La diretta da Wall Street | Borse Usa contrastate: scende il Dow Jones, mentre il Nasdaq rimbalza grazie ai chip
La diretta da Wall Street | Borse Usa contrastate: scende il Dow Jones, mentre il Nasdaq rimbalza grazie ai chip
I conti di Apple non soddisfano gli investitori e il titolo scende di oltre il 2%. Vanno avanti le trattative tra Iran e Usa e il petrolio scende. Occhi puntati sulle elezioni di midterm

di Alberto Chimenti e Alessandro Rigamonti   03/11/2026 14:56

Ftse Mib
49.941,83 17.40.00

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Dax 30
25.864,62 18.00.00

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Dow Jones
51.718,90 18.42.56

-0,51%

Nasdaq
25.393,04 18.37.51

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Euro/Dollaro
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Spread
113,31 17.29.41

-0,27

A metà seduta le borse Usa sono contrastate: Dow Jones -0,4%, S&P 500 +0,5% e Nasdaq +1%. Gli investitori sono tornati a puntare sui titoli tech, in attesa di vedere l’esito delle elezioni di midterm. Secondo un importante analista del mercato obbligazionario, un buon risultato dei Democratici potrebbe essere accompagnato da nervosismo sui mercati finanziari derivante dalle preoccupazioni sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Apple sta perdendo il 2%, dopo che la big tech ha pubblicato previsioni deludenti sui margini e le vendite di iPad nel quarto trimestre fiscale non hanno raggiunto le stime degli analisti. Il fatturato del terzo trimestre superiore alle aspettative non è riuscito a sostenere le azioni della mela. 

Anche Palantir cede il 2,3%, nonostante gli utili del terzo trimestre abbiano superato le stime degli analisti. Il fatturato commerciale statunitense dell’azienda è balzato del 148% a 984 milioni di dollari, superando i ricavi derivanti dal settore pubblico statunitense, pari a 953 milioni di dollari. Palantir prevede inoltre un fatturato di circa 2,65 miliardi di dollari per il quarto trimestre e di 8,53 miliardi di dollari per l’intero anno 2026.

Invece, le azioni delle aziende dei chip sono tornate a crescere: Micron +2,7%, Amd +5,5%, Intel +1,6%, Broadcom +3,3% e Nvidia +3,2%.

Sul fronte geopolitico, durante la notte gli Usa hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, in quella che è stata definita una misura difensiva, come ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump. Le trattative tra Teheran e Washington vanno avanti. Intanto, la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha comunicato che tre petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato mine navali mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione iraniana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 96 dollari al barile (-0,5%) e il Brent a 103,5 dollari (-1,1%).

Per quanto riguarda le elezioni di midterm, «i Democratici sono sulla buona strada per conquistare il Congresso Usa, mentre i prezzi elevati della benzina pesano sui livelli di gradimento del presidente Trump», avverte David A. Meier, economista di Julius Baer. «Eventuali riconteggi e ricorsi legali potrebbero ritardare la comunicazione dei risultati. Il presidente continuerebbe quindi a governare attraverso decreti esecutivi».

Sul fronte della politica monetaria, «il mercato del lavoro americano sarà un test importante per le aspettative sui tassi d'interesse. Venerdì il Bureau of Labor Statistics pubblicherà l'Employment Situation di ottobre, il principale appuntamento macroeconomico della settimana. Il rapporto permetterà di valutare insieme creazione di posti di lavoro, disoccupazione, partecipazione, ore lavorate, salari e revisioni delle precedenti stime. Un dato occupazionale robusto, accompagnato da salari sostenuti, potrebbe aumentare le attese di stretta monetaria. Un indebolimento ordinato, senza accelerazione salariale, potrebbe invece attenuare la pressione sui rendimenti, mentre un peggioramento marcato, a prescindere dagli impatti sulle aspettative per i tassi ufficiali, aprirebbe i timori di rallentamento della domanda e della crescita degli utili», afferma Marco Vailati, responsabile ricerca e investimento di Cassa Lombarda.

