La diretta da Wall Street | Borse Usa contrastate: bene i titoli dei chip, ma pesano i nuovi scontri in Medio Oriente
La diretta da Wall Street | Borse Usa contrastate: bene i titoli dei chip, ma pesano i nuovi scontri in Medio Oriente
Nuovo scambio di attacchi verbali tra Iran e Usa, mentre gli Houthi attaccano una raffineria saudita. Beth Hammack, presidente della Federal Reserve di Cleveland, vorrebbe aumentare i tassi di interesse

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti    13/08/2026 15:13

Ftse Mib
53.693,27 17.40.00

-0,01%

Dax 30
26.299,74 18.00.00

-0,12%

Dow Jones
53.727,69 19.34.47

-0,08%

Nasdaq
26.799,71 19.29.39

+0,79%

Euro/Dollaro
1,1528 19.15.01

-0,02%

Spread
77,53 17.28.23

+0,13

A metà seduta le borse Usa sono contrastate: il Dow Jones cede lo 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq sono in rialzo, rispettivamente, dello 0,5% e dello 0,7%. I mercati sono sostenuti dal minor rischio di un rialzo dei tassi a settembre, mentre sul Dow Jones pesa la risalita del prezzo del petrolio.

Intanto, il Russell 2000, l'indice delle società statunitensi a piccola capitalizzazione, ha raggiunto un nuovo record, toccando un massimo intraday di 3.067 punti. Da inizio anno, l'indice guadagna oltre il 23%, mentre nell'ultimo mese ha segnato un rialzo superiore al 2%.

Sul fronte geopolitico, vanno avanti le trattative tra Iran e Oman. Si alza ancora il livello dello scontro in Medio Oriente: gli Houthi hanno attaccato una raffineria saudita di proprietà di Aramco, intanto l'esercito iraniano ha respinto le affermazioni statunitensi secondo cui le navi transitano normalmente nello Stretto di Hormuz, insistendo sul fatto che nessuna nave può attraversarlo senza la sua autorizzazione. Poco dopo, il segretario americano alla Difesa Pete Hegseth ha risposto che l'esercito Usa può mantenere il blocco dei porti iraniani per tutto il tempo necessario. In questo contesto, il prezzo del petrolio, rispetto al prezzo di inizio seduta, sta tornando a salire: il Wti viene scambiato a 82 dollari (-1,2%) e il Brent a 88 dollari (-1,1%).

«I dati sui prezzi alla produzione da soli non cambiano le strategie della Federal Reserve, poiché la chiave per tenere a bada l’inflazione in questo momento è una soluzione in Medio Oriente o la creazione di oleodotti per ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz, e la Fed non ha alcuna influenza su questo», ha affermato Glen Smith di GDS Wealth Management. «Per ora, è probabile che la Fed mantenga i tassi invariati fino alla fine dell’anno».

Sul fronte valutario, «un momentum di crescita più solido giustifica l'attuale forza del dollaro rispetto all'euro», commentano gli esperti di Dws. «Fattori strutturali, come le pressioni fiscali statunitensi, i rischi geopolitici e la potenziale erosione della credibilità della politica economica, dovrebbero tuttavia contribuire a far recuperare all'euro parte della propria forza rispetto alla valuta statunitense nel medio periodo», spiegano gli analisti.

Beth Hammack, presidente della Federal Reserve di Cleveland, ha ribadito la sua posizione secondo cui la banca centrale dovrebbe aumentare immediatamente i tassi di interesse per ridurre l’inflazione: «È fondamentale agire subito per riportare l’inflazione al livello obiettivo. Più a lungo rimane al di sopra dell’obiettivo, più difficile sarà riportarla al livello desiderato. E questo si ripercuoterà maggiormente su imprese e cittadini».

I titoli del settore dei semiconduttori crescono, seguendo l'andamento dei mercati sudcoreani, grazie alle indiscrezioni secondo cui Anthropologie starebbe pianificando un’ipo e puntando all'acquisizione di Decart AI per 6 miliardi di dollari: Micron +6,3%, Intel +4,1%, Marvell Technology +5,3% e Sandisk +15,2%.

Il fronte macro

Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 9.000 unità, raggiungendo quota 209.000 nella prima settimana di agosto, superando le aspettative del mercato che prevedevano un aumento di 202.000 unità. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 22.000 unità nella settimana precedente, attestandosi a 1.777.000.

