La diretta da Wall Street | Borse Usa in calo: Dow Jones -1%. Rallenta la corsa del petrolio
La diretta da Wall Street | Borse Usa in calo: Dow Jones -1%. Rallenta la corsa del petrolio
Buona la performance dei titoli dei semiconduttori. Oggi entrano in vigore i dazi di Ottawa su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi

di Ester Di Lollo (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti     08/09/2026 14:50

Ftse Mib
52.177,47 17.40.00

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Dax 30
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Dow Jones
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-0,96%

Nasdaq
26.464,92 20.03.44

-0,16%

Euro/Dollaro
1,1625 19.48.41

-0,01%

Spread
84,07 17.30.04

-0,34

A poco meno di due ore dalla chiusura i listini Usa sono in calo: Dow Jones -1%, S&P 500 -0,4% e Nasdaq -0,1%. Gli investitori monitorano l’escalation in Medio Oriente, mentre attendono un importante dato sull’inflazione previsto per venerdì. Intanto il prezzo del petrolio è in leggero aumento: il Wti viene scambiato a 92 dollari al barile (+0,8%) e il Brent a 97 dollari (+0,1%). 

La Federal Reserve terrà una riunione di politica monetaria la prossima settimana. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 60% che la banca centrale aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale al termine della riunione. Ma secondo l’ultima indagine sui consumatori della Federal Reserve di New York, nonostante l’aumento dei prezzi della benzina, le aspettative di inflazione sono rimaste sotto controllo durante il mese di agosto.

In una giornata opaca, spicca la buona performance dei semiconduttori che stanno contribuendo a compensare le perdite dovute all’aumento dei prezzi del petrolio: l’Etf VanEck Semiconductor (SMH) sale dell’1,4%, Intel del 9,5%, Amd del 6,3% e Broadcom del 3,1%.

Ore 18:30 Borse Usa in territorio negativo: il Dow Jones perde l’1,1%

A metà seduta i listini Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones perde l’1,1%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,2%. Nonostante si sia attenuato il rialzo del petrolio, i mercati restano deboli a causa dell’elevato rendimento dei titoli di Stato e dalla guerra commerciale tra Canada e Usa. Oggi entrano in vigore i dazi di Ottawa su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi. Inoltre, gli operatori di mercato sono in attesa dei dati sull'inflazione (IPC) e sulla produzione (PPI), in uscita giovedì e venerdì, che dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche, in particolare quelle legate all'aumento dei costi energetici.

Sul fronte geopolitico, in Arabia «sono state sospese le operazioni in alcuni siti energetici nel sud del Paese dopo gli attacchi degli Houthi» precisano gli analisti di Mps. «Il clima di forte incertezza sta portando ad un ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, pressioni al rialzo sui rendimenti e borse in calo, anche se le vendite sono per il momento piuttosto contenute» aggiungono gli esperti. I terroristi Houthi stanno attaccando strutture dell’Arabia Saudita, soprattutto petrolifere, accusandola di stare sostenendo le truppe del governo yemenita. Riyad però sta rispondendo al fuoco con raid aerei mirati.

In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo, anche se non come ad inizio seduta: il Wti viene scambiato a 92 dollari al barile (+0,9%) e il Brent a 97,5 dollari (+0,4%). Restano alti anche i rendimenti dei Treasury: quello decennale si attesta al 4,79%, il livello più alto da ottobre 2023, mentre il trentennale è al 5,25%.

La Federal Reserve terrà una riunione di politica monetaria la prossima settimana. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 60% che la banca centrale aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale al termine della riunione. Ma secondo l’ultima indagine sui consumatori della Federal Reserve di New York, nonostante l’aumento dei prezzi della benzina, le aspettative di inflazione sono rimaste sotto controllo durante il mese di agosto.

Lato politica monetaria, «un mercato del lavoro ancora solido e un'inflazione sopra il target offrono alla Fed una motivazione per agire ora, piuttosto che rischiare un consolidamento delle aspettative inflazionistiche» afferma Anthony Willis, senior economist di Columbia Threadneedle Investments. Per gli investitori, osserva l'esperto, la domanda più rilevante non è semplicemente se le banche centrali alzeranno i tassi in questo ciclo di riunioni, ma anche quali segnali forniranno sul percorso successivo. I rendimenti obbligazionari si sono già mossi al rialzo in previsione di una politica più restrittiva, mentre le aspettative di inflazione sono state spinte verso l'alto dalla rinnovata pressione sui prezzi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche irrisolte nel Golfo. «Le banche centrali si trovano quindi di fronte a un difficile compromesso: devono rispondere in modo credibile ai rischi inflazionistici, ma la politica monetaria non deve muoversi di molto prima di diventare restrittiva» aggiunge Willis.

