La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono positive: Dow Jones +0,26%, Nasdaq +1,30% e S&P 500 +0,81%
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono positive: Dow Jones +0,26%, Nasdaq +1,30% e S&P 500 +0,81%
Trump dichiara di aver parlato con l’Iran per raggiungere un accordo e il prezzo del greggio va giù. Le vendite delle case esistenti a giugno registrano un calo a sorpresa

di Alberto Chimenti (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti    09/07/2026 14:53

Ftse Mib
52.381,92 23.50.43

+1,09%

Dax 30
25.118,27 23.50.43

+0,89%

Dow Jones
52.487,41 2.31.44

+0,27%

Nasdaq
26.203,48 23.50.43

+1,30%

Euro/Dollaro
1,1433 2.16.56

-0,06%

Spread
78,27 17.29.49

-2,01

Le borse Usa chiudono positive. Il Dow Jones sale dello 0,26% a 52.486,84 punti, il Nasdaq guadagna l'1,30% a 26.206,89 punti e lo S&P 500 cresce dello 0,81% 7.543,51 punti.

Ore 20:00 Le borse Usa proseguono in positivo

A poco meno di due ore dalla chiusure, le borse Usa continuano a tratte in territorio positivo: il Dow Jones cresce dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,8%, mentre il Nasdaq è in rialzo dell’1,2%. 

I titoli dei chip sono in crescita in seguito alla revisione delle prospettive speculative dei produttori di infrastrutture per l'intelligenza artificiale: l’ETF VanEck Semiconductor, il principale riferimento per il settore, sale del 3,3% e Sandisk del 12,8%. 

Sempre nell’ambito dei chip, Micron cresce del 7,7% dopo che la società ha dichiarato che investirà fino a 3 miliardi di dollari per «rafforzare l'ecosistema della catena di approvvigionamento dei semiconduttori negli Stati Uniti».

Inoltre, le borse sono sostenute dal calo dei prezzi del petrolio: il Wti viene scambiato a 71,5 dollari al barile (-2,8%), mentre il Brent a 75,5 dollari (-3,1%). Nonostante gli attacchi incrociati tra Iran e Usa, in mattinata il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dall’Iran per raggiungere un accordo.

Ore 18:30 Salgono i titoli dei chip e scende il petrolio, borse Usa in rialzo

A metà seduta, i listini Usa sono in crescita spinti dai titoli chip e dal calo del prezzo del petrolio. Il Dow Jones guadagna lo 0,4%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,9%. 

I titoli dei produttori di semiconduttori sono in crescita in seguito alla revisione delle prospettive speculative dei produttori di infrastrutture per l'intelligenza artificiale: l’ETF VanEck Semiconductor, il principale riferimento per il settore, sale del 3,4% e Sandisk del 9%. Questo effetto è stato amplificato dall’ipo, prevista per domani 10 luglio, del colosso sudcoreano di semiconduttori SK Hynix

Sempre nell’ambito dei chip, Micron cresce del 6,9% dopo che la società ha dichiarato che investirà fino a 3 miliardi di dollari per «rafforzare l'ecosistema della catena di approvvigionamento dei semiconduttori negli Stati Uniti».

Sul fronte geopolitico, nella notte italiana gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato il territorio iraniano. Teheran ha risposto colpendo le basi americane nella regione. Nello Stretto di Hormuz la situazione resta critica: i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato un calo dei transiti attraverso lo stretto, con la maggior parte dell'attività concentrata lungo le rotte approvate dall'Iran, mentre il corridoio omanita, sostenuto dagli Stati Uniti, ha registrato movimenti limitati. In questo contesto però il prezzo del petrolio è in calo dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dall’Iran per raggiungere un accordo: il Wti viene scambiato a 72 dollari al barile (-2,1%), mentre il Brent a 76 dollari (-2,2%).

Il fronte macro e monetario

Sul fronte della politica monetaria, i verbali della riunione del 16-17 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc) evidenziano una marcata divisione tra i membri della Fed sul futuro percorso dei tassi di interesse. Nel corso della riunione, la Banca centrale statunitense ha mantenuto invariati i tassi d'interesse, come previsto dal mercato, ma ha ridotto drasticamente il contenuto del comunicato ufficiale, eliminando le indicazioni prospettiche (forward guidance). L'aggiornamento del Summary of Economic Projections (Sep) ha evidenziato inoltre uno spostamento verso un orientamento più restrittivo sui tassi, dovuto al forte aumento delle aspettative d'inflazione.

Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha affermato che i prezzi del petrolio dovrebbero alla fine scendere e che l'inflazione rappresenta il rischio maggiore per il duplice mandato della Fed. Intervenendo a un evento presso la Federal Reserve di New York, il banchiere ha dichiarato che l'inflazione resta «troppo elevata» e che il mercato del lavoro appare stabile. Williams ha osservato che, se l'inflazione dovesse risultare più persistente e significativamente più elevata rispetto alle sue previsioni di base, la politica monetaria dovrebbe reagire. Se il boom della domanda legata all'intelligenza artificiale continuerà a superare l'offerta, questo potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di inflazione, ha poi avvertito il banchiere Williams. Tuttavia, Williams si aspetta comunque aumenti della produttività legati a questa tecnologia. Riguardo alla nuova proposta del presidente della Fed Kevin Warsh di istituire una serie di task force per valutare le funzioni principali della Banca centrale, Williams ha dichiarato di essere interessato a vedere come si evolverà il processo, definendolo un'opportunità unica e tempestiva.

Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 2.000 unità, attestandosi a 215.000 nella settimana terminata il 4 luglio. Il dato è al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 218.000. Nel frattempo, le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono aumentate di 8.000 unità, raggiungendo quota 1.814.000, il valore più alto da fine marzo, ma inferiore alle aspettative di 1.820.000. Nonostante questi dati, il mercato del lavoro Usa continua a restare poco dinamico.

Le vendite delle case esistenti sono diminuite del 2,4% rispetto al mese precedente, attestandosi a un tasso annualizzato destagionalizzato di 4,09 milioni di unità a giugno 2026. Questo dato è ben al di sotto delle previsioni del Dow Jones che indicavano un aumento dello 0,7% su 4,2 milioni di unità. Invece, su base annua, le vendite sono cresciute del 2,8%.

I titoli da tenere d’occhio

- Meta: secondo quanto riportato da Reuters, l’azienda proprietaria di Facebook prevede di iniziare la produzione di un chip per l'intelligenza artificiale a partire da settembre. Dopo un’apertura in negativo, adesso il titolo cresce dell’1,9%. Meta ha personalizzato il chip per le proprie esigenze e sta collaborando con Broadcom (+3,3%) per la progettazione e con Taiwan Semiconductor Manufacturing (+1,1%) per la produzione.

- Paramount Skydance perde il 4,67% dopo che, secondo indiscrezioni di stampa, diversi Stati Usa stanno pianificando di presentare una causa antitrust contro il conglomerato dell'intrattenimento per la sua acquisizione di Warner Bros. Discovery.

- Qiagen vola con un rialzo del 9,92% dopo che Bloomberg News ha riferito, citando persone a conoscenza fatti, che società del calibro di Eqt, AllianceBernstein e Kkr sono interessate ad acquisire Qiagen. Alcuni dei potenziali acquirenti hanno suggerito che potrebbero valutare un'offerta di almeno 50 dollari per azione qualora decidessero di procedere, sempre secondo le fonti.

- Astrazeneca: le azioni dell’azienda biofarmaceutica stanno scendendo del 5,4% dopo che il suo farmaco per le malattie cardiache, Wainua, non ha raggiunto l’obiettivo prefissato in una sperimentazione clinica di fase avanzata.

- Salesforce: Il titolo scende del 2,1% in seguito al declassamento da parte di KeyBanc da «overweight» a «sector weight».

Netflix: la società perde l’1,5% dopo che gli analisti di Citi hanno tagliato il target price sul titolo da 115 a 100 dollari.

- PepsiCo: il colosso degli snack e delle bevande ha pubblicato risultati inferiori alle aspettative. La società ha registrato un utile rettificato di 2,20 dollari per azione, mentre gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 2,21 dollari. Il titolo sta perdendo il 3,3%.

- La start-up produttrice di chip Cerebras, concorrente di Nvidia, investirà «diversi miliardi di dollari» per aumentare la capacità di calcolo dei propri data center dedicati all'intelligenza artificiale in Europa. Lo ha annunciato la stessa società ad Afp. Il titolo è in crescita del 9,4%.

- Levi Strauss: L’azienda d’abbigliamento nel secondo trimestre ha riportato un fatturato e un utile superiori alle attese. Dopo un’apertura in negativo, adesso il titolo è in crescita dell’1,3%.

