A metà seduta, i listini Usa continuano a trattare al rialzo: il Nasdaq segna un +0,5%, l’S&P 500 +0,3% e il Dow Jones +0,6%. I mercati sono trainati dal rimbalzo dei titoli legati ai semiconduttori, ma la crescita è leggermente frenata dalla nuova escalation in Medio Oriente.
I chip tornano a salire, dopo alcuni giorni difficili. L’indice di riferimento del settore, l’Etf iShares Semiconductor, tratta in crescita del 3,8%. Bene anche Micron Technology (+3,5%) e Advanced Micro Devices (+2,7%). Da segnalare il rally di Intel (+5%) grazie all’upgrade ricevuto da Bank of America. La casa d'affari ha alzato il rating sul titolo da underperform a buy.
Nel settore tech, gli investitori sono in attesa della quotazione di SpaceX, prevista per domani. Il prezzo fissato per le azioni sarà di 135 dollari. Alcuni analisti sostengono che la recente debolezza del mercato dei chip sia dovuta alla vendita di azioni da parte degli investitori, il tutto per fare spazio nel portafoglio all’ipo più grande di sempre.
Per quanto riguarda il Medio Oriente, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran «molto duramente questa sera». Il tycoon ha inoltre dichiarato: «In un futuro non troppo lontano prenderemo il controllo dell'isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere, assumendo il pieno controllo dei loro mercati del petrolio e del gas». Intanto, vanno avanti i colloqui tra Emirati Arabi Uniti e Iran.
Il petrolio però non sta risentendo eccessivamente la nuova escalation: il Wti viene scambiato a 91 dollari al barile (+1,1%) e il Brent a 94 dollari (+0,5%). Secondo gli analisti, gli operatori stanno cercando di bilanciare i rischi geopolitici con i flussi di approvvigionamento globali ancora funzionanti. Inoltre, gli impianti petroliferi sono stati in gran parte risparmiati, il che ha contribuito a prevenire lo shock dell'offerta.
Sul fronte della domanda di greggio, si prevede un calo delle importazioni cinesi dall'Arabia Saudita a luglio, mentre il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è aumentato. Nelle ultime ore però l’Iran ha dichiarato di aver chiuso nuovamente lo stretto. Infine, le scorte si stanno riducendo nelle regioni chiave, con le riserve di greggio statunitensi, comprese le riserve strategiche, in forte calo nelle ultime settimane e le scorte di carburante di Singapore ai minimi dal 2013.
I prezzi alla produzione per la domanda finale negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,1% su base mensile a maggio 2026, lo stesso incremento registrato ad aprile ed è, ancora una volta, superiore alle previsioni dello 0,7%.
Questo è un altro dato che potrebbe spingere la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse, ha affermato Clark Bellin, responsabile degli investimenti di Bellwether Wealth. «È chiaro che tutti i principali indicatori dell’inflazione stanno segnalando un allarme», ha affermato. «Riconosciamo che questo picco inflazionistico è probabilmente temporaneo e si attenuerà una volta terminata la guerra con l’Iran, ma cresce la preoccupazione che il conflitto con l’Iran persista per qualche tempo, il che significa prezzi del petrolio più alti e inflazione più elevata».
- Oracle scivola dell’11,6% dopo aver annunciato l'intenzione di raccogliere altri 20 miliardi di dollari tra equity e debito per finanziare lo sviluppo della propria infrastruttura per l'intelligenza artificiale.
- Le azioni di Alcoa guadagnano l'2,4% dopo il calo del 9,5% della sessione precedente. Morgan Stanley ha definito eccessiva la correzione di mercoledì e ha ribadito il rating buy sul titolo.
I listini americani aprono in rialzo: il Dow Jones cresce dello 0,5%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,6%. Dopo giornate complicate, tornano a respirare le borse Usa grazie al rimbalzo dei titoli dei semiconduttori e nonostante l’escalation in Medio Oriente.
L’indice di riferimento del settore dei chip, l’Etf iShares Semiconductor, tratta in crescita del 3,1%. Bene anche Micron Technology (+1,1%) e Advanced Micro Devices (+3%). Da segnalare il rally di Intel (+7,7%): l’azienda ha rimbalzato in borsa dopo aver ricevuto un upgrade da Bank of America. La casa d'affari ha alzato il rating sul titolo da underperform a buy, citando la domanda per le unità di elaborazione centrale e l'aumento sul focus sull'intelligenza artificiale agentica. Il target price è stato ritoccato a 135 dollari dai 96 dollari iniziali.
In Medio Oriente continua l’escalation: il presidente Donald Trump ha minacciato di impadronirsi delle infrastrutture petrolifere iraniane, compresa l’isola di Kharg. Ma, anche a seguito di queste affermazioni, il petrolio non sembra subire grandi variazioni: il Wti viene scambiato a 90 dollari (+0,2%), mentre il Brent resta invariato a 93 dollari.
