La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono negative. In Medio Oriente si riprende a sparare, Nasdaq -0,6%
La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono negative. In Medio Oriente si riprende a sparare, Nasdaq -0,6%
Il colosso dei chip Nvidia invariato nonostante l’annuncio dell’alleanza sull’AI con alcune delle maggiori istituzioni finanziarie americane

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti      11/08/2026 14:55

Ftse Mib
53.706,21 23.50.57

+0,08%

Dax 30
26.391,42 23.50.57

+0,26%

Dow Jones
53.791,85 0.34.47

-0,34%

Nasdaq
26.445,45 23.50.57

-0,60%

Euro/Dollaro
1,1543 1.26.32

+0,00%

Spread
77,65 17.30.07

-0,59

Wal Street chiude in rosso: Dow Jones  -0,3%, S&P500 -0,3%, Nasdaq -0,6%. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato di aver attaccato una nave battente bandiera panamense che navigava nel Golfo dell'Oman e che «ha tentato di violare l'embargo americano contro l'Iran». Il Centcom ha scritto su X che «un elicottero MH-60 della Marina statunitense ha lanciato due missili Hellfire contro la sala macchine della nave, dopo che il suo equipaggio aveva ignorato i ripetuti avvertimenti delle forze armate». Mentre gli Houthi yemeniti affermano di avere attaccato una nave saudita che trasportava equipaggiamento militare nello stretto di Bab al-Mandeb. La guardia costiera yemenita ha riferito che il bilancio delle vittime dell'attacco degli Houthi è salito a 6 morti e 10 feriti.

Ore 20:10 Borse Usa ancora in rosso

A poco meno di due ore dalla chiusura, le borse Usa continuano a trattare a ribasso: il Dow Jones perde lo 0,2%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,5%. I mercati, in attesa della fine dei negoziati in Medio Oriente, sono appesantiti dall’aumento del prezzo del petrolio. 

Le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in aumento: il Wti viene scambiato a 83 dollari (+1,3%), mentre il Brent a 89 dollari (+1,2%).

Infine, sul fronte dei semiconduttori, il titolo di Nvidia, dopo una giornata passata in rialzo, è invariato. Neanche l’annuncio dell’alleanza con alcune delle maggiori istituzioni finanziarie di Wall Street per mobilitare 500 miliardi di dollari di capitali da indirizzare al potenziamento delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale ha trainato il titolo.

Ore 18:30 Borse Usa in ribasso: pesano le nuove tensioni in Medio Oriente 

A metà seduta le borse Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones perde lo 0,1%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,5%. I mercati, in attesa della fine dei negoziati in Medio Oriente, sono appesantiti dall’aumento del prezzo del petrolio. Inoltre, l’attenzione è rivolta verso una serie di dati importanti per l’inflazione: il rapporto sui prezzi al consumo di luglio sarà pubblicato mercoledì, mentre giovedì sarà il turno dell’indice dei prezzi alla produzione. Questi dati potrebbero rivelarsi particolarmente importanti dopo che un rapporto deludente sull’occupazione ha complicato le prospettive della Fed.

Sul fronte geopolitico, mentre le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. Dopo le notizie sulla riduzione dell'arsenale militare americano, il tycoon ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire Teheran: «Abbiamo la capacità di decapitare l'Iran». Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati».

Intanto, le autorità pakistane e qatariote hanno mostrato un certo ottimismo riguardo a un accordo tra Stati Uniti e Iran e il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che i negoziati tra Oman e Iran hanno raggiunto una fase avanzata. Ma il Wall Street Journal ha fatto sapere che stamattina le forze statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che tentava di forzare il blocco navale americano dei porti iraniani. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in aumento: il Wti viene scambiato a 83 dollari (+1,1%), mentre il Brent a 88,5 dollari (+1%).

Sul fronte dei semiconduttori, il titolo di Nvidia sale dello 0,5% dopo l’annuncio dell’alleanza con alcune delle maggiori istituzioni finanziarie di Wall Street per mobilitare 500 miliardi di dollari di capitali da indirizzare al potenziamento delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Gli accordi, che per il momento sono protocolli d'intesa subordinati alla stipula definitiva, coinvolgono i fondi Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Kkr e Goldman Sachs.

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese NFIB statunitense è balzato a 99,8 a luglio 2026. Si tratta del valore più alto da agosto dello scorso anno, rispetto a 97,4 di giugno, e ha superato le previsioni di 97,5. Delle dieci componenti dell'indice di ottimismo, otto sono aumentate e due sono diminuite. I piani di assunzione hanno raggiunto il livello più alto da ottobre 2022 e hanno contribuito maggiormente all'aumento dell'indice, con un saldo netto del 20% dei titolari che prevede di creare nuovi posti di lavoro nei prossimi tre mesi, in aumento di nove punti rispetto a giugno. A luglio, il problema principale segnalato è stato la qualità o la disponibilità della manodopera.

