Le borse Usa aprono in rosso: Dow Jones -0,2%, S&P 500 -0,4% e Nasdaq -0,6%. La corsa del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato pesa sui mercati.
Il sell off sui titoli di Stato è accelerato dopo che il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha affermato che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi per contenere l’inflazione. Inoltre, i verbali dell'ultima riunione del Fomc hanno mostrato che la maggior parte dei membri concorda sulla necessità di ulteriori rialzi dei tassi per domare l'inflazione. Queste dichiarazioni, insieme con l'ampliamento del deficit di bilancio, stanno mantenendo alti i rendimenti dei titoli del Tesoro: il T-bond decennale si attesta al 5,29% e quello del trentennale al 5,66%.
Al rischio del rialzo dei tassi è strettamente connessa la situazione in Medio Oriente. Una guerra che il presidente Donald Trump non sembra voler placare. Il tycoon ha dichiarato di non volere raggiungere un accordo con Teheran e, secondo quanto riportato da Axios, gli Stati Uniti si starebbero preparando a nuovi bombardamenti. Di altro tenore le affermazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha dichiarato che «il processo negoziale è in corso e che si stanno scambiando messaggi tramite mediatori» per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti. Intanto vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite per il controllo del Mar Rosso. In questo contesto il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 92 dollari al barile (+4,5%) e il Brent a 105 dollari (+4,4%).
I titoli delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale guidano le perdite per la seconda seduta consecutiva a causa dell'esposizione del settore al sentiment di rischio generale e dell'impatto che i costi di finanziamento hanno sulla spesa in conto capitale per l'AI: Intel -2,9%, Lam Research -2,8%, Marvell -0,4% e Micron -1,2%. Anche Broadcom perde il 2,3% dopo l'emissione di obbligazioni per oltre 50 miliardi di dollari destinate a finanziare lo sviluppo degli impianti di Anthropic.
«Il rischio principale» nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti «potrebbe risiedere in un aumento prolungato dell'incertezza politica, con ripercussioni sui Treasury, sul dollaro e sulle leadership settoriali all'interno dell'azionario. Un simile scenario favorisce la resilienza rispetto alle posizioni ad alta convinzione: mantenere la liquidità, evitare una leva finanziaria eccessiva e diversificare l'esposizione tra regioni e valute consentirà agli investitori di posizionarsi al meglio per assorbire improvvisi mutamenti di politica economica. I voti saranno scrutinati a novembre. Ma le conseguenze, per gli investitori, potrebbero farsi sentire ancora per anni a venire», afferma George Brown, Senior Economist di Schroders.
Nella settimana terminata il 3 ottobre 2026, il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito di 2.000 unità, attestandosi a 197.000. Si tratta di un dato inferiore alle aspettative del mercato (200.000). Le richieste di sussidi continuative, un indicatore della disoccupazione persistente negli Stati Uniti, sono aumentate di 17.000 unità, raggiungendo quota 1.716.000, rimanendo relativamente vicine al minimo degli ultimi tre anni toccato nella settimana precedente. I dati confermano un periodo di resilienza nel mercato del lavoro statunitense, mentre la Federal Reserve continua a dichiarare la piena occupazione.
- Haemonetics: il fornitore di sangue e plasma registra un rialzo del 16,6% dopo che CSL prevede di completare l’implementazione della piattaforma di plasmaferesi di Haemonetics negli Stati Uniti entro la fine del 2027.
- Wolfspeed: le azioni salgono del 7,7% dopo che il produttore di chip si è assicurato un prestito condizionato di 1,5 miliardi di dollari, a conferma di un impegno finanziario trentennale da parte del Dipartimento della Difesa. Il denaro sosterrà la produzione nazionale e, secondo i termini proposti, il Pentagono riceverà warrant per un massimo del 7,5% della società.
- Tsm: il più grande produttore mondiale di chip su commissione ha registrato una crescita del fatturato a settembre del 54,6% su base annua, portando il fatturato del terzo trimestre a 16,03 miliardi di dollari, superando le aspettative. Le azioni scendono dello 0,6%.
- Lululemon: le azioni perdono lo 0,8% dopo che l’azienda di abbigliamento sportivo ha annunciato che Maggie Gauger, ex dirigente di Nike e ceo di Athleta, assumerà la carica di responsabile prodotto e Joseph Godsey quella di direttore operativo.
