La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono in rialzo. Bene i titoli legati all’AI
La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono in rialzo. Bene i titoli legati all’AI
I risultati di Micron trainano il comparto legato all’intelligenza artificiale. Torna a salire il petrolio dopo la sospensione delle esportazioni di carburante da parte della Cina e il Treasury decennale arriva al 5,32%

di Gaia Difraia (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti   01/10/2026 14:47

Ftse Mib
50.502,31 16.03.20

-1,69%

Dax 30
25.003,94 16.03.20

-0,77%

Dow Jones
50.659,21 16.08.11

-0,48%

Nasdaq
26.815,47 16.03.26

-0,17%

Euro/Dollaro
1,1292 15.48.08

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Spread
111,64 16.17.09

+8,35

Le borse Usa aprono in territorio positivo grazie al rimbalzo dei titoli legati all’AI: il Dow Jones sale dello 0,3%, l’S&P 500 dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,4%. I mercati sono in rialzo nonostante l’aumento del prezzo del petrolio e l’elevato rendimento dei Treasury.

Per gli strategist di Mps, «l'avvio della sessione odierna è sostenuto dai solidi risultati trimestrali di Micron Technology diffusi nell'after-hour, che hanno confermato la forza della domanda di hardware legata all'intelligenza artificiale. La notizia sta alimentando l'ottimismo sul comparto tech globale stamani. Permangono tuttavia elementi di incertezza sul fronte obbligazionario».

Micron (+0,7%) ha registrato utili da record, con un fatturato quadruplicato nell’ultimo trimestre. I risultati sembrano aver dato impulso ad altri produttori di chip e aziende legate all’intelligenza artificiale più che a Micron stessa, le cui azioni sono aumentate del 270% dall’inizio dell’anno. Sulla scia dei risultati di Micron, crescono i titoli di Nvidia (+0,8%) e Broadcom (+0,7%). Anche Alphabet ha contribuito al sentiment rialzista, presentando il suo ultimo modello Gemini. Le sue azioni salgono dell’1,4%.

Sul fronte geopolitico, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha afferma che l'Iran «non ha mai evitato» il dialogo con gli Stati Uniti, nonostante sia stato attaccato tre volte durante i negoziati. Nel mentre, il presidente degli Usa Donald Trump, in un'intervista al Time Magazine, ha detto che l’offerta di Teheran di aprire lo Stretto di Hormuz «non era assolutamente sufficiente». Inoltre, PetroChina avrebbe sospeso le esportazioni di benzina e carburante per aerei previste per ottobre, nel tentativo di Pechino di preservare le scorte interne. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 91 dollari (+0,4%) e il Brent a 100 dollari (+2%).

Per quanto riguarda i titoli di Stato, i Treasury tornano a salire in quanto gli investitori credono che la Fed alzerà ulteriormente i tassi per contrastare l’inflazione e chiedono un premio più elevato per detenere debito pubblico. Il rendimento del decennale si attesta al 5,32% e quello del trentennale al 5,66%.

Il fronte macro

L'indice PMI manifatturiero ISM è sceso leggermente a 54,5 a settembre 2026, rispetto a 54,6 di agosto, contro le previsioni di 55. Ciononostante, il dato ha continuato a indicare una solida crescita nel settore manifatturiero, con nuovi ordini (55,3 contro 53,7) e occupazione (52,7 contro 51,2) in aumento a un ritmo più sostenuto, mentre la produzione ha subito un lieve rallentamento (56,7 contro 58,3).

A settembre, le aziende statunitensi hanno annunciato 43.281 licenziamenti, in calo rispetto ai 52.881 di agosto e ai 54.064 dell'anno precedente. Si tratta del dato più basso per il mese dal 2022. Il settore tecnologico ha registrato il maggior numero di licenziamenti (10.799), seguito da quello alimentare (7.326) e dei servizi (3.306). «Le aziende si trovano attualmente in una fase di attesa. I datori di lavoro devono affrontare costi energetici elevati, l'incertezza della guerra in Iran, un aumento dei tassi di interesse che potrebbe rendere più costose le assunzioni, oltre alla probabilità di un'impennata dei costi sanitari. Abbiamo assistito a una diminuzione dei licenziamenti nel corso dell'anno e settembre continua a confermarlo», ha affermato Andy Challenger di Challenger, Gray & Christmas.

