La diretta da Wall Street | Borse Usa poco mosse in attesa di Alphabet. Via libera all’operazione Paramount-Warner Bros
La diretta da Wall Street | Borse Usa poco mosse in attesa di Alphabet. Via libera all’operazione Paramount-Warner Bros
Gli Stati Uniti bombardano l’Iran per l’undicesimo giorno consecutivo e cresce il prezzo del greggio. La trimestrale di Alphabet sarà pubblicata a mercati chiusi. Amazon taglia il personale dedicato all’AI

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti   22/07/2026 14:48

Ftse Mib
52.792,04 17.40.00

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Dax 30
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Dow Jones
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+0,01%

Nasdaq
25.749,09 21.19.42

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Euro/Dollaro
1,1412 21.04.44

-0,03%

Spread
85,34 17.29.59

+1,06

A poco meno di due ore dalla chiusura, i listini Usa sono poco mossi: Dow Jones +0,2%, S&P 500 invariato e Nasdaq -0,3%. I mercati da una parte sono sospinti dai buoni risultati trimestrali delle aziende, mentre dall’altra sono appesantiti dall’aumento del prezzo del petrolio. Intanto, gli investitori stanno seguendo con attenzione gli aggiornamenti relativi alla spesa per l’intelligenza artificiale, alla domanda di servizi cloud, ai budget tecnologici aziendali e alle prospettive per la seconda metà dell’anno. Inoltre, sono in attesa dei risultati di Alphabet, che saranno pubblicati a borse chiuse.

Per quanto riguarda il settore dell’AI, Amazon ha annunciato tagli al personale in alcune sezioni della sua organizzazione dedicata all’intelligenza artificiale. Sebbene non sia stato comunicato il numero di dipendenti che verrà licenziato, il titolo in borsa perde il 2%.

In serata, l’Antitrust dell’Unione Europea ha dichiarato di aver dato il via libera all’acquisizione di Warner Bros. Discovery (+0,1%) da parte di Paramount Skydance (+3,1%). L’operazione, del valore di circa 110 miliardi di dollari, ha ottenuto l’approvazione dopo che l’acquirente si è impegnato a uscire dal capitale del distributore cinematografico UIP (United International Pictures), di cui è comproprietario insieme a Universal Pictures.

Sul fronte geopolitico, per l’undicesimo giorno consecutivo gli Stati Uniti hanno attacco l’Iran. Teheran ha risposto al fuoco bombardando in Giordania e Bahrein. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il presidente Usa Donald Trump con un post su Truth: «Da questo momento in poi, ogni volta che l'Iran sparerà a una nave nello stretto di Hormuz, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o nella capitale Teheran». In questo contesto, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 87 dollari al barile (+3%) e il Brent a 94 dollari (+3,4%).

A causa delle ostilità in Medio Oriente, si fa sempre più concreto un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori stimavano una probabilità del 70% di un aumento di almeno un quarto di punto a settembre. Intanto, crescono ancora i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale sale di un un tre punti base al 4,66% e raggiunge il valore più alto degli ultimi due mesi, mentre il trentennale si attesta al 5,15% (+0,01%).

Ore 18:30 Borse Usa contrastate in attesa dei risultati di Alphabet

A metà seduta, le borse americane si muovono in ordine sparso: il Dow Jones e l’S&P 500 crescono, rispettivamente, dello 0,4% e dello 0,2%. Invece, il Nasdaq perde lo 0,1%. Le ripercussioni dell’aumento dei prezzi del petrolio sono controbilanciate dai buoni risultati trimestrali delle aziende a stelle e strisce.

«Il mercato continua a muoversi su due direttrici differenti: da un lato le tensioni geopolitiche stanno sostenendo le quotazioni di petrolio e gas e penalizzando il comparto obbligazionario; dall'altro il mercato azionario rimane resiliente ai rischi geopolitici e ieri sono anche tornati gli acquisti sul comparto dei semiconduttori», commentano gli esperti di Mps.

Il comparto dei semiconduttori si sta muovendo all’insegna della volatilità. Quest’andamento riflette l'indecisione del mercato sulla possibilità che le aziende hyperscale di AI continuino a incrementare gli ordini di hardware. Ulteriori informazioni sul mercato dei semiconduttori sono attese dopo la chiusura dei mercati con la pubblicazione dei risultati trimestrali di Alphabet (+0,3%), il primo aggiornamento dopo l'aumento di capitale del trimestre precedente. Dopo un’apertura in calo, adesso il titolo di Micron è stazionario, mentre Sandisk cresce dello 0,6%. Continua a restare negativo Intel (-0,9%).

