La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso: S&P 500 -0,8% e Nasdaq -1,5%
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso: S&P 500 -0,8% e Nasdaq -1,5%
Il presidente americano: «Saremo i guardiani dello Stretto di Hormuz». In ribasso le aziende di semiconduttori, gli investitori hanno dubbi sulla capacità del settore di raggiungere gli obiettivi prefissati. Salgono i Treasury decennali al 4,62% e l’oro scende sotto 4 mila dollari l’oncia

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti        13/07/2026 14:46

Ftse Mib
52.809,35 17.40.00

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Dax 30
25.114,25 23.30.17

+0,19%

Dow Jones
52.498,64 1.21.12

-0,26%

Nasdaq
25.875,85 23.30.00

-1,55%

Euro/Dollaro
1,1382 1.38.15

-0,18%

Spread
78,73 17.30.06

+1,65

Le borse Usa hanno registrato un calo dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato il ripristino di quello che ha definito un blocco del traffico marittimo iraniano attraverso lo Stretto di Hormuz, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio.

L'indice S&P 500 ha perso lo 0,79%, chiudendo la seduta a 7.515,34 punti, mentre il Nasdaq Composite è sceso dell'1,55% a 25.873,18 punti. Il Dow Jones Industrial Average ha invece chiuso in ribasso di 138,37 punti (pari allo 0,26%), a quota 52.498,64.

Ore 20 In calo il settore dei chip

A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa continuano ad essere in rosso: il Dow Jones perde lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq l’1,4%. A pesare sui listini l’aumento del prezzo del petrolio e il calo dei titoli dei chip.

A guidare la caduta dei semiconduttori c’è il colosso sudcoreano dei chip SK Hynix, che ha fatto il suo debutto sul Nasdaq venerdì scorso con un +13%, che segna un -6,1%. Vanno giù anche Micron Technology (-5%), Sandisk (-12,1%), Nvidia (-3,2%), Seagate Techonology (-5,8%), Adm (-3,4%) e Intel (-6,1%).

Il petrolio, invece, continua a salire di prezzo: il Wti viene scambiato a 77,5 dollari (+8,7%), mentre il Brent a 82,5 dollari (+8,6%). Pesa la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, questa volta voluta dal presidente Usa Donald Trump. Il tycoon ha scritto su Truth: «Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Gli Stati Uniti saranno, da questo momento in poi, conosciuti come il guardiano dello Stretto di Hormuz, ma in quanto tali, e per una questione di equità, saranno rimborsati, nella misura del 20% su tutto il carico trasportato, per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza di questa zona del mondo così instabile». 

Ore 18:30 Petrolio e chip pesano sulle borse Usa. L’oro scende sotto 4 mila dollari l’oncia

A metà seduta le borse americane trattano in negativo: la peggior performance è del Nasdaq con -1,3%, mentre l’S&P 500 perde lo 0,7% e il Dow Jones lo -0,5%.

In particolare, sul Nasdaq pesa il calo delle aziende di semiconduttori. Gli investitori temono che persista l'incertezza sulla capacità del settore di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che hanno alimentato il rally speculativo. Le azioni del colosso sudcoreano dei chip SK Hynix, che ha fatto il suo debutto sul Nasdaq venerdì scorso con un +13%, sono in calo dell’8,5%. Vanno giù anche Micron Technology (-5,3%), Sandisk (-12,2%), Nvidia (-2,6%), Seagate Techonology (-5,9%), Adm (-3,4%) e Intel (-6,1%).

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti. Nella notte, Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha colpito una nave portacontainer. In risposta, Washington ha lanciato nuovi raid contro il regime degli ayatollah. A seguire, l’Iran ha risposto al fuoco sparando contro obiettivi Usa in Kuwait, Bahrain e Oman. Poco dopo le ore 13 italiane, i pasdaran hanno sparato colpi di avvertimento contro due navi che stavano tentando di attraversare Hormuz. Il traffico di petroliere attraverso lo stretto è rimasto ridotto, sebbene alcune navi potrebbero aver continuato il transito senza trasmettere segnali satellitari.

A seguire, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista a Fox News: «Li abbiamo colpiti duramente ieri sera. Ogni volta che mandano un drone, li colpiamo duramente». Il tycoon ha poi scritto su Truth: «Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Gli Stati Uniti saranno, da questo momento in poi, conosciuti come il guardiano dello Stretto di Hormuz, ma in quanto tali, e per una questione di equità, saranno rimborsati, nella misura del 20% su tutto il carico trasportato, per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza di questa zona del mondo così instabile». Il comando delle forze armate iraniane ha messo in guardia gli Stati Uniti dal tentare di intervenire nello Stretto di Hormuz e ha minacciato attacchi contro coloro che collaborano con Washington. In questa situazione, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 75 dollari al barile (+5%), mentre il Brent a 80 dollari (+5,1%).

