La diretta da Wall Street | Borse Usa deboli, Nasdaq -0,9%. Il rendimento del T-bond ai massimi da 19 anni
La diretta da Wall Street | Borse Usa deboli, Nasdaq -0,9%. Il rendimento del T-bond ai massimi da 19 anni
Trump dichiarato che «sconfiggeremo l'Iran molto presto» e i prezzi del carburante crolleranno. Ma intanto il petrolio Wti sale dello 0,4% a 92,80 dollari al barile

di Gaia Difraia (MF-newswires) e Alessandro Rigamonti   28/09/2026 14:49

Ftse Mib
51.759,90 17.40.00

-0,21%

Dax 30
25.374,42 23.30.17

-0,13%

Dow Jones
51.481,51 22.57.10

-0,67%

Nasdaq
26.820,38 23.30.00

-0,92%

Euro/Dollaro
1,1371 23.24.51

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Spread
94,58 17.30.02

+2,30

Wall Street chiude in ribasso mentre i rendimenti dei titoli di Stato Usa continuano a salire: Dow Jones -0,7%, S&P500 -0,8%, Nasdaq -0,9%. Secondo Tradeweb, il rendimento del titolo del Tesoro Usa a 10 anni ha chiuso al 5,241%, ai massimi degli ultimi 19 anni, in rialzo rispetto al 5,18% di venerdì. Intanto Donald Trump ha dichiarato che «sconfiggeremo l'Iran molto presto» e i prezzi del carburante crolleranno. Il Wti, intanto, sale dello 0,4% a 92,80 dollari al barile.

Ore 20:10 Borse Usa ancora in calo, il Treasury decennale raggiunge il 5,27%

A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa restano in calo: Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq -0,6%. Nonostante il petrolio sia tornato ai livelli di inizio giornata, i mercati restano appesantiti dagli alti rendimenti dei Treasury.

Sul fronte geopolitico, i futures legati al petrolio hanno subito un calo dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato di essere disposto ad allentare le sanzioni contro l’Iran in cambio di «progressi concreti» su un piano per ridurre le iniziative nucleari della Repubblica islamica, secondo quanto riportato dalla CNN. Inoltre, l'Arabia Saudita starebbe aumentando i flussi attraverso il suo oleodotto strategico Est-Ovest dopo i lavori di riparazione. In questo contresto, il Wti viene scambiato a 92,5 dollari (invariato) e il Brent a 105 dollari (+0,7%).

Per quanto riguarda i Treasury, i rendimenti continuano a salire, raggiungendo i massimi pluriennali: il rendimento del T-bond decennale è al 5,23% (+0,07%) e quelli del trentennale è al 5,55% (+0,05%). 

Ore 18:30 Borse Usa in calo: Nasdaq -0,5%. Il Treasury decennale raggiunge il 5,27%

A metà seduta le borse Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones cede lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,5%. I mercati risentono del rialzo dei rendimenti dei Treasury e della crescita del prezzo del petrolio.

Sul fronte geopolitico, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il suo Paese è aperto alla «vera diplomazia», ma pronto ad affrontare qualsiasi nuovo attacco statunitense, anche a costo di una «guerra apocalittica». Nel mentre, il presidente Usa Donald Trump ha respinto un accordo di pace proposto dall'Iran per risolvere il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Isna, Araghchi, insieme a una delegazione iraniana, incontrerà i mediatori coinvolti nei negoziati con gli Stati Uniti. Non sono previsti negoziati diretti con Washington, ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. In questo contesto, il Wti viene scambiato a 94,5 dollari (+2,4%) e il Brent a 107 dollari (+2,7%).

«La tesi di una crescita più solida e di persistenti pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti sarà messa alla prova questa settimana sia dalla raffica di dati sul mercato del lavoro di settembre sia dal rapporto sull'inflazione Pce di agosto. Il fatto che i mercati prezzino più di tre rialzi dei tassi, con un tasso terminale della Fed vicino al 5%, ci sembra eccessivo, ma riconosciamo che la forte pressione di vendita sui mercati obbligazionari rende generalmente difficile assumere una posizione contraria alla tendenza», afferma Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury.

Con il conflitto con l'Iran ancora lontano dal mostrare concrete prospettive di soluzione, «la Fed che ha dissipato i dubbi sulla propria indipendenza e il preoccupante contesto di un selloff obbligazionario globale, il dollaro sembra aver ritrovato stabilità. Un altro solido report sull'occupazione venerdì fornirebbe ulteriore sostegno al dollaro, poiché potrebbe essere sufficiente a far pendere la bilancia a favore di un secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della Fed nella riunione di ottobre», conclude l'esperto.