Il fronte macro

L'indice US Logistics Managers' Index è salito a 70,7 nell'ottobre 2026, rispetto ai 70,2 di settembre, segnalando la seconda crescita più forte nel settore logistico degli ultimi quattro anni, dopo quella di giugno. L'aumento è trainato dal continuo incremento dei livelli di inventario (66,9 contro 58,9). I rivenditori a valle hanno accumulato scorte leggermente più velocemente rispetto ai rivenditori a monte, il che suggerisce che un fattore determinante di questa tendenza al rialzo sia l'accumulo di scorte in vista delle vendite natalizie.

Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 10,4% su base annua nella settimana terminata il 31 ottobre, dopo un incremento del 9,3% nell'ottava precedente.

L'indice di ottimismo economico RealClearMarkets/TIPP è salito a 48,5 a novembre 2026, rispetto ai 46,8 del mese precedente, anticipando le aspettative del mercato che prevedevano un peggioramento a 46,2, il livello più alto da febbraio. Il miglioramento è stato generalizzato in tutte le sezioni dell'indagine, con l'indice delle prospettive a sei mesi che è salito a 45,3 da 42,7 di ottobre.

I titoli da tenere d’occhio

- Revvity: le azioni salgono dell’11,4% dopo che la società del settore delle scienze della vita ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per azione rettificati pro forma per l’intero anno, portandole a un intervallo compreso tra 5,40 e 5,45 dollari, rispetto al precedente intervallo di 5,30-5,40 dollari.

- Pfizer: il titolo del colosso farmaceutico perde l’1,1% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Pfizer ha registrato un utile di 87 centesimi per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 16,58 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 73 centesimi per azione su un fatturato di 15,87 miliardi di dollari.

- Zebra Technologies: il produttore di scanner di codici a barre e computer portatili utilizzati nel settore della vendita al dettaglio e in altri settori perde il 6,6% nonostante avesse riportato risultati del terzo trimestre migliori del previsto. Zebra ha guadagnato 4,95 dollari per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 1,61 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano un utile di 4,89 dollari per azione su un fatturato di 1,57 miliardi di dollari. Va detto che la previsione di un flusso di cassa libero di almeno 1 miliardo di dollari per l’anno è risultata leggermente inferiore alla stima di 1,02 miliardi di dollari.

- Yum Brands: le azioni della società madre di Taco Bell salgono dello 0,2% dopo che gli utili del terzo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. L’utile per azione, rettificato, si è attestato a 1,56 dollari, mentre gli analisti interpellati da LSEG avevano previsto un utile per azione di 1,49 dollari. Il fatturato di 2,05 miliardi di dollari è risultato in linea con il consenso degli analisti. L’azienda ha dichiarato che Taco Bell si è ripresa dopo l’ epidemia di ciclospora legata alla lattuga iceberg servita nei suoi ristoranti.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono contrastate: sale il Nasdaq grazie al rimbalzo dei titoli chip

Le borse Usa aprono contrastate: il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 è invariato, mentre il Nasdaq sale dello 0,5%. I mercati sono appesantiti dal calo di Apple dopo le trimestrali. Intanto, gli investitori sono in attesa di capire come andranno le elezioni midterm.

«I mercati arrivano alla giornata delle midterm statunitensi con tensioni ancora elevate sul comparto tech. Se in passato gli investitori accoglievano con favore i nuovi investimenti nell'AI, nelle ultime settimane il sentiment è cambiato: gli annunci di emissioni obbligazionarie o aumenti di capitale da parte degli hyperscaler, come Oracle ieri, tendono a tradursi in vendite sulle società legate alle infrastrutture AI. Pesano sia i dubbi sulla monetizzazione degli investimenti e i timori di una bolla AI, sia la prospettiva di una crescente produzione interna di componenti hardware», affermano gli strategist di Mps.

Apple sta perdendo il 2,9%, dopo che la big tech ha pubblicato previsioni deludenti sui margini e le vendite di iPad nel quarto trimestre fiscale non hanno raggiunto le stime degli analisti. Il fatturato del terzo trimestre superiore alle aspettative non è riuscito a sostenere le azioni della mela. 