Sul fronte geopolitico, per l’undicesimo giorno consecutivo gli Stati Uniti hanno attacco l’Iran. Teheran ha risposto al fuoco bombardando in Giordania e Bahrein. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Washington rimane aperta a una soluzione diplomatica, ma ha accusato l'Iran di non aver rispettato gli impegni presi in precedenza. Ha sottolineato che qualsiasi futuro accordo dovrà garantire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e impedire al regime degli ayatollah di sviluppare armi nucleari.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il presidente Usa Donald Trump con un post su Truth: «Da questo momento in poi, ogni volta che l'Iran sparerà a una nave nello stretto di Hormuz, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o nella capitale Teheran». Inoltre, le minacce dei ribelli Houthi yemeniti contro le rotte marittime nel Mar Rosso hanno accresciuto i timori di ulteriori interruzioni al commercio internazionale di petrolio. In questo contesto, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 86,5 dollari al barile (+2,5%) e il Brent a 93,5 dollari (+2,9%).

Intanto, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle della Riserva Strategica di Petrolio (Spr), sono diminuite di 3 milioni di barili nella settimana conclusa il 17 luglio, dopo il calo di 4,7 milioni di barili registrato nella settimana precedente.

A causa delle ostilità in Medio Oriente, si fa sempre più concreto un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori stimavano una probabilità del 70% di un aumento di almeno un quarto di punto a settembre. Intanto, crescono ancora i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale sale di un un tre punti base al 4,66% e raggiunge il valore più alto degli ultimi due mesi, mentre il trentennale si attesta al 5,14% (+0,01%).

Tornano a crescere anche i cosiddetti «beni rifugio»: l’oro ha toccato i 4.148 dollari l’oncia (+1,7%). Si tratta del prezzo più alto dal 7 luglio scorso.

Il fronte macro

L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è salito dell'1,9% nella settimana terminata il 17 luglio, dopo il calo del 2,7% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono salite del 6%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 2%.

I titoli da tenere d’occhio

- Super Micro Computer: il produttore di server ha pubblicato i risultati preliminari del quarto trimestre, che hanno mostrato una redditività molto superiore alle aspettative degli investitori, compensando così i ricavi, risultati vicini alla fascia bassa delle previsioni. Il titolo cresce del 23,1%. L’impennata del titolo si è estesa anche ai suoi concorrenti nel settore: Dell Technologies sale del 9,7% e Hewlett Packard Enterprise del 4,4%.

- Pegasystems: la società di software crolla del 16,1% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. L’utile rettificato si è attestato a 35 centesimi per azione, al di sotto dei 43 centesimi previsti dagli analisti interpellati da FactSet.

- Reddit: il titolo scende del 8,8% dopo che il Wall Street Journal ha riportato che la società ha discusso la possibilità di bloccare l’accesso di Google ai suoi contenuti utilizzati per l’intelligenza artificiale .

- GE Vernova: Le azioni scendono del 7,8% nonostante la società abbia registrato risultati superiori alle attese in termini di fatturato nel secondo trimestre e abbia rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno.

- AT&T: la società di telecomunicazioni guadagna il 3% nonostante i risultati contrastanti del suo rapporto sugli utili del secondo trimestre. L’azienda ha registrato utili rettificati di 65 centesimi per azione, superiori alle previsioni di FactSet di 59 centesimi.

- Philip Morris International: la società produttrice di tabacco guadagna il 4%, nonostante abbia riportato previsioni per il terzo trimestre inferiori alle attese. Philip Morris prevede utili per azione compresi tra 2,20 e 2,25 dollari nel trimestre in corso, al di sotto delle aspettative degli analisti interpellati da FactSet, che si attestavano a 2,42 dollari.

- Rocket Lab: le azioni salgono del 3,6% grazie al contratto da 266 milioni stipulato con l’aeronautica americana. Il contratto prevede il lancio di 12 veicoli suborbitali e dovrebbe essere completato entro la fine del 2028.

- General Motors: la società aumenta la propria presenza nel settore della difesa e punta a una maxi commessa da oltre un miliardo di dollari con l’esercito degli Stati Uniti. Il titolo guadagna il 4,6%.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono contrastate: bene il Dow Jones, giù S&P 500 e Nasdaq

Le borse Usa aprono la seduta in ordine sparso: il Dow Jones guadagna lo 0,2%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq perdono, rispettivamente, lo 0,2% e lo 0,5%. I listini sono appesantiti dall’aumento del costo del petrolio e dalla volatilità delle aziende di semiconduttori. 

