Wall Street chiude in rosso: Dow Jones perde lo 0,2% e torna sotto quota 53.000 punti, S&P500 -0,4%, Nasdaq -1,2%.
Pesano le performance dei titoli dei semiconduttori. A rabbuiare il sentiment degli investitori sono i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all'AI, riaccesi dopo la trimestrale di Samsung. La società ha superato le attese degli analisti. Tuttavia, i risultati sono stati accolti con forte scetticismo dagli investitori. Micron perde il 4,7%, Marvell Technology il 7,4% e Advanced Micro Devices il 6,5%.
SpaceX, nel giorno in cui è entrata nel Nasdaq100, cala in borsa: L’azienda di Elon Musk, scende del 6,8% a 149,47 dollari, nonostante una serie di previsioni ottimistiche da parte degli analisti.
Sul fronte geopolitico, torna a salire la tensione tra Iran e Usa. In mattinata i pasdaran hanno lanciato alcuni missili contro due navi commerciali vicino allo Stretto di Hormuz. L'incidente ha riacceso le preoccupazioni degli armatori e sollevato interrogativi sulla solidità dell’intesa tra i due Paesi. Mentre nel pomeriggio una petroliera è stata colpita da un drone. In questo contesto, il prezzo del petrolio è tornato a salire: il Wti viene scambiato a 70 dollari (+2,8%) e il Brent a 74 dollari (+3%).
A metà seduta, le borse Usa trattano in territorio negativo: il Dow Jones soffre il rialzo del prezzo del petrolio e cala dello 0,3%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq, a causa del sell off sui titoli dei chip, continuano a perdere, rispettivamente, dello 0,3% e dello 0,7%.
Pesano le performance dei titoli dei semiconduttori. A rabbuiare il sentiment degli investitori sono i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all'AI, riaccesi dopo la trimestrale di Samsung. La società ha superato le attese degli analisti. Tuttavia, i risultati sono stati accolti con forte scetticismo dagli investitori. Micron perde il 5,6%, Kla il 5,7%, Marvell Technology il 6,5%, Broadcom l’0,8% e Advanced Micro Devices il 5,1%. Inoltre, secondo quanto riportato da Reuters, DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip basato sull’AI. Nonostante questa notizia, il titolo di Nvidia cresce dell’1,1%.
SpaceX, nel giorno in cui è entrata nel Nasdaq100, cala in borsa: L’azienda di Elon Musk, scende del 4,7% e raggiunge i 153 dollari ad azioni, nonostante una serie di previsioni ottimistiche da parte degli analisti.
Sul fronte geopolitico, torna a salire la tensione tra Iran e Usa. In mattinata i pasdaran hanno lanciato alcuni missili contro due navi commerciali vicino allo Stretto di Hormuz. L'incidente ha riacceso le preoccupazioni degli armatori e sollevato interrogativi sulla solidità dell’intesa tra i due Paesi. Mentre nel pomeriggio una petroliera è stata colpita da un drone. Inoltre, ieri il presidente americano Donald Trump aveva affermato che gli Usa raggiungeranno un accordo con l'Iran o «porteranno a termine il lavoro»: «Possiamo abbattere i loro ponti in un'ora, possiamo interrompere la loro fornitura di energia... Ora non hanno soldi. Non glieli abbiamo dati noi», ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. A queste affermazioni ha risposto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha fatto sapere che i negoziati per un accordo definitivo «non inizieranno» se le minacce continueranno. In questo contesto, il prezzo del petrolio è tornato a salire: il Wti viene scambiato a 70 dollari (+2,7%) e il Brent a 74 dollari (+3%).
A causa dell’aumento dei prezzi del petrolio che ha alimentato i timori di inflazione, il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito al 4,53% (+0,05%), raggiungendo il livello più alto delle ultime due settimane. Cresce anche il rendimento del Treasury a 30 anni: 5,04% (+0,05%).
Negli Stati Uniti, le aspettative di inflazione media per l'anno prossimo sono aumentate di 0,2 punti percentuali, raggiungendo il 3,7%, il livello più alto da settembre 2023. Anche le aspettative per i prossimi tre anni sono aumentate di 0,2 punti, arrivando al 3,3%, il valore più alto da giugno 2022, mentre quelle a cinque anni sono rimaste stabili al 3,0%. Inoltre, le famiglie hanno segnalato una situazione finanziaria attuale migliore rispetto a un anno fa, sebbene le aspettative sulla disponibilità di credito futura siano leggermente peggiorate, con un numero maggiore di intervistati che prevede condizioni di credito più restrittive.
