La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso: il Nasdaq cede il 2,1% a causa del calo dei chip
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso: il Nasdaq cede il 2,1% a causa del calo dei chip
Dopo le parole del presidente della Fed Kevin Warsh, gli operatori sono convinti che la banca centrale manterrà la politica monetaria invariata nel corso del mese. Salgono i rendimenti dei titoli di Stato. Il Wti torna sopra i 100 dollari

di Gaia Difraia e Alessandro Rigamonti      16/10/2026 14:46

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Dax 30
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Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
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105,62 17.30.06

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Venerdì i mercati azionari hanno registrato un calo, chiudendo una settimana prevalentemente negativa, sulla scia delle vendite sul settore tecnologico e dei titoli legati all'intelligenza artificiale.

L'indice S&P 500 ha ceduto l'1,09%, attestandosi a 7.659,44 punti, mentre il Nasdaq  ha perso il 2,14%, chiudendo a 26.140,03 punti. Il Dow Jones Industrial Average è sceso invece di 175,28 punti, pari allo 0,34%, e terminando a 52.002,41 punti.

Le vendite hanno spinto il Cboe Volatility Index (Vix) sopra quota 22, per la prima volta negli ultimi quattro mesi.

Ancora in ribasso il comparto dei semiconduttori. L'Etf VanEck Semiconductor (SMH) ha perso il 3%, trascinato al ribasso dai titoli di Micron Technology, Advanced Micro Devices e Sandisk. Il settore dei semiconduttori ha sofferto questa settimana a causa dei timori legati alla concorrenza proveniente dalla Cina. Dall'inizio della settimana, l'ETF SMH ha registrato un calo del 10%, segnando la peggiore performance settimanale dall'aprile 2025.

Ore 20 Nasdaq -2,1%

A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa sono in rosso: Dow Jones -0,5%, S&P 500 -1,1% e Nasdaq -2,1%. I mercati subiscono il calo dei titoli tech, il rialzo del prezzo del petrolio e l’aumento dei rendimenti dei Treasury. 

Gli investitori hanno paura che il boom delle società tech non sia sostenibile, oltre a temere la concorrenza cinese. Inoltre, il settore è stato recentemente penalizzato da dati di fatturato relativamente modesti di Anthropic e dalle prospettive di tassi di interesse più elevati per le aziende indebitate. CoreWeave estende le perdite e segna un -12,1%, mentre l’Etf VanEck Semiconductor perde il 2,6%, trascinato al ribasso da Micron (-4,1%), Amd (-5,1%) e Sandisk (-4,9%).

I rendimenti dei Treasury tornano a salire leggermente, dopo che il Dipartimento del Tesoro ha perso l'occasione di inviare un segnale forte, indicando che sta valutando una riduzione delle dimensioni delle aste obbligazionarie: il decennale sale al 5,1% e il trentennale al 5,44%.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz che non rispettano i loro protocolli di navigazione. Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non «cederà alla forza» degli Usa. Infine, secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi che trasportano petrolio iraniano, russo o venezuelano. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 101 dollari al barile (+3%) e il Brent a 103 dollari (+3,1%).

Ore 18:30 Borse Usa in rosso: Nasdaq -1,5% appesantito dall’ennesimo crollo di CoreWeave (-11%)

A metà seduta le borse Usa sono in calo: Dow Jones -0,1%, S&P 500 -0,7% e Nasdaq -1,5%. I mercati scontano il calo dei titoli tech e la scelta degli investitori di virare verso i settori tradizionali. Inoltre pesa il rialzo dei rendimenti dei Treasury.

Gli investitori hanno paura che il boom delle società tech non sia sostenibile, oltre a temere la concorrenza cinese. Inoltre, il settore è stato recentemente penalizzato da dati di fatturato relativamente modesti di Anthropic e dalle prospettive di tassi di interesse più elevati per le aziende indebitate. CoreWeave estende le perdite e segna un -11,4%, mentre l’Etf VanEck Semiconductor perde l’1,6%, trascinato al ribasso da Micron (-3,6%), Amd (-3,5%) e Sandisk (-4,6%).

