A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa sono tutte positive. Il Dow Jones continua ad essere il listini più tonico con una crescita dell’1,6%. Gli investitori sembra che abbiano spostato la propria attenzione dai titoli del settore dei semiconduttori verso azioni non tecnologiche come quelle bancarie e di vendita al dettaglio. Tra i titoli più performanti ci sono UnitedHealth (+5%) e JPMorgan Chase (+3,2%).
Anche il calo del prezzo del petrolio sta aiutando le borse a restare positive: il Wti viene scambiato a 92 dollari (-4%), mentre il Brent a 94 dollari (-3,3%).
L’S&P 500, dopo un’apertura in negativo, adesso continua a crescere e registra un +0,5%. Invece, il Nasdaq è tornato positivo (+0,2%), nonostante l’andamento dei titoli dei chip (Broadcom a -11,4%).
«Dopo una stagione degli utili straordinaria, il settore dell’intelligenza artificiale è ancora in piena espansione, ma questo rally sta iniziando a mostrare segni di cedimento dopo un’incredibile impennata durata oltre due mesi», ha affermato Dennis Follmer, responsabile degli investimenti presso Montis Financial. «Con la situazione di stallo nello Stretto di Hormuz che non accenna a risolversi, non ci sorprenderemmo di vedere i titoli azionari stabilizzarsi per un po’, man mano che la realtà si fa strada e il mercato si riprende da questa recente ondata di rialzi».
A metà seduta i listini Usa continuano ad andare in ordine sparso. Il Dow Jones crescere ancora e raggiunge un nuovo record. Alle 18:30 sta scambiando in rialzo dell’1,8%. Il merito di questa crescita è soprattutto di UnitedHealth (+5,3%), JPMorgan Chase (+3,5%) e Walmart (+1,1%).
Vira in positivo l’S&P 500 (+0,3%), mentre resta in territorio negativo il Nasdaq (-0,2%). Pesa il calo dei titoli dei chip dopo i risultati negativi di Broadcom (-14,5%). L’azienda, nonostante avesse superato le stime sugli utili, nel secondo trimestre fiscale ha riportato un fatturato inferiore alle attese.
Nonostante la guerra in Medio Oriente sembri lontana da una conclusione, il prezzo del petrolio è in discesa: il Wti viene scambiato a 93 dollari al barile (-3,2%), mentre il Brent a 95 dollari (-2,8%).
Invece, il futures del gas naturale statunitense hanno superato i 3,36 dollari per MMBtu (+4,6%), il livello più alto degli ultimi quattro mesi, a fronte della mancanza di progressi nell'offerta dal Medio Oriente e di una maggiore domanda interna.
- SpaceX si prepara a sbarcare a Wall Street, puntando a raccogliere circa 75 miliardi di dollari in quella che potrebbe essere la più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) di tutti i tempi. Secondo quanto riportato nella documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission (Sec) statunitense, la società prevede di collocare circa 555,6 milioni di azioni di classe A a 135 dollari ciascuna. A questo prezzo, SpaceX avrebbe una capitalizzazione di quasi 1.770 miliardi, basata sul numero di azioni in circolazione indicate nella documentazione. Gli underwriter possono inoltre esercitare un'opzione per acquistare fino a un massimo di ulteriori circa 83,3 milioni azioni al prezzo di Ipo, per 30 giorni. In questo caso la raccolta totale sarebbe di 86,2 miliardi e la valutazione salirebbe a 2 mila miliardi. SpaceX avvia oggi il roadshow, con la pubblicazione del prezzo prevista per l'11 giugno e l'avvio delle negoziazioni sul Nasdaq il 12 giugno.
- Five Below perde il 13,1%, nonostante l'azienda abbia fornito una guidance migliore delle attese. Per il secondo trimestre, i ricavi sono previsti tra 1,18 e 1,2 miliardi di dollari, contro una stima di StreetAccount pari a 1,15 miliardi. Le vendite a parità di negozi dovrebbero crescere tra il 7% e il 9%, a fronte di un consenso al 4,4%.
- CrowdStrike scivola del 6,32% dopo una guidance deludente per il secondo trimestre. L'azienda prevede ricavi intorno a 1,44 miliardi di dollari, leggermente sopra la stima di 1,3 miliardi di StreetAccount. L'utile per azione è atteso tra 1,16 e 1,17 dollari, in linea con le previsioni degli analisti (circa 1,16 dollari). In scia al ribasso hanno chiuso in calo anche Palo Alto Networks e Fortinet.
