Le borse americano aprono in rosso l’ultima seduta della settimana: il Dow Jones è in calo dell’1%, l’S&P 500 dell’1,1% e il Nasdaq dell’1,8%. Gli investitori hanno il timore che le grandi aziende di intelligenza artificiale investiranno meno nelle infrastrutture di AI, invertendo il rally di quest'anno. Sui mercati pesa anche l’aumento del prezzo del petrolio dovuta all’ennesimo fuoco incrociato tra Usa e Iran.
Per quanto riguarda le aziende di chip, c’è rischi di una riduzione delle spese in conto capitale sono stati alimentati anche dal miglioramento dei modelli di AI cinese. In questo contesto, gli investitori stanno svendendo i titoli dei chip. L’Etf iShares Semiconductor, tra i principali indici del settore, perde il 4,8%. Scendono anche Micron (-4,1%), Intel (-5,5%), Nvidia (-3,4%) e Sandisk (-4,4%).
Il calo di Nvidia le ha fatto perdere, poco dopo l’apertura, il ruolo di azienda più ricca al mondo: Apple (-0,6%) torna al primo posto con 4.871 miliardi di capitalizzazione. Nvidia passa al secondo posto con 4.853 miliardi.
«La settimana sta per concludersi nello stesso modo in cui è iniziata, ovvero con vendite sul settore dei semiconduttori a livello globale che ha penalizzato soprattutto le borse asiatiche (Corea del Sud, Giappone e Taiwan) insieme al Nasdaq», commentano gli strategist di Mps. «L'attuale movimento rappresenta un calo fisiologico, all'interno di una tendenza ancora positiva nel medio termine, esacerbato molto probabilmente da un posizionamento estremo sul settore tech da parte degli investitori».
Sul fronte geopolitico, ci sono stati nuovi attacchi nella notte contro le infrastrutture iraniane da parte dell’esercito Usa. Secondo Al Jazeera, sono stati colpiti l'aeroporto di Iranshahr, la stazione e la torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e un ponte nella regione di Bandar-e Khamir. A stretto giro è arrivata la risposta iraniana: Teheran ha lanciato attacchi con droni contro obiettivi militari statunitensi in Bahrein e i pasdaran hanno affermato di aver colpito la base aerea di Al-Sakhir, dove si trovano elicotteri militari statunitensi e aerei da ricognizione P-8. Inoltre, sono state rilevate esplosioni a Doha, in Qatar, e in Siria.
In questo contesto geopolitico, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 81,5 dollari al barile (+3,3%) e il Brent a 87 dollari (+3%).
Scendono anche i rendimenti dei Treasury americani. Gli operatori continuano a monitorare l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, intanto i dati economici pubblicati questa settimana indicano come l’economia statunitense stia resistendo alle pressioni inflazionistiche causate dal conflitto. Il titolo del tesoro a 10 anni è sceso di 4 punti base a 4,52%, mentre quello trentennale si attesta a 5,06% (-0,03%).
La produzione industriale statunitense è aumentata dello 0,1% su base mensile a giugno 2026, in linea con il ritmo di maggio ma leggermente al di sotto delle previsioni di mercato dello 0,2%.
A giugno 2026, i prezzi dei beni importati negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,3% rispetto al mese precedente, rallentando rispetto all'1,7% di maggio, ma in netto contrasto con le aspettative del mercato che prevedevano un calo dello 0,7%.
Le nuove costruzioni residenziali sono aumentate del 19%, raggiungendo un tasso annualizzato destagionalizzato di 1.427 mila unità a giugno 2026. Si tratta del dato più alto degli ultimi tre mesi, rispetto alle previsioni di 1.310 mila. Questo risultato segue un aumento rivisto del 15,4% a maggio, che aveva portato le nuove costruzioni residenziali al minimo degli ultimi sei anni.