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese (NFIB Small Business Optimism Index) è sceso a 98,7 nell'agosto 2026, rispetto ai 99,8 di luglio, e si trova al di sotto delle previsioni di 99,3. Le vendite effettive sono peggiorate, con un netto calo del 9% dei proprietari che hanno segnalato un aumento delle vendite nominali negli ultimi tre mesi, il dato più basso da novembre 2025. Le segnalazioni dell'inflazione come problema principale sono aumentate al 16%, raggiungendo ora, insieme alle tasse, la seconda maggiore preoccupazione per le piccole imprese.

I titoli da tenere d’occhio

- Roivant Sciences: le azioni salgono del 20% dopo che l’azienda farmaceutica ha dichiarato che i risultati della sperimentazione di fase 2 del mosliciguat, farmaco della sua controllata Pulmovant, hanno dimostrato «una riduzione clinicamente significativa e statisticamente rilevante, corretta per il placebo, della resistenza vascolare polmonare» nei pazienti affetti da ipertensione polmonare con malattia polmonare interstiziale.

- Novartis: il titolo della casa farmaceutica scende del 13,7% dopo che i risultati della fase 3 hanno mostrato che il suo farmaco del-desiran non ha portato a «miglioramenti significativi» nei pazienti affetti da distrofia miotonica di tipo 1.

- Qualcomm: Secondo quanto riportato nel comunicato stampa dell’azienda, l’azienda sta collaborando con Amazon Web Services per «contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura di intelligenza artificiale di AWS». Il titolo sale del 3,9%

- Peloton Interactive: le azioni calano del 6,6% dopo che Morgan Stanley ha declassato il titolo da «equal weight» a «underweight».

- Boston Scientific: il titolo del produttore di dispositivi medici perde il 4,6% dopo che la società ha dichiarato che un recente attacco informatico ha probabilmente influito sulle vendite e sugli obiettivi di profitto per il 2026.

- Intel: il produttore di chip guadagna il 9,5% in seguito alla notizia che la società starebbe valutando un aumento dei prezzi dei semiconduttori per computer il mese prossimo.

Ge Aerospace acquisirà Consolidated Precision Products, produttore statunitense di componenti per l'industria aerospaziale, della difesa e della generazione energetica, da Warburg Pincus e Berkshire Partners per 11,75 miliardi di dollari. Il titolo tratta in calo dello 0,3%.

- Bloom Energy: l’azienda registra un aumento del 10,2% in vista dell’ingresso nell’indice S&P 500 il 21 settembre. Bloom ha beneficiato notevolmente della crescita dei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in rosso. Pesa l’aumento del prezzo del petrolio

Le borse Usa aprono in rosso: il Dow Jones cede lo 0,9%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,1%. I mercati sono appesantiti dall’aumento del prezzo del petrolio, dall’elevato rendimento dei titoli di Stato e dalla guerra commerciale tra Canada e Usa. Oggi entrano in vigore i dazi di Ottawa su circa 20 miliardi di dollari di merci statunitensi. 

«La settimana è iniziata con un sentiment di mercato ancora molto cauto e scambi decisamente ridotti vista la chiusura di ieri di Wall Street. La situazione nello stretto di Hormuz rimane ancora in una fase di stallo, con l'Iran che ha dichiarato che a giorni potrebbe essere annunciato l'accordo con l'Oman per la gestione dello stretto, ma rimane l'incognita di quale sarà la reazione degli Usa e soprattutto se il blocco navale, che ha generato negli ultimi giorni attacchi a diverse navi, rimarrà in piedi» affermano gli strategist di Mps.

Sul fronte geopolitico, in Arabia «sono state sospese le operazioni in alcuni siti energetici nel sud del Paese dopo gli attacchi degli Houthi» precisano gli analisti di Mps. «Il clima di forte incertezza sta portando ad un ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, pressioni al rialzo sui rendimenti e borse in calo, anche se le vendite sono per il momento piuttosto contenute» aggiungono gli esperti. I terroristi Houthi stanno attaccando strutture dell’Arabia Saudita, soprattutto petrolifere, accusandola di stare sostenendo le truppe del governo yemenita. Riyad però sta rispondendo al fuoco con raid aerei mirati.

In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 93 dollari al barile (+1,7%) e il Brent a 98 dollari (+0,9%). Restano alti anche i rendimenti dei Treasury: quello decennale si attesta al 4,78%, il livello più alto da ottobre 2023, mentre il trentennale è al 5,24%.

