La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono in rosso. Sui mercati pesano gli aumenti di petrolio e dei Treasury
La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono in rosso. Sui mercati pesano gli aumenti di petrolio e dei Treasury
Gli Houthi minacciano il Mar Rosso e il greggio continua a salire. I prezzi alla produzione aumentano oltre le stime e il T-bond decennale supera il 4,9%

di Ester Di Lollo (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti  10/09/2026 14:59

Ftse Mib
51.816,48 17.03.39

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Dax 30
25.383,47 17.03.45

-0,75%

Dow Jones
52.156,56 17.08.53

-0,43%

Nasdaq
26.138,14 17.03.50

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Euro/Dollaro
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Spread
90,16 17.13.24

+4,86

Le borse Usa aprono in rosso: Dow Jones -0,3%, S&P 500 -0,6% e Nasdaq -0,8%. I mercati subiscono il prezzo del petrolio schizzato oltre i 100 dollari e l’aumento dei rendimenti dei Treasury, che hanno raggiunto i livelli più alti dall’ottobre 2023.

Sul fronte geopolitico, i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno preso il controllo del porto di Mocha. Questo implica il controllo anche dello Stretto di Bab al-Mandeb, che conferisce agli Houthi la possibilità di monitorare il commercio internazionale. Lo Stretto è responsabile del 10-12% del commercio globale. Intanto l’Arabia Saudita avrebbe lanciato oltre 40 raid aerei contro gli Houthi, in seguito agli attacchi contro i propri impianti impianti petroliferi. In questo contesto, il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 100 dollari al barile (+3,8%) e il Brent a 105 dollari (+3,6%). Sul greggio pesano anche gli aumenti degli acquisti in Asia.

I prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% su base mensile ad agosto 2026, dopo un incremento rivisto al rialzo dello 0,1% a luglio. Si tratta del maggiore aumento degli ultimi tre mesi, trainato da un balzo dell'1,1% dei prezzi dei beni dopo i cali registrati nei due mesi precedenti, con il gasolio in aumento del 24,1%. Su base annua, l'inflazione alla produzione è accelerata al 5,4% dal 4,8%, leggermente al di sopra delle previsioni del 5,3%. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,2% su base mensile e del 4,6% su base annua, rispetto allo 0,3% e al 4,3% rispettivamente del mese precedente e alle previsioni dello 0,3% e del 4,6%.

Il rapporto precede la pubblicazione, prevista per domani, dell’indice dei prezzi al consumo. Entrambi gli indicatori confluiscono nel principale indicatore di inflazione della Fed, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, che non verrà pubblicato prima della votazione sui tassi di interesse della Banca centrale, prevista per il 16 settembre.

L’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro ha mantenuto sotto pressione il mercato azionario statunitense dopo che il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il riacquisto di titoli di debito a lungo termine per un valore massimo di 6 miliardi di dollari , il triplo rispetto alla norma. Il decennale ha toccato il 4,9%. «L’entità di questo programma rimane ben al di sotto di quanto sarebbe necessario per influenzare in modo significativo i rendimenti a lungo termine», ha affermato Tobin Marcus, responsabile della politica e delle politiche statunitensi presso Wolfe Research.

«La pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione è stata inconcludente, in quanto non aiuta a risolvere la questione di un eventuale aumento o meno dei tassi da parte della Fed la prossima settimana, ma il ritorno dei prezzi del petrolio Wti sopra i 100 dollari e il raggiungimento di nuovi massimi da parte dei rendimenti dei titoli del Tesoro stanno certamente aumentando la pressione sugli investitori in vista del cruciale rapporto sull’inflazione di domani», ha scritto Stephen Coltman, responsabile macro di 21shares. Secondo il CME FedWatch Tool, c’è una probabilità del 74% di un aumento di un quarto di punto percentuale dei tassi d’interesse al termine della riunione della prossima settimana.

Il rischio di un rialzo dei tassi d’interesse ha causato il calo dei titoli dei semiconduttori, che sono quelli che necessitano maggiore liquidità: Micron cede il 3,2% e Intel il 3,9%.

