A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa sono in rialzo: Dow Jones +0,4%, S&P 500 +0,7% e Nasdaq +1,1%. I mercati sono sostenuti dall’occupazione più basse delle aspettative. Intanto il prezzo del petorlio è contrastato: Wti in calo dell’1,6% a 91 dollari e Brent invariato a 102 dollari.
Il rapporto sui salari non agricoli di settembre ha mostrato un aumento di 29.000 posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti, inferiore alle aspettative, con un tasso di disoccupazione salito al 4,2%. Il consenso del Dow Jones prevedeva una crescita dell’occupazione di 84.000 unità e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Il rapporto arriva mentre gli operatori di mercato stanno rivalutando le prossime mosse della Federal Reserve. Le contrattazioni sui future sui tassi di interesse della Fed suggeriscono una probabilità del 72% che la banca centrale mantenga i tassi invariati a ottobre.
In questo contesto i titoli di Stato sono poco mossi: il Treasury decennale si attesta al 5,28% e il trentennale al 5,63%.
A metà seduta le borse Usa trattano in territorio positivo: Dow Jones +0,4%, S&P 500 +0,7% e Nasdaq +1,2%. I mercati sono sostenuti da un rapporto sull’occupazione sorprendentemente debole, che ha alimentato le speranze che la Federal Reserve mantenga i tassi d’interesse invariati a ottobre. I guadagni si sono un po’ ridotto rispetto a inizio seduta a causa del rialzo del prezzo del petrolio.
Il rapporto sui salari non agricoli di settembre ha mostrato un aumento di 29.000 posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti, inferiore alle aspettative, con un tasso di disoccupazione salito al 4,2%. Il consenso del Dow Jones prevedeva una crescita dell’occupazione di 84.000 unità e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Il rapporto arriva mentre gli operatori di mercato stanno rivalutando le prossime mosse della Federal Reserve. Le contrattazioni sui future sui tassi di interesse della Fed suggeriscono una probabilità del 72% che la banca centrale mantenga i tassi invariati a ottobre.
In questo contesto i titoli di Stato sono poco mossi: il Treasury decennale si attesta al 5,27% e il trentennale al 5,62%.
Con il calo dei rendimenti, tornano a salire i titoli tech: Intel (+1,5%), Broadcom (+3,3%), Marvell (+2,6%), Amd (+2,4%), Meta (+0,6%) e Nvidia (+2,1%). Quest’ultima ha raggiunto il massimo storico intraday.
Sul fronte geopolitico, la Francia ha accettato di continuare a coordinare le azioni per facilitare l'approvvigionamento energetico attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale ha aggiunto che gli Stati del G7 intendono offrirsi reciprocamente fino a 100 milioni di barili di gasolio e petrolio greggio nei prossimi quattro mesi. Inoltre, il presidente Trump ha dichiarato che l'accordo tra Stati Uniti e Corea del Sud si è ampliato fino a includere 8,4 miliardi di dollari per un progetto di recupero petrolifero. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo: il Wti viene scambiato a 91 dollari (-1,7%) e il Brent a 102 dollari (-0,2%).
La retribuzione oraria media di tutti i dipendenti del settore privato non agricolo statunitense è aumentata di 5 centesimi, ovvero dello 0,1%, su base mensile, raggiungendo i 37,81 dollari a settembre 2026. Questo dato è inferiore alle previsioni di mercato dello 0,3%.
- Nike: l’azienda cede il 4,9% dopo aver registrato ricavi inferiori alle attese del consenso Lseg nel primo trimestre fiscale. La società ha comunicato che le vendite sono diminuite del 4%, citando il calo dell'attività in Cina. Ha inoltre annunciato l'intenzione di procedere a licenziamenti nel 2027.
- Tesla: le consegne di Tesla nel terzo trimestre hanno superato le aspettative di Wall Street, attestandosi a 486.532 unità contro le 461.100 previste. Il titolo sale del 4,8%
- On Semiconductor e Synaptics: le due società salgono, rispettivamente, del 5,3% e del 14,4% dopo le indiscrezioni secondo cui On Semiconductor acquisirà Synaptics per 123 dollari per azione in contanti. Il valore dell'operazione è ora pari a 5,7 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 7 miliardi previsti dall'accordo.