I dati sull'inflazione (IPC) e sulla produzione (PPI) in uscita questa settimana dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche, in particolare quelle legate all'aumento dei costi energetici. L'inflazione generale dovrebbe rimanere stabile al 3,4%, mentre il tasso core dovrebbe rallentare leggermente al 2,4%. La Federal Reserve terrà una riunione di politica monetaria la prossima settimana. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 60% che la banca centrale aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale al termine della riunione.

Lato politica monetaria, «un mercato del lavoro ancora solido e un'inflazione sopra il target offrono alla Fed una motivazione per agire ora, piuttosto che rischiare un consolidamento delle aspettative inflazionistiche» afferma Anthony Willis, senior economist di Columbia Threadneedle Investments. Per gli investitori, osserva l'esperto, la domanda più rilevante non è semplicemente se le banche centrali alzeranno i tassi in questo ciclo di riunioni, ma anche quali segnali forniranno sul percorso successivo. I rendimenti obbligazionari si sono già mossi al rialzo in previsione di una politica più restrittiva, mentre le aspettative di inflazione sono state spinte verso l'alto dalla rinnovata pressione sui prezzi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche irrisolte nel Golfo. «Le banche centrali si trovano quindi di fronte a un difficile compromesso: devono rispondere in modo credibile ai rischi inflazionistici, ma la politica monetaria non deve muoversi di molto prima di diventare restrittiva» aggiunge Willis.

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese (NFIB Small Business Optimism Index) è sceso a 98,7 nell'agosto 2026, rispetto ai 99,8 di luglio, e si trova al di sotto delle previsioni di 99,3. Le vendite effettive sono peggiorate, con un netto calo del 9% dei proprietari che hanno segnalato un aumento delle vendite nominali negli ultimi tre mesi, il dato più basso da novembre 2025. Le segnalazioni dell'inflazione come problema principale sono aumentate al 16%, raggiungendo ora, insieme alle tasse, la seconda maggiore preoccupazione per le piccole imprese.

I titoli da tenere d’occhio

- Roivant Sciences: le azioni salgono del 14,5% dopo che l’azienda farmaceutica ha dichiarato che i risultati della sperimentazione di fase 2 del mosliciguat, farmaco della sua controllata Pulmovant, hanno dimostrato «una riduzione clinicamente significativa e statisticamente rilevante, corretta per il placebo, della resistenza vascolare polmonare» nei pazienti affetti da ipertensione polmonare con malattia polmonare interstiziale.

- Novartis: il titolo della casa farmaceutica scende del 12,9% dopo che i risultati della fase 3 hanno mostrato che il suo farmaco del-desiran non ha portato a «miglioramenti significativi» nei pazienti affetti da distrofia miotonica di tipo 1.

- Qualcomm: Secondo quanto riportato nel comunicato stampa dell’azienda, l’azienda sta collaborando con Amazon Web Services per «contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura di intelligenza artificiale di AWS». Il titolo sale del 3,1%

- Peloton Interactive: le azioni calano del 3,3% dopo che Morgan Stanley ha declassato il titolo da «equal weight» a «underweight».

- Boston Scientific: il titolo del produttore di dispositivi medici perde il 2,3% dopo che la società ha dichiarato che un recente attacco informatico ha probabilmente influito sulle vendite e sugli obiettivi di profitto per il 2026.

- Intel: il produttore di chip guadagna il 5,9% in seguito alla notizia che la società starebbe valutando un aumento dei prezzi dei semiconduttori per computer il mese prossimo.

Ge Aerospace acquisirà Consolidated Precision Products, produttore statunitense di componenti per l'industria aerospaziale, della difesa e della generazione energetica, da Warburg Pincus e Berkshire Partners per 11,75 miliardi di dollari. Il titolo tratta in calo dello 0,2%.

- Bloom Energy: l’azienda registra un aumento del 6,2% in vista dell’ingresso nell’indice S&P 500 il 21 settembre. Bloom ha beneficiato notevolmente della crescita dei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa contrastati. Pesa il rialzo del petrolio: Brent vicino ai 100 dollari

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono contrastati: quelli sul Dow Jones scendono dello 0,8% e sull’S&P 500 dello 0,3%, mentre quelli sul Nasdaq sono invariati.

«La settimana è iniziata con un sentiment di mercato ancora molto cauto e scambi decisamente ridotti vista la chiusura di ieri di Wall Street. La situazione nello stretto di Hormuz rimane ancora in una fase di stallo, con l'Iran che ha dichiarato che a giorni potrebbe essere annunciato l'accordo con l'Oman per la gestione dello stretto, ma rimane l'incognita di quale sarà la reazione degli Usa e soprattutto se il blocco navale, che ha generato negli ultimi giorni attacchi a diverse navi, rimarrà in piedi» affermano gli strategist di Mps.

