La diretta da Wall Street | I listini Usa ancora in calo. Pesano l’inflazione al 4,2% e l’aumento dei prezzi del petrolio
La diretta da Wall Street | I listini Usa ancora in calo. Pesano l’inflazione al 4,2% e l’aumento dei prezzi del petrolio
Continua il calo del settore dei semiconduttori, in attesa dell’ipo di SpaceX. Trump dichiara che i negoziati con l’Iran stanno richiedendo troppo tempo. Amazon annuncia un suo servizio di spedizione: calano i titoli delle società di trasporto

di Chiara Barlocco (MF-Newswires) e Alessandro Rigamonti   10/06/2026 15:00

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A metà seduta, le borse americane continuano a trattare a ribasso: il Nasdaq perde l’1,3%, il Dow Jones l’1,2% e l’S&P 500 l’1%. L’aumento dell’inflazione al 4,2% (anche se in linea con le aspettative), la possibilità di una pace in Iran che si allontana e il calo dei titoli dei semiconduttori stanno appesantendo i listini Usa.

l’Etf iShares Semiconductor (l’indice di riferimento del settore dei chip) è in rosso dell’2,8%, Micron Technology segna -3,8% e Broadcom cala del 4,7%. Sul fenomeno gli analisti sono divisi: alcuni ritengono che gli investitori, soprattutto quelli piccoli, stiano vendendo alcuni dei loro titoli azionari più performanti per fare spazio nei loro portafogli all’ipo di Space X. Altri credono che la debolezza sia semplicemente dovuta a prese di profitto dopo una crescita così rapida. 

Sul fronte geopolitico, la tensione continua a crescere. Il presidente Usa Donald Trump ha scritto su Truth che l’Iran, «ci ha messo troppo tempo a negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo!!!». Gli attacchi americani sono avvenuti dopo che Teheran aveva abbattuto un elicottero dell’esercito Usa. E il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 91 dollari al barile (+3,2%), mentre il Brent a 94 dollari (+2,8%).

Il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è salito al 4,2% a maggio 2026, raggiungendo il livello più alto da aprile 2023, rispetto al 3,8% di aprile. Il dato è in linea con le aspettative del mercato. Si tratta del terzo aumento mensile consecutivo dell'inflazione complessiva, con i costi energetici in rialzo del 23,5% (contro il 17,9% di aprile), a causa dello shock energetico innescato dal conflitto con l'Iran.

Inoltre, anche i titoli delle società di trasporto sono in calo: Old Dominion (-5,3%) e ArcBest (-3,1%). Questo è dovuto all’annuncio di Amazon dell’apertura di un suo servizi di trasporto su strada anche alle aziende al di fuori della propria rete.

Ore 15:30 Le borse Usa aprono in rosso. L’inflazione Usa sale al 4,2%, ai massimi da tre anni

Le borse Usa aprono in territorio negativo: il Nasdaq segna un -0,7%, l’S&P 500 -0,5% e il Dow Jones -0,3%. A pesare sui listini americani il calo dei titoli legati ai semiconduttori, i nuovi attacchi tra Iran e Usa e l’ulteriore aumento dell’inflazione.

Sul fronte geopolitico, la tensione continua a crescere. Il presidente Usa Donald Trump ha scritto su Truth che l’Iran, «ci ha messo troppo tempo a negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo!!!». Gli attacchi americani sono avvenuti dopo che Teheran aveva abbattuto un elicottero dell’esercito Usa. E il prezzo del petrolio sale: il Wti viene scambiato a 89 dollari al barile (+1,4%), mentre il Brent a 92 dollari (+1,1%).

Sul fronte dei semiconduttori, ancora sotto pressioni i titoli delle aziende legati all’intelligenza artificiale: 

l’Etf iShares Semiconductor (l’indice di riferimento del settore) è in rosso dell’1,1%, Micron Technology segna -2,5% e Broadcom cala del 3,9%. Sul fenomeno gli analisti sono divisi: alcuni ritengono che gli investitori, soprattutto quelli piccoli, stiano vendendo alcuni dei loro titoli azionari più performanti per fare spazio nei loro portafogli all’ipo di Space X. Altri credono che la debolezza sia semplicemente dovuta a prese di profitto dopo una crescita così rapida. 

Intanto, dalla Sud Corea arriva la notizia di una nuova quotazione in borsa: l'Ipo di SK Hynix, gigante sudcoreano dei chip rivale di Samsung Electronics, potrebbe concretizzarsi già ad agosto, sulla scia del forte interesse dei mercati per i titoli legati al settore dell'intelligenza artificiale. È quanto appreso da Reuters da fonti informate, secondo cui è probabile che la Securities and Exchange Commission approvi la richiesta di quotazione delle Adr di SK Hynix a Wall Street durante la settimana del 22 giugno. Commentando le indiscrezioni, l'azienda ha dichiarato in una nota che «prevede di emettere Adr entro la fine del 2026», ma ha puntualizzato che «i dettagli, tra cui l'entità e le tempistiche, non sono ancora stati definiti». L'interesse di SK Hynix per il mercato statunitense era emerso lo scorso marzo, quando l'azienda aveva presentato la richiesta di quotazione in via riservata alla Sec. All'epoca si vociferava che l'Ipo avrebbe potuto raccogliere tra i 10 e i 14 miliardi di dollari.

