Le borse Usa chiudono in negativo a causa del rialzo dei prezzi del petrolio, per le tensioni in Medio Oriente e per vendite su alcuni titoli tecnologici come Alphabet e Tesla.
Il Dow Jones perde lo 0,97%, a 51.711,29 punti, mentre il Nasdaq cede il 2,15%, a quota 25.137,69. In rosso anche l'S&P 500 che chiude a -1,21% e a 7.408,13 punti.
A poco meno di due ore dalla chiusura, i listini Usa aumentano le perdite: il Dow Jones cale dell’1,2%, l’S&P 500 dell’1,4% e il Nasdaq scende del 2,3%. I mercati sono scossi sia dalla minaccia di una chiusura del traffico petrolifero nel Mar Rosso sia dall’incertezza sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l’AI.
Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il dodicesimo giorno consecutivo e Teheran ha attaccato nuovamente le basi americane in Kuwait e Giordania. Ma ad infiammare il prezzo del petrolio è stato l’attacco a due petroliere saudite che volevano passare lo stretto di Bab al-Mandab. Il blocco navale anche al mar Rosso minacciato dagli Houthi rischia di bloccare le rotte mediorientali del petrolio.
Inoltre, in un'intervista rilasciata ad Axios, il presidente Usa avrebbe affermato: «Sto valutando un attacco massiccio, più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti». Trump ha aggiunto che Israele «si unirebbe in due minuti, se glielo chiedessi», precisando tuttavia che «non abbiamo bisogno di nessuno» per avviare una nuova operazione contro l'Iran. In questo contesto, il prezzo del greggio cresce: il Wti sale 93 dollari (+7,3%) e il Brent tocca i 102 dollari (+8,1%).
Per quanto riguarda le big tech, alla fine della scorsa seduta Alphabet ha pubblicato i suoi risultati: la società madre di Google ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale a 205 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno scorso, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Inoltre, la società di Mountain View è stata multata per 890 milioni di euro dalla Commissione europea per aver infranto le regole sulla concorrenza online. Ma, nonostante i ricavi oltre le attese, il titolo perde il 6,5%. Il calo di Google sta colpendo anche altre big tech come Meta (-3,5%), Amazon (-4%) e Apple (-1,7%).
Deludente anche la trimestrale di Tesla. La casa automobilistica di Elon Musk ha registrato utili inferiori alle attese nel secondo trimestre. Anche le spese operative dell’azienda sono aumentate più rapidamente dei ricavi nello stesso periodo. Il titolo è in calo del 14,1% e si avvia verso la peggior performance giornaliera dal giugno 2025.
A metà seduta, le borse Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones perde lo 0,8%, l’S&P 500 l’1,1% e il Nasdaq il 2%. Sui mercati americani pesano l’aumento del prezzo del petrolio e le trimestrali di Tesla e Alphabet. I risultati del titolo di Google hanno aumentato i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l’AI.
Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il dodicesimo giorno consecutivo e Teheran ha attaccato nuovamente le basi americane in Kuwait e Giordania. Inoltre, Washington ha inviato ulteriori forze, personale medico e armamenti in Medio Oriente per essere pronta qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di estendere il conflitto. Ma ad infiammare il prezzo del petrolio è stato l’attacco a due petroliere saudite che volevano passare lo stretto di Bab al-Mandab. Il blocco navale anche al mar Rosso minacciato dagli Houthi rischia di bloccare le rotte mediorientali del petrolio. E il prezzo del greggio cresce: il Wti sale 92 dollari (+6,1%) e il Brent tocca i 100 dollari (+6,6%).
L'aumento dei prezzi del carburante ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale è salito al 4,7% (+0,04%) e il trentennale al 5,17% (+0,02%). I mercati si stanno preparando ad un possibile aumento dei tassi entro la fine del trimestre. La probabilità di un rialzo a settembre è salita oltre il 78%, rispetto al 61% del giorno precedente.
Per quanto riguarda le big tech, alla fine della scorsa seduta Alphabet ha pubblicato i suoi risultati: la società madre di Google ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale a 205 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno scorso, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Inoltre, la società di Mountain View è stata multata per 890 milioni di euro dalla Commissione europea per aver infranto le regole sulla concorrenza online. Ma, nonostante i ricavi oltre le attese, il titolo perde il 6,2%. Il calo di Google sta colpendo anche altre big tech come Meta (-3,5%), Amazon (-4%) e Apple (-1,7%).