L'indice di ottimismo economico RealClearMarkets/TIPP è salito a 45,5 a luglio 2026, rispetto ai 42,5 di maggio, superando le aspettative del mercato che si attestavano a 45. Le prospettive economiche a sei mesi sono aumentate a 42,1 da 37,1. Anche quelle finanziarie-personali sono salite a 52,2 da 50,1, rimanendo l'unica componente ancorata alla soglia di 50. Infine, la fiducia nelle politiche economiche federali è aumentata a 42,1 da 40,2.
A maggio, il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato notevolmente a 77,6 miliardi di dollari, rispetto ai 54,6 miliardi di dollari (dato rivisto) di aprile. Il dato è in linea con le aspettative di mercato che prevedevano 78,5 miliardi di dollari. Il divario è stato il più ampio dal marzo 2025.
Anche le importazioni sono cresciute: 395,3 miliardi di dollari (+3,3%), il livello più alto da oltre un anno. L'aumento è stato trainato principalmente da maggiori acquisti di beni di consumo, in particolare preparati farmaceutici e telefoni cellulari, nonché di petrolio greggio e autovetture. Invece, le esportazioni sono diminuite del 3,2% a 317,7 miliardi di dollari, appesantite da minori spedizioni di oro e altri metalli preziosi, computer e accessori informatici e beni di consumo, in particolare preparati farmaceutici. I dati commerciali di maggio suggeriscono che le esportazioni nette peseranno maggiormente sul pil del secondo trimestre rispetto al primo.
- Crinetics: le azioni dell’azienda biofarmaceutica volano a +98,7% dopo che la società biotecnologica Vertex (-0,2%) ha annunciato un piano di acquisizione da 10 miliardi di dollari per ottenere trattamenti per rare malattie ormonali.
- Eli Lilly: JPMorgan prevede un altro trimestre positivo per il colosso farmaceutico. L’azienda ha alzato il suo prezzo obiettivo da 1.300 dollari a 1.400 dollari e le azioni crescono del 2,5%. «Ci aspettiamo risultati solidi grazie alla continua espansione del farmaco Mounjaro a livello internazionale e alla crescita sostenuta del mercato statunitense dell’obesità», ha dichiarato l’analista Chris Schott.
- Fiserv: il titolo sta guadagnando il 2,3% in quanto la fintech, da quanto riportato dal Wall Street Journal, avrebbe avviato delle trattative con importanti banche statunitensi, tra cui JPMorgan e Bank of America, per la vendita della sua divisione di infrastrutture di pagamento che gestisce le transazioni con carte di debito.
- First Solar: il produttore di moduli solari è in calo dell’1,5% dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating del titolo da «neutral» a «buy».
- Rivian Automotive: il titolo del produttore di veicoli elettrici sta perdendo il 14,7% dopo l’annuncio della vendita di 75 milioni di azioni ordinarie di classe A per raccogliere capitali.
- Amazon: secondo quanto riferito dalla Cnbc, l’azienda di Jeff Bezos sta cercando di raccogliere 25 miliardi di dollari con un’emissione obbligazionaria. Le azioni sono in crescita dello 0,3%.
- Apple: JPMorgan ha ribadito il rating «overweight» per l’azienda della mela alzando il suo prezzo obiettivo da 325 a 345 dollari. «Riteniamo che vi siano diversi fattori che potrebbero portare a risultati in termini di ricavi e utili molto più favorevoli di quanto temuto attualmente dagli investitori», ha scritto in una nota Samik Chatterjee, analista della banca. Il titolo di Apple è in crescita dello 0,2%.
Le borse Usa aprono contrastate: il Dow Jones cresce dello 0,4% e consolida il nuovo record dei 53 mila punti; invece, S&P 500 e Nasdaq, a causa del sell off sui titoli dei chip, sono in calo, rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6%.
Sui mercati pesano le performance dei titoli dei semiconduttori. A rabbuiare il sentiment sono i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all'AI, riaccesi dopo la trimestrale di Samsung. La società ha superato le attese degli analisti. Tuttavia, i risultati sono stati accolti con forte scetticismo dagli investitori. «Dopo la seduta positiva di ieri, sostenuta dal recupero del comparto tecnologico, i mercati tornano oggi a mostrare segnali di nervosismo», commentano gli strategist di Mps. «Un segnale che evidenzia come, dopo il robusto rally degli ultimi mesi, per soddisfare il mercato non sia più sufficiente battere le stime, ma occorre anche batterle nettamente alla luce dei crescenti timori per gli investimenti futuri in infrastrutture». Gli investitori si sono concentrati su titoli chiave in altri settori del mercato, come quello sanitario, finanziario e delle grandi aziende tecnologiche.
E le aziende dei chip vanno giù: Micron perde il 6%, Kla il 5,4%, Marvell Technology il 5,4%, Broadcom l’1% e Advanced Micro Devices il 6,1%. Inoltre, secondo quanto riportato da Reuters, DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip basato sull’AI. Il progetto sarebbe solamente in fase iniziale, ma la notizia ha portato il titolo di Nvidia a perdere l’1,7% che rischia di ridurre la sua quota di mercato.