A pesare sul sentiment è anche la situazione in Arabia, dove «sono state sospese le operazioni in alcuni siti energetici nel sud del Paese dopo gli attacchi degli Houthi» precisano gli analisti. «Il clima di forte incertezza sta portando ad un ennesimo rialzo del prezzo del petrolio, pressioni al rialzo sui rendimenti e borse in calo, anche se le vendite sono per il momento piuttosto contenute» aggiungono gli esperti. I terroristi Houthi stanno attaccando strutture dell’Arabia Saudita, soprattutto petrolifere, accusandola di stare sostenendo le truppe del governo yemenita. Riyad però sta rispondendo al fuoco con raid aerei mirati.

In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 94 dollari al barile (+2,6%) e il Brent a 98,5 dollari (+1,7%). Restano alti anche i rendimenti dei Treasury: quello decennale si attesta al 4,8%, il livello più alto da ottobre 2023, mentre il trentennale è al 5,26%.

I dati sull'inflazione (IPC) e sulla produzione (PPI) in uscita questa settimana dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni inflazionistiche, in particolare quelle legate all'aumento dei costi energetici. L'inflazione generale dovrebbe rimanere stabile al 3,4%, mentre il tasso core dovrebbe rallentare leggermente al 2,4%. La Federal Reserve terrà una riunione di politica monetaria la prossima settimana. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 60% che la banca centrale aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale al termine della riunione.

Lato politica monetaria, «un mercato del lavoro ancora solido e un'inflazione sopra il target offrono alla Fed una motivazione per agire ora, piuttosto che rischiare un consolidamento delle aspettative inflazionistiche» afferma Anthony Willis, senior economist di Columbia Threadneedle Investments. Per gli investitori, osserva l'esperto, la domanda più rilevante non è semplicemente se le banche centrali alzeranno i tassi in questo ciclo di riunioni, ma anche quali segnali forniranno sul percorso successivo. I rendimenti obbligazionari si sono già mossi al rialzo in previsione di una politica più restrittiva, mentre le aspettative di inflazione sono state spinte verso l'alto dalla rinnovata pressione sui prezzi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche irrisolte nel Golfo. «Le banche centrali si trovano quindi di fronte a un difficile compromesso: devono rispondere in modo credibile ai rischi inflazionistici, ma la politica monetaria non deve muoversi di molto prima di diventare restrittiva» aggiunge Willis.

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese (NFIB Small Business Optimism Index) è sceso a 98,7 nell'agosto 2026, rispetto ai 99,8 di luglio, e si trova al di sotto delle previsioni di 99,3. Le vendite effettive sono peggiorate, con un netto calo del 9% dei proprietari che hanno segnalato un aumento delle vendite nominali negli ultimi tre mesi, il dato più basso da novembre 2025. Le segnalazioni dell'inflazione come problema principale sono aumentate al 16%, raggiungendo ora, insieme alle tasse, la seconda maggiore preoccupazione per le piccole imprese.

I titoli da tenere d’occhio

- Roivant Sciences: le azioni salgono del 17,5% dopo che l’azienda farmaceutica ha dichiarato che i risultati della sperimentazione di fase 2 del mosliciguat, farmaco della sua controllata Pulmovant, hanno dimostrato «una riduzione clinicamente significativa e statisticamente rilevante, corretta per il placebo, della resistenza vascolare polmonare» nei pazienti affetti da ipertensione polmonare con malattia polmonare interstiziale.

- Novartis: il titolo della casa farmaceutica scende del 12,6% dopo che i risultati della fase 3 hanno mostrato che il suo farmaco del-desiran non ha portato a «miglioramenti significativi» nei pazienti affetti da distrofia miotonica di tipo 1.

- Peloton Interactive: le azioni calano del 5,6% dopo che Morgan Stanley ha declassato il titolo da «equal weight» a «underweight».

- Boston Scientific: il titolo del produttore di dispositivi medici perde il 2,2% dopo che la società ha dichiarato che un recente attacco informatico ha probabilmente influito sulle vendite e sugli obiettivi di profitto per il 2026.

- Intel: il produttore di chip guadagna il 4,3% in seguito alla notizia che la società starebbe valutando un aumento dei prezzi dei semiconduttori per computer il mese prossimo.

Ge Aerospace acquisirà Consolidated Precision Products, produttore statunitense di componenti per l'industria aerospaziale, della difesa e della generazione energetica, da Warburg Pincus e Berkshire Partners per 11,75 miliardi di dollari. Il titolo tratta in rialzo dello 0,7%.

- Bloom Energy: l’azienda registra un aumento del 6,4% in vista dell’ingresso nell’indice S&P 500 il 21 settembre. Bloom ha beneficiato notevolmente della crescita dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)