Le borse Usa chiudono in altalena. Il Dow Jones perde l'1,09% a 52.347,97 punti, il Nasdaq sale dello 0,20% a 25.870,65 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,28% a 7.482,57 punti.
A due ore dalla chiusura, le borse Usa trattano ancora in territorio negativo: il Dow Jones è in calo dell’1,2%, l’S&P 500 dello 0,5%, e il Nasdaq dello 0,2%. Pesano sui mercati la fine della tregua in Iran, i bombardamenti degli Usa e le minacce di nuovi attacchi nella notte.
L’aumento dell’intensità dello scontro in Medio Oriente sta facendo lievitare il prezzo del petrolio: il Wti viene scambiato a 74 dollari al barile (+4,9%), mentre Brent a 78,5 dollari (+5,8%).
Con il timore che rinnovate pressioni inflazionistiche possano richiedere un ulteriore inasprimento della politica monetaria, il rendimento dei titoli del tesoro Usa è in leggero calo rispetto a metà seduta: il Treasury decennale è al 4,58% (+0,02%), mentre quello trentennale è al 5,07% (+0,016%).
A metà seduta, si aggrava il rosso dei listini americani: il Dow Jones è in calo dell’1,3%, l’S&P 500 dell’0,6% e il Nasdaq dello 0,4%. La fine della tregua in Iran, i bombardamenti degli Usa e le minacce di nuovi attacchi nella notte pesano sui mercati.
Nella notte, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro l'Iran in risposta agli attacchi di ieri contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Washington ha inoltre revocato, a partire dal 17 luglio, la licenza generale che consentiva all'Iran di vendere petrolio sui mercati internazionali. Prima dell'inizio del vertice della Nato ad Ankara, il presidente statunitense ha dichiarato che «il cessate il fuoco con l'Iran è giunto al termine. Non voglio più avere a che fare con loro. Sono feccia, sono guidati da persone malate e violente. Per quanto mi riguarda, trattare con loro è solo una perdita di tempo». Invece, alla fine dell’incontro con i partner dell’Alleanza atlantica, Trump ha detto i giornalisti: «Vi do un piccolo avvertimento: stasera li colpiremo duramente». In questo contesto il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 75 dollari al barile (+6,7%) e il Brent a 79,5 dollari al barile (+7,3%).
Con l’aumento del prezzo del greggio sono in crescita i titoli energetici: le azioni di ConocoPhillips salgono del 1,5%, quelle di Chevron dell’1,4% e quelle di Marathon Petroleum del 4,1%. Scendono invece i titoli dei beni di consumo che potrebbero risentire dell’aumento dell’energia: Home Depot giù del 3,4%, McDonald’s dell’1,8% e Booking Holdings del 4,7%.
È rallentato il calo dei titoli legati ai semiconduttori: Micron perde lo 0,5%, mentre Sandisk guadagna lo 0,7% e Nvidia l’1,3%
Sul settore aerospaziale, da segnalare Blue Origin: l’azienda di Jeff Bezos, riferisce la Cnbc, starebbe raccogliendo circa 10 miliardi di dollari nel suo primo round di finanziamento esterno. Questo porterà la valutazione complessiva a 130 miliardi di dollari.
Con il timore che rinnovate pressioni inflazionistiche possano richiedere un ulteriore inasprimento della politica monetaria, il rendimento dei titoli del tesoro Usa è in aumento: il Treasury decennale è al 4,59% (+0,03%), mentre quello trentennale è al 5,08% (+0,025%). Gli analisti di Bank of America affermano che il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni probabilmente salirà verso il 4,65% o addirittura fino al 4,82%.
Inoltre, l’attenzione degli investitori è verso i verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (FOMC), la cui pubblicazione è prevista per mercoledì ore 20 italiane. Si prevede che tali verbali forniranno maggiori dettagli sulla prima riunione di politica monetaria del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, nella quale i funzionari hanno lasciato i tassi di interesse invariati. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, i funzionari della Federal Reserve, divisi sull’argomento, avrebbero indicato nella loro ultima riunione che quest’anno affronteranno l’inflazione con un solo aumento dei tassi di interesse.
Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio di interesse sui mutui ipotecari a tasso fisso trentennale negli Stati Uniti - per importi fino a 806.500 dollari - è salito al 6,58% nella settimana terminata il 3 luglio 2026, in aumento rispetto al precedente 6,57%. Questo aumento segue un recente rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, alimentato dalle persistenti preoccupazioni per l'inflazione e dalle crescenti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest'anno. I mercati ora stimano al 66% la probabilità di un aumento dei tassi di interesse statunitensi a settembre, rispetto al 62% di ieri.