Secondo il Dipartimento del Lavoro statunitense, il numero di americani che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità, attestandosi a 197.000 nella settimana conclusasi il 26 settembre, un dato inferiore alle aspettative di 200.000. Le richieste hanno raggiunto il livello più basso dal minimo storico di 189.000 registrato a metà luglio, a testimonianza della continua resilienza del mercato del lavoro statunitense, nonostante le crescenti difficoltà derivanti dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Gli economisti affermano che i solidi profitti aziendali e la resilienza della domanda interna contribuiscono a proteggere i lavoratori dai licenziamenti, mentre i datori di lavoro sembrano adottare un atteggiamento attendista a fronte degli elevati costi energetici, dell'incertezza sul conflitto in Iran, dei potenziali aumenti dei tassi di interesse da parte della Fed e di una politica commerciale instabile che potrebbe far aumentare ulteriormente i costi.

I titoli da tenere d’occhio

- Accenture: il titolo balza del 21,7% dopo aver pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale. Il fatturato, pari a 18,68 miliardi di dollari, ha superato la guidance della società, compresa tra 17,75 e 18,4 miliardi di dollari, nonché le stime di consenso di FactSet, pari a 18,3 miliardi. Anche l'utile per azione, di 3,29 dollari, ha battuto le attese.

- Rocket Lab: la società guadagna l’1,5% dopo che la aver siglato un accordo pluriennale per 20 nuove missioni di lancio con Electron con la società giapponese Synspective, con sede a Tokyo. Rocket Lab ha dichiarato che si tratta del più grande contratto di lancio commerciale mai siglato per Electron.

- McCormick: I risultati del terzo trimestre dell’azienda produttrice di spezie hanno superato le aspettative, ma il titolo scende dell’1,3%. L’utile rettificato di McCormick si è attestato a 86 centesimi per azione, superando i 76 centesimi previsti dagli analisti interpellati da FactSet. Il fatturato è stato di 2,02 miliardi di dollari, contro i 1,98 miliardi di dollari stimati dagli analisti.

- Synopsys: la società di software registra un aumento del 12,8% dopo l’incontro con gli investitori, durante il quale sono state illustrate la strategia di crescita e gli obiettivi a lungo termine. Synopsys prevede una crescita del fatturato del 15% su base annua entro il 2027, raggiungendo una cifra compresa tra 11,10 e 11,20 miliardi di dollari, contro i 10,82 miliardi previsti dagli analisti, secondo FactSet. L’azienda ha inoltre annunciato una partnership strategica con OpenAI.

- Tsmc: l’azienda potrebbe investire decine di miliardi di dollari per un nuovo hub industriale in Texas. Il progetto comprenderebbe diversi impianti di produzione di chip, ognuno dei quali costerebbe almeno 20 miliardi di dollari. Questo è quanto riferisce Bloomberg citando fonti informate. Il produttore di chip taiwanese avrebbe infatti avuto colloqui anche con funzionari di Singapore, che sono attivamente alla ricerca di investimenti nel settore dei semiconduttori. Il titolo scende dello 0,3%.

- Oracle: la società ha siglato un accordo quinquennale con Tencent per fornirle capacità di calcolo avanzata destinata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Secondo due fonti informate sui fatti citate dal Financial Times, il gruppo cinese ha concordato un contratto di locazione che coinvolge diversi data center di Oracle nel Sud-est asiatico e che gli consentirà di accedere a circa 100.000 chip avanzati per l'AI, non disponibili in Cina. Il titolo dell’azienda tech sale dello 0,9%.

- Ups: le azioni della società sono in calo del 20% rispetto ai massimi di luglio e gli analisti di Goldman Sachs ritengono che il titolo si trovi a un punto di svolta e possa salire ulteriormente. La banca ha ribadito il rating «buy» sul titolo e il prezzo obiettivo di 132 dollari, che rappresenta un guadagno del 41% rispetto alla chiusura di mercoledì. Le azioni restano invariate.

- Vicor: le azioni salgono del 10,4% dopo che la società ha alzato le previsioni di crescita dei ricavi per il terzo trimestre a oltre il 30%, rispetto alla precedente previsione di almeno il 20%. Vicor ha apportato la modifica a causa dell’aumento delle royalty derivanti dalla prima licenza non esclusiva per Vertical Power Delivery, annunciata in precedenza.

