A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa vanno in ordine sparso: il Dow Jones cresce dello 0,3%, l’S&P 500 non segna variazioni e il Nasdaq perde lo 0,3%. Gli occhi degli investitori sono puntati sui risultati trimestrali di Micron, che saranno presentati dopo la chiusura. Per il momento, l’azienda produttrice di chip è in calo del 3,2%. Gli analisti interpellati da FactSet prevedono utili di 20,83 dollari per azione e un fatturato di 35,75 miliardi di dollari.
Sul fronte geopolitico, la situazione appare relativamente tranquilla. Migliorano infatti i flussi di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il petrolio prosegue la sua fase di correzione: il Brent perde il 4% e scende a 74 dollari al barile, mentre il Wti viene scambiato a 70 dollari (-3,7%). In questo contesto, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che l'Iran non applicherà pedaggi, costi assicurativi o qualsiasi altro tipo di tariffa alle navi che intendono transitare attraverso Hormuz. Intanto, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve (Spr), sono diminuite di 15,1 milioni di barili nella settimana terminata il 19 giugno, dopo il calo di 17,2 milioni registrato nella settimana precedente.
A metà seduta, i listini Usa scambiano in territorio positivo: il Dow Jones cresce dello 0,9%, l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,6%. Le borse sono sostenute dal calo del prezzo del petrolio.
Gli investitori sono con gli occhi puntati sui risultati trimestrali di Micron Technology, previsti dopo la chiusura dei mercati, l’azienda di chip è in calo dell’1%. Secondo FactSet, il consensus degli economisti indica un utile di 20,83 dollari per azione su ricavi pari a 35,75 miliardi di dollari. I risultati «rivestono un'importanza che va ben oltre l'azienda stessa. Risultati solidi e previsioni ottimistiche rafforzerebbero la convinzione che la spesa legata all'AI rimanga sostenuta; ciò potrebbe porre un freno al recente calo delle quotazioni nel settore delle memorie e, al contempo, sostenere il più ampio rally dei semiconduttori», afferma Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote. Tuttavia, a fronte di valutazioni elevate, numeri non eccezionali potrebbero deludere il mercato.
Il rimbalzo dei titoli tech sembra aver subito un rallentamento: Sandisk perde il -2,1%, mentre Intel continua a guadagnare l’1,3%. Continua a crescere Alphabet (+1%) dopo l’annuncio che sostituirà Verizon (-2,5%) nel Dow Jones Industrial Average. Questo amplierà la presenza dei colossi tecnologici all'interno dello storico indice delle blue chip statunitensi.
Sul fronte geopolitico, la situazione appare relativamente tranquilla. Migliorano infatti i flussi di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il petrolio prosegue la sua fase di correzione: il Brent perde il 3,8% e scende a 74 dollari al barile, mentre il Wti viene scambiato a 71 dollari (-3,5%). In questo contesto, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che l'Iran non applicherà pedaggi, costi assicurativi o qualsiasi altro tipo di tariffa alle navi che intendono transitare attraverso Hormuz. Intanto, le scorte di petrolio greggio, comprese quelle della Strategic Petroleum Reserve (Spr), sono diminuite di 15,1 milioni di barili nella settimana terminata il 19 giugno, dopo il calo di 17,2 milioni registrato nella settimana precedente.
Il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, ha spiegato che il dipartimento del Tesoro Usa supervisionerà i fondi iraniani, una volta sbloccati, come previsto dall'accordo provvisorio siglato dal presidente statunitense, Donald Trump, con l'Iran. «Una percentuale molto elevata di questi fondi sarà destinata all'acquisto di generi alimentari e medicinali statunitensi», ha spiegato, ribadendo quanto già detto dall'inquilino della Casa Bianca in merito all'utilizzo degli asset iraniani.
Infine, il prezzo dell'oro è crollato del 2,4% e si attesta intorno ai 4.000 dollari l'oncia. Il metallo prezioso ha risentito della forza del dollaro statunitense (+0,3%) e delle crescenti aspettative che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva, con gli operatori che scommettono sempre più su un aumento dei tassi di interesse entro la fine dell'anno. Attualmente, i mercati attribuiscono una probabilità di circa il 68% a un rialzo dei tassi da parte della Fed a settembre, rispetto al 29% di una settimana fa.
