La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono negative per incertezza conflitto in Medioriente. Nasdaq -0,3%, Dow Jones -0,1%
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono negative per incertezza conflitto in Medioriente. Nasdaq -0,3%, Dow Jones -0,1%
Iran e Oman non hanno ancora finalizzato l’accordo, intanto Trump ha chiesto un risarcimento a Teheran per i danni causati. Cala Intel dopo l’annuncio di un’offerta di azioni ordinarie da 15 miliardi

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti    10/08/2026 14:50

Ftse Mib
53.663,88 17.40.00

-0,10%

Dax 30
26.323,88 23.30.15

+0,02%

Dow Jones
53.975,98 0.41.16

-0,11%

Nasdaq
26.605,73 23.30.00

-0,32%

Euro/Dollaro
1,1544 1.02.43

-0,08%

Spread
78,64 17.29.56

+2,16

Lo S&P500 ha perso lo 0,06%, chiudendo a 7.753  punti, mentre il Nasdaq  è sceso dello 0,32% a 26.605 punti e il Dow Jones dello 0,11%, terminando la seduta a quota 53.976.

Intel è stata una delle principali protagoniste negative della seduta, con una flessione  del 4% dopo l'annuncio dell'offerta di azioni ordinarie per un valore di 15 miliardi di dollari. Tra gli altri titoli in calo spiccano Nvidia e Apple che hanno lasciato sul terreno rispettivamente il 2,9% e l'1,5%.

Ore 20 Borse Usa in ribasso: Nasdaq -0,4%

L’attesa per l’accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz e le nuove minacce di Donald Trump fanno scendere le borse Usa. A poco meno di due ore dalla chiusura, il Dow Jones scende dello 0,3%, l’S&P 500 dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,4%. Su quest’ultimo pesa il calo di alcuni titoli tech tra cui Intel (-3,4%), Apple (-2%) e Nvidia (-2,5%).

Sul fronte geopolitico, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti chiederanno un risarcimento all'Iran dopo che Teheran ha richiesto un indennizzo per i danni inflitti dagli Stati Uniti e da Israele durante la guerra durata mesi. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in crescita: il Wti viene scambiato a 82 dollari (+4,8%), mentre il Brent a 87,5 dollari (+4,8%).

Lato banche centrali, la contrazione inattesa dell'occupazione non agricola ha ridotto le aspettative degli investitori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori attribuiscono ora una probabilità di circa il 44% a un aumento dei tassi nella riunione di settembre, in calo rispetto al 67% di una settimana fa. Salgono i rendimenti dei Treasury: il decennale sale di cinque punti base al 4,70% e il trentennale si attesta al 5,25% (+0,04%).

Ore 18:30 Borse Usa in calo, pesano l’incertezza in Medio Oriente e l’aumento del greggio

A metà seduta, le borse Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones perde lo 0,2%, l’S&P 500 scende dello 0,1% e il Nasdaq segna un -0,4%. I mercati aspettano novità dal Medio Oriente e sono appesantiti dall’aumento del prezzo del petrolio. «La prima delle due settimane che dovrebbe vedere un netto calo dell'attività sui mercati si apre con livelli delle principali macro asset simili a quelli di venerdì, quando un report sul mercato del lavoro Usa complessivamente debole ha indotto un calo dei rendimenti e un rally degli asset rischiosi», commentano gli strategist di Mps.

Sul fronte geopolitico, l'Iran e l'Oman non hanno ancora finalizzato l’accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre i segnali contrastanti provenienti da Teheran e Washington hanno sollevato dubbi sulla rapidità con cui si potrebbe raggiungere un'intesa. Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non sta attualmente conducendo colloqui diretti con gli Stati Uniti e ha ribadito che la riapertura di Hormuz richiederebbe la revocare del blocco navale americano e il risarcimento dei danni. Tutto questo contrasta con le precedenti indicazioni statunitensi secondo cui un accordo potrebbe essere imminente. Nel frattempo, il gruppo terroristico degli Houthi ha rivendicato un attacco alla raffineria saudita di Jazan, mentre una petroliera della Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata a Hormuz durante il fine settimana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in crescita: il Wti viene scambiato a 81 dollari (+3,8%), mentre il Brent a 87 dollari (+3,8%).

Intanto, le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti (Spr) sono scese sotto i 300 milioni di barili, al livello più basso dal 1983, mentre i mercati energetici globali restano sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, la scorsa settimana le riserve SPR sono scese a 298,7 milioni di barili.

