A metà seduta i listini Usa sono in rosso: il Dow Jones cede lo 0,7%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,8%. Gli investitori stanno valutando contemporaneamente il rischio di un’inflazione persistente, l’evoluzione dei deficit pubblici e il forte ricorso al mercato del debito da parte delle società impegnate a finanziare nuovi investimenti, compresi quelli legati all’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Secondo i dati del CME, gli operatori di mercato stimano una probabilità superiore al 66% che la Fed aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto entro la fine del mese.
«L'intensificarsi delle tensioni Usa-Iran, il conseguente rialzo delle quotazioni petrolifere e l'atteggiamento hawkish di Warsh al simposio di Jackson Hole, si stanno traducendo in un sell-off globale dei bond governativi» affermano gli strategist di Mps. «Da evidenziare il forte rialzo dei tassi reali in un contesto in cui le breakeven sono rimaste pressoché stabili e questo potrebbe indicare una maggiore attenzione del mercato verso altri aspetti oltre all'inflazione, come l'attesa di una maggiore offerta di titoli governativi a fronte di una domanda che potrebbe essere più debole».
Sul fronte geopolitico, in Medio Oriente la situazione resta tesa: il presidente Usa Donald Trump ha detto che non userà l’arma nucleare contro l’Iran, ma «questo non significa che non li colpiremo». «L'impegno degli Stati Uniti nei confronti del memorandum d'intesa firmato dal presidente americano non è durato più di due settimane. Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d'intesa, faremo lo stesso immediatamente», ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, al summit dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kyrgyzstan. Intanto, tre «proiettili non identificati» hanno colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 90 dollari al barile (+4,7%) e il Brent a 94 dollari (+4,1%).
Rich Clarida, Economic Advisor di Pimco ed ex vicepresidente del Board della Fed, ritiene che il numero uno della Banca centrale americana «abbia lasciato pochi dubbi sul fatto che i dati sull'inflazione relativi ad agosto, che saranno pubblicati pochi giorni prima della riunione della Fed di settembre, saranno cruciali. Questi nuovi dati potrebbero determinare se la maggioranza dei dodici membri votanti del Federal Open Market Committee (Fomc) riterrà di aver visto elementi sufficienti per votare a favore di un aumento dei tassi di interesse a breve termine che rappresentano lo strumento predominante per raggiungere il duplice mandato».
Il governatore della Federal Reserve, Michael Barr, ha dichiarato di essere pronto a sostenere un aumento dei tassi di interesse se l’inflazione non dovesse diminuire. Intervenendo a un forum bancario a Washington, il politico ha affermato di essere preoccupato per le «pressioni inflazionistiche più ampie che potrebbero manifestarsi», dato che l’inflazione è rimasta bloccata al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed per quasi cinque anni e mezzo.
E continuano a salire i rendimenti dei Treasury: il decennale è al 4,79% (+0,04%), si tratta del valore più alto da gennaio 2025, mentre il trentennale si attesta a 5,25% (+0,01%).
Le borse sono appesantite anche dalle performance negative dei titoli tech: Nvidia cede lo 0,6%, Amd il 2,9%, Micron l’1,9% e Intel lo 0,8%. Sono in perdita anche per Microsoft (-1,5%) e Alphabet (-1,1%).
L'indice US Logistics Managers' Index è sceso per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 66,6 ad agosto 2026, rispetto ai 68,9 di luglio, segnalando la crescita più lenta del settore logistico negli ultimi sei mesi. Il calo è stato determinato da un rallentamento nell'espansione delle scorte, mentre i costi logistici hanno continuato ad aumentare a ritmo sostenuto.
Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,6% su base annua nella settimana terminata il 29 agosto, dopo un incremento del 9,1% nell'ottava precedente.
A luglio 2026 le offerte di lavoro sono aumentate di 89.000 unità, raggiungendo quota 7,271 milioni, rispetto ai 7,182 milioni di giugno. Si tratta di un valore inferiore alle aspettative del mercato. Nel corso del mese, il numero di assunzioni e di cessazioni di rapporto di lavoro è rimasto pressoché invariato, attestandosi a 5,1 milioni.
Inoltre, l'indice PMI manifatturiero ISM è sceso a 54,6 nell'agosto 2026, rispetto al massimo di quasi quattro anni raggiunto a luglio con 55,6, al di sotto delle aspettative del mercato di 55,2. Il dato ha comunque segnato l'ottavo mese consecutivo di espansione dell'attività manifatturiera, sebbene la crescita si sia moderata a causa del forte rallentamento dei nuovi ordini, scesi a 53,7 da 56,7.
