La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono contrastate. Sui listini pesa l’aumento dell’inflazione
La diretta da Wall Street | Le borse Usa aprono contrastate. Sui listini pesa l’aumento dell’inflazione
Il rialzo del costo della vita supera le aspettative degli analisti: salgono i Treasury. Giù anche i semiconduttori dopo che ASML ha dichiarato di non essere in grado di soddisfare la domanda per i chip. Buffett sale al 4% di Bending Spoons, il titola vola

di Gaia Difraia e Alessandro Rigamonti  14/10/2026 14:55

Ftse Mib
49.753,84 17.40.00

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Dax 30
25.298,61 18.00.00

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Dow Jones
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-0,16%

Nasdaq
26.824,44 18.01.54

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Euro/Dollaro
1,1123 17.46.51

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Spread
108,88 17.29.35

+1,99

Le borse Usa aprono contrastate: Dow Jones +0,2%, S&P 500 -0,4% e Nasdaq -0,7%. Sui mercati pesa l’accelerata dell’inflazione, il rialzo dei rendimenti dei Treasury e il calo dei chip.

Sul fronte geopolitico, continuano gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite e saudite. I terroristi hanno annunciato di aver preso di mira gli impianti della Saudi Aramco a Dhahran e Riyadh e l'aeroporto internazionale King Khalid, in risposta agli attacchi della coalizione a guida saudita contro Sana'a. Inoltre, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato che una nave portacontainer «che trasportava contrabbando» e che stava tentando di attraversare «una rotta non autorizzata e pericolosa» nello Stretto di Hormuz è esplosa e ha preso fuoco dopo aver urtato una mina navale.

A peggiore la situazione ci ha pensato l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell'energia sul mercato petrolifero: l’AIE ha avvertito che le restrizioni sui mercati del diesel potrebbero protrarsi fino al 2027 inoltrato, con i nuovi attacchi all’Arabia Saudita che minacciano di compromettere la ripresa dell’offerta sul mercato petrolifero globale. In questo contesto, il prezzo del petrolio è contrastato: il Wti viene scambiato a 95,5 dollari al barile (+1,4%) e il Brent a 105,5 dollari (invariato).

I titoli delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale hanno subito ulteriori cali, in quanto ASML ha dichiarato di non essere in grado di soddisfare la domanda di semiconduttori, mentre i concorrenti cinesi hanno segnalato miglioramenti nei loro prodotti. Micron cede l’1,4%, Marvell il 2,8%, Intel il 2,3%, Seagate l’1,1%, Nvidia l’1,5%, Sandisk il 3%, Broadcom l’1,9%, SK Hynix il 3,4% e Western Digital l’1,2%.

Inoltre, il miliardario sudafricano Elon Musk, in un post sul suo X, ha affermato di non essere contento dei prezzi elevati per i chip di memoria. Il fondatore di SpaceX ha lasciato intendere che potrebbero esserci ritorsioni in futuro per l’intransigenza sui prezzi, resa possibile dalla carenza globale di memorie.

Da segnalare la performance dell’italiana Bending Spoons sul Nasdaq: il titolo vola del 41,5% dopo l’annuncio che Berkshire Hathaway, la holding di investimento guidata fino a poco meno di un mese fa dal guru della finanza Warren Buffett, è salita al 4% dell’azienda. A renderlo noto è la stessa big tech italiana che ha annunciato oggi 14 ottobre un investimento da 330 milioni di dollari da parte di Berkshire Hathaway. Complessivamente, però, l’investimento totale della holding che vede ora ai vertici Howard Buffett (figlio di Warren) come presidente e Greg Abel come ceo in Bending Spoons è stato di 930 milioni di dollari. I primi 600 milioni erano arrivati in fase di Ipo a luglio scorso, ma essendo rimasto sotto le soglie rilevanti non era stato reso noto.

Il capo del Fondo Monetario Internazionale ha esortato il Segretario del Tesoro Usa Scott Bessent a ridurre il deficit, avvertendo che il suo piano di puntare sulla crescita per contenere il debito pubblico statunitense non è sufficiente. «La crescita, ovviamente, aiuta, ma non può garantire gli aggiustamenti necessari con la rapidità necessaria», ha dichiarato la direttrice generale Kristalina Georgieva. «Saranno necessarie alcune misure fiscali».

