di posizioni dissenzienti, segnale di uno spostamento del sentiment all'interno del Fomc, dalla discussione alla richiesta di tassi più elevati», spiega Scherrmann. Tuttavia, «la nuova Fed guidata da Warsh resta difficile da prevedere, il che rende la nostra previsione di una pausa un pò rischiosa».
- Oracle: il titolo ha registrato un aumento dello 0,8% dopo che la società ha firmato un accordo decennale, del valore di quasi 7 miliardi di dollari, per la fornitura di software con il Pentagono.
- American Express: le azioni sono in calo del 4,9% dopo che l’emittente di carte di credito ha riportato un fatturato inferiore alle attese nel secondo trimestre. American Express ha registrato un fatturato di 19,64 miliardi di dollari, mentre gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un fatturato di 19,71 miliardi di dollari. Tuttavia, gli utili del trimestre sono risultati superiori alle aspettative.
- Deckers Outdoor: le azioni perdono il 3,7%. I ricavi del primo trimestre, pari a 1,02 miliardi di dollari, sono risultati in linea con le attese del consenso Lseg. Tuttavia, le vendite dei marchi Hoka e Ugg sono state inferiori alle previsioni degli analisti.
- MaxLinear: le azioni crollano del 14% nonostante la società abbia riportato risultati migliori del previsto nel suo bilancio del secondo trimestre e fornito previsioni per il trimestre in corso superiori alle stime.
- Robert Half: il titolo scende dello 0,6% dopo aver riportato risultati trimestrali inferiori alle aspettative. L'utile per azione del secondo trimestre si è attestato a 26 centesimi, in linea con le stime di FactSet, mentre i ricavi, pari a 1,34 miliardi di dollari, hanno superato di poco il consenso di 1,32 miliardi.
- Amkor Technology: la società sale dell’1,8% dopo aver annunciato un accordo pluriennale da 1,5 miliardi di dollari con Nvidia. L'intesa punta allo sviluppo di tecnologie avanzate per il packaging e il collaudo dei semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale.
- Charter Communications: la società ha registrato un ebitda adjusted e un flusso di cassa inferiori alle stime. Le azioni scendono del 2,8%.
-Verizon Communications: la società di telecomunicazioni perde il 2,6% dopo una trimestrale dai risultati contrastanti. Verizon ha registrato utili superiori alle attese, ma ricavi inferiori alle previsioni nel secondo trimestre, sebbene le previsioni per l’intero anno siano risultate superiori alle aspettative.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa trattano in territorio positivo: quelli sul Dow Jones salgono dello 0,4%, sull’S&P 500 dello 0,3% e sul Nasdaq dello 0,2%. Dopo la seduta negativa di ieri, i mercati tentano di riprendersi grazie al calo del prezzo del petrolio.
Sul fronte geopolitico vanno avanti i bombardamenti americani sull’Iran. Teheran, in risposta, ha attaccato in Giordania, Bahrein, Kuwait e nel Kurdistan iracheno. Inoltre, secondo il New York Times, il regime degli Ayatollah avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco e sarebbe pronto a colpire Tel Aviv se il presidente Donald Trump darà seguito alle sue minacce. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo: il Wti viene scambiato a 89,5 dollari (-2,8%) e il Brent a 97,5 dollari (-3,1%).
Anche i titoli del tesoro americano, dopo aver toccato il livello più alto da gennaio 2025, sono tornati a scendere: il rendimento del Treasury decennale è al 4,69% (-0,01%).
«Le principali macro asset aprono la giornata invariate rispetto a 12 ore fa, ma la giornata di ieri è stata decisamente pesante», commentano gli esperti di Mps. «Per la prima volta la percezione è che petrolio, rendimenti, dollaro forte e i punti di domanda sull'AI (capex non più finanziato solo dal free cash flow, concorrenza modelli cinesi) stiano cominciando a collaborare per dare fastidio agli asset rischiosi».
Gli esperti aggiungono: «Oggi il mercato sarà lasciato in balia di sé stesso e dei timori geopolitici prima del fine settimana; in calendario abbiamo solo i Pmi di luglio in Area Euro e Usa e trimestrali decisamente non cruciali (Verizon e AmEx le principali)».
Lato banche centrali, «dal punto di vista dei dati, non vi è motivo di attendersi un cambiamento dei tassi di riferimento nella prossima riunione della Fed», commenta Christian Scherrmann, Chief U.S. Economist di Dws. L'inflazione si è raffreddata grazie al calo dei prezzi dell'energia, mentre il mercato del lavoro resta equilibrato. Nel complesso, «ci aspettiamo che la Fed resti in modalità osservazione dell'inflazione piuttosto che agire nella prossima riunione. Allo stesso tempo, potremmo assistere all'emergere di posizioni dissenzienti, segnale di uno spostamento del sentiment all'interno del Fomc, dalla discussione alla richiesta di tassi più elevati», spiega Scherrmann. Tuttavia, «la nuova Fed guidata da Warsh resta difficile da prevedere, il che rende la nostra previsione di una pausa un pò rischiosa».
- Intel: il titolo sale del 4% dopo che i risultati del secondo trimestre hanno superato le previsioni. Il fatturato dell’azienda si è attestato a 16,1 miliardi di dollari, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche l’utile per azione rettificato di 42 centesimi ha superato le aspettative degli analisti.
- Oracle: il titolo ha registrato un aumento del 2,3% dopo che la società ha firmato un accordo decennale, del valore di quasi 7 miliardi di dollari, per la fornitura di software con il Pentagono.
- American Express: le azioni sono in calo del 3,8% dopo che l’emittente di carte di credito ha riportato un fatturato inferiore alle attese nel secondo trimestre. American Express ha registrato un fatturato di 19,64 miliardi di dollari, mentre gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un fatturato di 19,71 miliardi di dollari. Tuttavia, gli utili del trimestre sono risultati superiori alle aspettative.
- Deckers Outdoor: le azioni perdono l'1,5% nel premercato. I ricavi del primo trimestre, pari a 1,02 miliardi di dollari, sono risultati in linea con le attese del consenso Lseg. Tuttavia, le vendite dei marchi Hoka e Ugg sono state inferiori alle previsioni degli analisti.
- Robert Half: il titolo scivola del 4,9% dopo aver riportato risultati trimestrali inferiori alle aspettative. L'utile per azione del secondo trimestre si è attestato a 26 centesimi, in linea con le stime di FactSet, mentre i ricavi, pari a 1,34 miliardi di dollari, hanno superato di poco il consenso di 1,32 miliardi.
- Amkor Technology: la società balza dell'11% dopo aver annunciato un accordo pluriennale da 1,5 miliardi di dollari con Nvidia. L'intesa punta allo sviluppo di tecnologie avanzate per il packaging e il collaudo dei semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale.
- Charter Communications: la società ha registrato un ebitda adjusted e un flusso di cassa inferiori alle stime. Le azioni scendono dell’8,7%. (riproduzione riservata)