Wall Street chiude positiva: Dow Jones +1,1%, S&P500 +0,3%, Nasdaq +0,1%. Il Comptroller di New York City, Mark Levine, ha inviato una lettera formale al ceo di Anthropic, Dario Amodei, chiedendo ufficialmente di sospendere e rinviare l'offerta pubblica iniziale (Ipo) dell'azienda. Levine ha sottolineato che, invece di procedere a capofitto verso la quotazione a Wall Street (che indiscrezioni indicano come possibile già per il mese prossimo), Anthropic dovrebbe concentrare le proprie energie sulla mitigazione dei «rischi senza precedenti» legati ai modelli di frontiera.
La situazione di tensione creditizia di CoreWeave si è ulteriormente aggravata, nel contesto di una più ampia ondata di vendite che ha colpito i titoli legati all'intelligenza artificiale. CoreWeave, una cosiddetta società "neocloud", ha accumulato oltre 51 miliardi di dollari in debiti e obbligazioni per finanziare lo sviluppo della propria infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale. L'azienda deve ora affrontare la reazione negativa di azionisti e obbligazionisti, sempre più preoccupati per l'eccessiva spesa nel settore dell'AI e per l'elevato livello di indebitamento.
I rendimenti dei titoli di debito di CoreWeave hanno continuato a salire: il rendimento a scadenza dell'obbligazione con cedola al 9,75% e scadenza nel 2031 ha raggiunto il 15,78%. Nel frattempo, lo spread sui credit default swap (strumenti assicurativi contro il rischio di insolvenza) a cinque anni ha superato, a un certo punto, i 1.140 punti base. L'ultimo dato rilevato si attesta a 1.088 punti base: un incremento del 33% rispetto alla settimana precedente e un valore superiore del 177% rispetto a un anno fa. Il titolo ha comunque chiuso in rialzo del 5,9%.
A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa contrastate: Dow Jones +1%, S&P 500 +0,3% e Nasdaq -0,2%. I listini hanno ridotto le perdite iniziale e risentono del calo dei bond. Inoltre, visto il calo dei chip, gli investitori stanno puntando sui settori tradizionali. Intanto, anche il petrolio è contrastato: il Wti sale a 98 dollari (+3%), mentre il Brent cede lo 0,2% e si attesta a 0,2%.
Il mercato statunitense sta anche affrontando una persistente inflazione. A settembre 2026, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,3% rispetto al mese precedente, e del 6,3% su base annua, registrando l'incremento più marcato dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e il secondo più alto mai registrato. Il dato è risultato nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un aumento dello 0,5% su base mensile e del 5,5% su base annua. La crescita è dovuta soprattutto allo shock energetico globale causato dalla guerra in Medio Oriente e alla scarsità di gasolio a causa della chiusura delle raffinerie russe. I costi energetici per i produttori statunitensi sono saliti del 10,8% su base mensile.
Anche i prezzi alla produzione core, che escludono i prodotti alimentari e energetici, sono aumentati dello 0,7% rispetto al mese precedente, superando le aspettative dello 0,3% e accelerando rispetto all'aumento dello 0,2% registrato lo scorso mese. Si tratta del maggiore incremento da aprile.
Ore 18:30 Borse Usa contrastate: Dow Jones +0,9% e Nasdaq -0,5%. Si riducono le perdite dei chip
A metà seduta le borse Usa vanno in ordine sparso: il Dow Jones sale dello 0,9%, l’S&P 500 è invariato e il Nasdaq scende dello 0,5%. I mercati subiscono il calo dei titoli chip, mentre i dati macroeconomici indicano un’inflazione persistenza. Ma tornano a scendere i rendimenti dei Treasury.
I timori per l’eccessivo indebitamento delle società legate all’intelligenza artificiale sta preoccupando gli investitori. Esemplare è il caso di CoreWeave. Il titolo neocloud perde il 2,7%, dopo il crollo del 15% registrato ieri. Il mercato teme che la società si stia indebitando eccessivamente per finanziare lo sviluppo della sua intelligenza artificiale. Anche i rendimenti delle obbligazioni societarie di CoreWeave sono aumentati vertiginosamente.
Ad acuire il problema anche i conti di Anthropic: il fatturato è cresciuto a 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Si tratta di un rallentamento rispetto al ritmo di inizio anno e sono risultati inferiori alla maggior parte delle stime. Questo rafforza lo scetticismo sul fatto che l'impennata delle spese nel settore potrebbe non tradursi in profitti. Dopo una mattinata in negativo, il settore dei chip sta riducendo le perdite: Micron perde lo 0,6%, Amd il 4,3%, Nvidia il 2,2%, Marvell il 4,1%, Seagate il 5,9%, Western Digital il 5,5%, SK Hynix il 3,1% e Sandisk il 3,6%.