- Apple: il titolo resta sale del 3% nel primo giorno del nuovo ceo John Ternus.
- Mediatek: Le azioni salgono del 10% dopo che l’azienda taiwanese di chip ha annunciato una partnership con Nvidia rafforzando la sua presenza nel mercato dei data center. Mediatek è la principale rivale di Qualcomm (-2,4%).
- Fervo Energy: il titolo vola del 25,4% dopo che la società texana ha siglato con Google un Power Purchase Agreement (PPA) per la fornitura di 396 MW di energia geotermica a zero emissioni. L'elettricità, prodotta dal progetto Cape Station nello Utah, è destinata a supportare un potenziale data center di Google nello Stato. L'accordo è stato definito dalle parti il più grande PPA al mondo per la geotermia di nuova generazione.
- Novartis: il titolo viaggia in rialzo del 5,9% dopo la pubblicazione di risultati positivi da una sperimentazione clinica sul suo farmaco per la sclerosi multipla, nonostante le notizie secondo cui la casa farmaceutica avrebbe sospeso un altro trattamento sperimentale a seguito della morte di tre pazienti.
- Amazon: la società cede il 2% dopo che la Federal Trade Commission statunitense, insieme a 22 procuratori generali statali, ha intentato una causa contro il colosso dell'e-commerce, accusandolo di aver manipolato «sistematicamente e segretamente» i prezzi degli annunci pubblicitari sulla propria piattaforma. Secondo l'accusa, Amazon avrebbe addebitato agli inserzionisti miliardi di dollari in costi aggiuntivi attraverso «commissioni occulte», introdotte con una modifica delle regole d'asta nel 2019, arrivando potenzialmente a ricavare oltre 20 miliardi di dollari.
- Robinhood: il titolo scende dello 0,4% nonostante gli analisti di Morgan Stanley abbiano migliorato il rating del titolo e alzato il prezzo obiettivo per la società di intermediazione a 150 dollari per azione.
Alle ore 17:00 le borse Usa trattano in territorio negativo: Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq -0,8%. Gli aumenti dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury stanno pesando sui mercati. Secondo i dati del CME, gli operatori di mercato stimano una probabilità superiore al 66% che la Fed aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto entro la fine del mese.
Rallenta leggermente il rialzo dei rendimenti dei Treasury: il decennale è al 4,77% (+0,02%), si tratta del valore più alto da gennaio 2025, mentre il trentennale si attesta a 5,25% (invariato).
Sul fronte macro, a luglio 2026 le offerte di lavoro sono aumentate di 89.000 unità, raggiungendo quota 7,271 milioni, rispetto ai 7,182 milioni di giugno. Si tratta di un valore inferiore alle aspettative del mercato. Nel corso del mese, il numero di assunzioni e di cessazioni di rapporto di lavoro è rimasto pressoché invariato, attestandosi a 5,1 milioni.
Inoltre, l'indice PMI manifatturiero ISM è sceso a 54,6 nell'agosto 2026, rispetto al massimo di quasi quattro anni raggiunto a luglio con 55,6, al di sotto delle aspettative del mercato di 55,2. Il dato ha comunque segnato l'ottavo mese consecutivo di espansione dell'attività manifatturiera, sebbene la crescita si sia moderata a causa del forte rallentamento dei nuovi ordini, scesi a 53,7 da 56,7.
Le borse Usa aprono in rosso: il Dow Jones cede lo 0,6%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq l’1,3%. Sui mercati pesano l’aumento del prezzo del petrolio, dovuto agli scontri in Medio Oriente, e il rialzo dei rendimenti obbligazionari. Secondo i dati del CME, gli operatori di mercato stimano una probabilità superiore al 66% che la Fed aumenti i tassi di interesse di un quarto di punto entro la fine del mese.
«L'intensificarsi delle tensioni Usa-Iran, il conseguente rialzo delle quotazioni petrolifere e l'atteggiamento hawkish di Warsh al simposio di Jackson Hole, si stanno traducendo in un sell-off globale dei bond governativi» affermano gli strategist di Mps. «Da evidenziare il forte rialzo dei tassi reali in un contesto in cui le breakeven sono rimaste pressoché stabili e questo potrebbe indicare una maggiore attenzione del mercato verso altri aspetti oltre all'inflazione, come l'attesa di una maggiore offerta di titoli governativi a fronte di una domanda che potrebbe essere più debole».
