Le borse Usa aprono in rosso: Dow Jones -0,9%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq -0,6%. I listini americani sono trainati al ribasso dalla crescita del prezzo del petrolio e dal nuovo rialzo dei rendimenti dei Treasury.
Per gli strategist Mps, «la sessione odierna si apre con maggiore incertezza rispetto a quella di ieri, che era stata caratterizzata da un diffuso ritorno della propensione al rischio, favorita dal marcato restringimento degli spread sui titoli governativi europei e dai nuovi massimi registrati a Wall Street. Restano tuttavia ancora poco chiari i potenziali impatti sui flussi energetici provenienti dall'area. Sul fronte macroeconomico, il calendario odierno offre pochi spunti di rilievo. L'attenzione sarà rivolta soprattutto ai verbali dell'ultima riunione del Fomc, in cui il board aveva deciso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Dai verbali dovrebbero emergere le preoccupazioni per la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la volontà di mantenere aperta la porta a un ulteriore incremento dei tassi entro la fine dell'anno», concludono gli esperti.
Sul fronte geopolitico, le autorità britanniche incaricate del monitoraggio del traffico marittimo hanno segnalato un aumento degli attacchi attribuiti all'Iran contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz nel corso del mese. Le forze Houthi hanno lanciato missili balistici e droni kamikaze contro l'aeroporto internazionale di Aden, nella città portuale yemenita, mentre la coalizione a guida saudita ha intercettato un missile a nord di Riyadh. Inoltre, Mohammadreza Naqdi, consigliere delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso finché gli Stati Uniti non accetteranno le richieste dell'Iran.
In mattinata, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avuto un colloquio telefonico con il leader russo Vladimir Putin per discutere della guerra tra Stati Uniti e Israele contro Teheran. «L'Iran è pienamente pronto a raggiungere un accordo equilibrato ed equo che garantisca pace e sicurezza durature nella regione», ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 90 dollari al barile (+0,7%) e il Brent a 102 dollari (+1,2%).
«In poco più di un mese siamo passati da una Fed che poteva aspettare, a una Fed costretta a rialzare, poi a una Fed che sembrava pronta a farlo nuovamente e infine a una Fed che il mercato pensa possa fermarsi. Nel mezzo sono cambiati inflazione, Treasury, petrolio e mercato del lavoro. È cambiato soprattutto il peso che gli investitori hanno deciso di attribuire, giorno dopo giorno, a ciascuno di questi elementi. Ecco perché i verbali di oggi hanno un limite particolare. Ci diranno con grande precisione cosa pensava la Federal Reserve tre settimane fa. Molto meno cosa farà tra tre settimane", afferma Gabriel Debach, market analyst di etoro. E tornano a salire i rendimenti dei Treasury: il decennale americano si attesta al 5,36% (+0,07%), il livello più alto dal 2002, e il trentennale al 5,73% (+0,07%).
In questo scenario, i titoli delle società di infrastrutture per l'intelligenza artificiale hanno annullato i guadagni di inizio settimana a causa del crescente impatto degli alti rendimenti e degli spread creditizi sui loro ordini: Micron -2,9%, Amd -1,9%, Oracle -1,8%, Lam Research -2,7% e Applied Materials -1,7%.
L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,2% nella settimana terminata il 2 ottobre, dopo la discesa del 6% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 2%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece calate dell'8%.
Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio dei mutui a tasso fisso trentennale è balzato di altri 19 punti base, raggiungendo il 7,49% nella settimana conclusasi il 2 ottobre, dopo un aumento di 18 punti base nella settimana precedente, toccando il livello più alto dalla fine di novembre 2023. Si tratta del settimo aumento settimanale consecutivo, che porta l'incremento cumulativo a 140 punti base dall'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran alla fine di febbraio.
- Neogen Corp sale dell’1,7% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni per l'esercizio fiscale. Neogen ora prevede ricavi compresi tra 885 e 890 milioni di dollari, rispetto alla precedente stima di 880-885 milioni e al consenso FactSet di 883,2 milioni.
- Penguin Solutions guadagna il 15,9% dopo aver riportato risultati del quarto trimestre superiori alle attese. L'utile rettificato si è attestato a 1 dollaro per azione, a fronte di ricavi pari a 566,7 milioni di dollari. Gli analisti intervistati da FactSet si aspettavano un utile di 77 centesimi per azione e ricavi per 521 milioni di dollari.
- Constellation Brands guadagna il 2,9% dopo che la società abbia riportato risultati migliori delle attese per il secondo trimestre fiscale. Il distributore di birra ha realizzato un utile di 3,74 dollari per azione su ricavi di 2,63 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 3,56 dollari per azione su ricavi di 2,54 miliardi di dollari. I margini operativi della divisione birra sono tuttavia diminuiti di 160 punti base su base annua. Anche le vendite ai distributori, un indicatore chiave della domanda per la società, hanno registrato un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
- Flutter Entertainment sale dell’1,3% dopo che Citi ha alzato il giudizio sul titolo da «neutral» a «buy». «Riteniamo che la recente debolezza del titolo, legata alle preoccupazioni per il Brasile e ai risultati dello sport statunitense di settembre, sia eccessiva», hanno affermato gli analisti di Citi.