Anche Palantir cede il 3,4%, nonostante gli utili del terzo trimestre abbiano superato le stime degli analisti. Il fatturato commerciale statunitense dell’azienda è balzato del 148% a 984 milioni di dollari, superando i ricavi derivanti dal settore pubblico statunitense, pari a 953 milioni di dollari. Palantir prevede inoltre un fatturato di circa 2,65 miliardi di dollari per il quarto trimestre e di 8,53 miliardi di dollari per l’intero anno 2026.

Invece, le azioni delle aziende dei chip sono tornate a crescere: Micron +3,8%, Amd +4,6%, Intel +3,1%, Broadcom +3,3% e Nvidia +3,1%.

Sul fronte geopolitico, durante la notte gli Usa hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, in quella che è stata definita una misura difensiva, come ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump. Le trattative tra Teheran e Washington vanno avanti. Intanto, la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha comunicato che tre petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato mine navali mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione iraniana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 96 dollari al barile (-0,3%) e il Brent a 104 dollari (-1%).

Per quanto riguarda le elezioni di midterm, «i Democratici sono sulla buona strada per conquistare il Congresso Usa, mentre i prezzi elevati della benzina pesano sui livelli di gradimento del presidente Trump», avverte David A. Meier, economista di Julius Baer. «Eventuali riconteggi e ricorsi legali potrebbero ritardare la comunicazione dei risultati. Il presidente continuerebbe quindi a governare attraverso decreti esecutivi».

Sul fronte della politica monetaria, «il mercato del lavoro americano sarà un test importante per le aspettative sui tassi d'interesse. Venerdì il Bureau of Labor Statistics pubblicherà l'Employment Situation di ottobre, il principale appuntamento macroeconomico della settimana. Il rapporto permetterà di valutare insieme creazione di posti di lavoro, disoccupazione, partecipazione, ore lavorate, salari e revisioni delle precedenti stime. Un dato occupazionale robusto, accompagnato da salari sostenuti, potrebbe aumentare le attese di stretta monetaria. Un indebolimento ordinato, senza accelerazione salariale, potrebbe invece attenuare la pressione sui rendimenti, mentre un peggioramento marcato, a prescindere dagli impatti sulle aspettative per i tassi ufficiali, aprirebbe i timori di rallentamento della domanda e della crescita degli utili», afferma Marco Vailati, responsabile ricerca e investimento di Cassa Lombarda.

Il fronte macro

L'indice US Logistics Managers' Index è salito a 70,7 nell'ottobre 2026, rispetto ai 70,2 di settembre, segnalando la seconda crescita più forte nel settore logistico degli ultimi quattro anni, dopo quella di giugno. L'aumento è trainato dal continuo incremento dei livelli di inventario (66,9 contro 58,9). I rivenditori a valle hanno accumulato scorte leggermente più velocemente rispetto ai rivenditori a monte, il che suggerisce che un fattore determinante di questa tendenza al rialzo sia l'accumulo di scorte in vista delle vendite natalizie.

Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 10,4% su base annua nella settimana terminata il 31 ottobre, dopo un incremento del 9,3% nell'ottava precedente.

L'indice di ottimismo economico RealClearMarkets/TIPP è salito a 48,5 a novembre 2026, rispetto ai 46,8 del mese precedente, anticipando le aspettative del mercato che prevedevano un peggioramento a 46,2, il livello più alto da febbraio. Il miglioramento è stato generalizzato in tutte le sezioni dell'indagine, con l'indice delle prospettive a sei mesi che è salito a 45,3 da 42,7 di ottobre.

I titoli da tenere d’occhio

- Revvity: le azioni salgono dell’11,3% dopo che la società del settore delle scienze della vita ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per azione rettificati pro forma per l’intero anno, portandole a un intervallo compreso tra 5,40 e 5,45 dollari, rispetto al precedente intervallo di 5,30-5,40 dollari.