Deludenti anche le trimestrali di Tesla. La casa automobilistica di Elon Musk ha registrato utili inferiori alle attese nel secondo trimestre. Anche le spese operative dell’azienda sono aumentate più rapidamente dei ricavi nello stesso periodo. Il titolo è in calo del 13,1%.
Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 22.000 unità, attestandosi a 187.000 nella settimana terminata il 18 luglio. Il dato è ben al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 212.000. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 2.000 unità, raggiungendo quota 1.796.000 rispetto alla settimana precedente, a seguito di una drastica revisione al ribasso del primo periodo di luglio.
L'indice nazionale dell'attività economica (National Activity Index) della Federal Reserve di Chicago è migliorato a -0,02 punti a giugno, rispetto ai -0,19 punti di maggio, ma ha deluso il consenso degli economisti a quota 0 punti. La media mobile a tre mesi è migliorata a -0,05 punti da -0,1 punti. Degli 85 indicatori che compongono l'indice, 40 hanno fornito un contributo positivo nel mese di giugno, mentre 45 hanno dato un contributo negativo. In totale, 47 indicatori sono migliorati rispetto al mese precedente, 37 sono peggiorati e uno è rimasto invariato.
Inoltre, le scorte di gas naturale sono aumentate di 32 miliardi di piedi cubi nella settimana terminata il 17 luglio, dopo l'incremento di 41 miliardi di piedi cubi registrato nella settimana precedente. Il dato è risultato leggermente inferiore alle attese degli economisti, che prevedevano un aumento di 34 miliardi di piedi cubi.
Infine, l’ultimo sondaggio settimanale dell’American Association of Individual Investors (AAII), la percentuale di investitori ottimisti è crollata al 29,6%, in calo rispetto al 44,9% della settimana precedente. Si tratta del livello più basso da settembre scorso.
- Lockheed Martin: nel secondo trimestre il gruppo americano della difesa ha realizzato vendite in aumento dell'11% a 20,1 miliardi di dollari e un utile netto che sale a 1,8 miliardi di dollari da 342 milioni. Lockheed Martin ha inoltre leggermente rivisto al rialzo le proprie previsioni per l’intero anno, entrambe superiori alle aspettative del mercato, secondo FactSet. Il titolo sale del 10,7%.
- Comcast: il titolo perde il 3,7% nonostante i risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative. L’azienda ha dimostrato solidità nel suo settore media e intrattenimento, con la piattaforma di streaming Peacock che ha raggiunto la redditività per la prima volta e un fatturato della divisione contenuti ed esperienze in crescita del 23% su base annua. Tuttavia, Comcast ha nuovamente segnalato perdite di clienti per la banda larga, oltre a registrare un nuovo calo degli abbonati alla TV via cavo.
- American Airlines: il caro carburante costringe la società a rivedere nuovamente al ribasso le previsioni sugli utili per il 2026. La compagnia riconosce che il rialzo delle tariffe aeree non basta ad assorbire l'aumento dei costi operativi, nonostante una domanda di viaggi ancora sostenuta. In risposta, il titolo perde l’8,3%. American Airlines prevede ora, per l'intero 2026, un risultato rettificato compreso tra una perdita di 0,65 dollari e un utile di 0,65 dollari per azione. Si tratta di un netto peggioramento rispetto alla precedente guidance diffusa ad aprile, che indicava un intervallo tra una perdita di 0,40 dollari e un utile di 1,10 dollari per azione.
- T-Mobile: l’azienda ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile netto di 3,24 miliardi di dollari, o 2,99 dollari per azione, in leggero aumento rispetto ai 3,22 miliardi di dollari (o 2,84 dollari ad azione) riportati nello stesso periodo dello scorso anno. La società ha realizzato inoltre 277.000 nuovi abbonamenti netti nel trimestre, inclusi servizi telefonici e a banda larga. Il dato è in calo del 13% rispetto all'anno precedente, ma ha superato le stime di Wall Street, che prevedevano 272.300 nuovi abbonamenti netti. Il titolo scende del 6,9%
- SK Hynix: la società sudcoreana di chip, quotata sul Nasdaq, ha fissato un limite al 2,5% del totale delle azioni in circolazione per quanto riguarda la conversione delle proprie azioni quotate in Corea del Sud in Adr statunitensi. Le azioni salgono del 5,4%.
Le borse Usa aprono in calo appesantite dall’aumento del petrolio e dai dubbi sul settore dell’AI: il Dow Jones e l’S&P 500 perdono l’1,1%, mentre il Nasdaq l’1,8%.
