La diretta da Wall Street | Borse Usa in leggero calo: Nasdaq -0,2%. Si attende la trimestrale di Nvidia
La diretta da Wall Street | Borse Usa in leggero calo: Nasdaq -0,2%. Si attende la trimestrale di Nvidia
Il pil Usa rallenta all’1,5% nel secondo trimestre. Le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono lievemente aumentate, ma lo hanno fatto meno delle attese

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti 26/08/2026 14:40

Ftse Mib
52.977,77 16.43.40

+0,49%

Dax 30
26.369,97 16.43.48

+0,40%

Dow Jones
53.461,77 16.48.58

-0,22%

Nasdaq
26.069,63 16.43.55

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Euro/Dollaro
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Spread
81,68 16.58.35

+0,87

Alle 16:30 le borse americane sono in calo: il Dow Jones cede lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2%. Gli investitori sono in attesa dei risultati di Nvidia, che saranno diffusi a mercati chiusi, mentre sono rimasti delusi dai dati macroeconomici sull’inflazione e sulla crescita economica.

Sul fronte geopolitico, l'Iran ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con l'Oman sulla ripartizione delle entrate derivanti dallo Stretto di Hormuz. «Sono stati raggiunti accordi in merito alla quota di acqua dello Stretto spettante a ciascun Paese, nonché alla quota di entrate spettante all'Iran e all'Oman», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Sepah News, aggiungendo che «abbiamo raggiunto risultati accettabili per entrambe le parti». ma il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che lo Stretto resta chiuso.

Intanto, il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato ad Al Jazeera di non avere fretta di riprendere i colloqui con Teheran. In questo contesto, i prezzi del petrolio sono ancora in calo, ma sono in ripresa: il Wti viene scambiato a 81,5 dollari al barile (-1%) e il Brent a 87,5 dollari (-1,3%).

La scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono lievemente aumentate, ma lo hanno fatto meno delle attese. È stato registrato un rialzo di 0,095 milioni di barili a 428,91 milioni di unità, ma le attese erano per una crescita di 0,5 milioni.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in rosso. Titoli tech deboli in attesa dei conti di Nvidia

Le borse Usa aprono deboli: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq cedono lo 0,1%. Gli investitori sono in attesa dei risultati di Nvidia, che saranno diffusi a mercati chiusi. Intanto, si stanno valutando i dati sull’inflazione e sull’economia statunitense. 

Sul fronte geopolitico, l'Iran ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con l'Oman sulla ripartizione delle entrate derivanti dallo Stretto di Hormuz. «Sono stati raggiunti accordi in merito alla quota di acqua dello Stretto spettante a ciascun Paese, nonché alla quota di entrate spettante all'Iran e all'Oman», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Sepah News, aggiungendo che «abbiamo raggiunto risultati accettabili per entrambe le parti». ma il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che lo Stretto resta chiuso. A seguito dell’accordo tra i due Paesi del Golfo, i prezzi del petrolio sono in calo: il Wti viene scambiato a 81 dollari al barile (-2%) e il Brent a 87 dollari (-2,1%).

Per gli investitori, il focus sui conti di Nvidia (-0,2%) «non sarà solo sui numeri dell'ultimo trimestre ma soprattutto sulle indicazioni prospettiche e sulla domanda legata all'AI», spiegano gli esperti di Mps. Tra gli elementi da monitorare figurano la guidance sui ricavi del terzo trimestre, con particolare attenzione al possibile superamento della soglia di 107-108 miliardi di dollari, i tempi di lancio di Vera Rubin e gli aggiornamenti sul business in Cina. 

«Gli investitori guarderanno oltre i ricavi e gli utili, concentrandosi sulla domanda di data center, sui margini, sull'offerta di chip di nuova generazione e, soprattutto, sulla capacità degli hyperscaler di mantenere un livello di spesa sufficiente a giustificare gli straordinari flussi di capitale verso le infrastrutture di IA», commenta Daniela Hathorn, senior market analyst di Capital.com. «Le aspettative sono estremamente elevate, il che significa che anche un altro trimestre positivo potrebbe richiedere previsioni altrettanto convincenti per sostenere il rally».