Altri settori del mercato, come quello finanziario, hanno registrato guadagni: JPMorgan sale dell’1,4%. Inoltre, le azioni di Nike crescono dello 0,8% e quelle della casa farmaceutica Merck dell’1,2%.

I rendimenti dei Treasury tornano a salire leggermente, dopo che il Dipartimento del Tesoro ha perso l'occasione di inviare un segnale forte, indicando che sta valutando una riduzione delle dimensioni delle aste obbligazionarie: il decennale sale al 5,13% e il trentennale al 5,46%.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz che non rispettano i loro protocolli di navigazione. Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non «cederà alla forza» degli Usa. Infine, secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi che trasportano petrolio iraniano, russo o venezuelano. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 100 dollari al barile (+1,9%) e il Brent a 108 dollari (+2,2%).

Il presidente della Fed, Kevin Warsh, è intervenuto ieri a un evento del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok. Pur non avendo commentato un eventuale aumento dei tassi entro la fine dell’anno, gli operatori di mercato hanno interpretato le sue parole come un segnale che la banca centrale manterrà la politica monetaria invariata nel corso del mese. «Non esprimo giudizi anticipati sulle riunioni. Non credo sia opportuno dire ora cosa potrei fare nelle riunioni che avremo nel resto dell'anno», ha detto Warsh. «Il mondo si è sostanzialmente conformato alle nostre aspettative». Lo strumento FedWatch del Cme Group indica una probabilità dell'85% che la Fed mantenga invariato il tasso nella riunione del 27-28 ottobre.

«La solida dinamica degli utili societari continua a rappresentare, almeno per il momento, il principale fattore di sostegno dei mercati azionari», afferma Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy presso Allianz Global Investors, parlando dell'andamento positivo del secondo trimestre americano. «A condizione che i rischi macroeconomici attualmente al centro dell'attenzione, tra cui gli shock sul lato dell'offerta legati alla guerra in Iran e l'inasprimento delle politiche monetarie a livello globale, non si aggravino significativamente, esiste margine per una reazione positiva da parte degli investitori azionari. Questo anche alla luce di valutazioni che si sono nel frattempo ridimensionate e nonostante il diffuso ottimismo già presente sul mercato. Tuttavia, questo potenziale di rialzo potrebbe esprimersi pienamente soltanto dopo il venir meno dell'incertezza legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (midterm elections)».

Il fronte macro

A settembre, la produzione industriale negli Stati Uniti è aumentata dello 0,7% su base mensile, il dato più alto degli ultimi cinque mesi e superiore alle aspettative del mercato, pari allo 0,4%. La produzione manifatturiera, che rappresenta circa il 78% della produzione industriale totale, è cresciuta dello 0,3%, in linea con le aspettative del mercato.

I prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,1% rispetto al mese precedente, il maggiore incremento degli ultimi quattro mesi, ben al di sopra delle aspettative del mercato che prevedevano un aumento dello 0,8%, in linea con il balzo dello 0,7% registrato il mese precedente. L'aumento dei prezzi dei beni importati dall'estero è stato generalizzato, con le importazioni non petrolifere in crescita dello 0,7%, dopo l'aumento rivisto dello 0,6% del mese precedente.

I titoli da tenere d’occhio

- Netflix: le azioni scendono del 2,7% dopo che il gigante dello streaming ha annunciato un rimpasto ai vertici. Il responsabile dei contenuti, Bela Bajaria, lascerà l’azienda e sarà sostituito dall’ex dirigente Disney Peter Rice. Il cambiamento arriva solo un giorno dopo che Netflix ha annunciato il taglio di circa il 6% della sua forza lavoro , ovvero circa 1.000 posti di lavoro.