Inoltre, oggi SpaceX entra nel Nasdaq100. Il gruppo di Elon Musk accede al paniere che raggruppa le 100 maggiori società non finanziarie, quotate sul listino tecnologico per eccellenza, a meno di un mese dalla quotazione in borsa. Il titolo è già entrato lo scorso 30 giugno nel Russell 1000. Intanto, il titolo è in calo: -1,1%
Sul fronte geopolitico, torna a salire la tensione tra Iran e Usa. In mattinata i pasdaran hanno lanciato alcuni missili contro due navi commerciali vicino allo Stretto di Hormuz. L'incidente ha riacceso le preoccupazioni degli armatori e sollevato interrogativi sulla solidità dell’intesa tra i due Paesi. Inoltre, ieri il presidente americano Donald Trump aveva affermato che gli Usa raggiungeranno un accordo con l'Iran o «porteranno a termine il lavoro»: «Possiamo abbattere i loro ponti in un'ora, possiamo interrompere la loro fornitura di energia... Ora non hanno soldi. Non glieli abbiamo dati noi», ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale. A queste affermazioni ha risposto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha fatto sapere che i negoziati per un accordo definitivo «non inizieranno» se le minacce continueranno. In questo contesto, il prezzo del petrolio è tornato a salire: il Wti viene scambiato a 70 dollari (+1,6%) e il Brent a 73 dollari (+1,6%).
A causa dell’aumento dei prezzi del petrolio che ha alimentato i timori di inflazione, il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito leggermente al 4,50% (+0,03%), raggiungendo il livello più alto delle ultime due settimane.
Intanto, i leader della Nato si riuniscono oggi e domani ad Ankara, per il vertice annuale dell'Alleanza, mentre Washington continua a esercitare pressione sugli alleati affinché aumentino le spese per la difesa. E il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere rimasto «molto deluso» dalla reazione degli alleati della Nato in Europa alla sua guerra contro l'Iran.
A maggio, il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ampliato notevolmente a 77,6 miliardi di dollari, rispetto ai 54,6 miliardi di dollari (dato rivisto) di aprile. Il dato è in linea con le aspettative di mercato che prevedevano 78,5 miliardi di dollari. Il divario è stato il più ampio dal marzo 2025.
Anche le importazioni sono cresciute: 395,3 miliardi di dollari (+3,3%), il livello più alto da oltre un anno. L'aumento è stato trainato principalmente da maggiori acquisti di beni di consumo, in particolare preparati farmaceutici e telefoni cellulari, nonché di petrolio greggio e autovetture. Invece, le esportazioni sono diminuite del 3,2% a 317,7 miliardi di dollari, appesantite da minori spedizioni di oro e altri metalli preziosi, computer e accessori informatici e beni di consumo, in particolare preparati farmaceutici. I dati commerciali di maggio suggeriscono che le esportazioni nette peseranno maggiormente sul pil del secondo trimestre rispetto al primo.
- Crinetics: le azioni dell’azienda biofarmaceutica volano a +98,8% dopo che la società biotecnologica Vertex (-2,4%) ha annunciato un piano di acquisizione da 10 miliardi di dollari per ottenere trattamenti per rare malattie ormonali.
- Eli Lilly: JPMorgan prevede un altro trimestre positivo per il colosso farmaceutico. L’azienda ha alzato il suo prezzo obiettivo da 1.300 dollari a 1.400 dollari e le azioni crescono del 2,7%. «Ci aspettiamo risultati solidi grazie alla continua espansione del farmaco Mounjaro a livello internazionale e alla crescita sostenuta del mercato statunitense dell’obesità», ha dichiarato l’analista Chris Schott.
- Fiserv: il titolo sta guadagnando il 5,8% in quanto la fintech, da quanto riportato dal Wall Street Journal, avrebbe avviato delle trattative con importanti banche statunitensi, tra cui JPMorgan e Bank of America, per la vendita della sua divisione di infrastrutture di pagamento che gestisce le transazioni con carte di debito.
- First Solar: il produttore di moduli solari è in crescita del 0,5% dopo che Deutsche Bank ha alzato il rating del titolo da «neutral» a «buy».
- Rivian Automotive: il titolo del produttore di veicoli elettrici sta perdendo il 14,3% dopo l’annuncio della vendita di 75 milioni di azioni ordinarie di classe A per raccogliere capitali.
- Amazon: secondo quanto riferito dalla Cnbc, l’azienda di Jeff Bezos sta cercando di raccogliere 25 miliardi di dollari con un’emissione obbligazionaria. Le azioni sono in crescita dell’1%. (riproduzione riservata)