Il fronte macro

Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità rispetto al mese precedente, attestandosi a 206.000 nella prima settimana di settembre 2026. Il dato è in linea con le aspettative di 205.000 e conferma il trend di bassi livelli di richieste registrato a metà luglio. Le richieste di sussidi continuative, un indicatore della disoccupazione in essere negli Stati Uniti, sono diminuite di 1.000 unità, raggiungendo quota 1.774.000 nell'ultima settimana di agosto, al di sotto delle aspettative di 1.780.000.

I titoli da tenere d’occhio

- Macy’s: il grande magazzino ha registrato un fatturato superiore alle attese nel secondo trimestre e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno in termini di vendite nette, vendite comparabili e utili per azione. Nonostante questo, le azioni scendono dell’1,8%.

- Meta: la società madre di Facebook e Instagram scendo dello 0,8% nonostante l’upgrade da parte di JPMorgan. La società vede un «significativo potenziale di crescita» con il lancio dei modelli e dei prodotti di intelligenza artificiale di Meta.

- Apple: la big tech sale dello 0,9% il giorno dopo aver presentato il suo iPhone pieghevole e altri prodotti.

AeroVironment: il titolo guadagna il 6,2% dopo i conti del primo trimestre. Il produttore statunitense di tecnologia aerospaziale, per la difesa e la robotica ha riportato una perdita netta di 5,1 milioni di dollari, rispetto a un rosso di 67,4 milioni di dollari nei primi tre mesi dell'anno fiscale 2026.

- Novartis: il titolo della casa farmaceutica svizzera sale dello 0,7% dopo che Reuters ha riportato la richiesta di un importante azionista di rinnovare il consiglio di amministrazione di Novartis per migliorare la governance aziendale.

- America Eagle Outfitters: il rivenditore di abbigliamento per adolescenti perde il 12,9%. Le vendite comparabili di American Eagle nel secondo trimestre sono diminuite dell'1%, contro le previsioni degli analisti che stimavano un calo dello 0,6%. L’azienda ha previsto un utile operativo per il trimestre in corso compreso tra 110 e 115 milioni di dollari, contro la stima media di StreetAccount di 124,3 milioni di dollari.

- Navan: il produttore della piattaforma software specializzata in viaggi e spese aziendali scende del 19,5%. Navan ha pubblicato utili rettificati per il secondo trimestre pari a 5 centesimi per azione, superando di poco i 4 centesimi per azione previsti dagli analisti, secondo FactSet. Navan ha anche annunciato l’acquisizione della piattaforma per eventi BoomPop, ma i termini finanziari non sono stati resi noti.

- Cooper Companies: il titolo del produttore di dispositivi medici scende del 16,5% dopo che le proiezioni per il quarto trimestre si sono rivelate inferiori alle stime degli analisti. Cooper prevede un fatturato compreso tra 1,057 e 1,08 miliardi di dollari e un utile rettificato per azione tra 1,05 e 1,09 dollari. Il consenso degli analisti di LSEG prevedeva un fatturato di 1,11 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,19 dollari.

Ore 14:45 Futures sulle borse Usa in calo: salgono i rendimenti dei Treasury e il petrolio supera i 100 dollari

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in rosso: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,1%, quelli sull’S&P 500 lo 0,3% e quelli sul Nasdaq lo 0,8%. Sui mercati pesano gli aumenti del prezzo del petrolio e dei rendimenti dei Treasury. Quest’ultimi sono stati spinti al rialzo anche dall’incremento dei prezzi alla produzione.

Sul fronte geopolitico, i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno preso il controllo del porto di Mocha. Questo implica il controllo anche dello Stretto di Bab al-Mandeb, che conferisce agli Houthi la possibilità di monitorare il commercio internazionale. Lo Stretto è responsabile del 10-12% del commercio globale. Intanto l’Arabia Saudita avrebbe lanciato oltre 40 raid aerei contro gli Houthi, in seguito agli attacchi contro i propri impianti impianti petroliferi. In questo contesto, il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 100,5 dollari al barile (+4,6%) e il Brent a 105,5 dollari (+4,3%).

I prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% su base mensile ad agosto 2026, dopo un incremento rivisto al rialzo dello 0,1% a luglio. Si tratta del maggiore aumento degli ultimi tre mesi, trainato da un balzo dell'1,1% dei prezzi dei beni dopo i cali registrati nei due mesi precedenti, con il gasolio in aumento del 24,1%. Su base annua, l'inflazione alla produzione è accelerata al 5,4% dal 4,8%, leggermente al di sopra delle previsioni del 5,3%. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,2% su base mensile e del 4,6% su base annua, rispetto allo 0,3% e al 4,3% rispettivamente del mese precedente e alle previsioni dello 0,3% e del 4,6%.

Il rapporto precede la pubblicazione, prevista per domani, dell’indice dei prezzi al consumo. Entrambi gli indicatori confluiscono nel principale indicatore di inflazione della Fed, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, che non verrà pubblicato prima della votazione sui tassi di interesse della Banca centrale, prevista per il 16 settembre.

L’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro ha mantenuto sotto pressione il mercato azionario statunitense dopo che il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il riacquisto di titoli di debito a lungo termine per un valore massimo di 6 miliardi di dollari , il triplo rispetto alla norma. Il decennale ha toccato il 4,9%. «L’entità di questo programma rimane ben al di sotto di quanto sarebbe necessario per influenzare in modo significativo i rendimenti a lungo termine», ha affermato Tobin Marcus, responsabile della politica e delle politiche statunitensi presso Wolfe Research.

Il fronte macro

Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità rispetto al mese precedente, attestandosi a 206.000 nella prima settimana di settembre 2026. Il dato è in linea con le aspettative di 205.000 e conferma il trend di bassi livelli di richieste registrato a metà luglio. Le richieste di sussidi continuative, un indicatore della disoccupazione in essere negli Stati Uniti, sono diminuite di 1.000 unità, raggiungendo quota 1.774.000 nell'ultima settimana di agosto, al di sotto delle aspettative di 1.780.000.

I titoli da tenere d’occhio

- Macy’s: il grande magazzino ha registrato un fatturato superiore alle attese nel secondo trimestre e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno in termini di vendite nette, vendite comparabili e utili per azione. Nonostante questo, le azioni scendono del 3,2%.

- Meta: la società madre di Facebook e Instagram scendo dello 0,2% nonostante l’upgrade da parte di JPMorgan. La società vede un «significativo potenziale di crescita» con il lancio dei modelli e dei prodotti di intelligenza artificiale di Meta.

- Apple: la big tech sale dello 0,6% il giorno dopo aver presentato il suo iPhone pieghevole e altri prodotti.

AeroVironment: il titolo guadagna il 4,2% dopo i conti del primo trimestre. Il produttore statunitense di tecnologia aerospaziale, per la difesa e la robotica ha riportato una perdita netta di 5,1 milioni di dollari, rispetto a un rosso di 67,4 milioni di dollari nei primi tre mesi dell'anno fiscale 2026.

- Novartis: il titolo della casa farmaceutica svizzera sale dello 0,2% dopo che Reuters ha riportato la richiesta di un importante azionista di rinnovare il consiglio di amministrazione di Novartis per migliorare la governance aziendale.

- America Eagle Outfitters: il rivenditore di abbigliamento per adolescenti perde il 14,9%. Le vendite comparabili di American Eagle nel secondo trimestre sono diminuite dell'1%, contro le previsioni degli analisti che stimavano un calo dello 0,6%. L’azienda ha previsto un utile operativo per il trimestre in corso compreso tra 110 e 115 milioni di dollari, contro la stima media di StreetAccount di 124,3 milioni di dollari.

- Navan: il produttore della piattaforma software specializzata in viaggi e spese aziendali scende del 15,5%. Navan ha pubblicato utili rettificati per il secondo trimestre pari a 5 centesimi per azione, superando di poco i 4 centesimi per azione previsti dagli analisti, secondo FactSet. Navan ha anche annunciato l’acquisizione della piattaforma per eventi BoomPop, ma i termini finanziari non sono stati resi noti.

- Cooper Companies: il titolo del produttore di dispositivi medici scende del 17,9% dopo che le proiezioni per il quarto trimestre si sono rivelate inferiori alle stime degli analisti. Cooper prevede un fatturato compreso tra 1,057 e 1,08 miliardi di dollari e un utile rettificato per azione tra 1,05 e 1,09 dollari. Il consenso degli analisti di LSEG prevedeva un fatturato di 1,11 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,19 dollari. (riproduzione riservata)