Alla fine della scorsa seduta, Alphabet ha pubblicato i suoi risultati: la società madre di Google ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale a 205 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno scorso, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l'AI. Inoltre, la società di Mountain View è stata multata per 890 milioni di euro dalla Commissione europea per aver infranto le regole sulla concorrenza online. Ma, nonostante i ricavi oltre le attese, il titolo perde il 5,9%. Il calo di Google sta colpendo anche altre big tech come Meta (-2,1%), Amazon (-2,7%) e Apple (-1,3%).
Deludenti anche le trimestrali di Tesla. La casa automobilistica di Elon Musk ha registrato utili inferiori alle attese nel secondo trimestre. Anche le spese operative dell’azienda sono aumentate più rapidamente dei ricavi nello stesso periodo. Il titolo è in calo del 9,6%.
Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il dodicesimo giorno consecutivo e Teheran ha attaccato nuovamente le basi americane in Kuwait e Giordania. Inoltre, Washington ha inviato ulteriori forze, personale medico e armamenti in Medio Oriente per essere pronta qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di estendere il conflitto. Ma ad infiammare il prezzo del petrolio è stato l’attacco a due petroliere saudite che volevano passare lo stretto di Bab al-Mandab. Il blocco navale anche al mar Rosso minacciato dagli Houthi rischia di bloccare le rotte mediorientali del petrolio. E il prezzo del greggio cresce: il Wti sale 91 dollari (+4,8%) e il Brent tocca i 99,5 dollari (+5,8%)
L'aumento dei prezzi del carburante ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale è salito al 4,72% (+0,05%) e il trentennale al 5,19% (+0,04%). I mercati si stanno preparando ad un possibile aumento dei tassi entro la fine del trimestre. La probabilità di un rialzo a settembre è salita oltre il 78%, rispetto al 61% del giorno precedente.
Ma per gli strategist di Mps la situazione resta tranquilla: «Nonostante il petrolio si stia avvicinando pericolosamente ai 100 dollari, i mercati azionari restano per ora relativamente tranquilli, probabilmente sostenuti dal fatto che gli attacchi continuano a concentrarsi soprattutto su infrastrutture militari e che la diplomazia sta ancora lavorando dietro le quinte per favorire un nuovo cessate il fuoco».
Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 22.000 unità, attestandosi a 187.000 nella settimana terminata il 18 luglio. Il dato è ben al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 212.000. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 2.000 unità, raggiungendo quota 1.796.000 rispetto alla settimana precedente, a seguito di una drastica revisione al ribasso del primo periodo di luglio.
- Lockheed Martin: nel secondo trimestre il gruppo americano della difesa ha realizzato vendite in aumento dell'11% a 20,1 miliardi di dollari e un utile netto che sale a 1,8 miliardi di dollari da 342 milioni. Lockheed Martin ha inoltre leggermente rivisto al rialzo le proprie previsioni per l’intero anno, entrambe superiori alle aspettative del mercato, secondo FactSet. Il titolo sale del 6,8%.
- Comcast: il titolo è invariato nonostante i risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative. L’azienda ha dimostrato solidità nel suo settore media e intrattenimento, con la piattaforma di streaming Peacock che ha raggiunto la redditività per la prima volta e un fatturato della divisione contenuti ed esperienze in crescita del 23% su base annua. Tuttavia, Comcast ha nuovamente segnalato perdite di clienti per la banda larga, oltre a registrare un nuovo calo degli abbonati alla TV via cavo.
- T-Mobile: l’azienda ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile netto di 3,24 miliardi di dollari, o 2,99 dollari per azione, in leggero aumento rispetto ai 3,22 miliardi di dollari (o 2,84 dollari ad azione) riportati nello stesso periodo dello scorso anno. La società ha realizzato inoltre 277.000 nuovi abbonamenti netti nel trimestre, inclusi servizi telefonici e a banda larga. Il dato è in calo del 13% rispetto all'anno precedente, ma ha superato le stime di Wall Street, che prevedevano 272.300 nuovi abbonamenti netti. Il titolo scende del 7,2%
- SK Hynix: la società sudcoreana di chip, quotata sul Nasdaq, ha fissato un limite al 2,5% del totale delle azioni in circolazione per quanto riguarda la conversione delle proprie azioni quotate in Corea del Sud in Adr statunitensi. Le azioni salgono del 2%.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa trattano a ribasso: quelli sul Dow Jones perdono lo 0,8%, sull’S&P 500 lo 0,7% e sul Nasdaq lo 1%. I mercati sono appesantiti dall’ennesimo aumento del prezzo del petrolio, con il Brent vicino ai 99 dollari al barile, e dai dubbi emersi sull’intelligenza artificiale dopo la pubblicazione delle ultime trimestrali.