Per quanto riguarda i Treasury, i rendimenti continuano a salire, raggiungendo i massimi pluriennali: il rendimento del T-bond decennale è al 5,27% (+0,1%) e quelli del trentennale è al 5,57% (+0,07%). Gli investitori prevedono che l'aumento dei prezzi dell'energia possa esercitare ulteriore pressione sull'inflazione e aumentare la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi. I principali dati economici in uscita questa settimana, tra cui l'indice Pce e il rapporto sull'occupazione, forniranno ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense. I mercati attualmente prezzano una probabilità di circa il 65% di un aumento dei tassi da parte della Fed a ottobre e una probabilità del 53% di una mossa simile a dicembre.

«A nostro avviso, la recente volatilità dei prezzi del petrolio e dei tassi di interesse suggerisce che i mercati si stiano avviando verso una nuova normalità, piuttosto che verso una situazione di maggiore volatilità e significativi rischi al ribasso», ha dichiarato l’analista di Oppenheimer John Stoltzfus in una nota ai clienti. Anche secondo l’economista Mohamed El-Erian, i rendimenti dei titoli del Tesoro probabilmente rimarranno elevati anche se la guerra con l’Iran dovesse concludersi e i prezzi del petrolio dovessero scendere.

Per quanto riguarda il settore tech, i titoli dei chip sono in calo a causa del probabile rialzo dei tassi da parte della Fed: Amd -3,5%, Micron -2,6%, Amazon -1,1% e Microsoft -0,8%. Gli analisti di Deutsche Bank ritengono che il rally dei titoli tecnologici, iniziato a fine luglio, abbia ancora margini di crescita: «I titoli mega-cap growth (Mcg) e tecnologici sono saliti del 14% dalla fine di luglio, raggiungendo un nuovo massimo storico», hanno scritto Parag Thatte e Deutsche Bank in una nota ai clienti. «Il resto dell’S&P 500 è in calo del 3% da allora, con una flessione del 5,5% nelle ultime 5 settimane. La sovraperformance relativa di Mcg e del settore tecnologico si è spinta fino alla metà superiore del suo canale di tendenza di lungo periodo, ma non ha ancora raggiunto il vertice».

I titoli da tenere d’occhio

- Meta Platforms: il titolo cede il 3,8%, dopo aver guadagnato quasi il 13% la scorsa settimana sulla scia di una serie di annunci legati al suo agente personale di intelligenza artificiale Muse. Il calo di Meta arriva mentre i titoli legati all'intelligenza artificiale sono complessivamente in ribasso.

- Nvidia: il colosso tech sale del 3,1%, mentre i produttori di chip sono complessivamente in calo. La società ha annunciato nella giornata di oggi un nuovo software per la sicurezza dell'intelligenza artificiale e un aumento di 150 miliardi di dollari del programma di riacquisto di azioni proprie, mentre altri produttori di chip, iniziano la settimana in perdita.

- Newmont: la società mineraria aurifera cede il 3,5% a causa del calo del prezzo dell’oro (-3,3%). Gli alti rendimenti obbligazionari stanno indebolendo le attività che non fruttano interessi.

- Titoli energetici: i prezzi elevati del petrolio statunitense stanno spingendo le società energetiche come Exxon Mobil (+0,9%) e Chevron (+0,9%).

- Compagnie aeree: l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto scendere le quotazioni delle principali compagnie aeree, mentre gli investitori valutavano le implicazioni sui costi del carburante per aerei. United Airlines cede l’1,6%, American Airlines l’1,6%, Southwest Airlines lo 0,3% e Delta Air Lines lo 0,9%.

- Boeing: la società potrebbe dover fare i conti con un altro problema al 737 Max, il suo modello di punta, già in passato oggetto di controlli da parte delle autorità. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il colosso dell'aviazione statunitense avrebbe rilevato un difetto del software del velivolo che potrebbe causare malfunzionamenti del sistema di navigazione e creare potenziali rischi per la sicurezza durante le fasi di atterraggio. Il titolo perde il 5%.

- Roblox: secondo Jefferies, i guadagni nei mercati statunitense e canadese impiegheranno più tempo del previsto a concretizzarsi. Il titolo perde il 5,9%. La società di investimento ha declassato Roblox da «hold» a «underperform». Ha inoltre fissato un prezzo obiettivo di 38 dollari per azione, il che implica un potenziale ribasso del 18% rispetto alla chiusura di venerdì.

- Bitcoin: la criptovaluta tratta in calo dello 0,5% e si attesta a 84mila dollari. Il titolo è penalizzato dai rinnovati timori geopolitici e dalle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse negli Stati Uniti, che hanno indebolito il sentiment degli investitori su un asset che non offre rendimenti. Alcuni analisti, tuttavia, non si aspettano che i guadagni della scorsa settimana vengano completamente cancellati. «Considereremmo un arretramento verso gli 80.000 dollari come un'opportunità di accumulo piuttosto che come il fallimento del breakout», afferma Colin Basco di Coinbase Institutional.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in rosso. Trump respinge l’accordo di pace con l’Iran e il Brent supera i 106 dollari

Le borse Usa aprono la nuova settimana in rosso: Dow Jones -0,6%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq -0,5%. Il rialzo del petrolio e il sell off sui Treasury stanno pesando sui listini americani.

