La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono contrastate: Dow Jones -0,31%, Nasdaq +0,01% e l'S&P 500 -0,02%
La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono contrastate: Dow Jones -0,31%, Nasdaq +0,01% e l'S&P 500 -0,02%
Gli incontri tra Usa, Iran e Paesi arabi all’Onu non hanno portato ai risultati sperati e il prezzo del petrolio continua il suo rally. Gli investitori temono un nuovo aumento dei tassi a ottobre e il T-bond decennale si attesta al 5,14%

di Alberto Chimenti (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti    24/09/2026 19:05

Ftse Mib
51.543,45 17.40.00

-0,85%

Dax 30
25.266,53 18.00.00

-0,57%

Dow Jones
51.349,98 22.37.04

-0,31%

Nasdaq
26.940,88 23.22.30

+0,01%

Euro/Dollaro
1,1381 23.07.11

+0,03%

Spread
95,78 17.29.55

-0,27

Le borse Usa chiudono contrastate. Il Dow Jones perde lo 0,31%, a 51.349,89 punti, mentre il Nasdaq cresce dello 0,01%, a quota 26.939,37. In leggera frenata l'S&P 500 (-0,02%) a 7.704,23 punti.

Ore 18:30 Le borse Usa riducono le perdite

A metà seduta le borse Usa hanno ridotto le perdite di inizio giornata: il Dow Jones cede lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2%. Le azioni restano in negativo a causa del continuo aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro, con gli operatori che prevedono ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Mentre il calo di Oracle pesa sul settore tecnologico.

Sul fronte geopolitico, gli incontri tra Usa, Iran e Paesi Arabi all’Onu non hanno portato ai risultati sperati. Teheran potrebbe estendere la guerra all'Oceano Indiano se gli Stati Uniti o Israele attaccassero di nuovo. Questo l’avvertimento di un consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 94,5 dollari (+2,4%) e il Brent a 105,5 dollari (+2,4%).

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni ha esteso la sua crescita per la terza sessione consecutiva, raggiungendo il 5,14%, il livello più alto da luglio 2007, mentre il rendimento dei titoli a 30 anni è salito sopra il 5,44%, il livello più alto dal 2004. I costi di finanziamento sono aumentati a causa del rialzo del petrolio. Inoltre, l'aumento dei prezzi dell'energia probabilmente eserciterà ulteriore pressione sull'inflazione, soprattutto considerando che i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo massimo storico.

In questo contesto, gli operatori di mercato hanno aumentato le scommesse su un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Fed quest'anno. I mercati ora prezzano una probabilità di quasi il 75% un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base a ottobre e una probabilità superiore al 58% di una mossa simile a dicembre.

Ieri anche la presidente della Federal Reserve di Boston, Susan Collins, ha avvertito che esiste «una maggiore probabilità» che l'inflazione rimanga «significativamente» al di sopra dell'obiettivo del 2% della Federal Reserve. Sempre ieri, il governatore della Fed, Michael Barr, ha affermato che «saranno probabilmente necessari ulteriori aggiustamenti della politica monetaria per garantire che l'inflazione torni verso l'obiettivo in tempi adeguati».

Oggi la presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Anna Paulson, ha dichiarato che lei e i suoi colleghi potrebbero dover aumentare ulteriormente i tassi di interesse per riportare l’inflazione al 2%.

«Quando il rendimento del Treasury a dieci anni supera il 5%, il problema diventa matematico. A parità di utili attesi, un tasso di sconto più alto riduce il valore presente dei flussi futuri. La pressione aumenta soprattutto per società growth con valutazioni elevate, small cap più dipendenti dal credito e aziende maggiormente indebitate. Finché gli utili salgono abbastanza velocemente, l'azionario può convivere con rendimenti più elevati. La tensione emerge quando la velocità del repricing obbligazionario supera quella delle revisioni degli utili. Ieri, azioni e obbligazioni si sono mosse nella stessa direzione», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Il rischio di condizioni finanziarie restrittive esercita pressione sui grandi operatori del settore AI e sui produttori di chip: Nvidia -0,9%, Marvell -1,3%, Broadcom -1,7% e Micron -0,6%.