In attesa della trimestrale di Nvidia, i titoli dei principali titoli tech sono deboli: Microsoft (-0,9%), Tesla (-1,1%), Alphabet (-01,%), Micron (-1,2%) e Amd (-1,1%).

Invece il titolo di Meta sale del 2% dopo la notizia dell’accordo tra l’azienda e alcuni procuratori generali statali nella causa federale sulla dipendenza da social media. L’accordo specifica diversi requisiti che Meta deve imporre alle sue app nell’ambito di una proposta di «accordo consensuale». Questi includono limiti di utilizzo giornalieri e «blocchi notturni» per gli adolescenti che utilizzano le app dell’azienda come Facebook e Instagram, «misure di verifica dell’età rafforzate» che impedirebbero ai minori di utilizzare le app e la creazione di strumenti aggiuntivi per genitori e tutori. Come parte dell’accordo, Meta ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari. Lo stato della California potrebbe ricevere da 1,5 a 2,1 miliardi di dollari se il tribunale approverà ufficialmente l’accordo, secondo un annuncio del procuratore generale della California Rob Bonta.

Il fronte macro

Secondo il principale indicatore dell’inflazione della Federal Reserve, a luglio i prezzi pagati dai consumatori per una varietà di beni e servizi sono saliti leggermente. L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali statunitense è aumentato dello 0,2% su base mensile - superando le aspettative del mercato che prevedevano un incremento dello 0,1% -, dopo il calo dello 0,1% registrato a giugno. L'inflazione "core", che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,2%, in linea con l'incremento del mese precedente e con le aspettative del mercato. Su base annua, l'inflazione complessiva è rimasta invariata al 3,7% e quella “core" si è mantenuta stabile al 3,3%, dati in linea con le previsioni.

Sebbene la Fed consideri entrambe le misure, i responsabili delle politiche monetarie generalmente ritengono che l’inflazione core sia l’indicatore migliore delle tendenze a lungo termine.

Inoltre, il reddito personale negli Usa è aumentato dello 0,4% a luglio, dopo il rialzo dello 0,2% di giugno, battendo il consenso degli economisti che avevano previsto un incremento dello 0,2%.

Le spese per consumi personali sono aumentate dello 0,2%, oltre l'incremento dello 0,1% previsto e dopo il rialzo dello 0,3% registrato nel mese precedente. Al netto dell'inflazione, le spese reali sono rimaste invariate, come previsto, dopo l'aumento dello 0,4% di giugno.

Mentre l'economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato dell'1,5% nel secondo trimestre del 2026, in rallentamento rispetto al 2,1% del trimestre precedente e in linea con le stime preliminari. L'aumento del pil reale è stato trainato da una maggiore spesa dei consumatori, dalle esportazioni e dagli investimenti, parzialmente compensati da una diminuzione della spesa pubblica. Anche le importazioni sono aumentate, incidendo negativamente sulla crescita del pil in quanto vengono sottratte dal calcolo.

Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio contrattuale per un mutuo a tasso fisso trentennale negli Stati Uniti è salito al 6,78% nella settimana terminata il 21 agosto 2026, rispetto al 6,77% della settimana precedente, rimanendo vicino ai massimi annuali raggiunti a fine luglio. L'aumento ha fatto seguito a un incremento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. I tassi dei mutui sono aumentati di quasi 70 punti base da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran a fine febbraio, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato i timori di inflazione e rafforzato le aspettative che la Federal Reserve manterrà i tassi elevati più a lungo. Le richieste totali di mutui sono diminuite dell'1,0% per la seconda settimana consecutiva. Le richieste di rifinanziamento sono calate del 2,0%, mentre quelle di acquisto sono diminuite dello 0,3%.

I titoli da tenere d’occhio

- Boston Scientific: l’azienda ha annunciato di essere stata colpita questa settimana da un attacco informatico che sta compromettendo le sue attività. La notizia sta facendo scendere il valore delle azioni del produttore di dispositivi medici del 5,1%.