- Tesla: dopo un’apertura in rialzo, la società vira in negativo e perde l’1,5% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha presentato la sua tanto attesa Roadster di seconda generazione. Il veicolo utilizza propulsori a razzo sviluppati da SpaceX e ha dimostrato di poter realizzare manovre aeree. Tesla lo descrive come la prima auto volante al mondo e prevede che la produzione inizierà nel 2028. Il titolo di SpaceX invece scende dell’1,8%.

- Alcoa: le azioni salgono del 5,7% dopo che il produttore di alluminio ha riportato utili e ricavi in crescita nell'ultimo trimestre.

- JB Hunt: la società di logistica ha riportato utili e ricavi superiori alle aspettative di Wall Street nell'ultimo trimestre, ma ha avvertito che l'aumento dei prezzi del carburante e altri costi stanno pesando sull'attività. Il titolo perde il 3,1%.

- Travelers: il colosso assicurativo guadagna lo 0,3% dopo che la società ha pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative degli analisti. Travelers ha registrato un utile per azione di 9,18 dollari su un fatturato di 12,48 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 7,42 dollari per azione su un fatturato di 11,38 miliardi di dollari.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono contrastate. Il Nasdaq cede lo 0,7% appesantito dal calo dei chip

Le borse Usa aprono contrastato: il Dow Jones guadagna lo 0,5%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq perdono, rispettivamente, lo 0,1% e lo 0,7%. I mercati sono appesantiti ancora dal calo dei titoli legati all’AI e gli investitori stanno puntando su settori più tradizionali.

Continua il calo dei titoli legati all’intelligenza artificiale. Gli investitori hanno paura che il boom delle società tech non sia sostenibile, oltre a temere la concorrenza cinese. Inoltre, il settore è stato recentemente penalizzato da dati di fatturato relativamente modesti di Anthropic e dalle prospettive di tassi di interesse più elevati per le aziende indebitate. CoreWeave estende le perdite e segna un -6,3%, mentre l’Etf VanEck Semiconductor perde l’1,1%, trascinato al ribasso da Micron (-2,7%), Amd (-2,2%) e Sandisk (-3,1%).

I rendimenti dei Treasury tornano a salire leggermente, dopo il calo drastico di ieri dovuto alla fuga degli investitori dal settore legato all’AI: il decennale sale al 5,13% e il trentennale al 5,45%.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz che non rispettano i loro protocolli di navigazione. Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non «cederà alla forza» degli Usa. Infine, secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi che trasportano petrolio iraniano, russo o venezuelano. In questo contesto, il prezzo del petrolio è poco mosso: il Wti viene scambiato a 98 dollari al barile (+0,3) e il Brent a 106 dollari (+0,1%).

Il presidente della Fed, Kevin Warsh, è intervenuto ieri a un evento del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok. Pur non avendo commentato un eventuale aumento dei tassi entro la fine dell’anno, gli operatori di mercato hanno interpretato le sue parole come un segnale che la banca centrale manterrà la politica monetaria invariata nel corso del mese. «Non esprimo giudizi anticipati sulle riunioni. Non credo sia opportuno dire ora cosa potrei fare nelle riunioni che avremo nel resto dell'anno», ha detto Warsh. «Il mondo si è sostanzialmente conformato alle nostre aspettative». Lo strumento FedWatch del Cme Group indica una probabilità dell'85% che la Fed mantenga invariato il tasso nella riunione del 27-28 ottobre.

«La solida dinamica degli utili societari continua a rappresentare, almeno per il momento, il principale fattore di sostegno dei mercati azionari», afferma Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy presso Allianz Global Investors, parlando dell'andamento positivo del secondo trimestre americano. «A condizione che i rischi macroeconomici attualmente al centro dell'attenzione, tra cui gli shock sul lato dell'offerta legati alla guerra in Iran e l'inasprimento delle politiche monetarie a livello globale, non si aggravino significativamente, esiste margine per una reazione positiva da parte degli investitori azionari. Questo anche alla luce di valutazioni che si sono nel frattempo ridimensionate e nonostante il diffuso ottimismo già presente sul mercato. Tuttavia, questo potenziale di rialzo potrebbe esprimersi pienamente soltanto dopo il venir meno dell'incertezza legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (midterm elections)».