Da segnalare anche Tsmc che cede il 2,8% dopo avere pubblicato i risultati trimestrali: la società ha registrato un utile record, sostenuto dalla fin qui inarrestabile domanda globale di chip per l’AI. Nello specifico, Tsmc ha chiuso il trimestre con 1.490 miliardi di dollari taiwanesi (46,4 miliardi di dollari Usa) di ricavi, contro i 1.470 attesi, e un utile netto di 763,1 miliardi di dollari taiwanesi (23,6 miliardi di dollari americani) contro 746,4 stimati.
Le dinamiche di mercato attuali non sono certo favorevoli al settore dei chip, soggetto a forti episodi di volatilità, in particolare quando i dati macroeconomici americani (come l’inflazione sopra le attese di settembre) fanno temere un atteggiamento più restrittivo della Fed sui tassi. E per questo motivo gli investitori si stanno spingendo verso i titoli di Stato, considerati un bene rifugio: il rendimento del Treasury decennale è sceso di nove punti base al 5,1% e il trentennale si attesta al 5,43% (-0,1%). Gli operatori di mercato prevedono attualmente che la Fed manterrà i tassi invariati questo mese, ma prevedono un aumento di 25 punti base a dicembre.
Tuttavia, il mercato è stato sostenuto da guadagni in settori al di fuori della tecnologia: le azioni del rivenditore Walmart salgono del 2,4%, dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating da «hold» a «buy», quelle di Merck dell’1,4% e quelle di Eli Lilly del 5,3%.
«La solidità economica che consente alla Fed di alzare i tassi offre al contempo un valido supporto al mercato azionario. I mercati stanno scontando una traiettoria dei tassi più aggressiva rispetto alle previsioni. Un'ulteriore stagione di utili positivi dovrebbe inoltre aiutare le azioni a sopportare tassi moderatamente più elevati», afferma Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management. «La posizione attuale rimane orientata a ulteriori guadagni azionari, ponendo l'accento su un'ampia diversificazione tra settori e regioni. La forte crescita economica e dei profitti aziendali dovrebbe infatti sostenere l'azionario a fronte di tassi leggermente più alti. Si continua pertanto a privilegiare una combinazione di esposizione azionaria ciclica e secolare, affiancata da titoli a reddito fisso di alta qualità».
Sul fronte geopolitico, vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze saudite, mentre il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che la guerra contro l'Iran finirà «molto presto», affermando che gli Stati Uniti hanno assunto il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz. Intanto, ieri l'affondamento di una nave battente bandiera di Singapore a Hormuz ha acuito i timori di un prolungato conflitto regionale e nel corso della mattina la marina iraniana ha affermato che una petroliera che ha violato il protocollo nello Stretto di Hormuz è stata colpita. Inoltre, in un’intervista al Financial Times, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di voler riprendere gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe. In questo contesto, il prezzo del petrolio è contrastato: il Wti viene scambiato a 96 dollari al barile (+1,1%) e il Brent a 105 dollari (-1%).
A settembre 2026, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,3% rispetto al mese precedente, e del 6,3% su base annua, registrando l'incremento più marcato dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e il secondo più alto mai registrato. Il dato è risultato nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un aumento dello 0,5% su base mensile e del 5,5% su base annua. La crescita è dovuta soprattutto allo shock energetico globale causato dalla guerra in Medio Oriente e alla scarsità di gasolio a causa della chiusura delle raffinerie russe. I costi energetici per i produttori statunitensi sono saliti del 10,8% su base mensile.
Anche i prezzi alla produzione core, che escludono i prodotti alimentari e energetici, sono aumentati dello 0,7% rispetto al mese precedente, superando le aspettative dello 0,3% e accelerando rispetto all'aumento dello 0,2% registrato lo scorso mese. Si tratta del maggiore incremento da aprile.
Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,8% su base mensile a settembre 2026, dopo un incremento rivisto al rialzo dell'1,3% ad agosto e ben al di sopra delle previsioni di un aumento dello 0,3%.
L'indice manifatturiero Empire State di New York è salito a 25,5 a ottobre, rispetto al 7,6 di settembre, superando le previsioni di 10,3 e segnalando il miglioramento più significativo delle condizioni manifatturiere di New York in quasi cinque anni. I nuovi ordini sono aumentati notevolmente e le spedizioni sono cresciute.