- SpaceX punta a «raccogliere 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia in un finanziamento guidato dal fondo Apollo Global Management». Lo scrive il Financial Times. Il titolo dell’azienda di Elon Musk scende dello 0,7% e Nvidia cala dello 0,5%.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,8%, sull’S&P 500 lo 0,4% e sul Nasdaq lo 0,8%. I mercati sono appesantiti dal nuovo rally del petrolio e dal sell-off sui Treasury.
Per gli strategist Mps, «la sessione odierna si apre con maggiore incertezza rispetto a quella di ieri, che era stata caratterizzata da un diffuso ritorno della propensione al rischio, favorita dal marcato restringimento degli spread sui titoli governativi europei e dai nuovi massimi registrati a Wall Street. Restano tuttavia ancora poco chiari i potenziali impatti sui flussi energetici provenienti dall'area. Sul fronte macroeconomico, il calendario odierno offre pochi spunti di rilievo. L'attenzione sarà rivolta soprattutto ai verbali dell'ultima riunione del Fomc, in cui il board aveva deciso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Dai verbali dovrebbero emergere le preoccupazioni per la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la volontà di mantenere aperta la porta a un ulteriore incremento dei tassi entro la fine dell'anno», concludono gli esperti.
Sul fronte geopolitico, le autorità britanniche incaricate del monitoraggio del traffico marittimo hanno segnalato un aumento degli attacchi attribuiti all'Iran contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz nel corso del mese. Inoltre, le forze Houthi hanno lanciato missili balistici e droni kamikaze contro l'aeroporto internazionale di Aden, nella città portuale yemenita, mentre la coalizione a guida saudita ha intercettato un missile a nord di Riyadh. Infine, Mohammadreza Naqdi, consigliere delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso finché gli Stati Uniti non accetteranno le richieste dell'Iran. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 90 dollari al barile (+0,5%) e il Brent a 101,5 dollari (+0,9%).
«In poco più di un mese siamo passati da una Fed che poteva aspettare, a una Fed costretta a rialzare, poi a una Fed che sembrava pronta a farlo nuovamente e infine a una Fed che il mercato pensa possa fermarsi. Nel mezzo sono cambiati inflazione, Treasury, petrolio e mercato del lavoro. È cambiato soprattutto il peso che gli investitori hanno deciso di attribuire, giorno dopo giorno, a ciascuno di questi elementi. Ecco perché i verbali di oggi hanno un limite particolare. Ci diranno con grande precisione cosa pensava la Federal Reserve tre settimane fa. Molto meno cosa farà tra tre settimane", afferma Gabriel Debach, market analyst di etoro. E tornano a salire i rendimenti dei Treasury: il decennale americano si attesta al 5,34% (+0,05%) e il trentennale al 5,73% (+0,06%).
In questo scenario, i titoli delle società di infrastrutture per l'intelligenza artificiale hanno annullato i guadagni di inizio settimana a causa del crescente impatto degli alti rendimenti e degli spread creditizi sui loro ordini: Micron -2,8%, Amd -2,1%, Oracle -1,8%, Lam Research -3,3% e Applied Materials -2,7%.
L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 4,2% nella settimana terminata il 2 ottobre, dopo la discesa del 6% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese del 2%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece calate dell'8%.
Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio dei mutui a tasso fisso trentennale è balzato di altri 19 punti base, raggiungendo il 7,49% nella settimana conclusasi il 2 ottobre, dopo un aumento di 18 punti base nella settimana precedente, toccando il livello più alto dalla fine di novembre 2023. Si tratta del settimo aumento settimanale consecutivo, che porta l'incremento cumulativo a 140 punti base dall'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran alla fine di febbraio.
- Neogen Corp sale del 14,2% nel premercato, dopo aver rivisto al rialzo le previsioni per l'esercizio fiscale. Neogen ora prevede ricavi compresi tra 885 e 890 milioni di dollari, rispetto alla precedente stima di 880-885 milioni e al consenso FactSet di 883,2 milioni.
- Penguin Solutions guadagna il 4,4% dopo aver riportato risultati del quarto trimestre superiori alle attese. L'utile rettificato si è attestato a 1 dollaro per azione, a fronte di ricavi pari a 566,7 milioni di dollari. Gli analisti intervistati da FactSet si aspettavano un utile di 77 centesimi per azione e ricavi per 521 milioni di dollari.
- Constellation Brands perde il 3,5% nonostante la società abbia riportato risultati migliori delle attese per il secondo trimestre fiscale. Il distributore di birra ha realizzato un utile di 3,74 dollari per azione su ricavi di 2,63 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un utile di 3,56 dollari per azione su ricavi di 2,54 miliardi di dollari. I margini operativi della divisione birra sono tuttavia diminuiti di 160 punti base su base annua. Anche le vendite ai distributori, un indicatore chiave della domanda per la società, hanno registrato un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
- Flutter Entertainment sale del 3% dopo che Citi ha alzato il giudizio sul titolo da «neutral» a «buy». «Riteniamo che la recente debolezza del titolo, legata alle preoccupazioni per il Brasile e ai risultati dello sport statunitense di settembre, sia eccessiva», hanno affermato gli analisti di Citi.
- SpaceX punta a «raccogliere 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia in un finanziamento guidato dal fondo Apollo Global Management». Lo scrive il Financial Times. Il titolo dell’azienda di Elon Musk scende dell’1,7% e Nvidia cala dell’1%. (riproduzione riservata)