Lato banche centrali, la contrazione inattesa dell'occupazione non agricola ha ridotto le aspettative degli investitori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori attribuiscono ora una probabilità di circa il 44% a un aumento dei tassi nella riunione di settembre, in calo rispetto al 67% di una settimana fa. Salgono i rendimenti dei Treasury: il decennale sale di quattro punti base al 4,69% e il trentennale si attesta al 5,24% (+0,04%).

L'attenzione degli investitori si concentrerà sul dato dell'inflazione di luglio, in agenda mercoledì. Il consenso di mercato vede un lieve calo sia dell'inflazione headline sia di quella core. «A nostro avviso, sarebbe necessario un rialzo dell'inflazione significativamente superiore alle attese, peraltro improbabile, per spostare l'equilibrio dei membri del Fomc verso un rialzo dei tassi nella riunione della Fed di settembre», osserva Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury.

Sul fronte tech, gli analisti di Bank of America mantengono il rating «buy» su Nvidia (-3,1%) e la definiscono una delle migliori scelte del settore, notando che le azioni della società sono a buon mercato nonostante la sua rapida crescita. Gli analisti hanno definito le preoccupazioni relative alla memoria e all’economia circolare «esagerate». Mentre il titolo di SpaceX durante la sessione è tornata sopra il prezzo dell’ipo di 135 dollari. Poco dopo l’azienda di Elon Musk è tornata a scendere e si attesta a 132 dollari (-0,9%)

Intanto, i mercati tengono gli occhi puntati sui bilanci trimestrali in uscita questa settimana di società che si rivolgono direttamente ai consumatori, come On Holding (+3,1%) e Cava Group (-2,8%), nonché aziende tecnologiche tra cui Super Micro (+3%) e CoreWeave (-1%).

I titoli da tenere d’occhio

- HP: le azioni salgono del 4% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating del titolo da «equal-weight» a «overweight». Gli analisti della banca hanno affermato che la società presenta attualmente un profilo rischio/rendimento interessante.

- Verisk Analytics: la società di analisi dei dati scende del 4,6% dopo che un giudice del Delaware ha stabilito che deve procedere con l’acquisizione di AccuLynx per 2,35 miliardi di dollari. Verisk aveva precedentemente annullato l’accordo a dicembre perché la revisione della fusione da parte della Federal Trade Commission non era stata completata entro la data di scadenza della transazione.

- Rocket Lab: le azioni scendono dell’1,7% in attesa della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, prevista oggi dopo la chiusura dei mercati. 

Apple: il titolo della mela cala del 2,4% dopo che Jefferies ha declassato il titolo da hold a underperform. Inoltre, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la società starebbe testando i chip di memoria prodotti dall'azienda cinese Cxmt, nel tentativo di far fronte alla carenza di memorie legata alla crescente domanda di prodotti per l'intelligenza artificiale.

- Berkshire Hathaway: il titolo cresce dello 2,2% dopo che la società la holding di Warren Buffett ha chiuso il secondo trimestre con un utile operativo di 12,98 miliardi di dollari, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora meglio l’utile netto, più che raddoppiato, salito a 25,67 miliardi di dollari. Ma il dato più interessante della trimestrale è l’accelerata sui buyback, con la spesa arrivata a 4,5 miliardi.

- GameStop: il titolo scendo dello 0,2% dopo che Bloomberg ha riportato la notizia che la società sta valutando la possibilità di abbandonare l’offerta da 56 miliardi di dollari per eBay.
 

- Intel: il produttore di chip perde il 2,5% dopo aver annunciato un’offerta di azioni ordinarie per un valore di 15 miliardi di dollari. Intel ha dichiarato che intende utilizzare i fondi per scopi aziendali generali, che potrebbero includere spese in conto capitale e capitale circolante. L’offerta consentirà all’azienda di continuare a crescere mantenendo un solido bilancio, ha affermato la società.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono invariate in attesa di novità dalla Stretto di Hormuz 

Le borse Usa aprono la settimana pressochè invariate: il Dow Jones cede lo 0,1%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq sono invariati. Il prolungarsi delle trattative in Medio Oriente sta tenendo in stallo i mercati finanziari. «La prima delle due settimane che dovrebbe vedere un netto calo dell'attività sui mercati si apre con livelli delle principali macro asset simili a quelli di venerdì, quando un report sul mercato del lavoro Usa complessivamente debole ha indotto un calo dei rendimenti e un rally degli asset rischiosi», commentano gli strategist di Mps.