Sono state pubblicate anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato), le quali si sono attestate a quota 199.000 unità, in aumento di 1.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 4.000 unità a quota 1,710 milioni.
- Rocket Lab: la società spaziale perde l’11,2% dopo aver posticipato al 2027 il lancio del suo razzo Neutron.
- Penske Automotive: le azioni salgono dell’8,5% dopo che la società di trasporti ha annunciato che verrà privatizzata da Motown Acquisition Corp, un’entità controllata da Penske Corp. e Mitsui, per 212 dollari per azione in contanti. L’accordo prevede un premio di quasi il 9% rispetto al prezzo di chiusura di mercoledì, pari a 194,79 dollari per azione. La transazione dovrebbe concludersi nel primo trimestre del 2027.
- Crocs: l’azienda di calzature guadagna il 6,7% dopo che Barclays ha alzato il rating di Crocs da «equal weight» a «overweight».
- Bending Spoons: il titolo della società italiana è crescita, dopo il balzo di ieri dovuto all’annuncio della salita fino al 4% di Berskshire Hathaway, la holding di investimento guidata fino a poco meno di un mese fa dal guru della finanza Warren Buffett. Il titolo, dopo un’apertura in negativo, sale del 4,7%.
Le borse Usa aprono contrastate: Dow Jones +0,5%, S&P 500 -0,4% e Nasdaq -1,2%. I mercati da un lato subiscono il calo dei titoli chip e dati macroeconomici che indicano un’inflazione persistenza, dall’altro sono sollevati dalla flessione dei rendimenti dei Treasury.
I timori per l’eccessivo indebitamento delle società legate all’intelligenza artificiale sta preoccupando gli investitori. Esemplare è il caso di CoreWeave. Il titolo neocloud perde il 7,2%, dopo il crollo del 15% registrato ieri. Il mercato teme che la società si stia indebitando eccessivamente per finanziare lo sviluppo della sua intelligenza artificiale. Anche i rendimenti delle obbligazioni societarie di CoreWeave sono aumentati vertiginosamente.
Ad acuire il problema anche i conti di Anthropic: il fatturato è cresciuto a 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Si tratta di un rallentamento rispetto al ritmo di inizio anno e sono risultati inferiori alla maggior parte delle stime. Questo rafforza lo scetticismo sul fatto che l'impennata delle spese nel settore potrebbe non tradursi in profitti. In questo contesto Micron perde il 5%, Amd il 5,2%, Nvidia il 2,8%, Marvell il 5,5%, Seagate il 7%, Western Digital il 6,5%, SK Hynix il 5,6% e Sandisk il 7,9%.
Da segnalare anche Tsmc che cede il 4,5% dopo avere pubblicato i risultati trimestrali: la società ha registrato un utile record, sostenuto dalla fin qui inarrestabile domanda globale di chip per l’AI. Nello specifico, Tsmc ha chiuso il trimestre con 1.490 miliardi di dollari taiwanesi (46,4 miliardi di dollari Usa) di ricavi, contro i 1.470 attesi, e un utile netto di 763,1 miliardi di dollari taiwanesi (23,6 miliardi di dollari americani) contro 746,4 stimati.
Le dinamiche di mercato attuali non sono certo favorevoli al settore dei chip, soggetto a forti episodi di volatilità, in particolare quando i dati macroeconomici americani (come l’inflazione sopra le attese di settembre) fanno temere un atteggiamento più restrittivo della Fed sui tassi. E per questo motivo gli investitori si stanno spingendo verso i titoli di Stato, considerati un bene rifugio: il rendimento del Treasury decennale è sceso di 14 punti base al 5,05% e il trentennale si attesta al 5,39% (-0,14%). Gli operatori di mercato prevedono attualmente che la Fed manterrà i tassi invariati questo mese, ma prevedono un aumento di 25 punti base a dicembre.
Tuttavia, il mercato è stato sostenuto da guadagni in settori al di fuori della tecnologia: le azioni del rivenditore Walmart salgono del 3,8%, dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating da «hold» a «buy», quelle di Merck del 2,7% e quelle di Eli Lilly del 2,8%.
«La solidità economica che consente alla Fed di alzare i tassi offre al contempo un valido supporto al mercato azionario. I mercati stanno scontando una traiettoria dei tassi più aggressiva rispetto alle previsioni. Un'ulteriore stagione di utili positivi dovrebbe inoltre aiutare le azioni a sopportare tassi moderatamente più elevati», afferma Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management. «La posizione attuale rimane orientata a ulteriori guadagni azionari, ponendo l'accento su un'ampia diversificazione tra settori e regioni. La forte crescita economica e dei profitti aziendali dovrebbe infatti sostenere l'azionario a fronte di tassi leggermente più alti. Si continua pertanto a privilegiare una combinazione di esposizione azionaria ciclica e secolare, affiancata da titoli a reddito fisso di alta qualità».