- Compagnie di crociere e aeree: le aziende fortemente esposte ai prezzi del carburante sono in rosso. Carnival Corporation (-4,8%), Norwegian Cruise Line (-3,2%), United Airlines (-3,9%) e Delta Air Lines (-3,1%).
- SpaceX: l’azienda di Elon Musk, dopo il calo del 6,5% di ieri, è ancora in leggero calo dello 0,1%. Con 149 dollari per azione è scesa al di sotto del prezzo di quotazione iniziale di 150 dollari.
Le borse Usa aprono in rosso: il Dow Jones perde l’1%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,4%. A pesare sui mercati è la fine del cessate il fuoco in Iran e i nuovi attacchi incrociati tra Teheran e Washington. Inoltre, il settore dei semiconduttori sta continuando il suo calo.
Nella notte, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro l'Iran in risposta agli attacchi di ieri contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Washington ha inoltre revocato, a partire dal 17 luglio, la licenza generale che consentiva all'Iran di vendere petrolio sui mercati internazionali. Prima dell'inizio del vertice della Nato ad Ankara, il presidente statunitense ha dichiarato che «il cessate il fuoco con l'Iran è giunto al termine. Non voglio più avere a che fare con loro. Sono feccia, sono guidati da persone malate e violente. Per quanto mi riguarda, trattare con loro è solo una perdita di tempo». In questo contesto il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 74 dollari al barile (+4,9%) e il Brent a 78 dollari al barile (+5,1%).
Per i mercati, le prossime 24-48 ore saranno decisive per valutare se il canale diplomatico riuscirà nuovamente a prevalere sulle tensioni geopolitiche. «Per il momento, il clima è tendenzialmente di risk-off, ma i movimenti sugli asset rischiosi rimangono piuttosto contenuti, anche se il comparto dei semiconduttori continua ad essere particolarmente penalizzato», commentano gli strategist di Mps.
Con l’aumento del prezzo del greggio sono in crescita i titoli energetici: le azioni di ConocoPhillips salgono del 2,2%, quelle di Chevron dell’1,8%, quelle di Exxon Mobil dell’1% e quelle di Marathon Petroleum del 2,3%.
Intanto, a causa anche delle performance negative in Asia di SK Hynix (-5,7%) e Samsung (-6,3%), continuano a calare i titoli legati ai semiconduttori a causa dei timori sul futuro delle grandi aziende di cloud computing: c’è il rischio di un rallentamento della spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale, mentre le notizie sull'avvio di progetti di produzione di chip da parte di importanti aziende cinesi ha compromesso le prospettive sulle quote di mercato delle principali aziende di chip. Micron scende dell’1,1%, Sandisk del 2% Nvidia invece cresce dello 0,3%. In discesa anche Meta (-0,9%), Amazon (-1,5%) e Microsoft (-1,3%).
Sul settore aerospaziale, da segnalare Blue Origin: l’azienda di Jeff Bezos, riferisce la Cnbc, starebbe raccogliendo circa 10 miliardi di dollari nel suo primo round di finanziamento esterno. Questo porterà la valutazione complessiva a 130 miliardi di dollari.
Con il timore che rinnovate pressioni inflazionistiche possano richiedere un ulteriore inasprimento della politica monetaria, il rendimento dei titoli del tesoro Usa è in aumento: il Treasury decennale è al 4,57% (+0,02%), mentre quello trentennale è al 5,07% (+0,01%).
Inoltre, l’attenzione degli investitori è verso i verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (FOMC), la cui pubblicazione è prevista per mercoledì ore 20 italiane. Si prevede che tali verbali forniranno maggiori dettagli sulla prima riunione di politica monetaria del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, nella quale i funzionari hanno lasciato i tassi di interesse invariati. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, i funzionari della Federal Reserve, divisi sull’argomento, avrebbero indicato nella loro ultima riunione che quest’anno affronteranno l’inflazione con un solo aumento dei tassi di interesse.
Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio di interesse sui mutui ipotecari a tasso fisso trentennale negli Stati Uniti - per importi fino a 806.500 dollari - è salito al 6,58% nella settimana terminata il 3 luglio 2026, in aumento rispetto al precedente 6,57%. Questo aumento segue un recente rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, alimentato dalle persistenti preoccupazioni per l'inflazione e dalle crescenti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest'anno. I mercati ora stimano al 66% la probabilità di un aumento dei tassi di interesse statunitensi a settembre, rispetto al 62% di ieri.
- Compagnie di crociere e aeree: le aziende fortemente esposte ai prezzi del carburante sono in rosso. Carnival Corporation (-2,6%), Norwegian Cruise Line (-1,3%), United Airlines (-3%) e Delta Air Lines (-2,3%).