Invece Meta continua a crescere: il colosso tecnologico sale del 3,1%, portando i suoi guadagni settimanali al 15% grazie all’ottimismo suscitato dall’agente AI Muse. Il ceo Mark Zuckerberg ha presentato ieri sera gli occhiali Meta VR da 1.299 dollari e Muse Charm, il dispositivo portatile che funziona con Muse.

Infine, il presidente Usa Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si sono incontrati alle 17:30 italiane. I due leader hanno parlato di commercio, intelligenza artificiale e guerra con l’Iran. Il tutto contornato da parate militari e da un sontuoso banchetto.

Il fronte macro

Nella seconda settimana di settembre, il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità, attestandosi a 197.000. Si tratta del dato più basso da 60 anni ed è inferiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un calo di 201.000 unità. Le richieste di sussidi continuative, un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono aumentate di sole 2.000 unità nel periodo precedente, raggiungendo quota 1.719.000 rispetto al valore rivisto al ribasso, rimanendo vicine al minimo degli ultimi tre anni.

Negli Stati Uniti, le vendite di nuove case unifamiliari sono aumentate del 6,4% rispetto al mese precedente, raggiungendo un tasso annualizzato destagionalizzato di 684.000 unità nell'agosto 2026. Si tratta del livello di vendite più alto dall'inizio dell'anno, superiore alle aspettative del mercato di 620.000 unità, nonostante le previsioni restrittive della Federal Reserve abbiano fatto aumentare i tassi ipotecari nel periodo.

I titoli da tenere d’occhio

- Darden Restaurants: la società madre di Olive Garden e LongHorn perde l’1,2% in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre fiscale. Gli utili di Darden, pari a 2,05 dollari per azione, sono risultati in linea con le stime, mentre il fatturato di 3,20 miliardi di dollari si è attestato leggermente al di sotto dei 3,21 miliardi previsti dagli analisti interpellati da FactSet. L’azienda ha inoltre confermato le previsioni per l’intero anno.

- MGM Resorts International: il titolo perde il 10,4% dopo che People, la società di Barry Diller, ha ritirato la propria proposta per acquisire il colosso dei casinò. Diller ha dichiarato: «non ritenevamo che i vari elementi dell'operazione si stessero combinando nel modo in cui avevamo sperato», ma ha ribadito la propria fiducia nella società, di cui detiene ancora 66,8 milioni di azioni.

- Oracle: il titolo perde il 4,2% dopo che Bloomberg ha riportato che l’azienda sta cercando di sottrarsi ai pagamenti per un data center in costruzione nel Nuovo Messico, avvalendosi di una tutela legale nota come “forza maggiore”, qualora il progetto subisse dei ritardi.

- Everpure: la società di gestione e archiviazione dati sale del 17,8% grazie ai riscontri positivi emersi dall’incontro con gli analisti finanziari e alle previsioni preliminari per il 2028. Everpure prevede un fatturato per il 2028 compreso tra 7 e 7,3 miliardi di dollari, superando i 6,19 miliardi di dollari previsti dagli analisti interpellati da FactSet. Anche le previsioni sull’utile operativo non-GAAP hanno superato le aspettative.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in rosso. Sui mercati pesano i rialzi di petrolio e Treasury

Le borse Usa aprono in rosso: Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq -0,8%. I mercati sono frenati dal rialzo del prezzo del petrolio e dal sell off sui T-bond. Inoltre, il listino tech è appesantito dal calo di Oracle.

Sul fronte geopolitico, gli incontri tra Usa, Iran e Paesi arabi all’Onu non hanno portato ai risultati sperati. Nel mentre, Teheran potrebbe estendere la guerra all'Oceano Indiano se gli Stati Uniti o Israele lo attaccassero di nuovo. Questo l’avvertimento di un consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 94 dollari (+1,7%) e il Brent a 105 dollari (+2%).

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni ha esteso la sua crescita per la terza sessione consecutiva, raggiungendo il 5,10%, il livello più alto da luglio 2007, mentre il rendimento dei titoli a 30 anni è salito sopra il 5,41%, il livello più alto dal 2004. I costi di finanziamento sono aumentati a causa del rialzo dei prezzi del petrolio. Inoltre, l'aumento dei prezzi dell'energia probabilmente eserciterà ulteriore pressione sull'inflazione, soprattutto considerando che i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo massimo storico.