Sul fronte geopolitico, vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze saudite, mentre il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che la guerra contro l'Iran finirà «molto presto», affermando che gli Stati Uniti hanno assunto il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz. Intanto, ieri l'affondamento di una nave battente bandiera di Singapore a Hormuz ha acuito i timori di un prolungato conflitto regionale e nel corso della mattina la marina iraniana ha affermato che una petroliera che ha violato il protocollo nello Stretto di Hormuz è stata colpita. Inoltre, in un’intervista al Financial Times, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di voler riprendere gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe. In questo contesto, il prezzo del petrolio è contrastato: il Wti viene scambiato a 96 dollari al barile (+1,1%) e il Brent a 105 dollari (-1%).
A settembre 2026, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,3% rispetto al mese precedente, e del 6,3% su base annua, registrando l'incremento più marcato dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e il secondo più alto mai registrato. Il dato è risultato nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un aumento dello 0,5% su base mensile e del 5,5% su base annua. La crescita è dovuta soprattutto allo shock energetico globale causato dalla guerra in Medio Oriente e alla scarsità di gasolio a causa della chiusura delle raffinerie russe. I costi energetici per i produttori statunitensi sono saliti del 10,8% su base mensile.
Anche i prezzi alla produzione core, che escludono i prodotti alimentari e energetici, sono aumentati dello 0,7% rispetto al mese precedente, superando le aspettative dello 0,3% e accelerando rispetto all'aumento dello 0,2% registrato lo scorso mese. Si tratta del maggiore incremento da aprile.
Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,8% su base mensile a settembre 2026, dopo un incremento rivisto al rialzo dell'1,3% ad agosto e ben al di sopra delle previsioni di un aumento dello 0,3%.
L'indice manifatturiero Empire State di New York è salito a 25,5 a ottobre, rispetto al 7,6 di settembre, superando le previsioni di 10,3 e segnalando il miglioramento più significativo delle condizioni manifatturiere di New York in quasi cinque anni. I nuovi ordini sono aumentati notevolmente e le spedizioni sono cresciute.
Sono state pubblicate anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato), le quali si sono attestate a quota 199.000 unità, in aumento di 1.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è sceso di 4.000 unità a quota 1,710 milioni.
- Rocket Lab: la società spaziale perde il 7,9% dopo aver posticipato al 2027 il lancio del suo razzo Neutron.
- Penske Automotive: le azioni salgono dell’8,2% dopo che la società di trasporti ha annunciato che verrà privatizzata da Motown Acquisition Corp, un’entità controllata da Penske Corp. e Mitsui, per 212 dollari per azione in contanti. L’accordo prevede un premio di quasi il 9% rispetto al prezzo di chiusura di mercoledì, pari a 194,79 dollari per azione. La transazione dovrebbe concludersi nel primo trimestre del 2027.
- Crocs: l’azienda di calzature guadagna il 3,5% dopo che Barclays ha alzato il rating di Crocs da «equal weight» a «overweight».
- Bending Spoons: il titolo della società italiana è volatile, dopo il balzo di ieri dovuto all’annuncio della salita fino al 4% di Berskshire Hathaway, la holding di investimento guidata fino a poco meno di un mese fa dal guru della finanza Warren Buffett. Il titolo, dopo un’apertura in negativo, sale del 5,4%.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono contrastati: quelli sul Dow Jones salgono dello 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq cedono, rispettivamente, lo 0,3% e l’1,2%. Sui mercati pesa l’ennesimo calo dei titoli chip, con gli investitori che cercano rifugio nei Treasury. Inoltre, i prezzi di produzione sono salite più delle previsioni, aumentando le possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed.
I timori per l’eccessivo indebitamento delle società legate all’intelligenza artificiale sta preoccupando gli investitori. Esemplare è il caso di CoreWeave. Il titolo neocloud perde il 2,9% nel pre mercato, dopo il crollo del 15% registrato ieri. Il mercato teme che la società si stia indebitando eccessivamente per finanziare lo sviluppo della sua intelligenza artificiale. Anche i rendimenti delle obbligazioni societarie di CoreWeave sono aumentati vertiginosamente.