Il fronte macro

A settembre, la produzione industriale negli Stati Uniti è aumentata dello 0,7% su base mensile, il dato più alto degli ultimi cinque mesi e superiore alle aspettative del mercato, pari allo 0,4%. La produzione manifatturiera, che rappresenta circa il 78% della produzione industriale totale, è cresciuta dello 0,3%, in linea con le aspettative del mercato.

I prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,1% rispetto al mese precedente, il maggiore incremento degli ultimi quattro mesi, ben al di sopra delle aspettative del mercato che prevedevano un aumento dello 0,8%, in linea con il balzo dello 0,7% registrato il mese precedente. L'aumento dei prezzi dei beni importati dall'estero è stato generalizzato, con le importazioni non petrolifere in crescita dello 0,7%, dopo l'aumento rivisto dello 0,6% del mese precedente.

I titoli da tenere d’occhio

- Netflix: le azioni scendono del 2,1% dopo che il gigante dello streaming ha annunciato un rimpasto ai vertici. Il responsabile dei contenuti, Bela Bajaria, lascerà l’azienda e sarà sostituito dall’ex dirigente Disney Peter Rice. Il cambiamento arriva solo un giorno dopo che Netflix ha annunciato il taglio di circa il 6% della sua forza lavoro , ovvero circa 1.000 posti di lavoro.

- Tesla: la società guadagna il 2,1% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha presentato la sua tanto attesa Roadster di seconda generazione. Il veicolo utilizza propulsori a razzo sviluppati da SpaceX e ha dimostrato di poter realizzare manovre aeree. Tesla lo descrive come la prima auto volante al mondo e prevede che la produzione inizierà nel 2028. Il titolo di SpaceX invece scende dell’1,3%.

- Alcoa: le azioni salgono del 6,1% dopo che il produttore di alluminio ha riportato utili e ricavi in crescita nell'ultimo trimestre.

- JB Hunt: la società di logistica ha riportato utili e ricavi superiori alle aspettative di Wall Street nell'ultimo trimestre, ma ha avvertito che l'aumento dei prezzi del carburante e altri costi stanno pesando sull'attività. Il titolo perde l’1,8%.

- Travelers: il colosso assicurativo perde lo 0,5% nonostante la società abbia pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative degli analisti. Travelers ha registrato un utile per azione di 9,18 dollari su un fatturato di 12,48 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 7,42 dollari per azione su un fatturato di 11,38 miliardi di dollari.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa poco mossi. Continuano a scendere i titoli legati all’AI

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono poco mossi: quelli sul Dow Jones sono invariati, sull’S&P 500 salgono dello 0,1% e sul Nasdaq calano dello 0,1%. I mercati valutano le prospettive del settore dell’AI, in vista dei possibili rialzi ai tassi da parte della Federal Reserve. 

Il presidente della Fed, Kevin Warsh, è intervenuto ieri a un evento del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok. Pur non avendo commentato un eventuale aumento dei tassi entro la fine dell’anno, gli operatori di mercato hanno interpretato le sue parole come un segnale che la banca centrale manterrà la politica monetaria invariata nel corso del mese. «Non esprimo giudizi anticipati sulle riunioni. Non credo sia opportuno dire ora cosa potrei fare nelle riunioni che avremo nel resto dell'anno», ha detto Warsh. «Il mondo si è sostanzialmente conformato alle nostre aspettative». Lo strumento FedWatch del Cme Group indica una probabilità dell'85% che la Fed mantenga invariato il tasso nella riunione del 27-28 ottobre.