Sul fronte geopolitico, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il suo Paese è aperto alla «vera diplomazia», ma pronto ad affrontare qualsiasi nuovo attacco statunitense, anche a costo di una «guerra apocalittica». Nel mentre, il presidente Usa Donald Trump ha respinto un accordo di pace proposto dall'Iran per risolvere il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. In questo contesto, il Wti viene scambiato a 94,5 dollari (+2,1%) e il Brent a 106 dollari (+1,8%).

«La tesi di una crescita più solida e di persistenti pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti sarà messa alla prova questa settimana sia dalla raffica di dati sul mercato del lavoro di settembre sia dal rapporto sull'inflazione Pce di agosto. Il fatto che i mercati prezzino più di tre rialzi dei tassi, con un tasso terminale della Fed vicino al 5%, ci sembra eccessivo, ma riconosciamo che la forte pressione di vendita sui mercati obbligazionari rende generalmente difficile assumere una posizione contraria alla tendenza», afferma Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury.

Con il conflitto con l'Iran ancora lontano dal mostrare concrete prospettive di soluzione, «la Fed che ha dissipato i dubbi sulla propria indipendenza e il preoccupante contesto di un selloff obbligazionario globale, il dollaro sembra aver ritrovato stabilità. Un altro solido report sull'occupazione venerdì fornirebbe ulteriore sostegno al dollaro, poiché potrebbe essere sufficiente a far pendere la bilancia a favore di un secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della Fed nella riunione di ottobre», conclude l'esperto.

Per quanto riguarda i Treasury, i rendimenti continuano a salire, raggiungendo i massimi pluriennali: il rendimento del T-bond decennale è al 5,24% (+0,07%) e quelli del trentennale è al 5,55% (+0,05%). Gli investitori prevedono che l'aumento dei prezzi dell'energia possa esercitare ulteriore pressione sull'inflazione e aumentare la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi. I principali dati economici in uscita questa settimana, tra cui l'indice Pce e il rapporto sull'occupazione, forniranno ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense. I mercati attualmente prezzano una probabilità di circa il 66% di un aumento dei tassi da parte della Fed a ottobre.

«A nostro avviso, la recente volatilità dei prezzi del petrolio e dei tassi di interesse suggerisce che i mercati si stiano avviando verso una nuova normalità, piuttosto che verso una situazione di maggiore volatilità e significativi rischi al ribasso», ha dichiarato l’analista di Oppenheimer John Stoltzfus in una nota ai clienti. Anche secondo l’economista Mohamed El-Erian, i rendimenti dei titoli del Tesoro probabilmente rimarranno elevati anche se la guerra con l’Iran dovesse concludersi e i prezzi del petrolio dovessero scendere.

I titoli da tenere d’occhio

- Meta Platforms: il titolo cede il 3%, dopo aver guadagnato quasi il 13% la scorsa settimana sulla scia di una serie di annunci legati al suo agente personale di intelligenza artificiale Muse. Il calo di Meta arriva mentre i titoli legati all'intelligenza artificiale sono complessivamente in ribasso.

- Nvidia: il colosso dei chip sale del 2,9%, mentre i produttori di chip sono complessivamente in calo, con i titoli tecnologici in ribasso a inizio settimana e l'Etf iShares Semiconductor giù dello 0,5%. La società ha annunciato nella giornata di oggi un nuovo software per la sicurezza dell'intelligenza artificiale e un aumento di 150 miliardi di dollari del programma di riacquisto di azioni proprie, mentre altri produttori di chip, iniziano la settimana in perdita.

- Newmont: la società mineraria aurifera cede il 4,6% a causa del calo del prezzo dell’oro (-3,3%). Gli alti rendimenti obbligazionari stanno indebolendo le attività che non fruttano interessi.

- Titoli energetici: i prezzi elevati del petrolio statunitense stanno spingendo le società energetiche come Occidental Petroleum (+0,8%), ConocoPhillips (+0,4%), Exxon Mobil (+1,3%) e Chevron (+1,1%).

- Compagnie aeree: l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto scendere le quotazioni delle principali compagnie aeree, mentre gli investitori valutavano le implicazioni sui costi del carburante per aerei. United Airlines cede il 3,6%, American Airlines il 3,3%, Southwest Airlines il 3% e Delta Air Lines il 3%.