Ad acuire il problema anche i conti di Anthropic: il fatturato è cresciuto a 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Si tratta di un rallentamento rispetto al ritmo di inizio anno e sono risultati inferiori alla maggior parte delle stime. Questo rafforza lo scetticismo sul fatto che l'impennata delle spese nel settore potrebbe non tradursi in profitti. In questo contesto Micron perde il 4,3%, Amd il 3,3%, Nvidia l’1,6%, Marvell il 4,1%, Seagate il 5,3%, Western Digital il 5,7%, SK Hynix il 6,8% e Sandisk il 5,5%.
Da segnalare anche Tsmc che cede il 2,8% dopo avere pubblicato i risultati trimestrali: la società ha registrato un utile record, sostenuto dalla fin qui inarrestabile domanda globale di chip per l’AI. Nello specifico, Tsmc ha chiuso il trimestre con 1.490 miliardi di dollari taiwanesi (46,4 miliardi di dollari Usa) di ricavi, contro i 1.470 attesi, e un utile netto di 763,1 miliardi di dollari taiwanesi (23,6 miliardi di dollari americani) contro 746,4 stimati.
Le dinamiche di mercato attuali non sono certo favorevoli al settore dei chip, soggetto a forti episodi di volatilità, in particolare quando i dati macroeconomici americani (come l’inflazione sopra le attese di settembre) fanno temere un atteggiamento più restrittivo della Fed sui tassi. E per questo motivo gli investitori si stanno spingendo verso i titoli di Stato, considerati un bene rifugio: il rendimento del Treasury decennale è sceso di 12 punti base al 5,06% e il trentennale si attesta al 5,40% (-0,12%).
Tuttavia, il mercato è stato sostenuto da guadagni in settori al di fuori della tecnologia: le azioni del rivenditore Walmart salgono del 2,8%, dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating da «hold» a «buy», quelle di Merck dell’1,2% e quelle di Eli Lilly dell’1,5%
Sul fronte geopolitico, vanno avanti gli scontri tra gli Houthi e le forze saudite, mentre il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che la guerra contro l'Iran finirà «molto presto», affermando che gli Stati Uniti hanno assunto il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz. Intanto, ieri l'affondamento di una nave battente bandiera di Singapore a Hormuz ha acuito i timori di un prolungato conflitto regionale.Inoltre, in un’intervista al Financial Times, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di voler riprendere gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero ribasso: il Wti viene scambiato a 95 dollari al barile (invariato) e il Brent a 104 dollari (-1,6%).
A settembre 2026, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,3% rispetto al mese precedente, e del 6,3% su base annua, registrando l'incremento più marcato dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e il secondo più alto mai registrato. Il dato è risultato nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un aumento dello 0,5% su base mensile e del 5,5% su base annua. La crescita è dovuta soprattutto allo shock energetico globale causato dalla guerra in Medio Oriente e alla scarsità di gasolio a causa della chiusura delle raffinerie russe. I costi energetici per i produttori statunitensi sono saliti del 10,8% su base mensile.
Anche i prezzi alla produzione core, che escludono i prodotti alimentari e energetici, sono aumentati dello 0,7% rispetto al mese precedente, superando le aspettative dello 0,3% e accelerando rispetto all'aumento dello 0,2% registrato lo scorso mese. Si tratta del maggiore incremento da aprile.
Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,8% su base mensile a settembre 2026, dopo un incremento rivisto al rialzo dell'1,3% ad agosto e ben al di sopra delle previsioni di un aumento dello 0,3%.
L'indice manifatturiero Empire State di New York è salito a 25,5 a ottobre, rispetto al 7,6 di settembre, superando le previsioni di 10,3 e segnalando il miglioramento più significativo delle condizioni manifatturiere di New York in quasi cinque anni. I nuovi ordini sono aumentati notevolmente e le spedizioni sono cresciute.
- Rocket Lab: la società spaziale perde il 10,3% dopo aver posticipato al 2027 il lancio del suo razzo Neutron.
- Penske Automotive: le azioni salgono dell’8,4% dopo che la società di trasporti ha annunciato che verrà privatizzata da Motown Acquisition Corp, un’entità controllata da Penske Corp. e Mitsui, per 212 dollari per azione in contanti. L’accordo prevede un premio di quasi il 9% rispetto al prezzo di chiusura di mercoledì, pari a 194,79 dollari per azione. La transazione dovrebbe concludersi nel primo trimestre del 2027.
- Crocs: l’azienda di calzature guadagna il 2,2% dopo che Barclays ha alzato il rating di Crocs da «equal weight» a «overweight». (riproduzione riservata)