«Il mercato continua a muoversi su due direttrici differenti: da un lato le tensioni geopolitiche stanno sostenendo le quotazioni di petrolio e gas e penalizzando il comparto obbligazionario; dall'altro il mercato azionario rimane resiliente ai rischi geopolitici e ieri sono anche tornati gli acquisti sul comparto dei semiconduttori», commentano gli esperti di Mps.

Il comparto dei chip è volatile: dopo l’aumento di ieri, i titoli sono tornati a scendere. Quest’andamento riflette l'indecisione del mercato sulla possibilità che le aziende hyperscale di AI continuino a incrementare gli ordini di hardware. Ulteriori informazioni sul mercato dei semiconduttori sono attese dopo la chiusura dei mercati con la pubblicazione dei risultati trimestrali di Alphabet (+0,2%), il primo aggiornamento dopo l'aumento di capitale del trimestre precedente. In calo i titoli di Micron (-2,2%), Sandisk (-3,3%) e Intel (-1,4%).

Sul fronte geopolitico, per l’undicesimo giorno consecutivo gli Stati Uniti hanno attacco l’Iran. Teheran ha risposto al fuoco bombardando in Giordania e Bahrein. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Washington rimane aperta a una soluzione diplomatica, ma ha accusato l'Iran di non aver rispettato gli impegni presi in precedenza. Ha sottolineato che qualsiasi futuro accordo dovrà garantire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e impedire al regime degli ayatollah di sviluppare armi nucleari. Inoltre, le minacce dei ribelli Houthi yemeniti contro le rotte marittime nel Mar Rosso hanno accresciuto i timori di ulteriori interruzioni al commercio internazionale di petrolio. In questo contesto, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 86 dollari al barile (+2,2%) e il Brent a 93 dollari (+2,6%).

A causa delle ostilità in Medio Oriente, si fa sempre più concreto un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori stimavano una probabilità del 70% di un aumento di almeno un quarto di punto a settembre. Intanto, crescono ancora i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale sale di un un punto base al 4,64% e raggiunge il valore più alto degli ultimi due mesi, mentre il trentennale si attesta al 5,14% (+0,006%).

Tornano a crescere anche i cosiddetti «beni rifugio»: l’oro ha toccato i 4.132 dollari l’oncia (+1,5%). Si tratta del prezzo più alto dal 7 luglio scorso.

Il fronte macro

L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è salito dell'1,9% nella settimana terminata il 17 luglio, dopo il calo del 2,7% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono salite del 6%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 2%.

I titoli da tenere d’occhio

- Super Micro Computer: il produttore di server ha pubblicato i risultati preliminari del quarto trimestre, che hanno mostrato una redditività molto superiore alle aspettative degli investitori, compensando così i ricavi, risultati vicini alla fascia bassa delle previsioni. Il titolo cresce del 16,4%. L’impennata del titolo si è estesa anche ai suoi concorrenti nel settore: Dell Technologies sale del 7,5% e Hewlett Packard Enterprise del 4%.

- Pegasystems: la società di software crolla del 13,8% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. L’utile rettificato si è attestato a 35 centesimi per azione, al di sotto dei 43 centesimi previsti dagli analisti interpellati da FactSet.

- GE Vernova: Le azioni scendono del 6,4% nonostante la società abbia registrato risultati superiori alle attese in termini di fatturato nel secondo trimestre e abbia rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno.

- AT&T: la società di telecomunicazioni guadagna il 4,5% nonostante i risultati contrastanti del suo rapporto sugli utili del secondo trimestre. L’azienda ha registrato utili rettificati di 65 centesimi per azione, superiori alle previsioni di FactSet di 59 centesimi.

- Philip Morris International: la società produttrice di tabacco guadagna il 5%, nonostante abbia riportato previsioni per il terzo trimestre inferiori alle attese. Philip Morris prevede utili per azione compresi tra 2,20 e 2,25 dollari nel trimestre in corso, al di sotto delle aspettative degli analisti interpellati da FactSet, che si attestavano a 2,42 dollari.

- Rocket Lab: le azioni salgono del 3,2% grazie al contratto da 266 milioni stipulato con l’aeronautica americana. Il contratto prevede il lancio di 12 veicoli suborbitali e dovrebbe essere completato entro la fine del 2028.