Negli Stati Uniti, le vendite di case esistenti sono diminuite dell'1,7% rispetto al mese precedente, attestandosi a un tasso annualizzato destagionalizzato di 4,05 milioni di unità a luglio 2026.Si tratta di un valore relativamente vicino alle aspettative del mercato di 4,06 milioni. Questo dato segue un calo dell'1,4% registrato il mese precedente.

I titoli da tenere d’occhio

- Intel: Il produttore di chip registra un calo dello 0,1% dopo aver aumentato l’offerta di azioni ordinarie da 15 a 20 miliardi di dollari.

- Under Amour: Barclays ha declassato il titolo a «underweight» e le azioni scendono del 7,5%. Gli analisti hanno citato tre ragioni per il declassamento: la perdita di quote di mercato dovuta alla maggiore concorrenza nel mercato dell’abbigliamento e delle calzature sportive, la mancanza di potere di determinazione dei prezzi del marchio per compensare le pressioni tariffarie e sui costi delle materie prime e i tempi di consegna più lunghi dovuti alla produzione.

- Riot Platforms: il titolo della società di mining di criptovalute sale del 2,3% dopo che i ricavi del secondo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. Il fatturato di Riot si è attestato a 174,2 milioni di dollari, mentre gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano 154,3 milioni di dollari. L’azienda ha inoltre annunciato un accordo di leasing per un data center da 191 megawatt con «un laboratorio leader nel settore dell’intelligenza artificiale».

- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica investe in Oura, società finlandese diventata uno dei nomi più conosciuti nel mercato dei wearable grazie al suo smart ring capace di raccogliere continuativamente numerosi parametri fisiologici. Il titolo scende dello 0,7%.

Hims & Hers Health: il titolo scende del 3,8% dopo aver ridotto la parte alta della propria previsione di Ebitda per l'intero anno. Nel secondo trimestre, Hims & Hers ha inoltre registrato una perdita netta di 37 centesimi per azione, rispetto a un utile di 17 centesimi per azione nello stesso periodo dell'anno precedente.

BestBuy: il titolo sale dell’1,2% dopo che Truist Securities ha portato il giudizio sul titolo da hold a buy. Secondo gli esperti, è probabile che la società continui a "guadagnare slancio grazie a diverse tendenze di mercato, tra cui l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei dispositivi elettronici di consumo". Inoltre, Truist Securities ha alzato il prezzo obiettivo delle azioni a 95 dollari, dagli 81 precedenti, indicando un potenziale rialzo del 15% rispetto alla seduta precedente.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono poco mosse: si attendono novità su Hormuz

Le borse Usa aprono poco mosse: il Dow Jones sale dello 0,1%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq restano invariati. I mercati sono in attesa di novità dal fronte mediorientale, nella speranza che si possa arrivare all’apertura dello Stretto di Hormuz. Inoltre, l’attenzione è rivolta verso una serie di dati importanti per l’inflazione: il rapporto sui prezzi al consumo di luglio sarà pubblicato mercoledì, mentre giovedì sarà il turno dell’indice dei prezzi alla produzione. Questi dati potrebbero rivelarsi particolarmente importanti dopo che un rapporto deludente sull’occupazione ha complicato le prospettive della Fed.

Sul fronte geopolitico, mentre le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. Dopo le notizie sulla riduzione dell'arsenale militare americano, il tycoon ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire Teheran: «Abbiamo la capacità di decapitare l'Iran». Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati».

Intanto, le autorità pakistane e qatariote hanno mostrato un certo ottimismo riguardo a un accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe ripristinare il commercio di petrolio attraverso il Golfo. Ma il Wall Street Journal ha fatto sapere che stamattina le forze statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che tentava di forzare il blocco navale americano dei porti iraniani. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in leggero calo: il Wti viene scambiato a 82 dollari (-0,3%), mentre il Brent a 87 dollari (-0,4%).

Sul fronte dei semiconduttori, il titolo di Nvidia sale dell’1,6% dopo l’annuncio dell’alleanza con alcune delle maggiori istituzioni finanziarie di Wall Street per mobilitare 500 miliardi di dollari di capitali da indirizzare al potenziamento delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Gli accordi, che per il momento sono protocolli d'intesa subordinati alla stipula definitiva, coinvolgono i fondi Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Kkr e Goldman Sachs. Salgono altri titoli del comparto chip come Micron (+1,7%), Marvell Technology (+1%) e Sandisk (+2,9%).

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese NFIB statunitense è balzato a 99,8 a luglio 2026. Si tratta del valore più alto da agosto dello scorso anno, rispetto a 97,4 di giugno, e ha superato le previsioni di 97,5. Delle dieci componenti dell'indice di ottimismo, otto sono aumentate e due sono diminuite. I piani di assunzione hanno raggiunto il livello più alto da ottobre 2022 e hanno contribuito maggiormente all'aumento dell'indice, con un saldo netto del 20% dei titolari che prevede di creare nuovi posti di lavoro nei prossimi tre mesi, in aumento di nove punti rispetto a giugno. A luglio, il problema principale segnalato è stato la qualità o la disponibilità della manodopera.