- La quotazione del produttore di chip sudcoreano SK Hynix a Wall Street avrebbe attirato una domanda 7 volte superiore all'offerta. È quanto appreso da Blooomberg da fonti vicine all'operazione, secondo cui l'offerta avrebbe attirato l'interesse di diversi investitori istituzionali. In base al prospetto depositato alla Securities and Exchange Commission statunitense, la società sudcoreana ha offerto 17,79 milioni di nuove azioni tramite la quotazione di American Depositary Shares (Adr) sul Nasdaq, indicando inoltre che dieci Adr rappresentano un'azione ordinaria. Il valore dell'Ipo è stimato a 43.000 miliardi di won (28,07 miliardi di dollari) e l'avvio del titolo agli scambi è fissato per il 10 luglio. Oggi l'azienda comunicherà il prezzo di collocamento. L'Ipo di SK Hynix si classificherebbe tra le più grandi quotazioni in Borsa di sempre negli Stati Uniti da parte di una società straniera, seconda solo alla quotazione di Alibaba, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in leggera crescita grazie ai titoli dei chip

Le borse Usa aprono in leggero rialzo, nonostante la guerra in Medio Oriente: il Dow Jones cresce dello 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq dello 0,2%. I mercati stanno tentando di riprendersi dopo i nuovi attacchi tra Iran e Stati Uniti.

I titoli dei produttori di semiconduttori sono in crescita in seguito alla revisione delle prospettive speculative dei produttori di infrastrutture per l'intelligenza artificiale: l’ETF VanEck Semiconductor, il principale riferimento per il settore, sale del 4,2%, Micron del 7,5% e Sandisk del 5,3%. Questo effetto è stato amplificato dall’ipo, prevista per domani 10 luglio, del colosso sudcoreano di semiconduttori SK Hynix.

Sul fronte geopolitico, nella notte italiana gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato il territorio iraniano. Teheran ha risposto colpendo le basi americane nella regione. Nello Stretto di Hormuz la situazione resta critica: i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato un calo dei transiti attraverso lo stretto, con la maggior parte dell'attività concentrata lungo le rotte approvate dall'Iran, mentre il corridoio omanita, sostenuto dagli Stati Uniti, ha registrato movimenti limitati. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dall’Iran per raggiungere un accordo: il Wti viene scambiato a 73 dollari al barile (-0,7%), mentre il Brent a 78 dollari (-0,2%).

Il fronte macro e monetario

Sul fronte della politica monetaria, i verbali della riunione del 16-17 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc) evidenziano una marcata divisione tra i membri della Fed sul futuro percorso dei tassi di interesse. Nel corso della riunione, la Banca centrale statunitense ha mantenuto invariati i tassi d'interesse, come previsto dal mercato, ma ha ridotto drasticamente il contenuto del comunicato ufficiale, eliminando le indicazioni prospettiche (forward guidance). L'aggiornamento del Summary of Economic Projections (Sep) ha evidenziato inoltre uno spostamento verso un orientamento più restrittivo sui tassi, dovuto al forte aumento delle aspettative d'inflazione.

Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 2.000 unità, attestandosi a 215.000 nella settimana terminata il 4 luglio. Il dato è al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 218.000. Nel frattempo, le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono aumentate di 8.000 unità, raggiungendo quota 1.814.000, il valore più alto da fine marzo, ma inferiore alle aspettative di 1.820.000. Nonostante questi dati, il mercato del lavoro Usa continua a restare poco dinamico.

I titoli da tenere d’occhio

- Meta: secondo quanto riportato da Reuters, l’azienda proprietaria di Facebook prevede di iniziare la produzione di un chip per l'intelligenza artificiale a partire da settembre. Il titolo è in rosso del 2,7%. Meta ha personalizzato il chip per le proprie esigenze e sta collaborando con Broadcom (+1,7%) per la progettazione e con Taiwan Semiconductor Manufacturing (+0,8%) per la produzione.

- Astrazeneca: le azioni dell’azienda biofarmaceutica stanno scendendo del 7,8% dopo che il suo farmaco per le malattie cardiache, Wainua, non ha raggiunto l’obiettivo prefissato in una sperimentazione clinica di fase avanzata.

- Salesforce: Il titolo scende del 2,5% in seguito al declassamento da parte di KeyBanc da «overweight» a «sector weight».