In questo contesto, gli operatori di mercato hanno aumentato le scommesse su un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Fed quest'anno. I mercati ora prezzano una probabilità di quasi il 75% un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base a ottobre e una probabilità superiore al 58% di una mossa simile a dicembre.

Ieri anche la presidente della Federal Reserve di Boston, Susan Collins, ha avvertito che esiste «una maggiore probabilità» che l'inflazione rimanga «significativamente» al di sopra dell'obiettivo del 2% della Federal Reserve. Sempre ieri, il governatore della Fed, Michael Barr, ha affermato che «saranno probabilmente necessari ulteriori aggiustamenti della politica monetaria per garantire che l'inflazione torni verso l'obiettivo in tempi adeguati».

«Quando il rendimento del Treasury a dieci anni supera il 5%, il problema diventa matematico. A parità di utili attesi, un tasso di sconto più alto riduce il valore presente dei flussi futuri. La pressione aumenta soprattutto per società growth con valutazioni elevate, small cap più dipendenti dal credito e aziende maggiormente indebitate. Finché gli utili salgono abbastanza velocemente, l'azionario può convivere con rendimenti più elevati. La tensione emerge quando la velocità del repricing obbligazionario supera quella delle revisioni degli utili. Ieri, azioni e obbligazioni si sono mosse nella stessa direzione», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Il rischio di condizioni finanziarie restrittive esercita pressione sui grandi operatori del settore AI e sui produttori di chip: Nvidia -1,5%, Intel -1,5%, Marvell -2,4%, Micron -2,1% e Alphabet -0,5%.

Intanto c’è attesa per l’incontro tra il presidente Usa Donald Trump e quello cinese Xi Jinping in programma alle 17:30 italiane. I due leader dovrebbero parlare di commercio , intelligenza artificiale e guerra con l’Iran. Il tutto contornato da parate militari e da un sontuoso banchetto.

Il fronte macro

Nella seconda settimana di settembre, il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione è diminuito di 1.000 unità, attestandosi a 197.000. Si tratta del dato più basso da 60 anni ed è inferiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un calo di 201.000 unità. Le richieste di sussidi continuative, un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono aumentate di sole 2.000 unità nel periodo precedente, raggiungendo quota 1.719.000 rispetto al valore rivisto al ribasso, rimanendo vicine al minimo degli ultimi tre anni.

I titoli da tenere d’occhio

- Darden Restaurants: la società madre di Olive Garden e LongHorn perde il 3,2% in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre fiscale. Gli utili di Darden, pari a 2,05 dollari per azione, sono risultati in linea con le stime, mentre il fatturato di 3,20 miliardi di dollari si è attestato leggermente al di sotto dei 3,21 miliardi previsti dagli analisti interpellati da FactSet. L’azienda ha inoltre confermato le previsioni per l’intero anno.

- MGM Resorts International: il titolo perde il 10,2% dopo che People, la società di Barry Diller, ha ritirato la propria proposta per acquisire il colosso dei casinò. Diller ha dichiarato: «non ritenevamo che i vari elementi dell'operazione si stessero combinando nel modo in cui avevamo sperato», ma ha ribadito la propria fiducia nella società, di cui detiene ancora 66,8 milioni di azioni.

- Oracle: il titolo perde il 5,3% dopo che Bloomberg ha riportato che l’azienda sta cercando di sottrarsi ai pagamenti per un data center in costruzione nel Nuovo Messico, avvalendosi di una tutela legale nota come “forza maggiore”, qualora il progetto subisse dei ritardi.

- Everpure: la società di gestione e archiviazione dati sale del 5,4% grazie ai riscontri positivi emersi dall’incontro con gli analisti finanziari e alle previsioni preliminari per il 2028. Everpure prevede un fatturato per il 2028 compreso tra 7 e 7,3 miliardi di dollari, superando i 6,19 miliardi di dollari previsti dagli analisti interpellati da FactSet. Anche le previsioni sull’utile operativo non-GAAP hanno superato le aspettative.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa in calo. Il Treasury trentennale ai massimi dal 2004

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones cedono lo 0,2%, sull’S&P 500 lo 0,4% e sul Nasdaq lo 0,8%. I mercati sono appesantiti dal rally del prezzo del petrolio e dal rialzo dei Treasury. Inoltre aumenta il timore di un nuovo aumento dei tassi d’interesse.