- Roblox: secondo Jefferies, i guadagni nei mercati statunitense e canadese impiegheranno più tempo del previsto a concretizzarsi. Il titolo perde l’8,1%. La società di investimento ha declassato Roblox da «hold» a «underperform». Ha inoltre fissato un prezzo obiettivo di 38 dollari per azione, il che implica un potenziale ribasso del 18% rispetto alla chiusura di venerdì.

- Bitcoin: la criptovaluta tratta in calo dell’1,8% e si attesta a 83.500 dollari. Il titolo è penalizzato dai rinnovati timori geopolitici e dalle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse negli Stati Uniti, che hanno indebolito il sentiment degli investitori su un asset che non offre rendimenti. Alcuni analisti, tuttavia, non si aspettano che i guadagni della scorsa settimana vengano completamente cancellati. «Considereremmo un arretramento verso gli 80.000 dollari come un'opportunità di accumulo piuttosto che come il fallimento del breakout», afferma Colin Basco di Coinbase Institutional.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa in calo. Sui mercati pesano il caro petrolio e i rendimenti dei Treasury in rialzo 

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones perdono lo 0,4%, sull’S&P 500 lo 0,3% e sul Nasdaq lo 0,5%. I mercati subiscono la nuova impennata del prezzo del petrolio e l’elevato rendimento dei Treasury.

Per gli strategist di Mps, «la settimana passata è stata positiva per i mercati azionari (S&P500 +1,2%, Eurostoxx +0,8%) e negativa per tutto il complesso obbligazionario, con rialzi dei rendimenti particolarmente forti per i Treasury e gli spread di credito che hanno registrato la prima vera fase di allargamento da fine luglio. «Durante il fine settimana il quadro Usa-Iran è rimasto invariato, con l'Iran che insiste sulle sue condizioni per riprendere le negoziazioni e Trump che non è disposto a concederle ma che allo stesso tempo ha segnalato che i colloqui proseguiranno questa settimana».

Sul fronte geopolitico, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il suo Paese è aperto alla «vera diplomazia», ma pronto ad affrontare qualsiasi nuovo attacco statunitense, anche a costo di una «guerra apocalittica». Nel mentre, il presidente Usa Donald Trump ha respinto un accordo di pace proposto dall'Iran per risolvere il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. In questo contesto, il Wti viene scambiato a 95 dollari (+3,1%) e il Brent a 107 dollari (+2,9%).

«La tesi di una crescita più solida e di persistenti pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti sarà messa alla prova questa settimana sia dalla raffica di dati sul mercato del lavoro di settembre sia dal rapporto sull'inflazione Pce di agosto. Il fatto che i mercati prezzino più di tre rialzi dei tassi, con un tasso terminale della Fed vicino al 5%, ci sembra eccessivo, ma riconosciamo che la forte pressione di vendita sui mercati obbligazionari rende generalmente difficile assumere una posizione contraria alla tendenza», afferma Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury.

Con il conflitto con l'Iran ancora lontano dal mostrare concrete prospettive di soluzione, «la Fed che ha dissipato i dubbi sulla propria indipendenza e il preoccupante contesto di un selloff obbligazionario globale, il dollaro sembra aver ritrovato stabilità. Un altro solido report sull'occupazione venerdì fornirebbe ulteriore sostegno al dollaro, poiché potrebbe essere sufficiente a far pendere la bilancia a favore di un secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della Fed nella riunione di ottobre», conclude l'esperto.

Per quanto riguarda i Treasury, i rendimenti continuano a salire, raggiungendo i massimi pluriennali: il rendimento del T-bond decennale è al 5,21% (+0,05%) e quelli del trentennale è al 5,53% (+0,03%). Gli investitori prevedono che l'aumento dei prezzi dell'energia possa esercitare ulteriore pressione sull'inflazione e aumentare la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi. I principali dati economici in uscita questa settimana, tra cui l'indice Pce e il rapporto sull'occupazione, forniranno ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense. I mercati attualmente prezzano una probabilità di circa il 66% di un aumento dei tassi da parte della Fed a ottobre.

I titoli da tenere d’occhio

- Meta Platforms cede l’1,7% prima dell'apertura dei mercati, dopo aver guadagnato quasi il 13% la scorsa settimana sulla scia di una serie di annunci legati al suo agente personale di intelligenza artificiale Muse. Il calo di Meta lunedì arriva mentre i titoli legati all'intelligenza artificiale sono complessivamente in ribasso.

- Nvidia sale dell'1,9% nel premarket, mentre i produttori di chip sono complessivamente in calo, con i titoli tecnologici in ribasso a inizio settimana e l'Etf iShares Semiconductor in calo dell'1,9%. La società ha annunciato nella giornata di oggi un nuovo software per la sicurezza dell'intelligenza artificiale e un aumento di 150 miliardi di dollari del programma di riacquisto di azioni proprie, mentre altri produttori di chip, iniziano la settimana in perdita. (riproduzione riservata)