Sul fronte geopolitico, in Medio Oriente la situazione resta tesa: il presidente Usa Donald Trump ha detto che non userà l’arma nucleare contro l’Iran, ma «questo non significa che non li colpiremo». «L'impegno degli Stati Uniti nei confronti del memorandum d'intesa firmato dal presidente americano non è durato più di due settimane. Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d'intesa, faremo lo stesso immediatamente», ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, al summit dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kyrgyzstan. Intanto, tre «proiettili non identificati» hanno colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 88 dollari al barile (+2,9%) e il Brent a 93 dollari (+2,5%).
Rich Clarida, Economic Advisor di Pimco ed ex vicepresidente del Board della Fed, ritiene che il numero uno della Banca centrale americana «abbia lasciato pochi dubbi sul fatto che i dati sull'inflazione relativi ad agosto, che saranno pubblicati pochi giorni prima della riunione della Fed di settembre, saranno cruciali. Questi nuovi dati potrebbero determinare se la maggioranza dei dodici membri votanti del Federal Open Market Committee (Fomc) riterrà di aver visto elementi sufficienti per votare a favore di un aumento dei tassi di interesse a breve termine che rappresentano lo strumento predominante per raggiungere il duplice mandato».
Il governatore della Federal Reserve, Michael Barr, ha dichiarato di essere pronto a sostenere un aumento dei tassi di interesse se l’inflazione non dovesse diminuire. Intervenendo a un forum bancario a Washington, il politico ha affermato di essere preoccupato per le «pressioni inflazionistiche più ampie che potrebbero manifestarsi», dato che l’inflazione è rimasta bloccata al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed per quasi cinque anni e mezzo.
E continuano a salire i rendimenti dei Treasury: il decennale è al 4,78% (+0,03%), si tratta del valore più alto da gennaio 2025, mentre il trentennale si attesta a 5,27% (+0,02%).
Le borse sono appesantite anche dalle performance negative dei titoli tech: Nvidia cede l’1,7%, Amd il 2,5%, Micron l’1,6% e Intel il 2,8%. Sono in perdita anche per Microsoft (-1,8%) e Alphabet (-0,9%).
L'indice US Logistics Managers' Index è sceso per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 66,6 ad agosto 2026, rispetto ai 68,9 di luglio, segnalando la crescita più lenta del settore logistico negli ultimi sei mesi. Il calo è stato determinato da un rallentamento nell'espansione delle scorte, mentre i costi logistici hanno continuato ad aumentare a ritmo sostenuto.
Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 9,6% su base annua nella settimana terminata il 29 agosto, dopo un incremento del 9,1% nell'ottava precedente.
- Apple: il titolo resta invariato nel primo giorno del nuovo ceo John Ternus.
- Mediatek: Le azioni salgono del 10% dopo che l’azienda taiwanese di chip ha annunciato una partnership con Nvidia rafforzando la sua presenza nel mercato dei data center. Mediatek è la principale rivale di Qualcomm (-2,3%)
- Novartis: il titolo viaggia in rialzo del 6,7% dopo la pubblicazione di risultati positivi da una sperimentazione clinica sul suo farmaco per la sclerosi multipla, nonostante le notizie secondo cui la casa farmaceutica avrebbe sospeso un altro trattamento sperimentale a seguito della morte di tre pazienti.
- Amazon: la società cede il 2,2% dopo che la Federal Trade Commission statunitense, insieme a 22 procuratori generali statali, ha intentato una causa contro il colosso dell'e-commerce, accusandolo di aver manipolato «sistematicamente e segretamente» i prezzi degli annunci pubblicitari sulla propria piattaforma. Secondo l'accusa, Amazon avrebbe addebitato agli inserzionisti miliardi di dollari in costi aggiuntivi attraverso «commissioni occulte», introdotte con una modifica delle regole d'asta nel 2019, arrivando potenzialmente a ricavare oltre 20 miliardi di dollari.
- Robinhood: il titolo scende dell’1% nonostante gli analisti di Morgan Stanley abbiano migliorato il rating del titolo e alzato il prezzo obiettivo per la società di intermediazione a 150 dollari per azione.