Cresce l’inflazione

Il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è salito al 4,2% a maggio 2026, raggiungendo il livello più alto da aprile 2023, rispetto al 3,8% di aprile. Il dato è in linea con le aspettative del mercato. Si tratta del terzo aumento mensile consecutivo dell'inflazione complessiva, con i costi energetici in rialzo del 23,5% (contro il 17,9% di aprile), a causa dello shock energetico innescato dal conflitto con l'Iran.

Rispetto al mese precedente, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,5%, leggermente meno dello 0,6% di aprile, e in linea con le previsioni. I prezzi dell'energia sono aumentati del 3,9% e hanno rappresentato oltre il 60% dell'aumento mensile. Nel frattempo, il tasso di inflazione di base annuale è salito al 2,9%, un nuovo massimo da settembre 2025, rispetto al 2,8% di aprile e in linea con le previsioni. Rispetto al mese precedente, tuttavia, l'indice dei prezzi al consumo di base è aumentato dello 0,2%, meno dello 0,4% di aprile e al di sotto delle previsioni dello 0,3%.

«Come previsto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati significativamente a maggio, in rialzo dello 0,5% rispetto ad aprile. Come nei mesi di marzo e aprile, la causa principale è l'aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra in Iran. Per il resto, le pressioni inflazionistiche restano entro limiti ragionevoli, come evidenziato dal tasso core, che esclude energia e alimentari, pari allo 0,2%. La Federal Reserve è quindi probabilmente destinata a 'guardare oltre' questo aumento dell'inflazione e a non alzare i tassi di interesse di riferimento», affermano gli economisti di Commerzbank.

«I prezzi dell'energia rimangono saldamente alla guida dell'inflazione statunitense, ma c'è il crescente pericolo che anche altri prezzi inizino a prendere il controllo. La forte crescita dell'occupazione suggerisce che l'economia stia ancora viaggiando a pieno regime, aumentando il rischio che l'inflazione si radichi anziché svanire rapidamente», avverte George Brown, Senior Economist di Schroders. In vista della riunione della Fed della prossima settimana, puntualizza l'esperto, «la domanda è se questa possa mantenere i tassi invariati senza rimanere indietro rispetto alla curva. Tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa di debutto di Warsh. Dovrà convincere i mercati che la Fed rimane impegnata a garantire la stabilità dei prezzi. Se mostrerà un atteggiamento più accomodante, i mercati potrebbero iniziare a mettere in dubbio tale impegno, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury».

«Anche depurando il dato da alimentari ed energia, l'inflazione core americana ha raggiunto il livello più elevato da settembre. Di conseguenza, il fatto che il dato headline sia stato in linea con le attese non implica che il rischio inflazionistico, né tantomeno quello di ulteriori rialzi dei tassi, possa considerarsi archiviato. Gli investitori sembrano aver ricominciato a prezzare questa possibilità e l'attenzione del mercato si concentrerà ora sulla Fed e sul suo nuovo presidente nella prossima settimana», commenta infine Bret Kenwell, US market analyst di eToro.

Intanto, il rendimento dei Treasury a 10 anni si attesta al 4,53% (+0,01%), in calo rispetto al massimo intraday del 4,55% dopo che l'ultimo rapporto sull'inflazione ha offerto un po' di sollievo, indicando che lo shock energetico non si è ancora ripercosso in modo significativo sulle pressioni inflazionistiche generali. Dopo la pubblicazione dei dati, gli operatori hanno leggermente ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed quest'anno, anche se un aumento di 25 punti base a dicembre viene dato per scontato dal mercato. Adesso, gli investitori sono in attesa del rapporto sull’indice dei Prezzi alla Produzione di giovedì per ulteriori indizi sulle pressioni inflazionistiche sottostanti.

Aumenta la richiesta di mutui

Secondo i dati della Mortgage Bankers Association, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8% nella prima settimana di giugno. Questa ripresa segue un calo del 2,5% nel periodo precedente e pone fine a una serie di tre settimane di ribassi, segnando l'aumento più elevato dalla fine di febbraio, nonostante l'aumento dei tassi di interesse ipotecari di riferimento. Le richieste di rifinanziamento, particolarmente sensibili alle variazioni dei tassi di interesse a breve termine, sono aumentate del 15,3%, mentre le richieste di mutui per l'acquisto di una casa sono cresciute del 7,3%.

I titoli da tenere d’occhio

- Super Micro Computer crolla del 14,42% dopo che la società ha annunciato l'intenzione di raccogliere 7 miliardi di dollari attraverso operazioni di raccolta di capitale, per contribuire a coprire i costi di acquisto dei componenti hardware.

- Nike perde l'1,08%. Rbc ha tagliato il rating sul titolo da outperform a sector perform, affermando che il processo di rilancio dell'azienda sta procedendo «più lentamente e in modo più limitato di quanto ci aspettassimo».