Sul fronte della politica monetaria, «la struttura decisionale della Federal Reserve continuerà a limitare la capacità di Kevin Warsh di modificare in modo significativo la conduzione della politica monetaria», commenta Afonso Borges, Fixed Income Research di Julius Baer. Con un sostegno limitato all'interno del Comitato sia per una marcata riduzione della trasparenza sia per un bilancio strutturalmente più contenuto, «ci aspettiamo che una Fed guidata da Warsh rappresenti un'evoluzione della Fed di Powell, piuttosto che una rivoluzione», prosegue l'esperto. I mercati continuano a prezzare una probabilità eccessivamente elevata di una nuova stretta monetaria. Per questa ragione, conclude Borges, «manteniamo una posizione di sovrappeso sulla duration nei portafogli obbligazionari denominati in dollari».
- SpaceX: l’azienda di Elon Musk è tornata sulla terra. Dopo l’ipo dei record, con punte fino a 225 dollari per azione, il titolo perde il 6,1% ed è arrivato a 123 dollari per azione. A pesare sul titolo anche l’annullamento del lancio di un razzo starship previsto per ieri pomeriggio: era stato trovato un guasto al motore.
- Netflix: il gigante dello streaming perde l’11% dopo che i risultati del secondo trimestre, in linea con le aspettative, non sono riusciti a impressionare gli investitori. Netflix ha registrato un utile di 80 centesimi per azione su un fatturato di 12,56 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da Lseg si aspettavano un utile di 79 centesimi per azione su un fatturato di 12,59 miliardi di dollari.
- Alphabet: la società di Google cala del 3,1% dopo che Bloomberg ha svelato che la consegna dell’ultimo modello di intelligenza artificiale Gemini è in ritardo di alcuni mesi.
- Intuitive Surgical scivola del 10,4% dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre. L'azienda, produttrice dei sistemi robotici chirurgici da Vinci, ha registrato un utile rettificato di 2,80 dollari per azione su ricavi di 2,89 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti (2,50 dollari per azione e 2,82 miliardi di ricavi). Tuttavia, la società non ha alzato le stime per il resto dell'anno, limitandosi a confermare una crescita di circa il 14% del numero di interventi eseguiti con il sistema robotico da Vinci.
- Verizon Communications: la società di telecomunicazioni guadagna l’1,9% dopo aver annunciato la vendita di 274 negozi al dettaglio di proprietà e il taglio di circa 500 posti di lavoro a livello aziendale.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rosso: quelli sul Dow Jones perdono lo 0,6%, sull’S&P500 lo 0,9% e sul Nasdaq l’1,9%. Sui mercati pesa il sell off sul settore dei semiconduttori e i nuovi attacchi incrociati tra Iran e Usa.
Per quanto riguarda le aziende di chip, gli investitori temono che le grandi aziende di intelligenza artificiale investiranno meno nelle infrastrutture di AI, invertendo il rally di quest'anno. I rischi di una riduzione delle spese in conto capitale sono stati alimentati anche dal miglioramento dei modelli di AI cinese. In questo contesto, nel pre market, l’Etf iShares Semiconductor, tra i principali indici del settore, perde il 3,9%. Scendono anche Micron (-3%), Intel (-4,4%), Nvidia (-2,7%) e Sandisk (-3%).
«La settimana sta per concludersi nello stesso modo in cui è iniziata, ovvero con vendite sul settore dei semiconduttori a livello globale che ha penalizzato soprattutto le borse asiatiche (Corea del Sud, Giappone e Taiwan) insieme al Nasdaq», commentano gli strategist di Mps. «L'attuale movimento rappresenta un calo fisiologico, all'interno di una tendenza ancora positiva nel medio termine, esacerbato molto probabilmente da un posizionamento estremo sul settore tech da parte degli investitori».
Sul fronte geopolitico, ci sono stati nuovi attacchi nella notte contro le infrastrutture iraniane da parte dell’esercito Usa. Secondo Al Jazeera, sono stati colpiti l'aeroporto di Iranshahr, la stazione e la torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e un ponte nella regione di Bandar-e Khamir. A stretto giro è arrivata la risposta iraniana: Teheran ha lanciato attacchi con droni contro obiettivi militari statunitensi in Bahrein e i pasdaran hanno affermato di aver colpito la base aerea di Al-Sakhir, dove si trovano elicotteri militari statunitensi e aerei da ricognizione P-8. Inoltre, sono state rilevate esplosioni a Doha, in Qatar, e in Siria.