- Nexalin Technology: il titolo cede il 26% dopo che ieri la società ha annunciato un accordo decennale di distribuzione e produzione con Inovanexa Medical Technologies. L'intesa prevede l'approvazione del dispositivo di neurostimolazione Nexalin Sync per la distribuzione in sette Paesi del Sud America.
Le borse Usa aprono in rialzo: Dow Jones +0,7%, S&P 500 +0,9% e Nasdaq +1,4%. I mercati sono sostenuti dall’occupazione più basse delle aspettative, dal calo del prezzo del petrolio e dalla diminuzione dei rendimenti dei Treasury.
Il rapporto sui salari non agricoli di settembre ha mostrato un aumento di 29.000 posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti, inferiore alle aspettative, con un tasso di disoccupazione salito al 4,2%. Il consenso del Dow Jones prevedeva una crescita dell’occupazione di 84.000 unità e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Il rapporto arriva mentre gli operatori di mercato stanno rivalutando le prossime mosse della Federal Reserve. Le contrattazioni sui future sui tassi di interesse della Fed suggeriscono una probabilità del 72% che la banca centrale mantenga i tassi invariati a ottobre.
«I dati odierni suggeriscono pazienza, non panico», ha scritto venerdì Seema Shah, responsabile della strategia globale presso Principal Asset Management. «La Fed ha bisogno di constatare una riaccelerazione dell’inflazione, non solo una ripresa della crescita, per giustificare un ulteriore aumento dei tassi quest’anno». Comunque, secondo il CME FedWatch Tool, le ultime contrattazioni sui future sui tassi di interesse della Federal Reserve indicano una probabilità dell'86% che la banca centrale mantenga i tassi invariati nella riunione del 27-28 ottobre. Si tratta di un aumento rispetto alla probabilità di circa il 76% registrata solo il giorno precedente.
In questo contesto il Treasury decennale si attesta al 5,21% e il trentennale al 5,59%.
Con il calo dei rendimenti, tornano a salire i titoli tech: Intel (+3%), Broadcom (+3%), Marvell (+3%), Nvidia (+2,6%) e Meta (+0,8%).
Sul fronte geopolitico, l'Unione europea «respinge categoricamente» la minaccia avanzata dagli Stati Uniti di vietare le esportazioni di gasolio se l'Europa non rilascerà una maggiore quantità delle sue scorte di carburante. Intanto, il presidente francese Emmanuel Macron presiederà una videoconferenza con i suoi omologhi del G7 nelle prossime ore per discutere possibili misure riguardanti l'offerta globale di petrolio greggio e prodotti raffinati. Inoltre, il presidente Trump ha dichiarato che l'accordo tra Stati Uniti e Corea del Sud si è ampliato fino a includere 8,4 miliardi di dollari per un progetto di recupero petrolifero. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 89 dollari (-4,1%) e il Brent a 99 dollari (-2,9%).
La retribuzione oraria media di tutti i dipendenti del settore privato non agricolo statunitense è aumentata di 5 centesimi, ovvero dello 0,1%, su base mensile, raggiungendo i 37,81 dollari a settembre 2026. Questo dato è inferiore alle previsioni di mercato dello 0,3%.
- Nike: l’azienda cede il 5,6% dopo aver registrato ricavi inferiori alle attese del consenso Lseg nel primo trimestre fiscale. La società ha comunicato che le vendite sono diminuite del 4%, citando il calo dell'attività in Cina. Ha inoltre annunciato l'intenzione di procedere a licenziamenti nel 2027.
- On Semiconductor e Synaptics: le due società salgono, rispettivamente, del 5,6% e del 13,7% dopo le indiscrezioni secondo cui On Semiconductor acquisirà Synaptics per 123 dollari per azione in contanti. Il valore dell'operazione è ora pari a 5,7 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 7 miliardi previsti dall'accordo.