Negli Stati Uniti, le vendite di nuove case unifamiliari sono crollate del 7,3% su base mensile, attestandosi a un tasso annualizzato destagionalizzato di 580 mila unità a maggio 2026, il più basso degli ultimi quattro mesi, dopo le 626 mila unità (dato rivisto al rialzo) di aprile e ben al di sotto delle previsioni di 640 mila. Le vendite di nuove case sono diminuite per il secondo mese consecutivo, a causa dell'aumento dei tassi ipotecari che ha pesato sugli acquirenti.
L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è aumentato dell'1% nella settimana terminata il 19 giugno, dopo una flessione del 3,8% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece salite del 3%.
Il disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti si è ampliato a 226,8 miliardi di dollari (dato destagionalizzato) nel primo trimestre del 2026, rispetto ai 221,1 miliardi di dollari (dato rivisto) dell'ultimo trimestre del 2025. Questo ampliamento si è verificato nonostante gli sforzi dichiarati dell'amministrazione presidenziale per ridurre il disavanzo delle partite correnti negli Stati Uniti attraverso dazi e l'aumento del volume delle esportazioni di energia a marzo, dovuto all'aumento dei prezzi di petrolio, carburante e gas causato dalla guerra in Medio Oriente.
-FedEx perde l’1,1%. La società ha chiuso il quarto trimestre fiscale con risultati superiori alle attese degli analisti, sia in termini di ricavi sia di utili. Tuttavia, la contrazione dei margini nel core business delle consegne ha deluso gli investitori.
- Worthington Enterprises crolla del 10,1% dopo aver pubblicato risultati inferiori alle attese nel quarto trimestre fiscale. La società ha registrato un utile rettificato di 0,97 dollari per azione su ricavi pari a 371,5 milioni di dollari. Gli analisti di FactSet si aspettavano un utile di 1,06 dollari per azione e ricavi per 386,5 milioni.
- Calano i titoli energetici a seguito del calo del petrolio: Exxon mobile (-2,4%), Chevron (-2,6%) e ConocoPhillips (-2,7%).
- Wendy’s: in meno di mezz'ora, all'avvio dei mercati americani, le azioni della catena di fast food hanno guadagnato fino al 40%. A metà seduta segna un +27,1%, ma gli analisti non si fidano. Il rally, sottolineano diversi osservatori, non trova fondamento in risultati o eventi recenti. L'unica spiegazione è che la società abbia ottenuto nei giorni scorsi l'attenzione di alcune community di investitori online e che questi abbiano deciso di comprare in massa, provocando una reazione assimilabile quella che nel 2021 riguardò Gamestop, la madre delle meme stock.
- SpaceX registra una lieve crescita: l’azienda di Elon Musk è in rialzo dello 0,2% (156 dollari ad azione).
I listini Usa, dopo il forte calo di ieri, aprono poco mossi: il Dow Jones è invariato, mentre S&P 500 e Nasdaq crescono dello 0,2%. Questa piccola crescita è dovuta al calo dei prezzi del petrolio e al rimbalzo dei titoli tecnologici. Mentre tutti gli investitori aspettando la pubblicazione, a mercati chiusi, della trimestrale di Micron.
«Le pesanti vendite sul comparto tech hanno attirato l'attenzione ieri, con gli operatori che iniziano a mettere in discussione la sostenibilità del trend rialzista in atto da diversi anni», commentano gli strategist di Mps.
I titoli tech stanno cercando di riprendersi dopo il sell off di ieri. Micron segna un +1,2%, Sandisk +1,8%, Intel +1,2%. Cresce anche Alphabet (+1,3%) dopo l’annuncio che sostituirà Verizon (-0,5%) nel Dow Jones Industrial Average. Questo amplierà la presenza dei colossi tecnologici all'interno dello storico indice delle blue chip statunitensi.
Mentre i titoli tech rimbalzano, torna a scendere SpaceX: l’azienda di Elon Musk registra un calo del 2,4% (152 dollari ad azione).
Sul fronte geopolitico, la situazione appare relativamente tranquilla. Migliorano infatti i flussi di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il petrolio prosegue la sua fase di correzione: il Brent perde il 4,5% e scende a 73,6 dollari al barile, mentre il Wti viene scambiato a 70 dollari al barile (-4,4%). In questo contesto, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che l'Iran non applicherà pedaggi, costi assicurativi o qualsiasi altro tipo di tariffa alle navi che intendono transitare attraverso Hormuz.