Ore 14:30 Futures sui listini Usa in calo a causa degli attacchi in Medio Oriente

Gli analisti prevedono un’altra giornata difficile per le borse americane. Nelle contrattazioni pre-mercato, i futures sui listini Usa sono in calo: quelli sull’S&P 500 segnano -0,9%, sul Nasdaq -1,4% e sul Dow Jones -0,7%. A pesare sulle borse sono i nuovi attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti e il calo dei titoli dei chip.

La situazione geopolitica non migliora. «L'esercito iraniano è un disastro totale. Gran parte di esso, come la Marina e l'Aeronautica, non esiste nemmeno più: sono stati completamente sconfitti. L'Iran è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto!!! Ci hanno messo troppo tempo a negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo!!!», ha scritto su Truth Social il presidente Usa, Donald Trump.

Nel frattempo sono proseguiti «gli attacchi cosiddetti difensivi in Medio Oriente e la tregua appare molto fragile», affermano gli strategist di Mps, puntualizzando che «ieri sera le forze Usa hanno condotto attacchi contro l'Iran puntando la difesa aerea, le stazioni di controllo a terra e le postazioni radar vicino allo Stretto di Hormuz, tutto questo dopo che è stato abbattuto un elicottero Usa. Il ministro degli esteri iraniano ha dichiarato che il Paese risponderà a qualsiasi offensiva o minaccia ed intanto sono partite azioni contro basi Usa in diverse regioni come Giordania, Kuwait, Bahrein». Per gli esperti, «nonostante i recenti attacchi il mercato sembra voler credere ancora in un accordo che secondo il presidente americano, Donald Trump, è molto vicino».

In questo contesto geopolitico, il prezzo del petrolio torna a salire: il Wti viene scambiato a 89 dollari al barile (+1,3%), mentre il Brent a 92 dollari (+1%).

Per quanto riguarda i semiconduttori, i titoli sono ancora in ribasso: Micron Technology segna -1,7% nel pre-market, Broadcom cala dell’1,3% e, infine, l’Etf iShares Semiconductor (l’indice di riferimento del settore) è in rosso dell’1,1%.

Il fronte macro 

Secondo gli strategist di Mps, oggi «il focus torna sui dati macro ed in particolare sull'inflazione Usa di maggio, attesa accelerare. Il dato è particolarmente importante in vista della riunione della Federal Reserve della prossima settimana, la prima presieduta da Kevin Warsh. Il mercato prezza pienamente un rialzo dei tassi a fine anno».

«I mercati americani aprono con un appuntamento che conta: il dato sull'inflazione di maggio», commenta anche Gabriel Debach, market analyst di eToro. Il dato headline è atteso al 4,2% a/a, il livello più alto degli ultimi tre anni. La componente core, che esclude energia e alimentari, è prevista allo 0,3% m/m e al 2,9% a/a, il valore più elevato da settembre 2025. «Il dettaglio che conta, però, non è solo il numero aggregato. La composizione del report sarà cruciale: un rialzo guidato prevalentemente dall'energia verrebbe letto come temporaneo, mentre una pressione più ampia sui servizi core avrebbe implicazioni molto più significative per la politica monetaria», spiega l'esperto.

Il mercato dei futures non sconta più alcun taglio dei tassi dalla Fed per il 2026. «Anzi, l'ipotesi di un rialzo è tornata ad essere la probabilità maggiore: circa il 43% dei contratti prezza un aumento entro dicembre, contro un 31% che scommette su tassi invariati», riporta Debach. «Una sorpresa al rialzo oggi potrebbe avvicinare lo scenario di due rialzi da 25 punti base ciascuno. La Fed è ora guidata da Kevin Warsh, e il primo vero banco di prova per comprendere la sua funzione di reazione arriva tra una settimana, con la riunione del Fomc del 16 e 17 giugno».

I titoli da tenere d’occhio

- Super Micro Computer crolla del 12,53% nel premercato dopo che la società ha annunciato l'intenzione di raccogliere 7 miliardi di dollari, per contribuire a coprire i costi di acquisto dei componenti hardware.

- Nike perde l'1,43% nel premercato. Rbc ha tagliato il rating sul titolo da outperform a sectorperform, affermando che il processo di rilancio dell'azienda sta procedendo «più lentamente e in modo più limitato di quanto ci aspettassimo».

Le azioni più discusse nel subforum Reddit WallStreetBets trattano perlopiù in calo poche ore prima dell'apertura delle contrattazioni.

- Apple sale dello 0,3%, dopo aver recuperato parte del calo del 3,6% registrato alla chiusura precedente.

- Dte Energy avanza marginalmente, dopo un incremento di quasi il 2% nella sessione precedente.

- Reddit cala del 3%, dopo un rialzo del 4,1% alla chiusura precedente.

- Nvidia tratta in ribasso del 2%, dopo aver chiuso la sessione precedente in calo dello 0,2%.

- Microsoft perde l'1,3%, dopo una discesa del 2% nella seduta precedente. (riproduzione riservata)