A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sulle borse Usa sono in calo: quelli sul Dow Jones perdono lo 0,6%, sull’S&P 500 lo 0,6% e sul Nasdaq l’1,2%. Gli scontri tra Stati Uniti e Iran prolungano la sospensione delle esportazioni di energia dalla regione e aumentano i rischi inflazionistici per l'economia globale, consolidando la probabilità che le principali banche centrali rialzino i tassi d’interesse.
«L'intensificarsi delle tensioni Usa-Iran, il conseguente rialzo delle quotazioni petrolifere e l'atteggiamento hawkish di Warsh al simposio di Jackson Hole, si stanno traducendo in un sell-off globale dei bond governativi» affermano gli strategist di Mps. «Da evidenziare il forte rialzo dei tassi reali in un contesto in cui le breakeven sono rimaste pressoché stabili e questo potrebbe indicare una maggiore attenzione del mercato verso altri aspetti oltre all'inflazione, come l'attesa di una maggiore offerta di titoli governativi a fronte di una domanda che potrebbe essere più debole».
Sul fronte geopolitico, in Medio Oriente la situazione resta tesa: il presidente Usa Donald Trump ha detto che non userà l’arma nucleare contro l’Iran, ma «questo non significa che non li colpiremo». «L'impegno degli Stati Uniti nei confronti del memorandum d'intesa firmato dal presidente americano non è durato più di due settimane. Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d'intesa, faremo lo stesso immediatamente», ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, al summit dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kyrgyzstan. Intanto, tre «proiettili non identificati» hanno colpito una petroliera nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, il prezzo del petrolio è in rialzo: il Wti viene scambiato a 88 dollari al barile (+2,4%) e il Brent a 92 dollari (+2%).
Rich Clarida, Economic Advisor di Pimco ed ex vicepresidente del Board della Fed, ritiene che il numero uno della Banca centrale americana «abbia lasciato pochi dubbi sul fatto che i dati sull'inflazione relativi ad agosto, che saranno pubblicati pochi giorni prima della riunione della Fed di settembre, saranno cruciali. Questi nuovi dati potrebbero determinare se la maggioranza dei dodici membri votanti del Federal Open Market Committee (Fomc) riterrà di aver visto elementi sufficienti per votare a favore di un aumento dei tassi di interesse a breve termine che rappresentano lo strumento predominante per raggiungere il duplice mandato».
Continuano a salire i rendimenti dei Treasury: il decennale è al 4,79% (+0,04%), si tratta del valore più alto da gennaio 2025, mentre il trentennale si attesta a 5,27% (+0,03%).
Sono in perdita i titoli tech: Nvidia cede l’1,1%, Amd il 2,1% e Micron il 2,4%. Pre mercato negativo anche per Microsoft (-1,3%) e Alphabet (-1%).
L'indice US Logistics Managers' Index è sceso per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 66,6 ad agosto 2026, rispetto ai 68,9 di luglio, segnalando la crescita più lenta del settore logistico negli ultimi sei mesi. Il calo è stato determinato da un rallentamento nell'espansione delle scorte, mentre i costi logistici hanno continuato ad aumentare a ritmo sostenuto.
- Apple: il titolo sale dello 0,2% nel primo giorno del nuovo ceo John Ternus.
- Mediatek: Le azioni salgono del 10% dopo che l’azienda taiwanese di chip ha annunciato una partnership con Nvidia rafforzando la sua presenza nel mercato dei data center. Mediatek è la principale rivale di Qualcomm (-2%)
- Novartis: il titolo viaggia in rialzo del 5,5% nel pre-mercato dopo la pubblicazione di risultati positivi da una sperimentazione clinica sul suo farmaco per la sclerosi multipla, nonostante le notizie secondo cui la casa farmaceutica avrebbe sospeso un altro trattamento sperimentale a seguito della morte di tre pazienti.
- Amazon: la società cede l'1,7% dopo che la Federal Trade Commission statunitense, insieme a 22 procuratori generali statali, ha intentato una causa contro il colosso dell'e-commerce, accusandolo di aver manipolato "sistematicamente e segretamente" i prezzi degli annunci pubblicitari sulla propria piattaforma. Secondo l'accusa, Amazon avrebbe addebitato agli inserzionisti miliardi di dollari in costi aggiuntivi attraverso "commissioni occulte", introdotte con una modifica delle regole d'asta nel 2019, arrivando potenzialmente a ricavare oltre 20 miliardi di dollari.
- Robinhood: il titolo sale dell’1,9% dopo che Morgan Stanley ha detto che la piattaforma di trading presenta un fattore di crescita sottovalutato. (riproduzione riservata)