- Pfizer: il titolo del colosso farmaceutico sale dello 0,6% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Pfizer ha registrato un utile di 87 centesimi per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 16,58 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 73 centesimi per azione su un fatturato di 15,87 miliardi di dollari.

- Zebra Technologies: il produttore di scanner di codici a barre e computer portatili utilizzati nel settore della vendita al dettaglio e in altri settori perde l’11,6% nonostante avesse riportato risultati del terzo trimestre migliori del previsto. Zebra ha guadagnato 4,95 dollari per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 1,61 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano un utile di 4,89 dollari per azione su un fatturato di 1,57 miliardi di dollari. Va detto che la previsione di un flusso di cassa libero di almeno 1 miliardo di dollari per l’anno è risultata leggermente inferiore alla stima di 1,02 miliardi di dollari.

- Yum Brands: le azioni della società madre di Taco Bell salgono dello 0,1% dopo che gli utili del terzo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. L’utile per azione, rettificato, si è attestato a 1,56 dollari, mentre gli analisti interpellati da LSEG avevano previsto un utile per azione di 1,49 dollari. Il fatturato di 2,05 miliardi di dollari è risultato in linea con il consenso degli analisti. L’azienda ha dichiarato che Taco Bell si è ripresa dopo l’ epidemia di ciclospora legata alla lattuga iceberg servita nei suoi ristoranti.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa contrastati. Sui mercati pesa il calo di Apple

A poco meno di un’ora dal’apertura, i futures sulle borse Usa sono contrastati: quelli sul Dow Jones e sull’S&P 500 cedono, rispettivamente, lo 0,7% e lo 0,1%, mentre quelli sul Nasdaq salgono dello 0,4%. Sui mercati pesa il calo di Apple e la nuova crescita del petrolio. Ma oggi gli occhi degli investitori sono puntati sulle elezioni di midterm americane. 

«I mercati arrivano alla giornata delle midterm statunitensi con tensioni ancora elevate sul comparto tech. Se in passato gli investitori accoglievano con favore i nuovi investimenti nell'AI, nelle ultime settimane il sentiment è cambiato: gli annunci di emissioni obbligazionarie o aumenti di capitale da parte degli hyperscaler, come Oracle ieri, tendono a tradursi in vendite sulle società legate alle infrastrutture AI. Pesano sia i dubbi sulla monetizzazione degli investimenti e i timori di una bolla AI, sia la prospettiva di una crescente produzione interna di componenti hardware», affermano gli strategist di Mps.

Apple sta perdendo il 4%, dopo che la big tech ha pubblicato previsioni deludenti sui margini e le vendite di iPad nel quarto trimestre fiscale non hanno raggiunto le stime degli analisti. Il fatturato del terzo trimestre superiore alle aspettative non è riuscito a sostenere le azioni della mela. 

Anche Palantir cede il 5%, nonostante gli utili del terzo trimestre abbiano superato le stime degli analisti. Il fatturato commerciale statunitense dell’azienda è balzato del 148% a 984 milioni di dollari, superando i ricavi derivanti dal settore pubblico statunitense, pari a 953 milioni di dollari. Palantir prevede inoltre un fatturato di circa 2,65 miliardi di dollari per il quarto trimestre e di 8,53 miliardi di dollari per l’intero anno 2026.

Invece, le azioni delle aziende dei chip sono tornate a crescere: Micron +4,7%, Amd +4,4%, Intel +4,4%, Broadcom +2,7% e Nvidia +2,7%.

Sul fronte geopolitico, durante la notte gli Usa hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, in quella che è stata definita una misura difensiva e che non dovrebbe portare a una ripresa delle operazioni su vasta scala. Le trattative tra Teheran e Washington vanno avanti. Intanto, la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha comunicato che tre petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato mine navali mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione iraniana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero rialzo: il Wti viene scambiato a 97 dollari al barile (+0,8%) e il Brent a 105 dollari (+0,2%).