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono rimasti invariati a luglio 2026, dopo un calo rivisto dello 0,1% a giugno e rispetto alle aspettative del mercato di un aumento dello 0,2%. Un incremento dello 0,2% dell'indice dei servizi e un aumento del 2,2% dei prezzi delle costruzioni hanno compensato un calo dello 0,7% dell'indice dei beni.

I titoli da tenere d’occhio

- Cisco Systems: il titolo scende del 9,1% dopo che nel quarto trimestre l’ azienda ha superato le aspettative in termini di fatturato e utili per azione, ma le previsioni sui margini destano preoccupazione tra gli analisti.

- Cerebras Systems: le azioni del produttore di chip per l’intelligenza artificiale crollano del 14,4%. Il fatturato del secondo trimestre si è attestato a 180 milioni di dollari, contro i 194 milioni di dollari previsti dagli analisti di LSEG.

- La prima trimestrale da società quotata di Bending Spoons restituisce ricavi e profitti più che raddoppiati su base annuale. Il gruppo guidato da Luca Ferrari registra infatti un fatturato di 704,1 milioni di dollari nel secondo trimestre 2026 (+126%), superiore alle stime degli analisti, con un utile netto di 177 milioni (+171%). Tuttavia, le proiezioni sulle vendite annuali sono inferiori alle previsioni degli analisti e il titolo cade: le azioni cedono circa il 16% al Nasdaq.

Birkenstock guadagna il 14,2% dopo che i ricavi trimestrali e l'Ebitda adjusted hanno superato le attese. La società ha inoltre dichiarato di prevedere per l'intero esercizio ricavi ed Ebitda adjusted nella parte alta della precedente guidance.

Yeti crolla del 12,5% dopo aver riportato risultati contrastanti nel secondo trimestre. La società ha registrato un utile adjusted di 67 centesimi per azione, sopra i 54 centesimi attesi dal consensus FactSet. Tuttavia, i ricavi si sono attestati a 483,9 milioni di dollari, appena al di sopra della stima di 483,8 milioni.

Tapestry perde il 15,1% dopo aver pubblicato risultati trimestrali sotto le attese. Tapestry ha registrato un utile di 1,32 dollari per azione su ricavi pari a 1,88 miliardi di dollari. Sebbene l'utile abbia superato il consensus FactSet di 1,28 dollari per azione, i ricavi hanno appena oltrepassato la stima di 1,87 miliardi di dollari. La società ha inoltre aumentato il dividendo trimestrale a 46,25 centesimi per azione, dai precedenti 40 centesimi.

Netflix: il titolo sale del 3,7% dopo che Pershing Square Capital Management, la società di gestione patrimoniale di Bill Ackman, ha annunciato di aver acquisito una nuova posizione nel colosso dello streaming.

Apple: il titolo sale dello 0,3%. La società, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe in trattative con i gruppi editoriali partner per accedere ai loro contenuti per alimentare la nuova versione del suo assistente vocale Siri pagando oltre 100 milioni di dollari per i diritti.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono positive grazie al petrolio e ai dati deludenti dei prezzi alla produzione

Le borse Usa aprono in rialzo: il Dow Jones guadagno lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,2%. Le borse sono sostenute dal calo del petrolio e dalla rinnovata speranza che la Fed non alzi i tassi a settembre.

Sul fronte geopolitico, vanno avanti le trattative tra Iran e Oman. Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che gli Stati Uniti «hanno a lungo commesso errori di valutazione a causa di fallimenti dell'intelligence», anche quando hanno lanciato la guerra contro l'Iran. In un post su X, Araghchi ha affermato che le azioni di Washington nello Stretto di Hormuz sono state «un errore di valutazione ancora più grande. Peggio delle notizie false sono le informazioni false». In questo contesto, il prezzo del petrolio scende: il Wti viene scambiato a 81,5 dollari (-2,1%) e il Brent a 87 dollari (-1,8%).

«I dati sui prezzi alla produzione da soli non cambiano le strategie della Federal Reserve, poiché la chiave per tenere a bada l’inflazione in questo momento è una soluzione in Medio Oriente o la creazione di oleodotti per ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz, e la Fed non ha alcuna influenza su questo», ha affermato Glen Smith di GDS Wealth Management. «Per ora, è probabile che la Fed mantenga i tassi invariati fino alla fine dell’anno».