Per gli strategist di Mps, «il mercato azionario ha registrato ieri un punto di svolta sui commenti di Jensen (ceo di Nvidia) che sono riusciti nell'intento di calmare i timori multidimensionali (domanda finale, redditività, debito) che attanagliano lo spazio Tech-AI. I commenti di mercato citano un esaurimento della spinta ribassista più che l'emergere dell'usuale atteggiamento buy the dip che da lungo tempo caratterizza il comportamento degli investitori. Esiste un dibattito sulle affinità e divergenze tra la fase attuale e quella di risk-off di luglio quando il segmento AI e i semiconduttori avevano visto correzioni del 25% e 28% rispettivamente (ora siamo a circa -12% per entrambi)».

Continua il calo dei titoli legati all’intelligenza artificiale. Gli investitori hanno paura che il boom delle società tech non sia sostenibile, oltre a temere la concorrenza cinese. Inoltre, il settore è stato recentemente penalizzato da dati di fatturato relativamente modesti di Anthropic e dalle prospettive di tassi di interesse più elevati per le aziende indebitate. CoreWeave estende le perdite e segna un -5,3%, mentre l’Etf VanEck Semiconductor perde l’1%, trascinato al ribasso da Micron (-1,9%), Amd (-1,5%) e Sandisk (-2,2%).

I rendimenti dei Treasury tornano a salire leggermente, dopo il calo drastico di ieri dovuto alla fuga degli investitori dal settore legato all’AI: il decennale sale al 5,12% e il trentennale al 5,46%.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz che non rispettano i loro protocolli di navigazione. Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non «cederà alla forza» degli Usa. Infine, secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi che trasportano petrolio iraniano, russo o venezuelano. In questo contesto, il prezzo del petrolio è poco mosso: il Wti viene scambiato a 98 dollari al barile (invariato) e il Brent a 106 dollari (+0,2%).

«La solida dinamica degli utili societari continua a rappresentare, almeno per il momento, il principale fattore di sostegno dei mercati azionari», afferma Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy presso Allianz Global Investors, parlando dell'andamento positivo del secondo trimestre americano. «A condizione che i rischi macroeconomici attualmente al centro dell'attenzione, tra cui gli shock sul lato dell'offerta legati alla guerra in Iran e l'inasprimento delle politiche monetarie a livello globale, non si aggravino significativamente, esiste margine per una reazione positiva da parte degli investitori azionari. Questo anche alla luce di valutazioni che si sono nel frattempo ridimensionate e nonostante il diffuso ottimismo già presente sul mercato. Tuttavia, questo potenziale di rialzo potrebbe esprimersi pienamente soltanto dopo il venir meno dell'incertezza legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (midterm elections)».

I titoli da tenere d’occhio

- Netflix: le azioni scendono del 3,7% dopo che il gigante dello streaming ha annunciato un rimpasto ai vertici. Il responsabile dei contenuti, Bela Bajaria, lascerà l’azienda e sarà sostituito dall’ex dirigente Disney Peter Rice. Il cambiamento arriva solo un giorno dopo che Netflix ha annunciato il taglio di circa il 6% della sua forza lavoro , ovvero circa 1.000 posti di lavoro.

- Tesla: la società guadagna il 3,8% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha presentato la sua tanto attesa Roadster di seconda generazione. Il veicolo utilizza propulsori a razzo sviluppati da SpaceX e ha dimostrato di poter realizzare manovre aeree. Tesla lo descrive come la prima auto volante al mondo e prevede che la produzione inizierà nel 2028. Anche il titolo di SpaceX sale dell’1,3%.

- Alcoa: le azioni salgono del 3,3% dopo che il produttore di alluminio ha riportato utili e ricavi in crescita nell'ultimo trimestre.

- JB Hunt: la società di logistica ha riportato utili e ricavi superiori alle aspettative di Wall Street nell'ultimo trimestre, ma ha avvertito che l'aumento dei prezzi del carburante e altri costi stanno pesando sull'attività. Il titolo perde il 3%.

- Travelers: il colosso assicurativo perde il 3,5% nonostante la società abbia pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative degli analisti. Travelers ha registrato un utile per azione di 9,18 dollari su un fatturato di 12,48 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 7,42 dollari per azione su un fatturato di 11,38 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)