Il Dow Jones apre forte la seduta di Wall Street. L’indice è in crescita dell’1,1% sostenuto dai titoli difensivi e grazie al calo dei prezzi del greggio. Il Wti viene scambiato a 93 dollari al barile (-3,1%) e il Brent a 95 dollari (-2,6%).
Aprono in calo invece S&P 500 (-0,2%) e Nasdaq (-0,9%) a causa dal rallentamento dei titoli tech. In particolare, pesa il crollo di Broadcom (-14,7%). L’azienda produttrice di chip, nonostante avesse superato le stime sugli utili, nel secondo trimestre fiscale ha riportato un fatturato inferiore alle attese. Vanno giù anche altri titoli legati alla tecnologia come Marvell Technology (-4,7%) e Micro Technology (-5,8%).
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è sceso di circa 4 punti base, attestandosi al 4,46%, quasi annullando l'aumento di 6 punti base registrato nella sessione precedente. Quelli trentennali sono scesi a 4,97%. I prezzi dei Treasury hanno beneficiato del calo dei prezzi del petrolio.
Sul fronte politico, «dopo quasi due mesi dalla fine delle ostilità, il mercato inizia ad essere alla ricerca di segnali più concreti di un accordo tra Usa e Iran, anche perché, con il passare del tempo, le misure “tampone" implementate per limitare il rialzo dei prezzi dell'energia iniziano a perdere effetto», osservano gli strategist di Mps.
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che dispone il ritiro delle truppe americane impegnate nel conflitto con l'Iran, infliggendo un duro colpo politico al presidente Donald Trump. A ciò si aggiunge il rifiuto da parte di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Libano e Israele, un elemento che contribuisce a mantenere elevata le tensioni nella regione.
Il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 13.000 unità, raggiungendo quota 225.000 nell'ultima settimana di maggio, superando le aspettative del mercato che prevedevano 212.000 richieste. Si tratta del numero più alto di richieste iniziali dalla prima settimana di febbraio. Tuttavia, le richieste di sussidi di disoccupazione in corso, considerate un indicatore della disoccupazione effettiva negli Stati Uniti, sono diminuite di 8.000 unità nella settimana precedente, attestandosi a 1.777.000.
Per quanto riguarda la politica monetaria, la presidente della Federal Reserve di Dallas, Lorie Logan, ha ribadito la necessità di mantenere un approccio prudente. «Sono sempre più preoccupata che possano essere necessari tassi di interesse più elevati nel corso dell'anno per ripristinare pienamente la stabilità dei prezzi», ha affermato Logan.
Inoltre, i Beige Book hanno mostrato che l'attività economica negli Stati Uniti è aumentata a un ritmo da «lieve a moderato» in 10 dei 12 distretti della Federal Reserve dalla metà di aprile, anche se i segnali sottostanti sono stati meno incoraggianti.
- Five Below perde il 10,5%, nonostante l'azienda abbia fornito una guidance migliore delle attese. Per il secondo trimestre, i ricavi sono previsti tra 1,18 e 1,2 miliardi di dollari, contro una stima di StreetAccount pari a 1,15 miliardi. Le vendite a parità di negozi dovrebbero crescere tra il 7% e il 9%, a fronte di un consenso al 4,4%.
- CrowdStrike scivola dell'8,6% dopo una guidance deludente per il secondo trimestre. L'azienda prevede ricavi intorno a 1,44 miliardi di dollari, leggermente sopra la stima di 1,3 miliardi di StreetAccount. L'utile per azione è atteso tra 1,16 e 1,17 dollari, in linea con le previsioni degli analisti (circa 1,16 dollari). In scia al ribasso hanno chiuso in calo anche Palo Alto Networks e Fortinet.
Le borse Usa, nelle contrattazioni pre-mercato, vanno in ordine sparso: i futures sul Nasdaq sono in calo dell’1,3% e quelli sull’S&P 500 dello 0,4%, mentre il Dow Jones cresce dello 0,8%.