Intanto, con la nuova accelerata dell’inflazione, il rendimento dei Treasury è in crescita: il decennale si attesta al 5,31% e il trentennale al 5,62%.

L’inflazione Usa

Il costo della vita negli Usa accelera più delle aspettative. Il tasso di inflazione annuale è salito al 3,7% a settembre 2026, in aumento rispetto al 3,4% registrato in ciascuno dei due mesi precedenti e al di sopra delle previsioni di mercato del 3,6%. L'indice energetico è aumentato del 20,4% e l'indice alimentare del 2,5%. Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è cresciuto dello 0,6%, registrando il maggiore aumento degli ultimi cinque mesi, rispetto allo 0,4% di agosto e in linea con le previsioni. L'indice della benzina è aumentato del 9,1%, rappresentando oltre la metà dell'aumento mensile complessivo. 

Nel frattempo, il tasso di inflazione di base annuale è salito al 2,6% dal 2,4%, superando le previsioni del 2,5%, mentre l'inflazione di base mensile del CPI si è stabilizzata allo 0,3%, lo stesso valore di agosto e smentendo le previsioni di un rallentamento allo 0,2%. Il dato arriva due settimane prima della prossima decisione di politica monetaria della Fed.

Una delle ragioni principali per cui l'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo della Fed è la forza dei consumatori americani. Le famiglie, sostenute dalla bassa disoccupazione e dall'aumento dei prezzi azionari, continuano a spendere nonostante l'aumento dei prezzi. Ciò ha facilitato alle imprese il trasferimento degli aumenti dei costi sui propri clienti.

«I mercati sono chiaramente instabili, ma a nostro avviso il rapporto odierno non è abbastanza forte da rilanciare l'ipotesi di un aumento dei tassi a ottobre», ha commentato al WSJ Seema Shah, responsabile della strategia globale presso Principal Asset Management

L'inflazione è un problema per la Federal Reserve e «non soltanto perché resta superiore all'obiettivo», afferma Gabriel Debach, market analyst di etoro. «Un conto è un aumento dei prezzi alimentato da consumi eccessivamente vivaci, salari e domanda interna. Un altro è un rincaro dell'energia che aumenta i costi delle imprese e riduce il potere d'acquisto delle famiglie. Nel primo caso, tassi più elevati possono contribuire a raffreddare l'economia. Nel secondo, la politica monetaria può limitare la trasmissione dello shock agli altri prezzi, ma non può produrre un barile di petrolio in più».

«A complicare ulteriormente il quadro interviene il ciclo degli investimenti tecnologici. Il boom dell'intelligenza artificiale sostiene la crescita e promette guadagni di produttività nel lungo periodo, ma richiede oggi enormi quantità di capitale, energia, semiconduttori e infrastrutture. Lo shock energetico esercita una pressione negativa sull'offerta, mentre quello tecnologico sostiene investimenti e domanda. Due forze con effetti differenti sulla crescita che possono però contribuire entrambe ad alimentare pressioni inflazionistiche», puntualizza l'esperto. «La Fed si trova così a dover gestire un'inflazione con motori differenti utilizzando essenzialmente lo stesso strumento: il costo del denaro».

La vicepresidente della Federal Reserve responsabile della supervisione bancaria, Michelle Bowman, ha ribadito di non vedere alcuna necessità urgente di aumentare i tassi di interesse dopo l'incremento di 25 punti base del mese scorso, sebbene l'inflazione rimanga troppo elevata.

Il fronte macro

Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio dei mutui a tasso fisso trentennale è aumentato di 1 punto base, raggiungendo il 7,5% nella settimana conclusasi il 9 ottobre 2026. Si tratta dell'ottavo aumento settimanale consecutivo, che porta l'incremento cumulativo a 141 punti base dall'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran alla fine di febbraio.

Le trimestrali delle banche Usa

Per quanto riguarda le trimestrali delle banche americane, Bank of America ha registrato risultati inferiori alle aspettative: l’utile per azione è di 91 centesimi, valore che non corrisponde ai 1,10 dollari previsti, mentre i ricavi si attestano a 30 miliardi di dollari, contro i 30,69 miliardi di dollari previsti. Inoltre, la società è stata colpita da sanzioni federali per oltre 1,2 miliardi di dollari. Le autorità di regolamentazione che hanno affermato che la banca non ha segnalato oltre 5 miliardi di dollari di transazioni «sospette». Il titolo cede il 7,7%.