- Nexalin Technology: il titolo cede il 28,2% dopo che ieri la società ha annunciato un accordo decennale di distribuzione e produzione con Inovanexa Medical Technologies. L'intesa prevede l'approvazione del dispositivo di neurostimolazione Nexalin Sync per la distribuzione in sette Paesi del Sud America.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in rialzo: quelli sul Dow Jones guadagnano lo 0,5%, sull’S&P 500 lo 0,5% e sul Nasdaq lo 0,7%.
Il rapporto sui salari non agricoli di settembre ha mostrato un aumento di 29.000 posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti, inferiore alle aspettative, con un tasso di disoccupazione salito al 4,2%. Il consenso del Dow Jones prevedeva una crescita dell’occupazione di 84.000 unità e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Il rapporto arriva mentre gli operatori di mercato stanno rivalutando le prossime mosse della Federal Reserve. Le contrattazioni sui future sui tassi di interesse della Fed suggeriscono una probabilità del 72% che la banca centrale mantenga i tassi invariati a ottobre.
Per quanto riguarda i Titoli di Stato, il T-bond decennale si attesta al 5,18% e il trentennale al 5,57%.
Sul fronte geopolitico, l'Unione Europea ha «respinto categoricamente» la richiesta degli Stati Uniti di rilasciare le scorte di gasolio di emergenza, dato che il prezzo del carburante è alle stelle in America e altrove a causa della guerra con l'Iran. Intanto, il presidente francese Emmanuel Macron presiederà una videoconferenza con i suoi omologhi del G7 nelle prossime ore per discutere possibili misure riguardanti l'offerta globale di petrolio greggio e prodotti raffinati. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 89,5 dollari (-3,5%) e il Brent a 99,5 dollari (-2,6%)
Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM sottolinea «quanto sia relativamente contenuto il grado di superamento dell'obiettivo di inflazione del 2% della Fed, se confrontato con i tassi di inflazione superiori all'8% raggiunti durante lo shock energetico del 2022. Pertanto, sebbene l'inflazione rimanga elevata, sembra davvero esserci poco motivo per cui i responsabili della politica monetaria debbano farsi prendere dal panico». L'esperto ritiene che «il Fomc alzerà i tassi a dicembre e nuovamente nel primo trimestre del prossimo anno. Tuttavia, entro la prossima primavera, l'inflazione headline statunitense dovrebbe scendere dall'attuale livello compreso tra il 3% e il 4% verso la fascia alta del 2%. Di conseguenza, non vediamo particolari ragioni per cui la Fed debba continuare ad aumentare i tassi oltre quel punto, in assenza di ulteriori shock o sorprese nei dati. In questo scenario, prevediamo un numero di rialzi dei tassi inferiore rispetto a quello attualmente scontato dai mercati dei futures».
«Dopo il rialzo» dei tassi della Fed «di settembre, il mercato aveva iniziato a prezzare con forza un altro intervento già a ottobre. Negli ultimi giorni questa probabilità si è ridotta parecchio dopo il Pce più moderato e i commenti più prudenti della Fed. Goldman Sachs e Barclays vedono ora ottobre come una pausa e dicembre come la finestra più probabile per un eventuale nuovo rialzo. Il dato di oggi può riaprire il dibattito, ma per cambiare davvero il quadro servirebbe probabilmente una sorpresa importante», afferma infine il team di Gamma Capital Markets.
- Nike: l’azienda cede l’8,1% nel premercato dopo aver registrato ricavi inferiori alle attese del consenso Lseg nel primo trimestre fiscale. La società ha comunicato che le vendite sono diminuite del 4%, citando il calo dell'attività in Cina. Ha inoltre annunciato l'intenzione di procedere a licenziamenti nel 2027.
- On Semiconductor e Synaptics: le due società salgono, rispettivamente, del 7,7% e del 14,6% dopo le indiscrezioni secondo cui On Semiconductor acquisirà Synaptics per 123 dollari per azione in contanti. Il valore dell'operazione è ora pari a 5,7 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 7 miliardi previsti dall'accordo.
- Nexalin Technology: il titolo cede il 21,2% dopo che ieri la società ha annunciato un accordo decennale di distribuzione e produzione con Inovanexa Medical Technologies. L'intesa prevede l'approvazione del dispositivo di neurostimolazione Nexalin Sync per la distribuzione in sette Paesi del Sud America. (riproduzione riservata)