Per quanto riguarda le elezioni di midterm, «i Democratici sono sulla buona strada per conquistare il Congresso Usa, mentre i prezzi elevati della benzina pesano sui livelli di gradimento del presidente Trump», avverte David A. Meier, economista di Julius Baer. «Eventuali riconteggi e ricorsi legali potrebbero ritardare la comunicazione dei risultati. Il presidente continuerebbe quindi a governare attraverso decreti esecutivi».

Sul fronte della politica monetaria, «il mercato del lavoro americano sarà un test importante per le aspettative sui tassi d'interesse. Venerdì il Bureau of Labor Statistics pubblicherà l'Employment Situation di ottobre, il principale appuntamento macroeconomico della settimana. Il rapporto permetterà di valutare insieme creazione di posti di lavoro, disoccupazione, partecipazione, ore lavorate, salari e revisioni delle precedenti stime. Un dato occupazionale robusto, accompagnato da salari sostenuti, potrebbe aumentare le attese di stretta monetaria. Un indebolimento ordinato, senza accelerazione salariale, potrebbe invece attenuare la pressione sui rendimenti, mentre un peggioramento marcato, a prescindere dagli impatti sulle aspettative per i tassi ufficiali, aprirebbe i timori di rallentamento della domanda e della crescita degli utili», afferma Marco Vailati, responsabile ricerca e investimento di Cassa Lombarda.

Il fronte macro

L'indice US Logistics Managers' Index è salito a 70,7 nell'ottobre 2026, rispetto ai 70,2 di settembre, segnalando la seconda crescita più forte nel settore logistico degli ultimi quattro anni, dopo quella di giugno. L'aumento è trainato dal continuo incremento dei livelli di inventario (66,9 contro 58,9). I rivenditori a valle hanno accumulato scorte leggermente più velocemente rispetto ai rivenditori a monte, il che suggerisce che un fattore determinante di questa tendenza al rialzo sia l'accumulo di scorte in vista delle vendite natalizie.

L'indice di ottimismo economico RealClearMarkets/TIPP è salito a 48,5 a novembre 2026, rispetto ai 46,8 del mese precedente, anticipando le aspettative del mercato che prevedevano un peggioramento a 46,2, il livello più alto da febbraio. Il miglioramento è stato generalizzato in tutte le sezioni dell'indagine, con l'indice delle prospettive a sei mesi che è salito a 45,3 da 42,7 di ottobre.

I titoli da tenere d’occhio

- Revvity: le azioni salgono dell’8,8% dopo che la società del settore delle scienze della vita ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per azione rettificati pro forma per l’intero anno, portandole a un intervallo compreso tra 5,40 e 5,45 dollari, rispetto al precedente intervallo di 5,30-5,40 dollari.

- Pfizer: il titolo del colosso farmaceutico è invariato dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Pfizer ha registrato un utile di 87 centesimi per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 16,58 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 73 centesimi per azione su un fatturato di 15,87 miliardi di dollari.

- Zebra Technologies: il produttore di scanner di codici a barre e computer portatili utilizzati nel settore della vendita al dettaglio e in altri settori perde il 17,5% nonostante avesse riportato risultati del terzo trimestre migliori del previsto. Zebra ha guadagnato 4,95 dollari per azione, escluse alcune voci, su un fatturato di 1,61 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano un utile di 4,89 dollari per azione su un fatturato di 1,57 miliardi di dollari. Va detto che la previsione di un flusso di cassa libero di almeno 1 miliardo di dollari per l’anno è risultata leggermente inferiore alla stima di 1,02 miliardi di dollari.

- Yum Brands: le azioni della società madre di Taco Bell salgono del 3,6% dopo che gli utili del terzo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. L’utile per azione, rettificato, si è attestato a 1,56 dollari, mentre gli analisti interpellati da LSEG avevano previsto un utile per azione di 1,49 dollari. Il fatturato di 2,05 miliardi di dollari è risultato in linea con il consenso degli analisti. L’azienda ha dichiarato che Taco Bell si è ripresa dopo l’ epidemia di ciclospora legata alla lattuga iceberg servita nei suoi ristoranti. (riproduzione riservata)