Morgan Stanley ha registrato risultati superiori alle aspettative. La società ha registrato un utile per azione di 3,03 dollari e un fatturato di 20,34 miliardi di dollari nel trimestre, superando le previsioni degli analisti interpellati da LSEG, che si attestavano rispettivamente a 2,91 dollari per azione e 19,95 miliardi di dollari. La divisione di trading azionario ha inoltre registrato un fatturato di 5,79 miliardi di dollari, superando le stime di StreetAccount di oltre 900 milioni di dollari. Tuttavia, le azioni sono in calo del 4,7%.

Anche BlackRock ha registrato ottimi risultati: la società di gestione patrimoniale ha annunciato un utile rettificato a 15,93 dollari per azione, contro i 14,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Il patrimonio gestito è salito a 15.490 miliardi di dollari, rispetto ai 13.460 miliardi di dollari di un anno fa. Il titolo cresce dell’1,2%.

I titoli da tenere d’occhio

- ASML: le azioni della società olandese di semiconduttori quotata negli Stati Uniti scendono dello 0,6% dopo che l’azienda ha riportato un fatturato netto leggermente inferiore alle attese nel suo rapporto finanziario del terzo trimestre. Il fatturato si è attestato a 11,66 miliardi di euro, rispetto alla stima degli analisti interpellati da LSEG di 11,72 miliardi di euro. Tuttavia, l’utile netto è risultato superiore alle aspettative.

- GameStop: le azioni salgono del 2,2% dopo che l’amministratore delegato e presidente di GameStop, Ryan Cohen, ha reso noto in un documento depositato presso le autorità di regolamentazione di aver acquistato 844.000 azioni.

- Netflix: l’azienda taglierà circa il 6% della sua forza lavoro, circa mille persone. Si tratta del più grande ciclo di licenziamenti dal 2022 e sono collegate alle difficoltà causate dal rallentamento della crescita e dal calo del coinvolgimento dei clienti. Il titolo sale dello 0,7%.

- Albemarle: l’azienda di produzione chimica sale del 2,1% dopo che Mizuho ha alzato il rating del titolo da «neutral» a «overweight». Gli analisti di Mizuho hanno affermato che la domanda di litio sta superando le aspettative, un fattore che Albemarle potrebbe sfruttare a proprio vantaggio.

- Skydance: le azioni della società, che ha recentemente cambiato nome da Paramount, sono crollate del 18% nel pre-mercato prima della sospensione delle negoziazioni. Il calo è in gran parte dovuto a un aggiustamento tecnico, poiché i warrant azionari emessi nell'ambito dell'accordo per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery iniziano a essere negoziati separatamente.

- Dell e Hp: le azioni delle aziende tech perdono, rispettivamente, il 7,1% e il 5,8% dopo che Barclays ha declassato i titoli da «overweight» a «equal weight». Entrambi i titoli hanno registrato un rally nel 2026, con Dell in rialzo di oltre il 350% e HPE del 185%, ma gli analisti della banca dubitano che questi rialzi possano essere sostenuti ancora a lungo.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa deboli dopo la nuova accelerata dell’inflazione

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono deboli dopo i dati negativi sull’inflazione: quelli sul Dow Jones sono invariati, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq cedono, rispettivamente lo 0,2% e lo 0,5%. I mercati sono anche appesantiti dal calo dei chip e dal rialzo del prezzo del petrolio.

Sul fronte geopolitico, continuano gli scontri tra gli Houthi e le forze yemenite e saudite. I terroristi hanno annunciato di aver preso di mira gli impianti della Saudi Aramco a Dhahran e Riyadh e l'aeroporto internazionale King Khalid, in risposta agli attacchi della coalizione a guida saudita contro Sana'a. Inoltre, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato che una nave portacontainer «che trasportava contrabbando» e che stava tentando di attraversare «una rotta non autorizzata e pericolosa» nello Stretto di Hormuz è esplosa e ha preso fuoco dopo aver urtato una mina navale.