A pesare su Nasdaq e S&P 500 è il calo dei titoli tech. Su tutti spicca il crollo del titolo di Broadcom. L’azienda produttrice di chip, nonostante avesse superato le stime sugli utili, nel secondo trimestre fiscale ha riportato un fatturato inferiore alle attese e il titolo perde il 14,2% nel pre-market. Questi segnali hanno riacceso i timori che l'impennata degli investimenti in AI da parte delle maggiori aziende statunitensi possa non essere sostenibile.Di conseguenza, anche titoli come Marvell Technology e Micron Technology segnano un calo, rispettivamente, del 5,6% e del 6,5%.
Gli investitori continuano a monitorare l’evolversi della guerra in Medio Oriente. Hezbollah ha respinto l’accordo per un cessate il fuoco con Israele. Per i miliziani, qualsiasi accordo deve prevedere il ritiro dell’esercito di Tel Aviv dai territori libanesi. Intanto, il presidente Usa Donald Trump ha fatto sapere che i negoziati con Teheran potrebbero concludersi entro il fine settimana. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in calo: il Wti viene scambiato a 93 dollari al barile (-3,3%) e il Brent a 95 dollari (-3%).
In calo i rendimenti dei Treasury. Nella giornata di ieri, il titolo decennale aveva sfiorato il 4,50%, mentre adesso si aggira intorno al 4,45%. Anche il rendimento del trentennale è in calo a 4,96%.
Keith Lerner, cio e responsabile della strategia di mercato presso Truist Wealth, ha osservato che una svendita è normale dopo periodi di forte crescita. «Penso che ci meritiamo una pausa», ha detto a Closing Bell della Cnbc. «Abbiamo fatto molta strada. I fondamentali sono solidi. Il mercato rialzista merita ancora il beneficio del dubbio, ma spesso i mercati fanno due passi avanti e uno indietro. Abbiamo fatto tre passi avanti, quindi forse almeno un piccolo passo indietro, o almeno una fase laterale, è il momento giusto».
Negli Stati Uniti, a maggio 2026 sono stati annunciati 97.006 licenziamenti, il numero più alto da gennaio. Si tratta del totale più elevato per il mese di maggio dal 2020 e segna anche il terzo mese consecutivo di aumento dei licenziamenti. La causa principale dei tagli è l'intelligenza artificiale. «Oltre alla notizia principale sull'AI, stiamo assistendo a un forte aumento dei licenziamenti legati ad acquisizioni e fusioni e a un'impennata delle perdite dovute a fallimenti, il che mi fa pensare che le aziende si stiano ristrutturando in modo aggressivo per riposizionarsi in un'economia guidata dall'IA», ha affermato Andy Challenger di Challenger, Gray & Christmas.
- SpaceX si prepara a sbarcare a Wall Street, puntando a raccogliere circa 75 miliardi di dollari in quella che potrebbe essere la più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) di tutti i tempi. Secondo quanto riportato nella documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission (Sec) statunitense, la società prevede di collocare circa 555,6 milioni di azioni di classe A a 135 dollari ciascuna. A questo prezzo, SpaceX avrebbe una capitalizzazione di quasi 1.770 miliardi, basata sul numero di azioni in circolazione indicate nella documentazione. Gli underwriter possono inoltre esercitare un'opzione per acquistare fino a un massimo di ulteriori circa 83,3 milioni azioni al prezzo di Ipo, per 30 giorni. In questo caso la raccolta totale sarebbe di 86,2 miliardi e la valutazione salirebbe a 2 mila miliardi. SpaceX avvia oggi il roadshow, con la pubblicazione del prezzo prevista per l'11 giugno e l'avvio delle negoziazioni sul Nasdaq il 12 giugno.
I titoli più discussi nel forum WallStreetBets di Reddit sono per lo più in calo nelle ore precedenti all'apertura.
- ServiceNow guadagna il 2%, dopo il calo del 7,6% registrato alla chiusura di ieri.
- Microsoft sale dell'1%, dopo aver perso il 3,2% alla chiusura di ieri.
- Virgin Galactic Holdings scende del 3,6%, dopo aver chiuso ieri in ribasso del 6,5%.
- Strategy perde l'1,2%, dopo il calo del 7% registrato ieri.
- Nvidia cede lo 0,9%, dopo il ribasso del 3,6% della seduta precedente. (riproduzione riservata)