A causa del nuovo scontro in Medio Oriente, scendono i metalli preziosi: i future sull’oro sono in calo del 3,1% a 3.994 dollari all’oncia. Inoltre, sono cresciuti i timori che le rinnovate pressioni sui costi energetici possano alimentare l'inflazione. Gli operatori di mercato prevedono attualmente almeno un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest'anno, con una probabilità di un rialzo a settembre che si aggira intorno al 71%. In questo contesto, sono in crescita i rendimenti dei Treasury americani: quello decennale è al 4,62% (+0,06%), mentre quello trentennale è al 5,09% (+0,025%).

Non un avvio ottimale per le borse Usa che si apprestano a vivere delle settimane più importanti dell'anno. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, interverrà davanti al Congresso, mentre il mercato cercherà indicazioni sulle prossime mosse della Fed. In agenda anche il dato sull'inflazione (Cpi) di giugno e le vendite al dettaglio, che diranno se il rincaro dell'energia sta già influenzando inflazione e consumi. Domani prenderà inoltre il via la stagione delle trimestrali, con i conti di JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo, seguite più avanti nella settimana da Morgan Stanley, BlackRock, Johnson & Johnson, Asml, Tsmc e Netflix.

A questo proposito, in attesa delle trimestrali, i titoli delle banche sono in calo: JPMorgan (-0,8%), Bank of America (-0,8%), Citigroup (-1,9%), Goldman Sachs (-1,4%) e Morgan Stanley (-1,3%).

Il fronte monetario

Sul fronte della politica monetaria, «la pubblicazione del verbale dell'ultima riunione Fed ha contribuito a mantenere attuale un possibile rialzo dei tassi entro la fine dell'anno», commenta Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. «Questa settimana sono molti i governatori Fed impegnati in interventi pubblici, gli investitori cercheranno di interpretare la sequenza temporale di eventuali rialzi, la Fed stessa dice che l'inflazione deve scendere 'soon', presto, ma quanto presto?».

I titoli da tenere d’occhio

Titoli energetici: Le azioni delle società energetiche sono salite grazie all’aumento dei prezzi del petrolio. Valero Energy +3,9%, ConocoPhillips +2,8%, Apa Corporation +2,7%, ExxonMobil +3,6% e Chevron +2,2%.

- Tesla: Il titolo scende dell’1%. Gli investitori in attesa di ulteriori progressi dell'azienda nel campo dell'intelligenza artificiale.

- SpaceX: la società aerospaziale di Elon Musk sta perdendo il 4,4% e le azioni sono arrivate a 139 dollari. Dopo aver toccato, nelle scorse settimane, anche i 225 dollari per azione, adesso l’azienda è sempre più vicina al valore dell’ipo (135 dollari per azione).

- Apple: l’azienda della mela, mentre sta affrontando una causa contro OpenAI, è in crescita dello 0,5%. L'analista di Citi Research Asiya Merchant ha alzato il target price del titolo da 315 a 365 dollari, confermando il rating buy.

- Meta Platform:  La società di Mark Zuckerberg ha annunciato di voler espandere il sito di Richland Parish, in Louisiana, sede di quello che sarà il più grande data center dell'azienda, portando la capacità di calcolo a 5 GW. Il titolo è in calo dello 0,7%.

Taiwan Semiconductor Manufacturing: il colosso dei semiconduttori ha annunciato un aumento del 67,9% delle vendite di giugno rispetto all’anno precedente, in vista della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre prevista per la fine della settimana. Le azioni sono in calo dello 1,7%.

- CCC Intelligent Solutions: le azioni della società di software crescono del 4,3% dopo che un rapporto di Bloomberg ha affermato che Elliott Investment Management ha acquisito una quota significativa nella società.

Ore 17 Trump blocca Hormuz, sale il petrolio e le borse Usa vanno in rosso

A un’ora e mezza dall’apertura, tutte le borse Usa sono in rosso: il Dow Jones, dopo un’apertura invariata, perde lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,7%. A pesare sui mercati l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, con il presidente Donald Trump che ha chiuso lo Stretto di Hormuz, e il calo del settore dei chip.