A peggiore la situazione ci ha pensato l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell'energia sul mercato petrolifero: l’AIE ha avvertito che le restrizioni sui mercati del diesel potrebbero protrarsi fino al 2027 inoltrato, con i nuovi attacchi all’Arabia Saudita che minacciano di compromettere la ripresa dell’offerta sul mercato petrolifero globale. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 95,5 dollari al barile (+1,4%) e il Brent a 106 dollari (+0,2%).

I titoli delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale hanno subito ulteriori cali, in quanto ASML ha dichiarato di non essere in grado di soddisfare la domanda di semiconduttori, mentre i concorrenti cinesi hanno segnalato miglioramenti nei loro prodotti. Micron cede l’1,6%, Marvell il 2,3%, Intel il 2,5%, Seagate il 2,5%, Nvidia l’1%, Sandisk il 3,3%, Broadcom l’1,1%, SK Hynix il 3,8% e Western Digital il 2,6%.

Inoltre, il miliardario sudafricano Elon Musk, in un post sul suo X, ha affermato di non essere contento dei prezzi elevati per i chip di memoria. Il fondatore di SpaceX ha lasciato intendere che potrebbero esserci ritorsioni in futuro per l’intransigenza sui prezzi, resa possibile dalla carenza globale di memorie.

Il capo del Fondo Monetario Internazionale ha esortato il Segretario del Tesoro Usa Scott Bessent a ridurre il deficit, avvertendo che il suo piano di puntare sulla crescita per contenere il debito pubblico statunitense non è sufficiente. «La crescita, ovviamente, aiuta, ma non può garantire gli aggiustamenti necessari con la rapidità necessaria», ha dichiarato la direttrice generale Kristalina Georgieva. «Saranno necessarie alcune misure fiscali».

Intanto, con la nuova accelerata dell’inflazione, il rendimento dei Treasury è in crescita: il decennale si attesta al 5,30% e il trentennale al 5,61%.

L’inflazione Usa

Il costo della vita negli Usa accelera più delle aspettative. Il tasso di inflazione annuale è salito al 3,7% a settembre 2026, in aumento rispetto al 3,4% registrato in ciascuno dei due mesi precedenti e al di sopra delle previsioni di mercato del 3,6%. L'indice energetico è aumentato del 20,4% e l'indice alimentare del 2,5%. Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è cresciuto dello 0,6%, registrando il maggiore aumento degli ultimi cinque mesi, rispetto allo 0,4% di agosto e in linea con le previsioni. L'indice della benzina è aumentato del 9,1%, rappresentando oltre la metà dell'aumento mensile complessivo. 

Nel frattempo, il tasso di inflazione di base annuale è salito al 2,6% dal 2,4%, superando le previsioni del 2,5%, mentre l'inflazione di base mensile del CPI si è stabilizzata allo 0,3%, lo stesso valore di agosto e smentendo le previsioni di un rallentamento allo 0,2%. Il dato arriva due settimane prima della prossima decisione di politica monetaria della Fed.

Una delle ragioni principali per cui l'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo della Fed è la forza dei consumatori americani. Le famiglie, sostenute dalla bassa disoccupazione e dall'aumento dei prezzi azionari, continuano a spendere nonostante l'aumento dei prezzi. Ciò ha facilitato alle imprese il trasferimento degli aumenti dei costi sui propri clienti.

L'inflazione è un problema per la Federal Reserve e «non soltanto perché resta superiore all'obiettivo», afferma Gabriel Debach, market analyst di etoro. «Un conto è un aumento dei prezzi alimentato da consumi eccessivamente vivaci, salari e domanda interna. Un altro è un rincaro dell'energia che aumenta i costi delle imprese e riduce il potere d'acquisto delle famiglie. Nel primo caso, tassi più elevati possono contribuire a raffreddare l'economia. Nel secondo, la politica monetaria può limitare la trasmissione dello shock agli altri prezzi, ma non può produrre un barile di petrolio in più».

«A complicare ulteriormente il quadro interviene il ciclo degli investimenti tecnologici. Il boom dell'intelligenza artificiale sostiene la crescita e promette guadagni di produttività nel lungo periodo, ma richiede oggi enormi quantità di capitale, energia, semiconduttori e infrastrutture. Lo shock energetico esercita una pressione negativa sull'offerta, mentre quello tecnologico sostiene investimenti e domanda. Due forze con effetti differenti sulla crescita che possono però contribuire entrambe ad alimentare pressioni inflazionistiche», puntualizza l'esperto. «La Fed si trova così a dover gestire un'inflazione con motori differenti utilizzando essenzialmente lo stesso strumento: il costo del denaro».