- Sanofi: le azioni Usa della casa farmaceutica francese salgono dell’1,2% dopo aver raggiunto un accordo con Regeneron Pharmaceuticals (+1,4%), con sede a Tarrytown, New York, per lo sviluppo e la commercializzazione congiunta di nuovi farmaci immunologici.

- Nu Holdings: la banca digitale brasiliana guadagna il 4,3% dopo aver rilasciato una dichiarazione in cui negava di essere in trattative con la banca digitale britannica Monzo. Nu ha affermato di aver risposto alle recenti indiscrezioni dei media riguardo a una possibile acquisizione di Monzo.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa positivi grazie al rimbalzo dei titoli tech

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rialzo: quelli sul Dow Jones salgono dello 0,3%, sull’S&P 500 dello 0,4% e sul Nasdaq dello 0,5%. Nonostante l’aumento del petrolio, i mercati sono sostenuti dal rimbalzo dei titoli legati all’AI e al leggero calo dei Treasury.

Per gli strategist di Mps, «l'avvio della sessione odierna è sostenuto dai solidi risultati trimestrali di Micron Technology diffusi nell'after-hour, che hanno confermato la forza della domanda di hardware legata all'intelligenza artificiale. La notizia sta alimentando l'ottimismo sul comparto tech globale stamani. Permangono tuttavia elementi di incertezza sul fronte obbligazionario».

Micron ha registrato utili da record, con un fatturato quadruplicato nell’ultimo trimestre. I risultati sembrano aver dato impulso ad altri produttori di chip e aziende legate all’intelligenza artificiale più che a Micron stessa, le cui azioni sono aumentate del 270% dall’inizio dell’anno. Sulla scia dei risultati di Micron, crescono i titoli di Nvidia (+0,8%), Amd (+0,4%) e Broadcom (+0,3%). Anche Alphabet ha contribuito al sentiment rialzista, presentando il suo ultimo modello Gemini. Le sue azioni salgono dell’1,6%.

Sul fronte geopolitico, PetroChina avrebbe sospeso le esportazioni di benzina e carburante per aerei previste per ottobre, nel tentativo di Pechino di preservare le scorte interne. Questa scelta ha fatto rialzare il prezzo del petrolio: il Wti viene scambiato a 92 dollari (+1,5%) e il Brent a 100 dollari (+2,1%).

Per quanto riguarda i titoli di Stato, i Treasury sono stazionari in quanto gli investitori credono che la Fed alzerà ulteriormente i tassi per contrastare l’inflazione. Il rendimento del decennale si attesta al 5,29% e quello del trentennale al 5,64%.

Il fronte macro

A settembre, le aziende statunitensi hanno annunciato 43.281 licenziamenti, in calo rispetto ai 52.881 di agosto e ai 54.064 dell'anno precedente. Si tratta del dato più basso per il mese dal 2022. Il settore tecnologico ha registrato il maggior numero di licenziamenti (10.799), seguito da quello alimentare (7.326) e dei servizi (3.306). «Le aziende si trovano attualmente in una fase di attesa. I datori di lavoro devono affrontare costi energetici elevati, l'incertezza della guerra in Iran, un aumento dei tassi di interesse che potrebbe rendere più costose le assunzioni, oltre alla probabilità di un'impennata dei costi sanitari. Abbiamo assistito a una diminuzione dei licenziamenti nel corso dell'anno e settembre continua a confermarlo», ha affermato Andy Challenger di Challenger, Gray & Christmas.

I titoli da tenere d’occhio

- Accenture: il titolo balza del 16,7% dopo aver pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale. Il fatturato, pari a 18,68 miliardi di dollari, ha superato la guidance della società, compresa tra 17,75 e 18,4 miliardi di dollari, nonché le stime di consenso di FactSet, pari a 18,3 miliardi. Anche l'utile per azione, di 3,29 dollari, ha battuto le attese.

- Rocket Lab: la società guadagna il 4,2% dopo che la aver siglato un accordo pluriennale per 20 nuove missioni di lancio con Electron con la società giapponese Synspective, con sede a Tokyo. Rocket Lab ha dichiarato che si tratta del più grande contratto di lancio commerciale mai siglato per Electron. (riproduzione riservata)