Alla fine della scorsa seduta, Alphabet ha pubblicato i suoi risultati: la società madre di Google ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale a 205 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'anno scorso, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l'AI. Inoltre, la società di Mountain View è stata multata per 890 milioni di euro dalla Commissione europea per aver infranto le regole sulla concorrenza online. Nel pre market, nonostante i ricavi oltre le attese, il titolo perde il 5,4%.
Deludenti anche le trimestrali di Tesla. La casa automobilistica di Elon Musk ha registrato utili inferiori alle attese nel secondo trimestre. Anche le spese operative dell’azienda sono aumentate più rapidamente dei ricavi nello stesso periodo. Il titolo è in calo del 7,6%.
Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per il dodicesimo giorno consecutivo e Teheran ha attaccato nuovamente le basi americane in Kuwait e Giordania. Inoltre, Washington ha inviato ulteriori forze, personale medico e armamenti in Medio Oriente per essere pronta qualora il presidente Usa, Donald Trump, decidesse di estendere il conflitto. Ma ad infiammare il prezzo del petrolio è stato l’attacco a due petroliere saudite che volevano passare lo stretto di Bab al-Mandab. Il blocco navale anche al mar Rosso minacciato dagli Houthi rischia di bloccare le rotte mediorientali del petrolio. E il prezzo del greggio cresce: il Wti sale 91 dollari (+4,6%) e il Brent tocca i 99 dollari (+5,3%)
L'aumento dei prezzi del carburante ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury Usa: il decennale è salito al 4,71% (+0,04%) e il trentennale al 5,18% (+0,03%). I mercati si stanno preparando ad un possibile aumento dei tassi entro la fine del trimestre. La probabilità di un rialzo a settembre è salita oltre il 78%, rispetto al 61% del giorno precedente.
Ma per gli strategist di Mps la situazione resta tranquilla: «Nonostante il petrolio si stia avvicinando pericolosamente ai 100 dollari, i mercati azionari restano per ora relativamente tranquilli, probabilmente sostenuti dal fatto che gli attacchi continuano a concentrarsi soprattutto su infrastrutture militari e che la diplomazia sta ancora lavorando dietro le quinte per favorire un nuovo cessate il fuoco».
Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 22.000 unità, attestandosi a 187.000 nella settimana terminata il 18 luglio. Il dato è ben al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 212.000. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 2.000 unità, raggiungendo quota 1.796.000 rispetto alla settimana precedente, a seguito di una drastica revisione al ribasso del primo periodo di luglio.
- Lockheed Martin: nel secondo trimestre il gruppo americano della difesa ha realizzato vendite in aumento dell'11% a 20,1 miliardi di dollari e un utile netto che sale a 1,8 miliardi di dollari da 342 milioni. Lockheed Martin ha inoltre leggermente rivisto al rialzo le proprie previsioni per l’intero anno, entrambe superiori alle aspettative del mercato, secondo FactSet. Il titolo sale del 5%.
- Comcast: il titolo scende dello 0,1%, nonostante i risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative. L’azienda ha dimostrato solidità nel suo settore media e intrattenimento, con la piattaforma di streaming Peacock che ha raggiunto la redditività per la prima volta e un fatturato della divisione contenuti ed esperienze in crescita del 23% su base annua. Tuttavia, Comcast ha nuovamente segnalato perdite di clienti per la banda larga, oltre a registrare un nuovo calo degli abbonati alla TV via cavo.
- T-Mobile: l’azienda ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile netto di 3,24 miliardi di dollari, o 2,99 dollari per azione, in leggero aumento rispetto ai 3,22 miliardi di dollari (o 2,84 dollari ad azione) riportati nello stesso periodo dello scorso anno. La società ha realizzato inoltre 277.000 nuovi abbonamenti netti nel trimestre, inclusi servizi telefonici e a banda larga. Il dato è in calo del 13% rispetto all'anno precedente, ma ha superato le stime di Wall Street, che prevedevano 272.300 nuovi abbonamenti netti. Il titolo scende del 4,7%
- SK Hynix: la società sudcoreana di chip, quotata sul Nasdaq, ha fissato un limite al 2,5% del totale delle azioni in circolazione per quanto riguarda la conversione delle proprie azioni quotate in Corea del Sud in Adr statunitensi. Le azioni salgono del 3%. (riproduzione riservata)