Per quanto riguarda il greggio, le scorte negli Stati Uniti, comprese le riserve strategiche, sono diminuite di 15 milioni di barili la scorsa settimana e di oltre 70 milioni di barili nelle ultime cinque settimane, registrando il calo maggiore dagli anni '80. Anche le scorte di carburante a Singapore sono scese al livello più basso dal 2013. Tuttavia, si prevede che gli acquirenti cinesi compreranno una quantità significativamente inferiore di greggio saudita a luglio, dato che le importazioni sono già scese al livello più basso degli ultimi otto anni.
I prezzi alla produzione per la domanda finale negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,1% su base mensile a maggio 2026, lo stesso incremento registrato ad aprile ed è, ancora una volta, superiore alle previsioni dello 0,7%. I prezzi dei beni sono balzati del 2,8%, dopo un balzo dell'1,9% ad aprile, con oltre la metà dell'aumento attribuibile a un incremento del 23,4% della benzina. Su base annua, l'indice dei prezzi alla produzione è aumentato del 6,5%, il maggiore incremento da novembre 2022 e superiore alle previsioni del 6,4%. Nel frattempo, l'indice dei prezzi alla produzione «core» è aumentato dello 0,4% su base mensile, rispetto alle previsioni dello 0,5% e del 4,9% su base annua, risultando inferiore anche alle aspettative del 5,4%.
Nella prima settimana di giugno, il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 4.000 unità, raggiungendo quota 229.000.Si tratta del livello più alto degli ultimi tre mesi, ben al di sopra delle aspettative del mercato che prevedeva una diminuzione a 219.000. Nel frattempo, le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Usa, sono aumentate di 24.000 unità, arrivando a 1.795.000. Anche questo dato è leggermente al di sopra delle aspettative (1.780.000). Secondo gli analisti, i dati continuano a riflettere un mercato del lavoro relativamente forte rispetto agli standard storici, prolungando il periodo di bassa attività lavorativa.
- Le azioni di Alcoa guadagnano l'1,66% dopo il calo del 9,5% della sessione precedente. Morgan Stanley ha definito eccessiva la correzione di mercoledì e ha ribadito il rating buy sul titolo.
- Oracle scivola del 12,13% dopo aver annunciato l'intenzione di raccogliere altri 20 miliardi di dollari tra equity e debito per finanziare lo sviluppo della propria infrastruttura per l'intelligenza artificiale.
I futures sui listini Usa rimbalzano nelle contrattazioni pre mercato. Dopo giornate in rosso, tornano in territorio positivo: quelli sull’Dow Jones e sull’S&P 500 sono in crescita dello 0,7%, mentre quelli sul Nasdaq salgono dell’1,1%. Gli indici sono spinti dalla ripresa dei titoli dei semiconduttori
Sul fronte politico, le tensioni in Medio Oriente continuano a restare alte. Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid aerei contro Teheran nel corso della notte. In risposta, l'Iran ha annunciato attacchi di rappresaglia contro basi militari Usa in Kuwait, Bahrein e Giordania, minacciando di colpire qualsiasi nave cerchi di transitare nello Stretto di Hormuz. «Nonostante il clima teso, per il momento non sono state colpite infrastrutture energetiche ed è questo l'elemento che per il momento sta comunque limitando i rialzi del petrolio ed i movimenti sugli asset rischiosi», spiegano gli esperti di Mps. «È chiaro che la strategia di Trump, lo ha dichiarato il Presidente stesso, è di mettere ulteriormente pressione alle autorità iraniane affinché firmino un accordo, ma al momento non ci sono segnali in tale direzione, anche se le trattative diplomatiche non sembrano essersi completamente interrotte. Saranno cruciali le prossime giornate, in quanto il rischio di escalation non è di certo scongiurato», proseguono gli strategist.
In questo contesto geopolitico, il petrolio continua a crescere: il Wti viene scambiato a 91 dollari (+0,7%) e il Brent a 94 dollari (+0,6%)
Sul fronte della politica monetaria, Safra Sarasin prevede che la Fed manterrà invariato il tasso di riferimento, ma segnalerà un importante cambiamento di orientamento nella propria comunicazione. Il tono accomodante adottato finora potrebbe infatti essere abbandonato, alla luce del crescente numero di membri del comitato che esprimono preoccupazione per una possibile riaccelerazione dell'inflazione.
- Il titolo di Intel balza del 5,5% nel premercato dopo che la società di semiconduttori è stata promossa da underperform a buy da parte di Bank of America.
- Le azioni di Alcoa guadagnano il 2% dopo il calo del 9,5% della sessione precedente. Morgan Stanley ha definito eccessiva la correzione di mercoledì e ha ribadito il rating buy sul titolo.
- Oracle scivola dell'8,6% dopo aver annunciato l'intenzione di raccogliere altri 20 miliardi di dollari tra equity e debito per finanziare lo sviluppo della propria infrastruttura per l'intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)