- Intuit: la società perde il 9,5% dopo che le previsioni per l’anno fiscale 2027 si sono rivelate deludenti. Intuit prevede ricavi compresi tra 23,279 e 23,512 miliardi di dollari per l’anno fiscale, rispetto alle aspettative degli analisti di 23,7 miliardi di dollari. Gli utili e i ricavi del quarto trimestre fiscale della società, tuttavia, hanno superato le stime.

SolarEdge Technologies: il titolo sale del 6,8% dopo che Ubs ha alzato il giudizio sul titolo a buy. Gli analisti della banca hanno affermato che una nuova politica della Federal Communications Commission (Fcc) statunitense porterà a un aumento della quota di mercato e a un maggiore potere di determinazione dei prezzi per la società.

Abercrombie & Fitch: la società beneficia del rimborso dei dazi nel secondo trimestre del 2026 e migliora la guidance per l'intero anno dopo una solida crescita delle vendite. Il titolo, in risposta, sale del 27,8%. 

- Zoom Communications: le azioni scendono del 5,4% dopo che le previsioni per il terzo trimestre si sono rivelate inferiori alle aspettative degli analisti. La società prevede un utile per azione compreso tra 1,46 e 1,48 dollari, inferiore alla stima di 1,50 dollari per azione degli analisti interpellati da FactSet.

- Kohl’s: il titolo del rivenditore perde il 5,3% dopo aver annunciato un calo delle vendite comparabili dello 0,9% nel secondo trimestre, a fronte di una stima degli analisti interpellati da FactSet pari allo 0,6%. Tuttavia, la società ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, in parte grazie ai rimborsi tariffari per 150 milioni di dollari ricevuti nel secondo trimestre. Kohl’s ha inoltre annunciato la ripresa del programma di riacquisto di azioni proprie fino a 100 milioni di dollari nel 2026.

- Semtech: il produttore di chip sale dell’1,9% dopo aver annunciato risultati superiori alle attese nel suo bilancio del secondo trimestre. L’utile rettificato si è attestato a 71 centesimi per azione, contro i 61 centesimi stimati da FactSet. Anche il fatturato ha superato le aspettative, così come le previsioni per il trimestre in corso.

Ore 14:30 Futures sulle borse Usa deboli. L’inflazione core si attesta al 3,3% come previsto

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono contrastati: quelli sul Dow Jones sono invariati, mentre quelli sull’S&P 500 e quelli sul Nasdaq scendono, rispettivamente dello 0,1% e dello 0,4%. I mercati stanno valutando i dati sull’inflazione e sul pil appena usciti.

Secondo il principale indicatore dell’inflazione della Federal Reserve, a luglio i prezzi pagati dai consumatori per una varietà di beni e servizi sono saliti leggermente. L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali statunitense è aumentato dello 0,2% su base mensile - superando le aspettative del mercato che prevedevano un incremento dello 0,1% -, dopo il calo dello 0,1% registrato a giugno. L'inflazione "core", che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,2%, in linea con l'incremento del mese precedente e con le aspettative del mercato. Su base annua, l'inflazione complessiva è rimasta invariata al 3,7% e quella “core" si è mantenuta stabile al 3,3%, dati in linea con le previsioni.

Sebbene la Fed consideri entrambe le misure, i responsabili delle politiche monetarie generalmente ritengono che l’inflazione core sia l’indicatore migliore delle tendenze a lungo termine.

Inoltre, l'economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato dell'1,5% nel secondo trimestre del 2026, in rallentamento rispetto al 2,1% del trimestre precedente e in linea con le stime preliminari. L'aumento del pil reale è stato trainato da una maggiore spesa dei consumatori, dalle esportazioni e dagli investimenti, parzialmente compensati da una diminuzione della spesa pubblica. Anche le importazioni sono aumentate, incidendo negativamente sulla crescita del pil in quanto vengono sottratte dal calcolo.