Infine, il prezzo dell'oro è crollato del 2,6% e si attesta intorno ai 4.000 dollari l'oncia. Il metallo prezioso ha risentito della forza del dollaro statunitense (+0,3%) e delle crescenti aspettative che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva, con gli operatori che scommettono sempre più su un aumento dei tassi di interesse entro la fine dell'anno. Attualmente, i mercati attribuiscono una probabilità di circa il 68% a un rialzo dei tassi da parte della Fed a settembre, rispetto al 29% di una settimana fa.
L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è aumentato dell'1% nella settimana terminata il 19 giugno, dopo una flessione del 3,8% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece salite del 3%.
Il disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti si è ampliato a 226,8 miliardi di dollari (dato destagionalizzato) nel primo trimestre del 2026, rispetto ai 221,1 miliardi di dollari (dato rivisto) dell'ultimo trimestre del 2025. Questo ampliamento si è verificato nonostante gli sforzi dichiarati dell'amministrazione presidenziale per ridurre il disavanzo delle partite correnti negli Stati Uniti attraverso dazi e l'aumento del volume delle esportazioni di energia a marzo, dovuto all'aumento dei prezzi di petrolio, carburante e gas causato dalla guerra in Medio Oriente.
-FedEx perde l’1,4%. La società ha chiuso il quarto trimestre fiscale con risultati superiori alle attese degli analisti, sia in termini di ricavi sia di utili. Tuttavia, la contrazione dei margini nel core business delle consegne ha deluso gli investitori.
- Worthington Enterprises crolla del 9,7% dopo aver pubblicato risultati inferiori alle attese nel quarto trimestre fiscale. La società ha registrato un utile rettificato di 0,97 dollari per azione su ricavi pari a 371,5 milioni di dollari. Gli analisti di FactSet si aspettavano un utile di 1,06 dollari per azione e ricavi per 386,5 milioni.
I future sui listini azionari statunitensi trattano in lieve rialzo nel premercato, con quello sul Dow Jones che guadagna lo 0,11% e quello sull'S&P 500 lo 0,36%.
«Le pesanti vendite sul comparto tech hanno attirato l'attenzione ieri, con gli operatori che iniziano a mettere in discussione la sostenibilità del trend rialzista in atto da diversi anni», commentano gli strategist di Mps. «Un banco di prova lo avremo questa sera a mercati chiusi con la pubblicazione della trimestrale di Micron Technology, uno dei titoli che, nell'universo AI, ha registrato la migliore performance da inizio anno (+268%)».
Sul fronte geopolitico, la situazione appare relativamente tranquilla. Migliorano infatti i flussi di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il petrolio prosegue la sua fase di correzione. Il Brent perde il 2,8% e scende a 74,6 dollari al barile, sui minimi dal 27 febbraio, la vigilia dello scoppio del conflitto tra Iran e Stati Uniti. In questo contesto, il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che l'Iran non applicherà pedaggi, costi assicurativi o qualsiasi altro tipo di tariffa alle navi che intendono transitare attraverso Hormuz.
Lato macro, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è aumentato dell'1% nella settimana terminata il 19 giugno, dopo una flessione del 3,8% del dato precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono scese dell'1%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece salite del 3%.
Intanto, l'oro è sceso sotto i 4 mila dollari l'oncia, avvicinandosi ai minimi degli ultimi sette mesi. Questo poiché le aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve hanno controbilanciato il sostegno derivante dall'accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran.
-FedEx perde il 3,51% nel premercato. La società ha chiuso il quarto trimestre fiscale con risultati superiori alle attese degli analisti, sia in termini di ricavi sia di utili. Tuttavia, la contrazione dei margini nel core business delle consegne ha deluso gli investitori.
- Il titolo di Arm Holdings sale del 3,8% dopo che gli analisti di UBS e TD Cowen hanno alzato il prezzo obiettivo sul titolo. Entrambe le banche hanno sottolineato che le prospettive del business CPU dell'azienda sono migliorate, grazie alla crescente diffusione dei chip nell'ambito dell'agentic AI, sempre più popolare.
- Worthington Enterprises crolla del 10,3% dopo aver pubblicato risultati inferiori alle attese nel quarto trimestre fiscale. La società ha registrato un utile rettificato di 0,97 dollari per azione su ricavi pari a 371,5 milioni di dollari. Gli analisti di FactSet si aspettavano un utile di 1,06 dollari per azione e ricavi per 386,5 milioni. (riproduzione riservata)