In questo contesto geopolitico, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 81 dollari al barile (+2,4%) e il Brent a 86 dollari (+2,2%).
Scendono anche i rendimenti dei Treasury americani. Gli operatori continuano a monitorare l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, intanto i dati economici pubblicati questa settimana indicano come l’economia statunitense stia resistendo alle pressioni inflazionistiche causate dal conflitto. Il titolo del tesoro a 10 anni è sceso di 3 punti base a 4,53%, mentre quello trentennale si attesta a 5,06% (-0,03%).
A giugno 2026, i prezzi dei beni importati negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,3% rispetto al mese precedente, rallentando rispetto all'1,7% di maggio, ma in netto contrasto con le aspettative del mercato che prevedevano un calo dello 0,7%.
Le nuove costruzioni residenziali sono aumentate del 19%, raggiungendo un tasso annualizzato destagionalizzato di 1.427 mila unità a giugno 2026. Si tratta del dato più alto degli ultimi tre mesi, rispetto alle previsioni di 1.310 mila. Questo risultato segue un aumento rivisto del 15,4% a maggio, che aveva portato le nuove costruzioni residenziali al minimo degli ultimi sei anni.
Sul fronte della politica monetaria, «la struttura decisionale della Federal Reserve continuerà a limitare la capacità di Kevin Warsh di modificare in modo significativo la conduzione della politica monetaria», commenta Afonso Borges, Fixed Income Research di Julius Baer. Con un sostegno limitato all'interno del Comitato sia per una marcata riduzione della trasparenza sia per un bilancio strutturalmente più contenuto, «ci aspettiamo che una Fed guidata da Warsh rappresenti un'evoluzione della Fed di Powell, piuttosto che una rivoluzione», prosegue l'esperto. I mercati continuano a prezzare una probabilità eccessivamente elevata di una nuova stretta monetaria. Per questa ragione, conclude Borges, «manteniamo una posizione di sovrappeso sulla duration nei portafogli obbligazionari denominati in dollari».
- SpaceX: l’azienda di Elon Musk è tornata sulla terra. Dopo l’ipo dei record, con punte fino a 225 dollari per azione, nel pre mercato il titolo perde il 4,4% ed è arrivato a 125 dollari per azione. A pesare sul titolo anche l’annullamento del lancio di un razzo starship previsto per ieri pomeriggio: era stato trovato un guasto al motore.
- Netflix: il gigante dello streaming perde il 10,9% dopo che i risultati del secondo trimestre, in linea con le aspettative, non sono riusciti a impressionare gli investitori. Netflix ha registrato un utile di 80 centesimi per azione su un fatturato di 12,56 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da Lseg si aspettavano un utile di 79 centesimi per azione su un fatturato di 12,59 miliardi di dollari.
- Alphabet: la società di Google cala del 2,2% dopo che Bloomberg ha svelato che la consegna dell’ultimo modello di intelligenza artificiale Gemini è in ritardo di alcuni mesi.
- Intuitive Surgical scivola del 10,4% dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre. L'azienda, produttrice dei sistemi robotici chirurgici da Vinci, ha registrato un utile rettificato di 2,80 dollari per azione su ricavi di 2,89 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti (2,50 dollari per azione e 2,82 miliardi di ricavi). Tuttavia, la società non ha alzato le stime per il resto dell'anno, limitandosi a confermare una crescita di circa il 14% del numero di interventi eseguiti con il sistema robotico da Vinci.
- Verizon Communications: la società di telecomunicazioni guadagna l’1,3% dopo aver annunciato la vendita di 274 negozi al dettaglio di proprietà e il taglio di circa 500 posti di lavoro a livello aziendale. (riproduzione riservata)