Sul fronte geopolitico, l'Iran e l'Oman non hanno ancora finalizzato l’accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre i segnali contrastanti provenienti da Teheran e Washington hanno sollevato dubbi sulla rapidità con cui si potrebbe raggiungere un'intesa. Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non sta attualmente conducendo colloqui diretti con gli Stati Uniti e ha ribadito che la riapertura di Hormuz richiederebbe la revocare del blocco navale americano e il risarcimento dei danni. Tutto questo contrasta con le precedenti indicazioni statunitensi secondo cui un accordo potrebbe essere imminente. Nel frattempo, il gruppo terroristico degli Houthi ha rivendicato un attacco alla raffineria saudita di Jazan, mentre una petroliera della Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata a Hormuz durante il fine settimana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in crescita: il Wti viene scambiato a 79 dollari (+1,5%), mentre il Brent a 85 dollari (+1,6%).

Lato banche centrali, la contrazione inattesa dell'occupazione non agricola ha ridotto le aspettative degli investitori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori attribuiscono ora una probabilità di circa il 44% a un aumento dei tassi nella riunione di settembre, in calo rispetto al 67% di una settimana fa. Salgono i rendimenti dei Treasury: il decennale sale di tre punti base al 4,68% e il trentennale si attesta al 5,22% (+0,02%).

L'attenzione degli investitori si concentrerà sul dato dell'inflazione di luglio, in agenda mercoledì. Il consenso di mercato vede un lieve calo sia dell'inflazione headline sia di quella core. «A nostro avviso, sarebbe necessario un rialzo dell'inflazione significativamente superiore alle attese, peraltro improbabile, per spostare l'equilibrio dei membri del Fomc verso un rialzo dei tassi nella riunione della Fed di settembre», osserva Enrique Díaz-Alvarez, Chief Economist di Ebury.

I titoli tecnologici segnano rialzi, dopo che un gruppo di broker ha segnalato una forte domanda di servizi cloud, con Meta (+1,5%).

Intanto, i mercati tengono gli occhi puntati sui bilanci trimestrali in uscita questa settimana di società che si rivolgono direttamente ai consumatori, come On Holding (+1,4%) e Cava Group (-0,2%), nonché aziende tecnologiche tra cui Super Micro (+4,9%) e CoreWeave (-0,9%).

I titoli da tenere d’occhio

- HP: le azioni salgono del 3,6% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating del titolo da «equal-weight» a «overweight». Gli analisti della banca hanno affermato che la società presenta attualmente un profilo rischio/rendimento interessante.

- Verisk Analytics: la società di analisi dei dati scende del 3,7% dopo che un giudice del Delaware ha stabilito che deve procedere con l’acquisizione di AccuLynx per 2,35 miliardi di dollari. Verisk aveva precedentemente annullato l’accordo a dicembre perché la revisione della fusione da parte della Federal Trade Commission non era stata completata entro la data di scadenza della transazione.

- Rocket Lab: le azioni salgono dello 0,9% in attesa della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, prevista oggi dopo la chiusura dei mercati. 

Apple: il titolo della mela cala del 2,1% dopo che Jefferies ha declassato il titolo da hold a underperform. Inoltre, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la società starebbe testando i chip di memoria prodotti dall'azienda cinese Cxmt, nel tentativo di far fronte alla carenza di memorie legata alla crescente domanda di prodotti per l'intelligenza artificiale.

- Berkshire Hathaway: il titolo cresce dello 2,2% dopo che la società la holding di Warren Buffett ha chiuso il secondo trimestre con un utile operativo di 12,98 miliardi di dollari, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora meglio l’utile netto, più che raddoppiato, salito a 25,67 miliardi di dollari. Ma il dato più interessante della trimestrale è l’accelerata sui buyback, con la spesa arrivata a 4,5 miliardi.

- GameStop: il titolo sale dello 0,8% dopo che Bloomberg ha riportato la notizia che la società sta valutando la possibilità di abbandonare l’offerta da 56 miliardi di dollari per eBay.
 

- Intel: il produttore di chip perde il 3,8% dopo aver annunciato un’offerta di azioni ordinarie per un valore di 15 miliardi di dollari. Intel ha dichiarato che intende utilizzare i fondi per scopi aziendali generali, che potrebbero includere spese in conto capitale e capitale circolante. L’offerta consentirà all’azienda di continuare a crescere mantenendo un solido bilancio, ha affermato la società.