- Levi Strauss: le azioni perdono il 3,7% dopo che la società ha pubblicato i risultati del terzo trimestre, con un fatturato di 1,61 miliardi di dollari, leggermente inferiore alle aspettative, a causa dell’indebolimento delle vendite dirette ai consumatori negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene gli utili rettificati abbiano superato le stime e i rimborsi tariffari abbiano contribuito ad aumentare la redditività del rivenditore di jeans, le prospettive di vendita sono risultate meno ottimistiche.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,7%, sull’S&P 500 lo 0,4% e sul Nasdaq lo 0,7%. I mercati sono appesantiti dal rally del petrolio e dal rialzo dei rendimenti dei Treasury.
Il sell off sui titoli di Stato è accelerato dopo che il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha affermato che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi per contenere l’inflazione. Inoltre, i verbali dell'ultima riunione del Fomc hanno mostrato che la maggior parte dei membri concorda sulla necessità di ulteriori rialzi dei tassi per domare l'inflazione. Queste dichiarazioni, insieme con l'ampliamento del deficit di bilancio, stanno facendo salire salire i rendimenti dei titoli del Tesoro: il T-bond decennale si attesta al 5,33% (+0,03%) e quello del trentennale al 5,7% (+0,02%).
Al rischio del rialzo dei tassi è strettamente connessa la situazione in Medio Oriente. Una guerra che il presidente Donald Trump non sembra voler placare. Il tycoon ha dichiarato di non volere raggiungere un accordo con Teheran e, secondo quanto riportato da Axios, gli Stati Uniti si starebbero preparando a nuovi bombardamenti. Di altro tenore le affermazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha dichiarato che «il processo negoziale è in corso e che si stanno scambiando messaggi tramite mediatori» per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti. Intanto vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite per il controllo del Mar Rosso. In questo contesto il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 92,5 dollari al barile (+4,8%) e il Brent a 105 dollari (+4,8%).
I titoli delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale guidano le perdite per la seconda seduta consecutiva a causa dell'esposizione del settore al sentiment di rischio generale e dell'impatto che i costi di finanziamento hanno sulla spesa in conto capitale per l'AI: Intel -2,3%, Lam Research -2,4%, Marvell -2% e Micron -1,4%. Anche Broadcom perde l’1,5% dopo l'emissione di obbligazioni per oltre 50 miliardi di dollari destinate a finanziare lo sviluppo degli impianti di Anthropic.
«Il rischio principale» nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti «potrebbe risiedere in un aumento prolungato dell'incertezza politica, con ripercussioni sui Treasury, sul dollaro e sulle leadership settoriali all'interno dell'azionario. Un simile scenario favorisce la resilienza rispetto alle posizioni ad alta convinzione: mantenere la liquidità, evitare una leva finanziaria eccessiva e diversificare l'esposizione tra regioni e valute consentirà agli investitori di posizionarsi al meglio per assorbire improvvisi mutamenti di politica economica. I voti saranno scrutinati a novembre. Ma le conseguenze, per gli investitori, potrebbero farsi sentire ancora per anni a venire», afferma George Brown, Senior Economist di Schroders.
- Haemonetics: il fornitore di sangue e plasma registra un rialzo del 14,3% dopo che CSL prevede di completare l’implementazione della piattaforma di plasmaferesi di Haemonetics negli Stati Uniti entro la fine del 2027.
- Wolfspeed: le azioni salgono del 15,2% dopo che il produttore di chip si è assicurato un prestito condizionato di 1,5 miliardi di dollari, a conferma di un impegno finanziario trentennale da parte del Dipartimento della Difesa. Il denaro sosterrà la produzione nazionale e, secondo i termini proposti, il Pentagono riceverà warrant per un massimo del 7,5% della società.
- Tsm: il più grande produttore mondiale di chip su commissione ha registrato una crescita del fatturato a settembre del 54,6% su base annua, portando il fatturato del terzo trimestre a 16,03 miliardi di dollari, superando le aspettative. Le azioni sono invariate.
- Lululemon: le azioni perdono lo 0,8% dopo che l’azienda di abbigliamento sportivo ha annunciato che Maggie Gauger, ex dirigente di Nike e ceo di Athleta, assumerà la carica di responsabile prodotto e Joseph Godsey quella di direttore operativo.
- Levi Strauss: le azioni perdono il 3,4% dopo che la società ha pubblicato i risultati del terzo trimestre, con un fatturato di 1,61 miliardi di dollari, leggermente inferiore alle aspettative, a causa dell’indebolimento delle vendite dirette ai consumatori negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene gli utili rettificati abbiano superato le stime e i rimborsi tariffari abbiano contribuito ad aumentare la redditività del rivenditore di jeans, le prospettive di vendita sono risultate meno ottimistiche. (riproduzione riservata)