Sul fronte geopolitico, gli incontri tra Usa, Iran e Paesi arabi all’Onu non hanno portato ai risultati sperati. Nel mentre, Teheran potrebbe estendere la guerra all'Oceano Indiano se gli Stati Uniti o Israele lo attaccassero di nuovo. Questo l’avvertimento di un consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 94 dollari (+1,7%) e il Brent a 105 dollari (+1,8%).

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni ha esteso la sua crescita per la terza sessione consecutiva, raggiungendo il 5,12%, il livello più alto da luglio 2007, mentre il rendimento dei titoli a 30 anni è salito sopra il 5,44%, il livello più alto dal 2004. I costi di finanziamento sono aumentati a causa del rialzo dei prezzi del petrolio. Inoltre, l'aumento dei prezzi dell'energia probabilmente eserciterà ulteriore pressione sull'inflazione, soprattutto considerando che i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo massimo storico.

In questo contesto, gli operatori di mercato hanno aumentato le scommesse su un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Fed quest'anno. I mercati ora prezzano una probabilità di quasi il 75% un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base a ottobre e una probabilità superiore al 58% di una mossa simile a dicembre.

Ieri anche la presidente della Federal Reserve di Boston, Susan Collins, ha avvertito che esiste «una maggiore probabilità» che l'inflazione rimanga «significativamente» al di sopra dell'obiettivo del 2% della Federal Reserve. Sempre ieri, il governatore della Fed, Michael Barr, ha affermato che «saranno probabilmente necessari ulteriori aggiustamenti della politica monetaria per garantire che l'inflazione torni verso l'obiettivo in tempi adeguati».

«Quando il rendimento del Treasury a dieci anni supera il 5%, il problema diventa matematico. A parità di utili attesi, un tasso di sconto più alto riduce il valore presente dei flussi futuri. La pressione aumenta soprattutto per società growth con valutazioni elevate, small cap più dipendenti dal credito e aziende maggiormente indebitate. Finché gli utili salgono abbastanza velocemente, l'azionario può convivere con rendimenti più elevati. La tensione emerge quando la velocità del repricing obbligazionario supera quella delle revisioni degli utili. Ieri, azioni e obbligazioni si sono mosse nella stessa direzione», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Il rischio di condizioni finanziarie restrittive esercita pressione sui grandi operatori del settore AI e sui produttori di chip: Nvidia -1%, Intel -2,9%, Marvell -2,9%, Micron -1,9%, Alphabet -0,5% e Meta -1,7%.

I titoli da tenere d’occhio

- Darden Restaurants: la società madre di Olive Garden e LongHorn perde il 2,7% in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre fiscale. Gli utili di Darden, pari a 2,05 dollari per azione, sono risultati in linea con le stime, mentre il fatturato di 3,20 miliardi di dollari si è attestato leggermente al di sotto dei 3,21 miliardi previsti dagli analisti interpellati da FactSet. L’azienda ha inoltre confermato le previsioni per l’intero anno.

- MGM Resorts International: il titolo perde il 9,9% nel premercato dopo che People, la società di Barry Diller, ha ritirato la propria proposta per acquisire il colosso dei casinò. Diller ha dichiarato: «non ritenevamo che i vari elementi dell'operazione si stessero combinando nel modo in cui avevamo sperato», ma ha ribadito la propria fiducia nella società, di cui detiene ancora 66,8 milioni di azioni.

- Everpure: la società di gestione e archiviazione dati sale del 6,3% grazie ai riscontri positivi emersi dall’incontro con gli analisti finanziari e alle previsioni preliminari per il 2028. Everpure prevede un fatturato per il 2028 compreso tra 7 e 7,3 miliardi di dollari, superando i 6,19 miliardi di dollari previsti dagli analisti interpellati da FactSet. Anche le previsioni sull’utile operativo non-GAAP hanno superato le aspettative. (riproduzione riservata)