Ore 14:30 Futures sui listini Usa poco mossi. Si attendono sviluppi nelle trattative in Medio Oriente

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa trattano poco mossi: quelli sul Dow Jones scendono dello 0,1%, mentre sull’S&P 500 e sul Nasdaq sono invariati. Gli investitori sono in attesa di ulteriori sviluppi sul fronte mediorientale, nella speranza di una riapertura dello Stretto di Hormuz.

«La prima delle due settimane che dovrebbe vedere un netto calo dell'attività sui mercati si apre con livelli delle principali macro asset simili a quelli di venerdì, quando un report sul mercato del lavoro Usa complessivamente debole ha indotto un calo dei rendimenti e un rally degli asset rischiosi», commentano gli strategist di Mps.

Sul fronte geopolitico, l'Iran e l'Oman non hanno ancora finalizzato l’accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre i segnali contrastanti provenienti da Teheran e Washington hanno sollevato dubbi sulla rapidità con cui si potrebbe raggiungere un'intesa. Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non sta attualmente conducendo colloqui diretti con gli Stati Uniti e ha ribadito che la riapertura di Hormuz richiederebbe la revocare del blocco navale americano e il risarcimento dei danni. Tutto questo contrasta con le precedenti indicazioni statunitensi secondo cui un accordo potrebbe essere imminente. Nel frattempo, il gruppo terroristico degli Houthi ha rivendicato un attacco alla raffineria saudita di Jazan, mentre una petroliera della Abu Dhabi National Oil Co. è stata attaccata a Hormuz durante il fine settimana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in crescita: il Wti viene scambiato a 79,5 dollari (+1,6%), mentre il Brent a 85 dollari (+1,6%).

Lato banche centrali, la contrazione inattesa dell'occupazione non agricola ha ridotto le aspettative degli investitori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori attribuiscono ora una probabilità di circa il 44% a un aumento dei tassi nella riunione di settembre, in calo rispetto al 67% di una settimana fa. Salgono i rendimenti dei Treasury: il decennale sale di due punti base al 4,67% e il trentennale si attesta al 5,21% (+0,005%).

I titoli tecnologici segnano rialzi nel pre-mercato, dopo che un gruppo di broker ha segnalato una forte domanda di servizi cloud, con Meta (+2,1%) e SpaceX (+2,1%) in territorio positivo. Quest’ultima, con 136 dollari ad azioni, è tornata sopra il prezzo di ipo.

Intanto, i mercati tengono gli occhi puntati sui bilanci trimestrali in uscita questa settimana di società che si rivolgono direttamente ai consumatori, come On Holding e Cava Group, nonché aziende tecnologiche tra cui Super Micro e CoreWeave.

I titoli da tenere d’occhio

- HP: le azioni salgono del 4,7% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating del titolo da «equal-weight» a «overweight». Gli analisti della banca hanno affermato che la società presenta attualmente un profilo rischio/rendimento interessante.

- Verisk Analytics: la società di analisi dei dati scende del 6,1% dopo che un giudice del Delaware ha stabilito che deve procedere con l’acquisizione di AccuLynx per 2,35 miliardi di dollari. Verisk aveva precedentemente annullato l’accordo a dicembre perché la revisione della fusione da parte della Federal Trade Commission non era stata completata entro la data di scadenza della transazione.

- Rocket Lab: le azioni salgono dell’1,3% in attesa della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, prevista oggi dopo la chiusura dei mercati. 

Apple: il titolo della mela cala dell'1,09% dopo che Jefferies ha declassato il titolo da hold a underperform. Inoltre, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la società starebbe testando i chip di memoria prodotti dall'azienda cinese Cxmt, nel tentativo di far fronte alla carenza di memorie legata alla crescente domanda di prodotti per l'intelligenza artificiale.

- Berkshire Hathaway: il titolo cresce dello 0,5% dopo che la società la holding di Warren Buffett ha chiuso il secondo trimestre con un utile operativo di 12,98 miliardi di dollari, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora meglio l’utile netto, più che raddoppiato, salito a 25,67 miliardi di dollari. Ma il dato più interessante della trimestrale è l’accelerata sui buyback, con la spesa arrivata a 4,5 miliardi.

- Intel: il produttore di chip perde il 4,4% dopo aver annunciato un’offerta di azioni ordinarie per un valore di 15 miliardi di dollari. Intel ha dichiarato che intende utilizzare i fondi per scopi aziendali generali, che potrebbero includere spese in conto capitale e capitale circolante. L’offerta consentirà all’azienda di continuare a crescere mantenendo un solido bilancio, ha affermato la società. (Riproduzione riservata)