Netflix: la società perde lo 0,5% dopo che gli analisti di Citi hanno tagliato il target price sul titolo da 115 a 100 dollari.

- PepsiCo: il colosso degli snack e delle bevande ha pubblicato risultati inferiori alle aspettative. La società ha registrato un utile rettificato di 2,20 dollari per azione, mentre gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 2,21 dollari. Il titolo sta perdendo il 4,1%.

- La start-up produttrice di chip Cerebras, concorrente di Nvidia, investirà «diversi miliardi di dollari» per aumentare la capacità di calcolo dei propri data center dedicati all'intelligenza artificiale in Europa. Lo ha annunciato la stessa società ad Afp. Il titolo è in crescita del 5,1%.

- Levi Strauss: L’azienda d’abbigliamento nel secondo trimestre ha riportato un fatturato e un utile superiori alle attese. Nonostante questi risultati, il titolo sta scendendo dello 0,3%

- La quotazione del produttore di chip sudcoreano SK Hynix a Wall Street avrebbe attirato una domanda 7 volte superiore all'offerta. È quanto appreso da Blooomberg da fonti vicine all'operazione, secondo cui l'offerta avrebbe attirato l'interesse di diversi investitori istituzionali. In base al prospetto depositato alla Securities and Exchange Commission statunitense, la società sudcoreana ha offerto 17,79 milioni di nuove azioni tramite la quotazione di American Depositary Shares (Adr) sul Nasdaq, indicando inoltre che dieci Adr rappresentano un'azione ordinaria. Il valore dell'Ipo è stimato a 43.000 miliardi di won (28,07 miliardi di dollari) e l'avvio del titolo agli scambi è fissato per il 10 luglio. Oggi l'azienda comunicherà il prezzo di collocamento. L'Ipo di SK Hynix si classificherebbe tra le più grandi quotazioni in Borsa di sempre negli Stati Uniti da parte di una società straniera, seconda solo alla quotazione di Alibaba, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Ore 14:30 Futures sui listini Usa in rialzo nonostante la crisi in Medio Oriente

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sull’S&P 500 e sul Nasdaq trattano in territorio positivo, rispettivamente, dello 0,2% e dello 0,9%. Invece, quelli sul Dow Jones sono stazionari. Nonostante l’inasprimento dello scontro in Medio Oriente i mercati stanno tentando una ripresa, trainati anche dal rimbalzo dei titoli dei semiconduttori.

I produttori di chip stanno registrato forti rialzi nel pre-mercato, in seguito alla revisione delle prospettive speculative dei produttori di infrastrutture per l'intelligenza artificiale: l’ETF VanEck Semiconductor, il principale riferimento per il settore, è in crescita del 3,6%, Micron cresce del 6,5% e Sandisk del 5,8%. Questo effetto è stato amplificato dall’ipo, prevista per domani, del colosso sudcoreano di semiconduttori SK Hynix.

Sul fronte geopolitico, nella notte italiana gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato il territorio iraniano. Teheran ha risposto colpendo le basi americane nella regione. Nello Stretto di Hormuz la situazione resta critica: i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato un calo dei transiti attraverso lo stretto, con la maggior parte dell'attività concentrata lungo le rotte approvate dall'Iran, mentre il corridoio omanita, sostenuto dagli Stati Uniti, ha registrato movimenti limitati. In questo contesto, il prezzo del petrolio resta comunque stabile dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata dall’Iran per raggiungere un accordo: il Wti viene scambiato a 74 dollari al barile (+0,3%), mentre il Brent a 78,5 dollari (+0,5%)


«Brent vicino agli 80 dollari al barile, azionario debole (nonostante un rimbalzo del complesso AI/semiconduttori), aumento dei rialzi dei tassi di interesse di Fed e Bce prezzati e selloff dell'obbligazionario. Dal tardo pomeriggio di ieri e stamane si osserva un ritracciamento del Brent e un tentativo di rimbalzo di equity e bond che replica il pattern visto nel corso degli ultimi mesi», affermano gli strategist di Mps. «Siamo all'interno dello scenario che proponiamo da un po' di tempo: un equilibrio instabile nel Golfo con una soluzione che rimane elusiva molto più a lungo di quanto immaginato dal consensus». E aggiungono: «Allo stesso tempo, crediamo che i mercati rimarranno relativamente impermeabili a questa incertezza, con il pericolo più rilevante che proviene da un set-up non favorevole in termini principalmente di sentiment/posizionamento e mutamento della supply-demand balance di Wall Street. Il calendario odierno è privo di eventi rilevanti».