Sul fronte valutario, «un momentum di crescita più solido giustifica l'attuale forza del dollaro rispetto all'euro», commentano gli esperti di Dws. «Fattori strutturali, come le pressioni fiscali statunitensi, i rischi geopolitici e la potenziale erosione della credibilità della politica economica, dovrebbero tuttavia contribuire a far recuperare all'euro parte della propria forza rispetto alla valuta statunitense nel medio periodo», spiegano gli analisti.

Il fronte macro

Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 9.000 unità, raggiungendo quota 209.000 nella prima settimana di agosto, superando le aspettative del mercato che prevedevano un aumento di 202.000 unità. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 22.000 unità nella settimana precedente, attestandosi a 1.777.000.

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono rimasti invariati a luglio 2026, dopo un calo rivisto dello 0,1% a giugno e rispetto alle aspettative del mercato di un aumento dello 0,2%. Un incremento dello 0,2% dell'indice dei servizi e un aumento del 2,2% dei prezzi delle costruzioni hanno compensato un calo dello 0,7% dell'indice dei beni.

I titoli da tenere d’occhio

- Cisco Systems: il titolo scende del 9,2% dopo che nel quarto trimestre l’ azienda ha superato le aspettative in termini di fatturato e utili per azione, ma le previsioni sui margini destano preoccupazione tra gli analisti.

- Cerebras Systems: le azioni del produttore di chip per l’intelligenza artificiale crollano del 13,2%. Il fatturato del secondo trimestre si è attestato a 180 milioni di dollari, contro i 194 milioni di dollari previsti dagli analisti di LSEG.

Apple: il titolo sale dello 0,8%. La società, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe in trattative con i gruppi editoriali partner per accedere ai loro contenuti per alimentare la nuova versione del suo assistente vocale Siri pagando oltre 100 milioni di dollari per i diritti.

Ore 14:30 Futures sui listini Usa poco mossi. I mercati valutano i nuovi dati sull’inflazione

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa si muovono in territorio positivo: quelli sul Dow Jones crescono dello 0,3% e sull’S&P 500 dello 0,2%, mentre quelli sul Nasdaq sono invariati. I mercati risentono positivamente del calo del prezzo del petrolio e stanno valutando i nuovi dati sull’inflazione usciti oggi.

Sul fronte geopolitico, vanno avanti le trattative tra Iran e Oman. Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che gli Stati Uniti «hanno a lungo commesso errori di valutazione a causa di fallimenti dell'intelligence», anche quando hanno lanciato la guerra contro l'Iran. In un post su X, Araghchi ha affermato che le azioni di Washington nello Stretto di Hormuz sono state «un errore di valutazione ancora più grande. Peggio delle notizie false sono le informazioni false». In questo contesto, il prezzo del petrolio scende: il Wti viene scambiato a 81,5 dollari (-2,1%) e il Brent a 87 dollari (-1,8%).

Il fronte macro

Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 9.000 unità, raggiungendo quota 209.000 nella prima settimana di agosto, superando le aspettative del mercato che prevedevano un aumento di 202.000 unità. Le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 22.000 unità nella settimana precedente, attestandosi a 1.777.000.

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono rimasti invariati a luglio 2026, dopo un calo rivisto dello 0,1% a giugno e rispetto alle aspettative del mercato di un aumento dello 0,2%. Un incremento dello 0,2% dell'indice dei servizi e un aumento del 2,2% dei prezzi delle costruzioni hanno compensato un calo dello 0,7% dell'indice dei beni.

I titoli da tenere d’occhio

- Cisco Systems: il titolo scende del 6,9% dopo che nel quarto trimestre l’ azienda ha superato le aspettative in termini di fatturato e utili per azione, ma le previsioni sui margini destano preoccupazione tra gli analisti.

- Cerebras Systems: le azioni del produttore di chip per l’intelligenza artificiale crollano del 15,6%. Il fatturato del secondo trimestre si è attestato a 180 milioni di dollari, contro i 194 milioni di dollari previsti dagli analisti di LSEG. (riproduzione riservata)