Le azioni del colosso sudcoreano dei chip SK Hynix, che ha fatto il suo debutto sul Nasdaq venerdì scorso con un +13%, sono in calo del 5,9%. Vanno giù anche Micron Technology (-4,1%), Sandisk (-7,8%), Nvidia (-1,7%), Seagate Techonology (-4,4%), Adm (-1,7%) e Intel (-4,3%). Gli investitori temono che persista l'incertezza sulla capacità del settore di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che hanno alimentato il rally speculativo.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto su Truth: «Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Gli Stati Uniti saranno, da questo momento in poi, conosciuti come il guardiano dello Stretto di Hormuz, ma in quanto tali, e per una questione di equità, saranno rimborsati, nella misura del 20% su tutto il carico trasportato, per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza di questa zona del mondo così instabile». Il comando delle forze armate iraniane ha messo in guardia gli Stati Uniti dal tentare di intervenire nello Stretto di Hormuz e ha minacciato attacchi contro coloro che collaborano con Washington. In questa situazione, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 74,5 dollari al barile (+4,3%), mentre il Brent a 79 dollari (+4,3%).

Ore 15:30 S&P 500 e Nasdaq aprono in calo appesantiti dai titoli dei chip. Nuovi attacchi Iran-Usa: sale il petrolio

Le borse americano aprono la seduta in ordine sparso: il Dow Jones è invariato, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq perdono, rispettivamente lo 0,3% e lo 0,7%. I mercati stanno scontando l’aumento del prezzo del petrolio dovuto ai nuovi attacchi in Medio Oriente e il calo dei titoli dei semiconduttori.

Le azioni del colosso sudcoreano dei chip SK Hynix, che ha fatto il suo debutto sul Nasdaq venerdì scorso con un +13%, sono in calo dell’8,1%. Vanno giù anche Micron Technology (-5,6%), Sandisk (-6,7%), Nvidia (-0,5%), Seagate Techonology (-4,3%), Adm (-3,7%) e Intel (-4,5%). Gli investitori temono che persista l'incertezza sulla capacità del settore di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che hanno alimentato il rally speculativo.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti. Nella notte, Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha colpito una nave portacontainer. In risposta, Washington ha lanciato nuovi raid contro il regime degli ayatollah. A seguire, l’Iran ha risposto al fuoco sparando contro obiettivi Usa in Kuwait, Bahrain e Oman. Poco dopo le ore 13 italiane, i pasdaran hanno sparato colpi di avvertimento contro due navi che stavano tentando di attraversare Hormuz. Il traffico di petroliere attraverso lo stretto è rimasto ridotto, sebbene alcune navi potrebbero aver continuato il transito senza trasmettere segnali satellitari.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista a Fox News: «Li abbiamo colpiti duramente ieri sera. Ogni volta che mandano un drone, li colpiamo duramente». Trump ha inoltre affermato che gli Stati Uniti diventeranno i «guardiani» dello Stretto di Hormuz: «Lo proteggeremo e saremo pagati per proteggerlo», aggiungendo di aspettarsi un compenso per la tutela della rotta marittima, «perché vogliamo semplicemente essere risarciti per tutto questo, per aver messo in pericolo la nostra gente». Il comando delle forze armate iraniane ha messo in guardia gli Stati Uniti dal tentare di intervenire nello Stretto di Hormuz e ha minacciato attacchi contro coloro che collaborano con Washington. In questa situazione, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 73,5 dollari al barile (+3,1%), mentre il Brent a 78,5 dollari (+3,2%).

A causa del nuovo scontro in Medio Oriente, scendono i metalli preziosi: i future sull’oro sono in calo dell’1,5% a 4.060 dollari all’oncia. Invece, sono in leggera crescita i rendimenti dei Treasury americani: quello decennale è al 4,59% (+0,03%), mentre quello trentennale è al 5,09% (+0,025%).

Il fronte monetario

Sul fronte della politica monetaria, «la pubblicazione del verbale dell'ultima riunione Fed ha contribuito a mantenere attuale un possibile rialzo dei tassi entro la fine dell'anno», commenta Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. «Questa settimana sono molti i governatori Fed impegnati in interventi pubblici, gli investitori cercheranno di interpretare la sequenza temporale di eventuali rialzi, la Fed stessa dice che l'inflazione deve scendere 'soon', presto, ma quanto presto?».

I titoli da tenere d’occhio

Titoli energetici: Le azioni delle società energetiche sono salite grazie all’aumento dei prezzi del petrolio. Valero Energy +3,6%, ConocoPhillips +2,9%, APA Corporation +3,7%, ExxonMobil +3% e Chevron +2,6%.

- Tesla: Il titolo scende del 2,7%. Gli investitori in attesa di ulteriori progressi dell'azienda nel campo dell'intelligenza artificiale.

- Apple: l’azienda della mela, mentre sta affrontando una causa contro OpenAI, è in crescita dello 2%. L'analista di Citi Research Asiya Merchant ha alzato il target price del titolo da 315 a 365 dollari, confermando il rating buy.

- Meta Platform:  La società di Mark Zuckerberg ha annunciato di voler espandere il sito di Richland Parish, in Louisiana, sede di quello che sarà il più grande data center dell'azienda, portando la capacità di calcolo a 5 GW. Il titolo è in calo dell’1,2%.