I titoli da tenere d’occhio

- Intel: Il produttore di chip registra un calo dello 0,7% dopo aver aumentato l’offerta di azioni ordinarie da 15 a 20 miliardi di dollari.

- Riot Platforms: il titolo della società di mining di criptovalute sale del 12,8% dopo che i ricavi del secondo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. Il fatturato di Riot si è attestato a 174,2 milioni di dollari, mentre gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano 154,3 milioni di dollari. L’azienda ha inoltre annunciato un accordo di leasing per un data center da 191 megawatt con «un laboratorio leader nel settore dell’intelligenza artificiale».

- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica investe in Oura, società finlandese diventata uno dei nomi più conosciuti nel mercato dei wearable grazie al suo smart ring capace di raccogliere continuativamente numerosi parametri fisiologici. Il titolo scende dello 0,3%.

Hims & Hers Health: il titolo scende del 2,7% dopo aver ridotto la parte alta della propria previsione di Ebitda per l'intero anno. Nel secondo trimestre, Hims & Hers ha inoltre registrato una perdita netta di 37 centesimi per azione, rispetto a un utile di 17 centesimi per azione nello stesso periodo dell'anno precedente.

Ore 14:30 Futures sui listini Usa in leggero rialzo, in attesa di qualche progresso in Medio Oriente

A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rialzo: quelli sul Dow Jones salgono dello 0,1%, sull’S&P 500 dello 0,2% e sul Nasdaq dello 0,4%. Gli investitori stanno valutando i progressi dei colloqui di pace in Medio Oriente. Inoltre, l’attenzione è rivolta verso una serie di dati importanti per l’inflazione: il rapporto sui prezzi al consumo di luglio sarà pubblicato mercoledì, mentre giovedì sarà il turno dell’indice dei prezzi alla produzione. Questi dati potrebbero rivelarsi particolarmente importanti dopo che un rapporto deludente sull’occupazione ha complicato le prospettive della Fed.

Sul fronte geopolitico, mentre le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. Dopo le notizie sulla riduzione dell'arsenale militare americano, il tycoon ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire Teheran: «Abbiamo la capacità di decapitare l'Iran». Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati».

Intanto, le autorità pakistane e qatariote hanno mostrato un certo ottimismo riguardo a un accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe ripristinare il commercio di petrolio attraverso il Golfo. Questa mossa ha frenato il rimbalzo dei prezzi del petrolio, inizialmente innescato dall'inasprimento della retorica del presidente Trump nei confronti di Teheran: il Wti viene scambiato a 82,5 dollari (+0,4%), mentre il Brent a 88 dollari (+0,2%).

Sul fronte dei semiconduttori, il titolo di Nvidia sale dell’1,7% dopo l’annuncio dell’alleanza con alcune delle maggiori istituzioni finanziarie di Wall Street per mobilitare 500 miliardi di dollari di capitali da indirizzare al potenziamento delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Gli accordi, che per il momento sono protocolli d'intesa subordinati alla stipula definitiva, coinvolgono i fondi Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Kkr e Goldman Sachs. Salgono altri titoli del comparto chip come Micron (+1,8%), Marvell Technology (+1,4%) e Sandisk (+1,5%).

Il fronte macro

L'indice di ottimismo delle piccole imprese NFIB statunitense è balzato a 99,8 a luglio 2026. Si tratta del valore più alto da agosto dello scorso anno, rispetto a 97,4 di giugno, e ha superato le previsioni di 97,5. Delle dieci componenti dell'indice di ottimismo, otto sono aumentate e due sono diminuite. I piani di assunzione hanno raggiunto il livello più alto da ottobre 2022 e hanno contribuito maggiormente all'aumento dell'indice, con un saldo netto del 20% dei titolari che prevede di creare nuovi posti di lavoro nei prossimi tre mesi, in aumento di nove punti rispetto a giugno. A luglio, il problema principale segnalato è stato la qualità o la disponibilità della manodopera.

I titoli da tenere d’occhio

- Intel: Il produttore di chip registra un calo dello 0,5% dopo aver aumentato l’offerta di azioni ordinarie da 15 a 20 miliardi di dollari.

- Riot Platforms: il titolo della società di mining di criptovalute sale del 17% dopo che i ricavi del secondo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. Il fatturato di Riot si è attestato a 174,2 milioni di dollari, mentre gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano 154,3 milioni di dollari. L’azienda ha inoltre annunciato un accordo di leasing per un data center da 191 megawatt con «un laboratorio leader nel settore dell’intelligenza artificiale».

- Eli Lilly: l’azienda farmaceutica investe in Oura, società finlandese diventata uno dei nomi più conosciuti nel mercato dei wearable grazie al suo smart ring capace di raccogliere continuativamente numerosi parametri fisiologici. Il titolo scende dello 0,2%.

Hims & Hers Health: il titolo scende del 6,5% dopo aver ridotto la parte alta della propria previsione di Ebitda per l'intero anno. Nel secondo trimestre, Hims & Hers ha inoltre registrato una perdita netta di 37 centesimi per azione, rispetto a un utile di 17 centesimi per azione nello stesso periodo dell'anno precedente. (riproduzione riservata)