La vicepresidente della Federal Reserve responsabile della supervisione bancaria, Michelle Bowman, ha ribadito di non vedere alcuna necessità urgente di aumentare i tassi di interesse dopo l'incremento di 25 punti base del mese scorso, sebbene l'inflazione rimanga troppo elevata.

Il fronte macro

Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio dei mutui a tasso fisso trentennale è aumentato di 1 punto base, raggiungendo il 7,5% nella settimana conclusasi il 9 ottobre 2026. Si tratta dell'ottavo aumento settimanale consecutivo, che porta l'incremento cumulativo a 141 punti base dall'inizio degli attacchi israelo-americani contro l'Iran alla fine di febbraio.

Le trimestrali delle banche Usa

Per quanto riguarda le trimestrali delle banche americane, Bank of America ha registrato risultati inferiori alle aspettative: l’utile per azione è di 91 centesimi, valore che non corrisponde ai 1,10 dollari previsti, mentre i ricavi si attestano a 30 miliardi di dollari, contro i 30,69 miliardi di dollari previsti. Inoltre, la società è stata colpita da sanzioni federali per oltre 1,2 miliardi di dollari. Le autorità di regolamentazione che hanno affermato che la banca non ha segnalato oltre 5 miliardi di dollari di transazioni «sospette». Il titolo cede il 6,4%.

Morgan Stanley ha registrato risultati superiori alle aspettative. La società ha registrato un utile per azione di 3,03 dollari e un fatturato di 20,34 miliardi di dollari nel trimestre, superando le previsioni degli analisti interpellati da LSEG, che si attestavano rispettivamente a 2,91 dollari per azione e 19,95 miliardi di dollari. La divisione di trading azionario ha inoltre registrato un fatturato di 5,79 miliardi di dollari, superando le stime di StreetAccount di oltre 900 milioni di dollari. Tuttavia, le azioni sono in calo del 2,1%.

Anche BlackRock ha registrato ottimi risultati: la società di gestione patrimoniale ha annunciato un utile rettificato a 15,93 dollari per azione, contro i 14,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Il patrimonio gestito è salito a 15.490 miliardi di dollari, rispetto ai 13.460 miliardi di dollari di un anno fa. Il titolo cresce del 3%.

I titoli da tenere d’occhio

- ASML: le azioni della società olandese di semiconduttori quotata negli Stati Uniti scendono dell’1,1% dopo che l’azienda ha riportato un fatturato netto leggermente inferiore alle attese nel suo rapporto finanziario del terzo trimestre. Il fatturato si è attestato a 11,66 miliardi di euro, rispetto alla stima degli analisti interpellati da LSEG di 11,72 miliardi di euro. Tuttavia, l’utile netto è risultato superiore alle aspettative.

- GameStop: le azioni salgono dell’1% dopo che l’amministratore delegato e presidente di GameStop, Ryan Cohen, ha reso noto in un documento depositato presso le autorità di regolamentazione di aver acquistato 844.000 azioni.

- Albemarle: l’azienda di produzione chimica sale del 2,4% dopo che Mizuho ha alzato il rating del titolo da «neutral» a «overweight». Gli analisti di Mizuho hanno affermato che la domanda di litio sta superando le aspettative, un fattore che Albemarle potrebbe sfruttare a proprio vantaggio.

- Skydance: le azioni della società, che ha recentemente cambiato nome da Paramount, sono crollate del 18% nel pre-mercato prima della sospensione delle negoziazioni. Il calo è in gran parte dovuto a un aggiustamento tecnico, poiché i warrant azionari emessi nell'ambito dell'accordo per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery iniziano a essere negoziati separatamente.

- Dell e Hp: le azioni delle aziende tech perdono, rispettivamente, il 3,6% e il 4,8% dopo che Barclays ha declassato i titoli da «overweight» a «equal weight». Entrambi i titoli hanno registrato un rally nel 2026, con Dell in rialzo di oltre il 350% e HPE del 185%, ma gli analisti della banca dubitano che questi rialzi possano essere sostenuti ancora a lungo. (riproduzione riservata)