Taiwan Semiconductor Manufacturing: il colosso dei semiconduttori ha annunciato un aumento del 67,9% delle vendite di giugno rispetto all’anno precedente, in vista della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre prevista per la fine della settimana. Le azioni sono in calo dello 0,7%.

- CCC Intelligent Solutions: le azioni della società di software crescono del 3,4% dopo che un rapporto di Bloomberg ha affermato che Elliott Investment Management ha acquisito una quota significativa nella società.

Ore 14:30 Futures sui listini Usa in rosso. Pesa il calo dei titoli dei semiconduttori

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rosso: quelli sul Dow Jones scendono dello 0,1%, sull’S&P 500 dello 0,4% e sul Nasdaq segnano dell’1%. 

A pesare sui mercati è il rialzo del prezzo del petrolio e, soprattutto, il calo dei titoli legati ai semiconduttori. Le azioni di SK Hynix, che ha fatto il suo debutto sul Nasdaq venerdì scorso con un +13%, sono in calo del 9,8%. Vanno giù anche Micron Technology (-5,5%), Sandisk (-6,5%), Nvidia (-1,6%), Seagate Techonology (-4,9%), Adm (-3%) e Intel (-3,5%). Gli investitori temono che persista l'incertezza sulla capacità del settore di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che hanno alimentato il rally speculativo.

La settimana che sta per cominciare è densa di eventi: le principali banche statunitensi, tra cui JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo, sono tra le 28 società dell’indice S&P 500 che pubblicheranno i loro risultati trimestrali questa settimana. Sono inoltre attesi i risultati di Netflix, Johnson&Johnson e UnitedHealth.

Sul fronte geopolitico, continuano gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti. Nella notte, Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e ha colpito una nave portacontainer. In risposta, Washington ha lanciato nuovi raid contro il regime degli ayatollah. A seguire, l’Iran ha risposto al fuoco sparando contro obiettivi Usa in Kuwait, Bahrain e Oman. Infine, poco dopo le ore 13 italiane, i pasdaran hanno sparato colpi di avvertimento contro due navi che stavano tentando di attraversare Hormuz. Il traffico di petroliere attraverso lo stretto è rimasto ridotto, sebbene alcune navi potrebbero aver continuato il transito senza trasmettere segnali satellitari. In questa situazione, il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 74 dollari al barile (+3,8%), mentre il Brent a 79 dollari (+3,8%).

A causa del nuovo scontro in Medio Oriente, scendono i metalli preziosi: i future sull’oro sono in calo dell’1,4% a 4.063 dollari all’oncia. Invece, sono in leggera crescita i rendimenti dei Treasury americani: quello decennale è al 4,59% (+0,03%), mentre quello trentennale è al 5,09% (+0,025%).

Il fronte monetario

Sul fronte della politica monetaria, «la pubblicazione del verbale dell'ultima riunione Fed ha contribuito a mantenere attuale un possibile rialzo dei tassi entro la fine dell'anno», commenta Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. «Questa settimana sono molti i governatori Fed impegnati in interventi pubblici, gli investitori cercheranno di interpretare la sequenza temporale di eventuali rialzi, la Fed stessa dice che l'inflazione deve scendere 'soon', presto, ma quanto presto?».

I titoli da tenere d’occhio

Titoli energetici: Le azioni delle società energetiche sono salite grazie all’aumento dei prezzi del petrolio. Valero Energy + 1,5%, ConocoPhillips +1,8%, APA Corporation +2,7%, ExxonMobil +1,4% e Chevron +1,6%.

- Tesla: Il titolo, nel pre mercato, scende dello 0,9%. Gli investitori in attesa di ulteriori progressi dell'azienda nel campo dell'intelligenza artificiale.

- Apple: l’azienda della mela, mentre sta affrontando una causa contro OpenAI, è in crescita dello 0,4%. L'analista di Citi Research Asiya Merchant ha alzato il target price del titolo da 315 a 365 dollari, confermando al contempo il rating "Buy".

- Meta Platform:  La società di Mark Zuckerberg ha annunciato di voler espandere sito di Richland Parish, in Louisiana, sede di quello che sarà il più grande data center dell'azienda, portando la capacità di calcolo a 5 GW. Il titolo è in calo dello 0,7% nel premercato.

Taiwan Semiconductor Manufacturing: il colosso dei semiconduttori ha annunciato un aumento del 67,9% delle vendite di giugno rispetto all’anno precedente, in vista della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre prevista per la fine della settimana. Nel pre mercato, le azioni sono in calo dello 0,7%.

- CCC Intelligent Solutions: le azioni della società di software crescono del 3% dopo che un rapporto di Bloomberg ha affermato che Elliott Investment Management ha acquisito una quota significativa nella società. (riproduzione riservata)