- General Motors: la società aumenta la propria presenza nel settore della difesa e punta a una maxi commessa da oltre un miliardo di dollari con l’esercito degli Stati Uniti. Il titolo guadagna il 4,2%.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa in calo: pesa l’aumento del prezzo del petrolio. Giù anche i titoli dei chip

A poco meno di un’ora dall’apertura dei mercati, i futures sulla borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones dello 0,2%, sull’S&P 500 dello 0,4% sul Nasdaq dell’1%. Sui mercati pesa l’aumento del costo del petrolio e la flessione dei titoli legati ai semiconduttori.

«Il mercato continua a muoversi su due direttrici differenti: da un lato le tensioni geopolitiche stanno sostenendo le quotazioni di petrolio e gas e penalizzando il comparto obbligazionario; dall'altro il mercato azionario rimane resiliente ai rischi geopolitici e ieri sono anche tornati gli acquisti sul comparto dei semiconduttori», commentano gli esperti di Mps.

Il comparto dei chip è volatile: dopo l’aumento di ieri, i titoli sono tornati a scendere. Quest’andamento riflette l'indecisione del mercato sulla possibilità che le aziende hyperscale di AI continuino a incrementare gli ordini di hardware. Ulteriori informazioni sul mercato dei semiconduttori sono attese dopo la chiusura dei mercati con la pubblicazione dei risultati trimestrali di Alphabet (+0,2%), il primo aggiornamento dopo l'aumento di capitale del trimestre precedente. In calo i titoli di Micron (-4,1%), Sandisk (-4,6%) e Intel (-3,7).

Sul fronte geopolitico, per l’undicesimo giorno consecutivo gli Stati Uniti hanno attacco l’Iran. Teheran ha risposto al fuoco bombardando in Giordania e Bahrein. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Washington rimane aperta a una soluzione diplomatica, ma ha accusato l'Iran di non aver rispettato gli impegni presi in precedenza. Ha sottolineato che qualsiasi futuro accordo dovrà garantire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e impedire al regime degli ayatollah di sviluppare armi nucleari. Inoltre, le minacce dei ribelli Houthi yemeniti contro le rotte marittime nel Mar Rosso hanno accresciuto i timori di ulteriori interruzioni al commercio internazionale di petrolio. In questo contesto, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 87 dollari al barile (+3,2%) e il Brent a 94 dollari (+3,7%).

A causa delle ostilità in Medio Oriente, si fa sempre più concreto un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori stimavano una probabilità del 70% di un aumento di almeno un quarto di punto a settembre. E crescono i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale sale di un punto base al 4,64%, mentre il trentennale si attesta al 5,14% (+0,01%).

Il fronte macro

L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è salito dell'1,9% nella settimana terminata il 17 luglio, dopo il calo del 2,7% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono salite del 6%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 2%.

I titoli da tenere d’occhio

- Super Micro Computer: il produttore di server ha pubblicato i risultati preliminari del quarto trimestre, che hanno mostrato una redditività molto superiore alle aspettative degli investitori, compensando così i ricavi, risultati vicini alla fascia bassa delle previsioni. Il titolo cresce del 13,7%. L’impennata del titolo si è estesa anche ai suoi concorrenti nel settore: Dell sale del 2,9% e Hewlett Packard Enterprise dell’1,5%.

- Pegasystems: la società di software crolla del 17,9% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. L’utile rettificato si è attestato a 35 centesimi per azione, al di sotto dei 43 centesimi previsti dagli analisti interpellati da FactSet.

- GE Vernova: Le azioni scendono del 5,5% nonostante la società abbia registrato risultati superiori alle attese in termini di fatturato nel secondo trimestre e abbia rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno.

- AT&T: la società di telecomunicazioni guadagna il 4,2% nonostante i risultati contrastanti del suo rapporto sugli utili del secondo trimestre. L’azienda ha registrato utili rettificati di 65 centesimi per azione, superiori alle previsioni di FactSet di 59 centesimi.

- Philip Morris International: la società produttrice di tabacco perde l’1,6% dopo aver riportato previsioni per il terzo trimestre inferiori alle attese. Philip Morris prevede utili per azione compresi tra 2,20 e 2,25 dollari nel trimestre in corso, al di sotto delle aspettative degli analisti interpellati da FactSet, che si attestavano a 2,42 dollari.

- Rocket Lab: le azioni salgono del 2,6% grazie al contratto da 266 milioni stipulato con l’aeronautica americana. Il contratto prevede il lancio di 12 veicoli suborbitali e dovrebbe essere completato entro la fine del 2028.

- General Motors: la società aumenta la propria presenza nel settore della difesa e punta a una maxi commessa da oltre un miliardo di dollari con l’esercito degli Stati Uniti. Il titolo guadagna lo 0,5%. (riproduzione riservata)