Il fronte macro e monetario

Sul fronte della politica monetaria, i verbali della riunione del 16-17 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc) evidenziano una marcata divisione tra i membri della Fed sul futuro percorso dei tassi di interesse. Nel corso della riunione, la Banca centrale statunitense ha mantenuto invariati i tassi d'interesse, come previsto dal mercato, ma ha ridotto drasticamente il contenuto del comunicato ufficiale, eliminando le indicazioni prospettiche (forward guidance). L'aggiornamento del Summary of Economic Projections (Sep) ha evidenziato inoltre uno spostamento verso un orientamento più restrittivo sui tassi, dovuto al forte aumento delle aspettative d'inflazione.

Il numero di persone che richiedono sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è diminuito di 2.000 unità, attestandosi a 215.000 nella settimana terminata il 4 luglio. Il dato è al di sotto delle aspettative che prevedevano un aumento a 218.000. Nel frattempo, le richieste di sussidi continuative, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono aumentate di 8.000 unità, raggiungendo quota 1.814.000, il valore più alto da fine marzo, ma inferiore alle aspettative di 1.820.000. Nonostante questi dati, il mercato del lavoro Usa continua a restare poco dinamico.

I titoli da tenere d’occhio

- Meta: secondo quanto riportato da Reuters, l’azienda proprietaria di Facebook prevede di iniziare la produzione di un chip per l'intelligenza artificiale a partire da settembre. Nel pre mercato il titolo è in rosso del 3,3%. Meta ha personalizzato il chip per le proprie esigenze e sta collaborando con Broadcom (+4,1%) per la progettazione e con Taiwan Semiconductor Manufacturing (+2%) per la produzione.

- Astrazeneca: le azioni dell’azienda biofarmaceutica stanno scendendo del 7,8% dopo che il suo farmaco per le malattie cardiache, Wainua, non ha raggiunto l’obiettivo prefissato in una sperimentazione clinica di fase avanzata.

- Salesforce: Il titolo scende del 4,7% in seguito al declassamento da parte di KeyBanc da «overweight» a «sector weight».

Netflix: la società perde l'1,59% dopo che gli analisti di Citi hanno tagliato il target price sul titolo da 115 a 100 dollari.

- PepsiCo: il colosso degli snack e delle bevande ha pubblicato risultati inferiori alle aspettative. La società ha registrato un utile rettificato di 2,20 dollari per azione, mentre gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 2,21 dollari. Nel pre mercato il titolo sta perdendo il 2,4%.

- La start-up produttrice di chip Cerebras, concorrente di Nvidia, investirà «diversi miliardi di dollari» per aumentare la capacità di calcolo dei propri data center dedicati all'intelligenza artificiale in Europa. Lo ha annunciato la stessa società ad Afp. Nel pre mercato, il titolo è in crescita del 6,2%.

- Levi Strauss: L’azienda d’abbigliamento nel secondo trimestre ha riportato un fatturato e un utile superiori alle attese. Nonostante questi risultati, il titolo sta scendendo del 4,3%

- La quotazione del produttore di chip sudcoreano SK Hynix a Wall Street avrebbe attirato una domanda 7 volte superiore all'offerta. È quanto appreso da Blooomberg da fonti vicine all'operazione, secondo cui l'offerta avrebbe attirato l'interesse di diversi investitori istituzionali. In base al prospetto depositato alla Securities and Exchange Commission statunitense, la società sudcoreana ha offerto 17,79 milioni di nuove azioni tramite la quotazione di American Depositary Shares (Adr) sul Nasdaq, indicando inoltre che dieci Adr rappresentano un'azione ordinaria. Il valore dell'Ipo è stimato a 43.000 miliardi di won (28,07 miliardi di dollari) e l'avvio del titolo agli scambi è fissato per il 10 luglio. Oggi l'azienda comunicherà il prezzo di collocamento. L'Ipo di SK Hynix si classificherebbe tra le più grandi quotazioni in Borsa di sempre negli Stati Uniti da parte di una società straniera, seconda solo alla quotazione di Alibaba, secondo i dati raccolti da Bloomberg. (riproduzione riservata)