- SpaceX: l’azienda di Elon Musk, dopo il calo del 6,5% di ieri, sembra aver invertito la tendenza negativa. Il titolo è in crescita dell’1,3%. Alla chiusura di martedì, SpaceX era scesa al di sotto del prezzo di quotazione iniziale di 150 dollari.
La fine del cessate il fuoco in Iran pesa sulle contrattazione pre apertura. I futures sul Dow Jones sono in calo dello 0,8%, quelli sull’S&P 500 dello 0,6%e quelli sul Nasdaq dello 0,8%.
Nella notte, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro l'Iran in risposta agli attacchi di ieri contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Washington ha inoltre revocato, a partire dal 17 luglio, la licenza generale che consentiva all'Iran di vendere petrolio sui mercati internazionali. Prima dell'inizio del vertice della Nato ad Ankara, il presidente statunitense ha dichiarato che «il cessate il fuoco con l'Iran è giunto al termine. Non voglio più avere a che fare con loro. Sono feccia, sono guidati da persone malate e violente. Per quanto mi riguarda, trattare con loro è solo una perdita di tempo». In questo contesto il prezzo del petrolio cresce: il Wti viene scambiato a 74,5 dollari al barile (+4,4%) e il Brent a 77,5 dollari al barile (+4,5%).
Per i mercati, le prossime 24-48 ore saranno decisive per valutare se il canale diplomatico riuscirà nuovamente a prevalere sulle tensioni geopolitiche. «Per il momento, il clima è tendenzialmente di risk-off, ma i movimenti sugli asset rischiosi rimangono piuttosto contenuti, anche se il comparto dei semiconduttori continua ad essere particolarmente penalizzato», commentano gli strategist di Mps.
Inoltre, l’attenzione degli investitori è verso i verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (FOMC), la cui pubblicazione è prevista per mercoledì ore 20 italiane. Si prevede che tali verbali forniranno maggiori dettagli sulla prima riunione di politica monetaria del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, nella quale i funzionari hanno lasciato i tassi di interesse invariati. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, i funzionari della Federal Reserve, divisi sull’argomento, avrebbero indicato nella loro ultima riunione che quest’anno affronteranno l’inflazione con un solo aumento dei tassi di interesse
Con l’aumento del prezzo del greggio, nel pre mercato salgono i titoli energetici: le azioni di ConocoPhillips salgono del 2%, quelle di Chevron dell’1,6% e quelle di Exxon Mobil dell’1,3%.
Intanto, a causa anche delle performance negative in Asia di SK Hynix (-5,7%) e Samsung (-6,3%), continuano a calare i titoli legati ai semiconduttori a causa dei timori sul futuro delle grandi aziende di cloud computing: c’è il rischio di un rallentamento della spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale, mentre le notizie sull'avvio di progetti di produzione di chip da parte di importanti aziende cinesi ha compromesso le prospettive sulle quote di mercato delle principali aziende di chip. Micron, nel pre market, scende del 3,5%, Sandisk del 3,9% e Nvidia dell’1%. Giù anche Meta (-1%), Amazon (-0,8%) e Microsoft (-1,1%).
Con il timore che rinnovate pressioni inflazionistiche possano richiedere un ulteriore inasprimento della politica monetaria, il rendimento dei titoli del tesoro Usa è in aumento: il Treasury decennale è al 4,57% (+0,01%), mentre quello trentennale è al 5,06% (+0,007%).
Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso medio di interesse sui mutui ipotecari a tasso fisso trentennale negli Stati Uniti - per importi fino a 806.500 dollari - è salito al 6,58% nella settimana terminata il 3 luglio 2026, in aumento rispetto al precedente 6,57%. Questo aumento segue un recente rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, alimentato dalle persistenti preoccupazioni per l'inflazione e dalle crescenti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest'anno. I mercati ora stimano al 66% la probabilità di un aumento dei tassi di interesse statunitensi a settembre, rispetto al 62% di ieri.
- Compagnie di crociere e aeree: le aziende fortemente esposte ai prezzi del carburante, nel pre mercato, sono in rosso. Carnival Corporation (-2,4%), Norwegian Cruise Line (-2,4%), United Airlines (-3,2%) e Delta Air Lines (-2,2%).
- SpaceX: l’azienda di Elon Musk, dopo il calo del 6,5% di ieri, sembra aver invertito la tendenza negativa. Nel pre-mercato, il titolo è in crescita dell’1,2%. Alla chiusura di martedì, SpaceX era scesa al di sotto del prezzo di quotazione iniziale di 150 dollari. (riproduzione riservata)