Sul fronte geopolitico, Iran e Oman hanno annunciato di aver trovato un accordo sulla ripartizione delle acque di Hormuz e dei relativi introiti, ma il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che lo Stretto resta chiuso. A seguito dell’accordo tra i due Paesi del Golfo, i prezzi del petrolio sono in calo: il Wti viene scambiato a 80,5 dollari al barile (-2,3%) e il Brent a 86 dollari (-2,5%).

I conti di Nvidia saranno diffusi dopo la chiusura dei mercati. Per gli investitori, il focus «non sarà solo sui numeri dell'ultimo trimestre ma soprattutto sulle indicazioni prospettiche e sulla domanda legata all'AI», spiegano gli esperti di Mps. Tra gli elementi da monitorare figurano la guidance sui ricavi del terzo trimestre, con particolare attenzione al possibile superamento della soglia di 107-108 miliardi di dollari, i tempi di lancio di Vera Rubin e gli aggiornamenti sul business in Cina.

Il fronte macro

Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio contrattuale per un mutuo a tasso fisso trentennale negli Stati Uniti è salito al 6,78% nella settimana terminata il 21 agosto 2026, rispetto al 6,77% della settimana precedente, rimanendo vicino ai massimi annuali raggiunti a fine luglio. L'aumento ha fatto seguito a un incremento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. I tassi dei mutui sono aumentati di quasi 70 punti base da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran a fine febbraio, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato i timori di inflazione e rafforzato le aspettative che la Federal Reserve manterrà i tassi elevati più a lungo. Le richieste totali di mutui sono diminuite dell'1,0% per la seconda settimana consecutiva. Le richieste di rifinanziamento sono calate del 2,0%, mentre quelle di acquisto sono diminuite dello 0,3%.

I titoli da tenere d’occhio

- Boston Scientific: l’azienda ha annunciato di essere stata colpita questa settimana da un attacco informatico che sta compromettendo le sue attività. La notizia sta facendo scendere il valore delle azioni del produttore di dispositivi medici del 5,8%.

- Intuit: la società perde il 9,4% dopo che le previsioni per l’anno fiscale 2027 si sono rivelate deludenti. Intuit prevede ricavi compresi tra 23,279 e 23,512 miliardi di dollari per l’anno fiscale, rispetto alle aspettative degli analisti di 23,7 miliardi di dollari. Gli utili e i ricavi del quarto trimestre fiscale della società, tuttavia, hanno superato le stime.

SolarEdge Technologies: il titolo sale del 6,1% dopo che Ubs ha alzato il giudizio sul titolo a buy. Gli analisti della banca hanno affermato che una nuova politica della Federal Communications Commission (Fcc) statunitense porterà a un aumento della quota di mercato e a un maggiore potere di determinazione dei prezzi per la società.

- Zoom Communications: le azioni scendono del 6,2% dopo che le previsioni per il terzo trimestre si sono rivelate inferiori alle aspettative degli analisti. La società prevede un utile per azione compreso tra 1,46 e 1,48 dollari, inferiore alla stima di 1,50 dollari per azione degli analisti interpellati da FactSet.

- Kohl’s: il titolo del rivenditore perde il 7,5% dopo aver annunciato un calo delle vendite comparabili dello 0,9% nel secondo trimestre, a fronte di una stima degli analisti interpellati da FactSet pari allo 0,6%. Tuttavia, la società ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, in parte grazie ai rimborsi tariffari per 150 milioni di dollari ricevuti nel secondo trimestre. Kohl’s ha inoltre annunciato la ripresa del programma di riacquisto di azioni proprie fino a 100 milioni di dollari nel 2026.

- Semtech: il produttore di chip scende dello 0,6% nonostante abbia annunciato risultati superiori alle attese nel suo bilancio del secondo trimestre. L’utile rettificato si è attestato a 71 centesimi per azione, contro i 61 centesimi stimati da FactSet. Anche il fatturato ha superato le aspettative, così come le previsioni per il trimestre in corso. (riproduzione riservata)